26.06.2008

Libertà sul web e caso Ruta-Fera: presentate dal Sen.M.Vincezo Vita del P.D. e dall'On. Giuseppe Giulietti di I.d.V. interrogazioni parlamentari al Ministro Alfano.

 

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il denunziato Dott. Carlo Ruta

il denunziante dr. Fera Agostino

Prima di lasciare per sempre il tribunale di Ragusa dov'è da 41 anni, il procuratore della Repubblica Fera Agostino, con la sua denunzia per stampa clandestina nei confronti dello Storico Carlo Ruta, perigliosamente approdata presso il tribunale di Modica, che l'ha condannato a 150 euro di multa + E.5.000,00 per spese di giustizia, scatena preoccupazione ed allarme nell'opinione pubblica nazionale ed un'insurrezione mediatica senza precedenti, di cui si hanno i primi importanti risvolti nelle sedi istituzionali.

Ecco di seguito le due interrogazioni (fonte: atti parlamentari):

INTERROGAZIONE

a risposta scritta

 

Al Ministro della Giustizia

 

Premesso che,

            lo scorso 8 maggio 2008, con sentenza della sezione penale del Tribunale di Modica, lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato per reato di “stampa clandestina”, a seguito della pubblicazione di numerosi documenti storici e a sfondo sociale sul sito www.accadeinsicilia.net, che aveva, prima della sua chiusura, caratteristiche di un vero e proprio blog;

           
            il processo a carico dello storico Carlo Ruta era stato avviato, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata in data 10 dicembre 2004, dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa. In tale denuncia, il magistrato asseriva che: << il sito www-accadeinsicilia.net risulta immesso e mantenuto in rete in palese violazione e contrasto con la normativa vigente, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001>>. Veniva precisato, altresì che: << Non può nutrirsi dubbio alcuno … che il sito in questione, per le caratteristiche di periodicità delle pubblicazioni ivi contenute e per il carattere prevalentemente informativo che lo connota, sia da ritenersi per intero assoggettato alla vigente legge sull’editoria e, come tale, allo stato di fatto, contrastante con le norme di cui alla legge 8 febbraio 1998 n. 47>>;

            la Polizia postale di Catania, tuttavia, incaricata dal Tribunale di Modica di effettuare accertamenti sul suddetto sito internet, con proprio rapporto aveva comprovato la non regolare periodicità degli aggiornamenti tematici;

            rilevato che lo storico Carlo Ruta, attraverso il predetto sito, ha pubblicato vari libri d’inchiesta e ha passato al vaglio e documentato fatti storici di indubbia rilevanza, come quello di Portella della Ginestra, svariati temi scottanti e casi giudiziari rimasti insoluti nel nostro paese;

            una delle investigazioni trattate dallo storico Carlo Ruta ha contribuito a riportare all’evidenza pubblica il caso del giornalista siciliano de “L’Ora” Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972, a seguito della pubblicazione di documenti giudiziari rimasti inaccessibili all’informazione per circa trent’anni;

            i medesimi documenti sono oggi consultabili sul sito internet www.leinchieste.com;

            considerato che tale sentenza, unica in Italia e in tutta Europa, sta creando allarme nell’opinione pubblica nazionale e in particolare nel mondo della comunicazione, per gli effetti devastanti che potrà avere sul terreno dei diritti di critica e delle libertà riconosciute nel nostro paese;

            secondo la logica sottostante il dispositivo della sentenza, la quasi  totalità dei siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere considerati fuorilegge, in quanto appunto “stampa clandestina”, e ciò in contrasto con le regole della democrazia;

            nel nostro paese la libertà di espressione è garantita dalla Carta Costituzionale e che la libertà sul web è inscindibile dalle libertà e dai diritti che sono propri di un paese democratico;

            con la suddetta sentenza, per la prima volta è stato varcato un limite, che non può lasciare indifferenti le istituzioni democratiche del nostro paese.

Si chiede di sapere dal Ministro quali iniziative intenda assumere al fine di promuovere i dovuti accertamenti sulle reali motivazioni che hanno ispirato la sentenza di condanna nei riguardi del dott. Carlo Ruta.

Sen.M.Vincenzo Vita.

 

INTERROGAZIONE

a risposta scritta

Al Ministro della giustizia. -

Per sapere - premesso che:

lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato penalmente, per «stampa clandestina», per aver gestito un sito di documentazione storica e sociale www.accadeinsicilia.net, in sostanza un blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l'incarico degli accertamenti, la non regolare periodicità negli aggiornamenti;

la sentenza di condanna, a una pena pecuniaria e al pagamento delle spese processuali, è stata emessa l'8 maggio 2008 dal giudice Patricia Di Marco, presso il tribunale di Modica, sezione penale, dietro denuncia presentata in data 10 dicembre 2004, dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa Agostino Fera. In tale denuncia, il magistrato asseriva che «il sito www-accadeinsicilia.net risulta immesso e mantenuto in rete in palese violazione e contrasto con la normativa vigente, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 marzo 2001». Precisava altresì: Non può nutrirsi dubbio alcuno... che il sito in questione, per le caratteristiche di periodicità delle pubblicazioni ivi contenute e per il carattere prevalentemente informativo che lo connota, sia da ritenersi per intero assoggettato alla vigente legge sull'editoria e, come tale, allo stato di fatto, contrastante con le norme di cui alla legge 8 febbraio 1998 n. 47;

il dott. Carlo Ruta attraverso il sito sopra detto, oscurato d'autorità, oltre che con vari libri d'inchiesta, negli anni recenti ha passato al vaglio e documentato fatti storici di indubbia rilevanza, come quello di Portella della Ginestra, ma anche temi scottanti e insoluti giudiziari del nostro paese. E in tale quadro d'investigazione ha contribuito a riportare all'evidenza pubblica il caso del giornalista siciliano de L'Ora Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972, pubblicando e rendendo disponibili documenti giudiziari che per trent'anni erano stati inaccessibili all'informazione (in parte presenti oggi sul sito www.leinchieste.com);

tale sentenza, unica in Italia e in tutta Europa, sta creando allarme nell'opinione pubblica nazionale e in particolare nel mondo della comunicazione, per gli effetti devastanti che potrà avere sul terreno dei diritti di critica e delle libertà riconosciute nel nostro paese, tenuto conto che, secondo la logica prevalsa, la quasi totalità dei siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere considerati fuorilegge, in quanto appunto «stampa clandestina», e ciò, secondo l'interrogante, in spregio a ogni regola della democrazia;

nel nostro paese la libertà di espressione è garantita dalla Carta Costituzionale e la libertà sul web è inscindibile dalle libertà e dai diritti che sono propri di un paese democratico;

per la prima volta è stato varcato un limite, che non può lasciare indifferenti le istituzioni democratiche del nostro paese -:

se intenda assumere iniziative normative per definire adeguatamente la disciplina della materia.
On.Giuseppe Giulietti.


Data pubblicazione: 25/06/2008       Codice Rif.: (4-00458)

In poche ore dall'attivazione di http://www.censurati.it/voxpeople/carloruta , ben 647 cittadini dal nord al sud Italia, hanno già espresso la loro solidarietà a Carlo Ruta. Sii tu il prossimo, difendi la tua libertà ed il tuo diritto ad esistere ed a far sentire la tua voce.

gino spadaro

 

 

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