MESSINA 08 luglio 2007. Pubblicazione aggiornata con l'evoluzione del caso fino al 31.07.2018

“……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!...”

 

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Biagio Spadaro-Fera Agostino

Procedimento Civile presso il Tribunale di Messina n.762/2007 R.G. in cui Fera Agostino e Spadaro Biagio sono entrambi attori e convenuti, l'uno in via principale e l'altro in "riconvenzionale".

La cifra, si presume quantificata dopo l’elaborazione di sofisticati calcoli è risultata tonda, senza decimali. L’ha stabilita l'allora procuratore della Repubblica del circondario formato da 8 comuni su 12 della Provincia di Ragusa, Fera Agostino. Cifra che, sommata agli €. 2.000.000,00 richiestigli in riconvenzionale dall’ex Direttore Coordinatore di Istituti Penitenziari e Cons. Prov. Dott. Biagio Spadaro, fa lievitare il “valore” della controversia a €. 4.000.000,00 né più, né meno.

Il 12.09.2018 il Giudice D.ssa Assunta Cardamone, il quinto che si occupa del caso, dovrebbe emettere sentenza ai sensi dell'art.281 sexies c.p.c. stabilendo la somma che il dr. Fera Agostino dovrà versare al dr. Biagio Spadaro, atteso che trattasi di "lite temeraria" i cui atti e testimonianze, acquisiti nel corso dei 10 anni dall'attivazione del procedimento, dimostrano come la colonna portante della citazione del Fera fondanta su un "rinvio a giudizio per calunnia" dello Spadaro, è stata abbattuta dalla Corte Suprema di Cassazione che ne ha sentenziato la totale insussistenza, mentre le autoreferenziali presunte diffamazioni che il Dott. Spadaro avrebbe poste in essere con le sue pubblicazioni nel blog www.giustiziaesfatta.com, sono state tutte clamorosamente smentite da autorevoli testi citati dal Fera, eccezion fatta per uno che ha reso falsa testimonianza ed una volta imputatone, ha ritrattato per ottenere l'esimente di Legge, oltre che da sistematici respingimenti di ossessive richieste per le vie penali e civili di oscuramento di detto blog e dalla definizione con decreti di archiviazioni di decine e decine di procedimenti penali promossi dal Fera, nonchè da ordinanze di archiviazioni e sentenze penali di Tribunali e Corti d'Appello tutte pienamente assolutorie del Direttore Spadaro che hanno classificato dette pubblicazioni " di commento e critica a largo raggio delle vicende che interessano il territorio per cui debba essere assolto dal delitto a lui ascritto ai sensi dell'art. 51 c.p." (l'esercizio del diritto di informazione esclude la punibilità"); dal "contenuto che la Corte reputa non integrante il reato contestato in quanto espressione del diritto di critica. Di quest'ultimo esistono tutti i presupposti. In primo luogo l'interesse pubblico della notizia .... In secondo luogo, va rilevata la continenza delle espressioni utilizzate e attraverso queste la veridicità della notizia, operandosi un larvato riferimento alle molteplici vicende che hanno interessato il procuratore Fera, comprovate dai numerosi articoli di stampa, provvedimenti giurisdizionali ed atti della interrogazione parlamentare presenti nel fascicolo processuale. Su tali presupposti va confermata la pronunzia di assoluzione di Spadaro Biagio... ai sensi dell'art.605 c.p.p."(il fatto non costituisce reato).

Di contro, la domanda riconvenzionale del Direttore Spadaro è fondata su inconfutabili prove documentali relative ad ansie e stress, sfociati in infarti acuti del miocardio a causa dell'inopinato, inaudito accanimento giudiziario infarcito di ingiurie, diffamazioni, falsità e calunnie subite dall'allora procuratore Fera, forte della sua carica, mai cessato. Il tutto come documentato nell'elenco dei 126 procedimenti penali + due amministrativi + questo civile, visibile cliccando di seguito su 40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009)

I FATTI

Allorchè il 27.01.2007 veniva notificato al Dott. Spadaro il sotto riprodotto atto di citazione redatto dall'avv. Di Paola Carmelo per conto di Fera Agostino a comparire innanzi al Tribunale Civile di Messina per l'udienza del 10.05.2007 (per aprire il documento cliccare sul link a seguire) :

citazione Fera-Di Paola.pdf

lo Spadaro ne informava il proprio avvocato pro tempore Gaetano Sano, chiedendogli nel contempo lo stato della causa che presumeva attivata nei confronti di Fera Agostino invitato a comparire dinanzi al Tribunale Tribunale Civile di Messina per la data del 30.04.2006 come da sotto riprodotto atto di citazione con in calce il mandato professionale con procura del 12.01.2006 (per aprire il documento cliccare sul link a seguire):

citazione Sano-Spadaro.pdf

Lo Spadaro, apprendeva dal predetto difensore di fiducia che aveva dimenticato di notificare il su riprodotto atto di citazione a Fera Agostino, pertanto nullo. Atto in cui sono narrate le gravissime "calunnie" smentite dai fatti, che l'allora procuratore lanciava nei confronti del Direttore Spadaro per cui veniva richiesto il risarcimento dei danni tutti e che ebbero inizio con le sotto riprodotte dichiarazioni del Fera fatte al Proc. Aggiunto presso il Tribunale di Palermo Giuseppe Pignatone il 13 marzo del 2003, risultate ad indagini concluse documentalmente smentite:

Pignatone

FERA

RUTA

Il Dott. Spadaro, che aveva appreso da una richiesta di proroga delle indagini preliminari di essere indagato per "diffamazione in concorso" , si recava presso il Tribunale di Palermo entro il quinto giorno dalla notifica, ma non riusciva a saperne il perchè, nè dal G.I.P. Gioacchino Scaduto che gli diceva che aveva già restituito il fascicolo al P.M. richiedente la proroga, nè dal p.m. Paoletta Caltabellotta assente, delegata dal Proc. Pignatone alla trattazione del caso, per cui depositava la sotto riprodotta denunzia:

denunzia palermo

 

 

Denunzia che avrebbe causato la sotto riprodotta iscrizione di Fera Agostino, nell'ambito del medesimo p. penale (13404/2014 RGNR) per il delitto p. e p. dall'art.368 c.p. (calunnia):

iscrizione Fera PA

Avuto finalmente accesso al fascicolo a seguito di richiesta di archiviazione, lo Spadaro oltre agli atti su detti, lo acquisiva in copia integrale, che gli consentiva di avere una visione chiara della vicenda e di opporsi a detta richiesta smentendo con prove documentali le calunniose affermazioni del Fera supportate da atti che piuttosto che a sostegno delle sue accuse costituivano un'autodenunzia dei reati da egli consumati nel tentativo di danneggiarlo (aveva attivato il p.penale n.951/2003 RGNR auto assegnandoselo ed utilizzato uomini e mezzi della sua procura per mandarli a Pozzallo luogo di residenza dello Scrittore Dott. Carlo Ruta ricadente sotto il circondario della Procura di Modica nel tentativo, risultato vano, di accertare se il materiale posto a base della pubblicazione del libro "Lo scandalo di Vittoria e la malagiustizia a Ragusa", gli fosse stato fornito dallo Spadaro, comprese delle lettere ivi riprodotte dell'Amministrazione Penitenziaria e del Ministero di Grazia e Giustizia, che come dimostrato dallo Spadaro erano atti pubblici della Commissione Bicamerale Antimafia, già pubblicati, dopo l'assassinio di Giuseppe Fava, dal figlio Claudio e da Miki Gambino nel mensile "I Siciliani" Anno III n.24 del gennaio 1985. RAGUSA II parte. L'altra faccia della mafia).

Iscrizione alla quale sarebbe seguito il sotto riprodotto decreto di archiviazione parziale del 03.01.2005 a firma del g.i.p. Gioacchino Scaduto, con cui dispone archiviarsi la posizione del titolare della casa editrice in Palermo sig. Pitti Salvatore (che aveva pubblicato il libro del Dott. Carlo Ruta), nonchè del Direttore Spadaro e procedersi nei confronti del denunziante Fera Agostino per il delitto di calunnia p. e p. dall'art.368 c.p.

Gip PA

gip pa

 

gioacchino

 

L'01 febb. 2005 si teneva l'udienza camerale presieduta dal su detto G.I.P. relativamente al procedimento su detto 1956/2004 R. GIP nei confronti di Fera Agostino per il delitto di "CALUNNIA" in danno del Direttore Spadaro e veniva redatto il sotto riprodotto verbale, in cui il Fera, con dichiarazioni non veritiere e documentalmente smentite, colloca l'insorgenza dell'inimicizia con lo Spadaro nel 1995 (epoca in cui lo Spadaro era in aspettativa per malattia fino al suo pensionamento del marzo 2006) "I miei rapporti con Spadaro Biagio si sono per così dire deteriorati a seguito di una mia iniziativa giudiziaria risalente al 1995 conclusasi con assoluzione anche in appello dello Spadaro". A seguito di detto episodio, lo Spadaro ha cominciato a tempestare varie autorità di esposti contro di me" . Ritornello che ha ripetuto decine di volte in varie denunce, memorie, opposizioni a richieste di archiviazione ed a spontanee dichiarazioni, auto accusandosi.

Infatti, laddove il Fera pone a base dell'insorgenza dell'autoreferenziale "persecuzione" la "sua iniziativa giudiziaria risalente al 1995" che è il terminale di un'indagine ad ampio ventaglio iniziata a fine 1992 (attivò a carico dello Spadaro, auto assegnandoseli ben 6 p. penali), non fa altro che sconfessare se stesso, con l'aggravante di attribuirla " ad una denunzia del Provveditore agli Istituti Penitenziari Dott. Cardillo ...", ben sapendo che questi intervenne a seguito di lettere anonime inviate ad egli neo procuratore ed al Ministero di Grazia e Giustizia e che a seguito di ulteriore ispezione ministeriale conseguente ad altre lettere anonime che segnalavano la presunta amicizia tra detto Ispettore Regionale ed il Direttore Spadaro, nessuna censura, nè rilievo gli furono mossi, come nessuna denunzia a suo carico ci fu da parte dell'Ispettore Regionale Dott. Rosario Cardillo, che nella sua relazione rilevò, per inciso, un'involontaria irregolarità nell'assunzione di una vigilatrice trimestrale (leggasi la sotto riprodotta sentenza del Presidente della C.d.A. di CT. Alfio Cocuzza).

Cocuzza 1

Cocuzza 4
Cocuzza 6
Cocuzza 8

IL Direttore Spadaro invece, fa risalire su detto "deterioramento dei rapporti" all'atto della nomina del Fera al vertice della Procura di Ragusa (sett.1992) e vi pone a base il rifiuto oppostogli di riservare i richiestigli trattamenti di favore nei confronti del capi clan "Dominante-Carbonaro" ed affiliati, per cui gli scatenò una vera e propria bufera giudiziaria, che grazie alle logoranti e superdocumentate memorie difensive culminò, dopo una serie di archiviazioni, col suo rinvio a giudizio per "abuso d'ufficio" (ben altre erano le mire) per i fatti per cui sarebbe stato assolto in primo grado dal Tribunale di Ragusa (Pres. Dott. Michele Duchi) e definitivamente con la sentenza sopra riprodotta dalla C.d.A. di Catania e che pertanto è lui ad essere stato ed a continuare ad essere perseguitato dal Fera, come documentalmente provato e non viceversa come da questi sostenuto rovesciando i fatti (leggansi i paragrafi da 1 a 10 cliccando di seguito su 40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali 7.09.2009 ).

La narrazione delle due diverse genesi del "deterioramento dei rapporti ", l'una del procuratore Fera e l'altra del Direttore Spadaro, questa sì vera e documentalmente provata, sono riportate nel sotto riprodotto verbale d'udienza dell'01.02.2005 reso da entrambi al G.I.P. Gioacchino Scaduto presso il Tribunale di Palermo e provate dall'attento esame della su riprodotta sentenza della Corte d'Appello di Catania, a firma del Presidente Alfio Cocuzza dell' 11.02.1997, che lo liberò finalmente dall'infamia di un processo enfatizzato ad arte dai mass-media, consentendogli di denunziare alle competenti A.G. l'01.04.1997 i richiestigli trattamenti di favore in pro dei capi clan Dominante-Carbonaro ed affiliati e di concludere il suo mandato di Cons. Provinciale, eletto nonostante per tutto il periodo della campagna elettorale delle politiche del 1994, gli u.p.g. delegati dal Fera entravano ed uscivano dal Carcere per indagare sul suo operato, con grave nocumento per l'Istituzione Penitenziaria, per il suo Direttore, per i suoi fedeli e valenti collaboratori della Polizia Penitenziaria, per il Dipartimento dell'Amm.ne Penitenziaria e per il Ministero di Grazia e Giustizia :

giò

giò

giò

giò

Giò

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A conclusione di su detta udienza il GIP Scaduto si riservava ed il 07 febb.2005 chiudeva il caso con lo scarno decreto di archiviazione sotto riprodotto fondato su un accertato errore in cui sarebbe stato indotto da "malessere fisico" e dall'essere venuto in ufficio nonostante febbricitante (in quei giorni la stampa scriveva di Pierluigi Vigna in visita al Palazzo di Giustizia di Palermo), come personalmente detto allo Spadaro allorchè, acquisita finalmente l'introvabile querela delle sorelle Puglisi (figlie del Pres. ed ancor prima Procuratore presso il Tribunale di Ragusa Dott. Francesco Puglisi, con cui lo Spadaro intratteneva buoni rapporti) nei confronti del Dott. Carlo Ruta, posta a base del decreto di archiviazione, gliela mostrava facendogli notare come nè si faceva riferimento alla sua persona, nè vi era citato, chiedendogli cosa si sarebbe dovuto fare per sanare l'errore e quindi rinviare a giudizio il Fera, ricevendone come consiglio di rivolgersi al C.S.M.

archiviazione

Consiglio non seguito dallo Spadaro che presentò un dettagliato esposto all'Avvocato Generale della Procura Generale della Repubblica di Palermo Vittorio Aliquò, per cui gli atti sarebbero stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Caltanissetta (P.M. Ombretta Malatesta), che dopo averne assunto a s.i.t. l'esponente, li avrebbe ritrasmessi a quella di Palermo (P.M. Roberto Scarpinato) che, archiviata la calunnia, li avrebbe trasmessi alla territorialmente competente Procura di Messina  per l’ulteriore corso (p.m. Crescenti Emanuele - Siciliano Giuseppe) in ordine ai residuali reati a carico del Fera di false dichiarazioni in atti giudiziari, abuso d’ufficio e peculato. Il Fera aveva attivato il p.p. n.951/03 RGNR e mandato i Carabinieri a Pozzallo, luogo di residenza del Ruta appartenente al circondario della Procura di Modica, nel tentativo risultato vano, di accertare se era stato lo Spadaro a fornirgli i documenti che aveva riprodotto nel suo libro "Lo scandalo di Vittoria e la mala giustizia a Ragusa", con l'aggravante di aver dichiarato nella sua opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento di cui al su riprodotto decreto, che il Dott. Ruta ne aveva dato conferma, venendone smentito dalle dichiarazioni da questi rilasciate ai CARABINIERI. (p.p. n.124/2006 R.G.N.R. a cui sono uniti il N.2874/2006 R.G.N.R. ed il n.1185/2006 R.G.N.R. per i delitti di cui agli artt. 595 c.p. e 368 c.p.)

A seguito di Camera di Consiglio del 7.07.2008, il g.i.p. Orlando Daria, accogliendo la richiesta dei su detti p.m. ne decretava l'archiviazione.

Allo Scrittore Dott. Carlo Ruta (a cui è ben noto il dossier del Prefetto Dott. A. Prestipino Giarritta, che con un tiro mancino dovette lasciare Ragusa quando stava per scioglire il comune di Vittoria per mafia, non sarà sfuggito come il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno Matteo Salvini vi ha provveduto il 27.07.2018), l'allora procuratore Fera per i fatti su detti avrebbe fatto attivare ben 5 p. penali (2 a PA. poi uniti, due a ME. poi uniti, uno a Modica a seguito della trasmissione di uno stralcio degli atti dalla procura di Messina e nel contempo, su citazione dell'avv. Di Paola Carmelo uno civile a Ragusa, che avrebbe causato, oltre alla condanna di egli Ruta e di Agosta Sebastiano al risarcimento di danni morali, l'oscuramento del sito internet www.accadeinsicilia.net . Fatti narrati cliccando di seguito sui sotto elencati titoli:

14)La condanna di Carlo Ruta: un insulto all'art.21 della Costituzione ed alle Leggi che ne discendono (29.09.2006)

24) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007)

27) Stampa clandestina: insurrezione di blogger ed internauti per la condanna di Carlo Ruta (20.06.2008)

32) La sentenza shock del Giudice Di Marco Patricia del Tribunale di Modica (RG.) (13.10.2008)

52) Cassazione: con Carlo Ruta vince il web Italiano (10.05.2012)

53) CASSATA LA DENUNZIA PER STAMPA CLANDESTINA DELL'EX PROCURATORE FERA AGOSTINO. (17.10.2012)

Alla luce di quanto sopra, appare chiaro come su detta citazione dello Spadaro da parte di Fera-Di Paola con richiesta risarcitoria di €.2.000.000,00, sequestro cautelare dei beni ed oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, fosse scaturita dall'intervenuta conoscenza di suddetto atto di citazione del Fera da parte di Sano-Spadaro e dal timore che lo Spadaro una volta venutone a conoscenza della nullità, ne avesse preteso, a buon diritto, l'immediata regolarizzazione da parte del suo avvocato.

In buona sostanza il procuratore Fera ed il suo difensore avv. Di Paola, amici, compagni di giochi, consoci lions, ripetutamente coindagati dalla Procura di Messina (leggasi cliccando di seguito su: 31) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi? 3.09.2008 e su 34)Lettere anonime: Fera Agostino, Di Paola Carmelo e Spata Maria Giovanna indagati dalla Procura di Messina per calunnia (23.10.2008) avevano messo a frutto la dimenticanza di su detta notifica dell'atto di citazione Spadaro-Sano, sperando che, - col procedimento civile da loro attivato, - con l'ausilio di qualche g.o.t. proveniente da Catania per sostituire a Messina il Giudice titolare Mirella Schillaci che dopo avere rigettate le richieste di sequestro cautelare dei beni dello Spadaro, risarcitorie, di oscuramento del suo blog giustiziaesfatta.com ed ammesso la citazione di alcuni testi richiesti dal Fera, avrebbe lasciato il caso in quanto trasferita a R. Calabria e - con la scomparsa del sotto riprodotto faldone n.2 contenente gli atti relativi la genesi di detto blog, le certificazioni specialistiche e le cartalle cliniche relative agli infarti dello Spadaro (fatti da questi doverosamente segnalati alle competenti A.G., dopodicchè è stato sostituito il G.O.T. ed è ricomparso il faldone mancante),

faldone

si sarebbero impadroniti nel breve tempo dei suoi averi, oltre a farlo condannare penalmente con l'apertura di nuovi procedimenti penali in aggiunta a quelli esistenti artificiosamente tenuti in vita, di tal che per ognuno che veniva chiuso ne venivano attivati due, strumentalmente sinergici a quello civile con perfetta scansione temporale, com'è dimostrato emblematicamente dai sotto elencati p. penali sfociati in due processi: l'uno, il n.6647/2006 RGNR conclusosi nel 2016 con il sotto riprodotto dispositivo di sentenza assolutoria divenuta definitiva a firma del Giudice Rosa Calabrò (il P.M. presente all'udienza: un G.O.T. in sostituzione del titolare trasferito a CL., aveva chiesto l'assoluzione ai sensi dell'art.530 c.p.p.)

sentenza

e l'altro il n.6548/2008 R.G.N.R. Giudice D.ssa Valeria Curatolo in cui lo Spadaro sarebbe stato assolto in 1° grado "per non aver commesso il fatto"ed a seguito di appello del p.m. dr. Monaco Fabrizio, del Sostituto Procuratore Generale della Repubblica d.ssa Napoli Vincenza, e dell'avv. Giannone Salvatore Daniele per conto di Fera Agostino, definitivamente con la sotto riprodotta sentenza del 18.09.2017 "perchè il fatto non costituisce reato" Relatrice la D.ssa Maria Eugenia Grimaldi, Giudice a latere la Cons. Maria Teresa Arena e Presidente del Collegio Giudicante Cons. Dott. Alfredo SICURO, che come vi si legge non ha accolto la richiesta dello Spadaro di sottoporre a perizia psichiatrica Fera Agostino, che l'aveva ripetutamente richiesta a carico dei suoi "nemici e detrattori" (Spadaro compreso), che si erano sempre dimostrati disponibili a condizione che venisse disposta anche sulla sua persona, specificando che il Direttore Spadaro aveva allegato a detta richiesta il certificato di visita psichiatrica rilasciatogli dall'A.S.P. di Ragusa il 05.09.2017 ("Il paziente non presenta alcun disturbo di personalità nè turbe psichiatriche") previo superamento del test MMPI-2 (647 quiz) richiestogli dalla Prefettura di Ragusa per il rinnovo della licenza di porto di pistola in esenzione per difesa personale (per aprire il documento cliccare sul link a seguire):

SENT. SICURO

In proposito leggansi i paragrafi n.72 e 117 cliccando di seguitosu 40) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009) e su 60) LE PISTOLE DEL DIRETTORE: il Prefetto Vardè rende GIUSTIZIA all'avv. Spadaro (04.10.2014) - con aggiornamento del 15.04.2016)

Lo Spadaro, pertanto, spiazzato dalla "dimenticanza" del suo avvocato, inseriva nella sua "domanda riconvenzionale" alla citazione Fera-Di Paola, oltre alla copiosa documentazione sanitaria degli infarti avuti a seguito dello stress causatogli dal procuratore Fera, anche i fatti su detti attivati con la su riprodotta denunzia del Fera al Proc. Dott. Giuseppe Pignatone e gli atti probatori, contenuti nel faldone n.2 su riprodotto. Squallida vicenda che gli causò un'enorme perdita di tempo di soldi e di salute (continui viaggi a Palermo, Caltanissetta, Messina, onorari dei difensori ed aggravamento delle proprie condizioni di salute).

Citazione di Fera-Di Paola del 27.01.2007, che ai sensi di Legge è una "lite temeraria" dalle ben note conseguenze ad effetto boomerang. Causa, la cui colonna portante collocata in testa alla citazione è:

- il rinvio a giudizio per "calunnia" dell'originaria Parte Offesa Biagio Spadaro nel procedimento penale n.608/98 RGNR presso il Tribunale di R. Calabria iniziato carico di Fera Agostino, Zumbo Antonio, Romano Vincenzo, +11 in cui il Fera si era costituito parte civile (costituzione mai ritirata) ed il cui esito quantomeno per prescrizione, alla data su detta era scontato (procedimento che si sarebbe concluso con la sentenza pienamente assolutoria della Cassazione);

seguita da - una serie di pubblicazioni su http://italy.indymedia.org, poi riportate su www.giustiziaesfatta.com, autoreferenzialmente ritenute diffamatorie dal Fera, ma nella realtà relative a fatti veri, documentalmente provati e divulgabili ai sensi di Legge in quanto estrapolati da pubbliche udienze;

- su una fantomatica lettera dello Spadaro relativa alla sua espulsione dal Lions Club di Ragusa (pretesa dal Fera che ne era il v. presidente del consiglio direttivo), reo di avere ricordato pubblicamente, nel corso della conviviale lions presso "BAIA SAMUELE" del 22.10.2005, al governatore Tommasini Raffaele (che chiedeva solidarietà per il Fera cercando di ridicolizzare l'interrogazione parlamentare con cui il Segretario Nazionale del P.d.C.I. On. Prof. Oliviero Diliberto ne chiedeva la destituzione da procuratore della Repubblica di Ragusa) che lo statuto Lions vieta ai soci di fare politica.

In merito corre l'obbligo di ricordare come l'unico dei 6 testi citati da Fera-Di Paola ed ammessi dal Giudice civile Mirella Schillaci, che sosteneva di avere memoria di su detta lettera, rese falsa testimonianza ed una volta imputato del delitto p. e p. dall'art.372 c.p. , ritrattò per ottenere l'accordatagli esimente di Legge (art.376 c.p.) Leggasi cliccando di seguito su:

L'EX DIRETTORE REGIONALE DEL LAVORO ADAMO VINCENZO CHIAMATO A TESTIMONIARE DA FERA AGOSTINO RENDE "FALSA TESTIMONIANZA"(17.12.2012) . Pubblicazione dove sono riprodotti la memoria di pentimento ed il verbale di ritrattazione reso al P.M. Dott. Stefano Ammendola;

21) L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina (25.7.2007).

Lite che paradossalmente si ritorce contro il promotore Fera Agostino, ove poi si consideri poi :

- che su detto rinvio a giudizio dello Spadaro, si sarebbe concluso con il sotto riprodotto dispositivo di sentenza del giudice Cotroneo Tommasina del Tribunale di Reggio Calabria di non doversi procedere nei suoi confronti per inervenuta prescrizione del reato ascrittogli e per l'effetto con la relativa perdita di efficacia della costituzione di parte civile del Fera:

cotroneo

- che lo Spadaro all'esito dell' appello per l'assoluzione nel merito, confirmatorio della su riportata sentenza, aveva presentato insieme all'avv. Gaetano Sano istanza di sospensione del p. civile attivato da Fera-Di Paola presso il Tribunale di Messina (762/17 R.G.) in attesa dell'esito del relativo ricorso alla Corte Suprema di Cassazione. Sospenzione di fatto accordata dal G.O.T. Natale Zumbo con un notenole rinvio alla successiva udienza in cui sarebbe stato sostituito dal giudice Francesco Catanese e successivamente dall'attuale titolare del procedimento D.ssa Rosa Cardamone). Detto ricorso, frustrando le aspettative Fera-Di Paola e tagliando la corna al toro, sarebbe stato accolto in pieno come da sotto riprodotta Sentenza:

pag.1

pag.2

pag.3

 

- che il Fera aveva denunziato lo Spadaro per i contenuti del suo atto d'appello a su riprodotto dispositivo di sentenza prescrittiva del giudice Cotroneo Tommasina, facendo attivare il p.p. n.5304/2008 RGNR, cui è unito il n.4018/2010 (leggasi cliccando di seguito su ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013).

Procedimento che, dopo un iter tortuoso ed inquietante si sarebbe concluso con la sotto riprodotta corposa ordinanza di archiviazione del Giudice Domenico Santoro (per aprire il documento cliccare sul link a seguire) :

ORDINANZA SANTORO.pdf

- che il Fera, non pago di ciò, e prima ancora che si conoscesse l'esito vittorioso per lo Spadaro della sentenza della Cassazione lo denunziò al procuratore di Ragusa Carmelo Antonio Petralia per i contenuti del II° e III° capoverso di pag.8 del relativo ricorso, causando l'attivazione di ben 4 procedimenti penali. Il primo a Ragusa, n.501/2015 RGNR p.m. Carmelo Antonio Petralia che ad indagini concluse, piuttosto che richiederne l'archiviazione come avrebbe dovuto, dal momento che gli fu prodotta la su riportata sentenza della Corte Suprema di Cassazione nel frattempo intervenuta, ne trasferì gli atti a R. Calabria "per competenza territoriale" (n.2289/16 RGNR p.m. Gaglioti Angelo), che contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio dello Spadaro fu costretto ad attivare un altro p. penale a carico del Fera (n.3666/2016 RGNR in quanto lo Spadaro nel corpo dell' interrogatorio di garanzia reso a Ragusa aveva contro denunziato il Fera), trasferendone gli atti alla Procura di Messina per "competenza funzionale" (n.4645/2016 RGNR p.m. Massara Francesco, per i delitti pp. e pp. dagli artt. 595, 368, 612/bis, con l'aggiunta dell'art. 319 quater c.p. a seguito di un supplemento di notizie richieste allo Spadaro e fornitegli tramite i CARABINIERI di Ragusa). Leggasi cliccando di seguito su:

- 72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016)

-73) FISSATA DAL G.U.P. ADRIANA TRAPANI L'UDIEZA PRELIMINARE PER IL CASO FERA-SPADARO (22.07.2016)

-74) Per i medesimi fatti indagini a carico del Fera e giudizio abbreviato per Spadaro (06.10.2016)

-che lo Spadaro, per quanto sopra processato per calunnia dal Tribunale di R. Calabria, è stato assolto con il sotto riprodotto dispositivo di sentenza (leggasi cliccando di seguito su -76) GIUSTIZIA E' FATTA: ENNESIMO FLOP DI FERA AGOSTINO-Il Giudice Adriana Trapani assolve il Direttore Spadaro. (17.12.2016) :

 


Sentenza alla quale sarebbero seguiti come di consueto, gli appelli del p.m. Gaglioti Angelo ed il giorno dopo dell'avv. Giannone Salvatore Daniele per conto di Fera Agostino, conclusisi il 29.05.2018 con la sottoriprodotta sentenza confirmatoria di quella di I° grado (Pres.Cons. Dott. Daniele Cappuccio, relatrice la Cons.Dott.ssa Cinzia Barillà Giudice a latere Dott. Pantena, P.G. Domenico Galletta)

sent.

Per saperne di più clicca di seguito su: -79) LA CORTE D'APPELLO DI R. CALABRIA RIGETTA GLI APPELLI DEL p.m. GAGLIOTI ANGELO E DI FERA AGOSTINO E CONFERMA LA SENTENZA ASSOLUTORIA DEL DR. SPADARO (29.05.2018).

Per quanto riguarda il p. penale su detto a carico del Fera (n.4645/2016 RGNR) di cui era titolare il P.M. presso la Procura di Messina Dr.Francesco Massara, a seguito di sua richiesta, sarebbe stato archiviato il 18.01.2018 dal G.I.P. Maria Vermiglio. In buona sostanza lo Spadaro per avere rilevato nel suo vittorioso ricorso per cassazione che uno dei testi principali (l'u.p.g. delegato dal proc. Fera) non era stato sentito in merito a quanto già fatto presente nell'approvata lista dei testi in atti al fascicolo del giudice di 1° grado (spiegare i motivi per cui effettuava incontri presso il Carcere di RG. col capo clan Bruno Carbonaro, da chi e per quali motivi ne era stato delegato) è stato processato ed assolto come sopra, mentre il Fera che nella medesima querela accusa lo Spadaro di aver favorito il trasferimento dal carcere di Modica a quello di Ragusa di Bruno Carbonaro e di essere stato denunziato dai Carabinieri venendone documentalmente smentito, se l'è fatta franca in barba all'art.3 della Costituzione (nel periodo da lui indicato Bruno Carbonaro non fu mai ristretto nel Carcere di Modica come da attestato riprodotto cliccando di seguito su 72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016) ed i CARABINIERI, piuttosto che denunziare, elogiarono il Direttore Spadaro unitanimente al Prefetto Dott. Antonio Prestipino Giarritta per il felice esito dell'"OPERAZIONE SQUALO" come da note di apprezzamento riprodotte cliccando di seguito su 45) SPADARO ELOGIATO DAL PREFETTO DI RG.Dr.A.PRESTIPINO GIARRITTA E DAL GEN. CC. DOTT. FRANCESCO GUARRATA PER L'OPERAZIONE SQUALO (17.04.2010) e su 47)Il Gen. CC. Dott. Giorgio Vincenzo Piras: essenziale l'opera di Spadaro nell'operazione "SQUALO" (27.10.2010).

Per quanto riguarda la richiesta di oscuramento di questo blog, ribadita ancora una volta e per l'ennesima nella comparsa conclusionale Fera-Di Paola , non può non rimarcarsi come tra gli innumerevoli respingimenti per le vie penali, c'e anche quello per le vie civili del Giudice Dott.ssa Mirella Schillaci, gia titolare di questo p. civile (n.762/2007 R.G.).

Inoltre lo Spadaro nei suoi scritti si è sempre riferito a fatti pubblici di interesse pubblico relativi all'operato del procuratore Fera Agostino esercitando il diritto garantito dall'art. 21 della Costituzione ed è stato sempre assolto ai sensi del combinato disposto degli artt.51 c.p. e 605 c.p.p. dai tanto infamanti quanto inutili e dispendiosi procedimenti penali attivati dal Fera), come si legge a chiare lettere nelle su riprodotte sentenze assolutorie di ben tre Tribunali, confermate da ben tre Corti d'Appello (Catania, Messina e R. Calabria) oltre all'annullamento senza rinvio per insussistenza del fatto sancito come sopra con sentenza dalla Corte Suprema di Cassazione ed alla miriade di procedimenti promossi dal Fera, tutti definiti con archiviazioni, con particolare riferimento alla su riprodotta ordinanza del Giudice Domenico Santoro.

Il procuratore Fera nell'esercizio delle sue funzioni ha offeso il Direttore Spadaro in atti pubblici, in sede di escussione giudiziaria, nella carta stampata e nelle TV locali, regionali e nazionali con attacchi personali risultati inequivocabilmente e direttamente rivolti a svilirne la figura morale. Dichiarazioni dal contenuto altamente diffamatorio che non hanno trovato alcun riscontro e pertanto risultate prive di fondamento, considerati gli esiti favorevoli di tutti i procedimenti penali a suo carico. Attacchi sotto riprodotti, che nulla hanno a che fare con il suo operato di Direttore Coordinatore di Istituti Penitenziari preposto alla Direzione del Carcere di Ragusa, rivolti anche a coloro che ama definire "suoi nemici e detrattori":

(per estratto) "inqualificabili signori presentatori di folli denunce" - "dal comportamento improntato alla calunnia ed alla denigrazione continua" - "alla spasmodica ricerca di vendetta insensata" - "perfidi e cattivi" - "livorosi e rancorosi" - "accecati dalla rabbia" - "dalle velenose insinuazioni" - "dai compotamenti spregiudicati"- "menti contorte e vendicative" - "menti distorte e vendicative" - "dalla propensione a delinquere" - "dalle personalità malate" - "detrattori" - "gaglioffi" - "folli grafomani da sottoporre a perizie psicologiche" - "a consulenze psichiatriche" - "calunniatori indagati " - "diffamatori accertati" - "basta leggere anche soltanto i passi segnati da me a margine con segni e indicatori per rendersi conto delle loro condizioni mentali" - "che usano con violenza maniacale le parole" - "certamente disturbate mentalmente" - "insani di mente come può rilevarsi dal loro aspetto" e, con esclusivo riferimento allo Spadaro "le sue psicotiche elucubrazioni" - "mente distorta e vendicativa che da venti anni mi perseguita avendo il coraggio di affermare persino che è lui ad essere perseguitato" - "Incontrandomi o incrociando lo sguardo è solito guardarmi sempre con occhi torvi quasi a volermi colpire con gli occhi..." (Sguardo assassino che avrebbe scatenato nel tremebondo magistrato "fibrillazione atriale" costringendolo al ricovero ed alla "cardioversione elettrica") - " ritenendo che egli non sia completamente sano di mente, come può rilevarsi oltre che dal suo comportamento, anche dal suo aspetto" etc..", salvo a chiedere l'applicazione dell'esimente prevista dall'art.598 c.p. allorchè ne è stato denunziato per calunnia ed a continuare a pretendere che si facciano i processi nei processi ogni qual volta i Giudici disattendono le sue richieste.

Alla luce di quanto su esposto ed atteso che il Fera non è nelle condizioni di Legge per chiedere il becco di un quattrino, in quanto tutti i presupposti delle sue richieste risarcitorie si sono rivelati infondati e da tali clamorosamente e sistematicamente bocciati per le vie giudiziarie, oltre che temerari, sarà il Giudice D.ssa Assunta Cardamone a monetizzare i 27 anni di vita sin qui espropriata dal Fera al Direttore Spadaro da quando aveva 50 anni, causandogli i sotto elencati danni irreversibili e mai sufficientemente risarcibili, sottoponendolo ad un vero e proprio supplizio di Tantalo con l’uso sconsiderato del suo prepotere, paralizzando di fatto il normale corso della Giustizia ed arrecando un danno enorme all'erario, con l'attivazione di una miriade di pretestuosi p. penali tutti definiti con archiviazioni e di interminabili processi, tutti definiti con sentenze assolutorie dello Spadaro:

    1. Danno biologico causato da lesione permanente della salute“episodi recidivanti di fibrillazione atriale in soggetto già sottoposto a duplice angioplastica transluminare e residua insufficienza coronaria ergometricamente evidenziata”; “infarti acuti del miocardio”; “interventi di coronarografie ed angioplastiche con applicazione di stents”(12);“Cardioversioni”; “Angor”, “perdurante Angina instabile”
    2. + Danno emergente da calcolarsi quantificando il minor reddito da pensionato rispetto a quello in attività di servizio;
    3. + Lucro cessante da calcolarsi quantificando il mancato guadagno causato dal blocco della carriera di Direttore Coordinatore di Istituti Penitenziari, a causa della dispensa dal servizio per fisica inidoneità, come sopra causata dal Fera (quasi tutti i colleghi di concorso dello Spadaro rivestono oggi il grado di Dirigenti Generali, in virtù delle Legge che ha attribuito loro il grado superiore all'atto del collocamento a riposo.);
    4. +  Danno da perdita di chance, avendo il Fera determinato, con la miriade di p. penali attivatigli, la castrazione politica del Cons. Prov. Capogruppo Spadaro di F.I., che, col senno di poi, sarebbe stato matematicamente eletto senatore nel 1996, al Posto di Riccardo Minardo che gli era già stato denunziato senza esito (p.p. n.838/97 R.G.N.R. definito con archiviazione su sua richiesta e che sarebbe stato arrestato su richiesta del Procuratore della Repubblica di Modica Francesco Puleio (49) ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, TRUFFA E RICICLAGGIO. ARRESTATI I VERTICI DEL CO.P.A.I.(29.4.2011);
    5. + Danno morale, patema d’animo permanente dal 1992 ad oggi a causa del feroce e folle accanimento giudiziario del Fera;
    6. + Danno esistenziale cagionato dal perdurante grave stato di ansia e paura e dal forzato mutamento dello stile di vita del Direttore Spadaro dal 1992 a tutt’oggi, costretto ad una tanto logorante quanto incessante ed onerosa  “legittima difesa” dai comportamenti illeciti del Fera, che con l’utilizzo improprio dei poteri conferitigli dalla sua carica di procuratore della Repubblica, ha di fatto rallentato la Giustizia, ipedendole di fare il suo naturale corso, sottoponendo lo Spadaro  ad un vero e proprio “supplizio di Tantalo”, avendo avuto la tracotanza di dichiarare al tg.3 Regione Sicilia, che “Spadaro si sottrae alla Giustizia e non si lascia giudicare” leggasi cliccando di seguito su 44) "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 inerviviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3 e note ris.(12.03.2010); annoverandolo tra i “gaglioffi” che hanno fuorviato l’ex Ministro della Giustizia On. Prof. Oliviero Diliberto facendogli presentare un’interrogazione destituita di fondamenta e così ridicolizzandolo, o meglio ridicolizzandosi leggasi cliccando di seguito su 64) La testimonianza a Milano dell'ex Ministro Diliberto smentisce l'ex s. procuratore Fera (31.12.2014); facendo espellere lo Spadaro da un comitato direttivo del Lions Club di Ragusa di cui faceva parte, per i motivi su esposti, e divulgando strumentalmente e pro domo sua, note riservate del Presidente e del Procuratore Generale presso la Corte di appello di Catania e del Presidente del Tribunale di Ragusa Michele Duchi: tutti fatti da più parti denunziati alla Procura della Repubblica di Messina, i cui procedimenti penali con imputazioni gravissime a suo carico, sono stati definiti con archiviazioni.

    In fin dei conti i due milioni di euro richiesti dallo Spadaro a titolo risarcitorio per i su detti danni patiti sono ben poca cosa, ove si consideri che una giuria di Los Angeles ha pronunciato, come da notizia divulgata il 23.08.2017, una sentenza con cui obbliga la multinazionale americana Johnson & Johnson al pagamento di 417 milioni di dollari nei confronti di una donna di Los Angeles che ha contratto un tumore alle ovaie in seguito all’utilizzo del talco prodotto dall’azienda.

Biagio Spadaro Sardo

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