p.n.57 del 7.09.2009

LONTANI DA PROCURE E TRIBUNALI MACCHINE INFERNALI

frombolasdavide

Davide e Golia - Tanzio da Varallo - 1625. Il giovane Davide solleva la testa mozzata del gigante fariseo Golia dopo averlo atterrato con una frombola

pilato

Mihály Munkácsy, Cristo davanti a Pilato, 1881. Ne fu giudice, lo fece barattare con l'omicida Barabba e riluttante ne ordinò la crocifissione lavandosi le mani.

Facendo seguito a quanto preannunziato a definitiva chiusura del "caso" nella pubblicazione 56) www.giustiziaesfatta.com archivia le pubblicazioni relative al "caso Fera-Spadaro-Mauro" (11.08.2009), si trascrive di seguito l'elenco dei n.74 procedimenti penali che a far tempo dal 1992 ad oggi, hanno stravolto la vita e la carriera amministrativa e politica dell'ex Dirigente del D.A.P. Direttore del Carcere di Ragusa e Cons. Prov. Avv. Biagio Spadaro e procurato non pochi dispiaceri all'ex Procuratore della Repubblica di Ragusa Dott. Agostino Fera, tarpando le ali alla sua carriera giudiziaria; nonchè l'elenco delle pubblicazioni tra le  più significative, relative all'operato del Dott. Fera, nell’arco dei 41 anni della sua ininterrotta permanenza presso il Tribunale di Ragusa, alternando funzioni inquirenti e giudicanti, dagli omicidi “Tumino Spampinato” (1972) ai nostri giorni (SI FA PRESENTE CHE GLI ELENCHI SUDDETTI SONO SUSCEETIBILI DI AGGIORNAMENTI CHE SARANNO TRASCRITTI IN AZZURRO UNITAMENTE ALLE RELATIVE DATE DI PUBBLICAZIONE).

  1. RAGUSA. Procedimento penale n. 1692/72 R.G.N.R. (p.m. dr. Fera Agostino) relativo all'omicidio dell'Ing. Angelo Tumino la cui mancata individuazione dell'autore avrebbe avuto come conseguenza l'assassinio del Giornalista Giovanni Spampinato ad opera di Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del Tribunale di Ragusa. Il processo che ne sarebbe seguito, non avrebbe svelato nè l'omicida dell'Ingegnere a tutt'oggi ignoto, nè chiarito il contesto che portò alla soppressione del Giornalista. Contesto di magistrati, direttori penitenziari, politici ed amministratori corrotti, così come descritto dal "pentito"capo clan Bruno Carbonaro nel 1992, successivamente e fino ai nostri giorni dallo Storico Dott. Carlo Ruta, nel 2004 dal Giornalista Scrittore Giuseppe Bascietto, nel 2007 dallo Storico Luciano Mirone " 24) Per Luciano Mirone il caso Tumino Spampinato non è chiuso(5.8.2007)", nel 2008 dall'inviato speciale del "CORRIERE DELLA SERA" Dott. Paolo Di Stefano "Un delitto fatto apposta per cancellare un altro delitto" (1° 18° e 19° pagina dell'1.06.2008) e via via fino ai nostri giorni, da autorevoli cultori della materia. L'Avv. Spadaro unitamente a 45 cittadini reppresentativi di tutte le fasce sociali della provicia di Ragusa si è adoperato invanamente di far riaprire il caso prima rivolgendosi alla Procura Generale di Catania e poi denunziando i fatti alla Procura di Messina, che dopo avere indagato il procuratore Fera per abuso d'ufficio e favoreggiamento personale e non anche per quanto fatto presente in denunzia, ne richiedeva l'archiviazione (P.M. Vincenzo Barbaro) decretata il 17.12.2007 dal G.I.P. Maria Eugenia Grimaldi che riteneva inammissibile l'opposizione di Spadaro + 45;
  2. Ragusa. Procedimento Penale n.207/93 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A. Fera), attivato dall'esito degli accertamenti interforze eseguiti nel Comune di Vittoria su ordinanza del Prefetto di Ragusa Dott. A. Prestipino Giarritta n.20/R/GAB.del 12 genn.1993, promossa all’indomani dell’operazione “SQUALO” che aveva decapitato i vertici del clan Dominante-Carbonaro grazie al coraggio ed all’azione sinergica posta in essere dal Prefetto, dal Procuratore Dott. Paolo Frasca (predecessore del Dr. Fera), dalla neo D.D.A. di Catania e dal Direttore del Carcere di Ragusa avv. Spadaro, col sapiente utilizzo di microspie opportunamente piazzate in determinate celle per ben 10 mesi, venendone elogiato dal Prefetto, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Francesco Guarrata e dal Capo del Personale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Cons. Giuseppe Falcone. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione su richiesta del titolare delle indagini, Procuratore Fera Agostino. Buona parte delle persone indicate nel "dossier" del Prefetto sarebbero state arrestate successivamente dalla neo D.D.A. di Catania con varie operazioni, "per associazione per delinquere di stampo mafioso". Vedasi cliccando di seguito su 26) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007);
  3. Ragusa. Procedimento Penale n.968/91 R.G.N.R. (P.M. Procuratore Dott. Paolo Frasca) su denunzia del Dirigente del Carcere Avv. Spadaro, a carico del Comandante delle Guardie carcerarie di Ragusa m.llo Malandrino Corrado, perchè riservava trattamenti di favore ai capi clan Dominante-Carbonaro ed affiliati, tutti arrestati per "associazione per delinquere di stampo mafioso". Il processo si sarebbe concluso con l'assoluzione dell'imputato per insussistenza del fatto, su richiesta della Procura della Repubblica di Ragusa presieduta dal Dott. Fera Agostino, nel frattempo succeduto al Dott. Paolo Frasca nominato Procuratore Generale della Repubblica di Messina;
  4. Ragusa. Procedimento Penale n.1782+2751 /93 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera) a carico del Dirigente titolare del Carcere di Ragusa Avv. Biagio Spadaro per "abuso d'ufficio", attivato sulla base delle medesime lettere anonime ricevute dal Procuratore Fera e dal D.A.P. che ordinò due ispezioni, la prima Provveditoriale e la seconda Ministeriale a seguito di altre lettere anonime in cui si asseriva che il Provveditore Regionale era amico dello Spadaro, senza che nulla di rilevante fosse stato trovato (a conclusione, nemmeno un’ammonizione, ma delle semplici raccomandazioni su come stroncare “pettegolezzi, ripicche e disarmonie tra vigilatrici e detenute”. L'inutile e dispendioso processo relativo a presunta irregolarità nell'assunzione di una trimestralistta, in cui il P.M. chiese per lo Spadaro intanto eletto Consigliere Provinciale (1994), un anno e sei mesi di reclusione + l’interdizione dai pubblici uffici per tre anni, si sarebbe concluso con sentenza assolutoria n.64/96 del 7/5/96 (Pres. Dott. Michele Duchi), appellata dalla pubblica accusa. La 1° Sez. Penale della Corte D’Appello di CT., presieduta dal Dott. Alfio Cocuzza, con sentenza N.173 dell’11 febb.1997 dove, fra l’altro è scritto: “ vengono così meno, perché documentalmente smentite, le principali argomentazioni a sostegno   dell’appello della pubblica accusa” avrebbe definitivamente confermato la sentenza di 1° grado;
  5. Ragusa. Procedimento Penale n.495/96 R.G.N.R. presso la Pretura Circondariale (P.M. Procuratore Dott. GiuseppeToscano), su denunzia manoscritta e sottoscritta dal Proc.della Rep. presso il Tribunale Dr. Agostino Fera, in ordine al reato di  “concorso in falsità ideologica” a carico del Dirigente del Carcere Avv. Spadaro e "falsità ideologica” a carico del Cardiologo Dr. Giuseppe Campione. L'avv. Spadaro, legittimamente impedito a presenziare all’udienza del 15/12/1995 nel proc. pen. di cui al n. 4, senza che nè il Pres. del Collegio Giudicante Dr. Michele Duchi nè il P.M. da egli Fera delegato Dr. Corrado Fasanelli nulla avessero obiettato, fu denunziato dal Procuratore Fera (da decenni consocio con lo Spadaro, nello stesso “Lions Club”di Ragusa) presente unitamente alla sua compagna, alla conviviale Lions tenutasi l'indomani presso la Villa Di Pasquale di RG., perchè “vi era stato visto partecipare”. Il procedimento sarebbe stato definito con decreto di archiviazione del 23.01.1998 "per infondatezza della notizia di reato";
  6. Messina. Procedimento Penale n. n. 3247/99 R.G.N.R. (p.m. dr. Vincenzo Barbaro), su denunzia dell'avv. Spadaro a carico del Procuratore Fera per "abuso d'ufficio" e "calunnia", in ordine ai fatti di cui al n.5. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione su richiesta del P.M. Dr. Vincenzo Barbaro;
  7. Ragusa. Procedimento Penale n.857/94 (P.M. Procuratore A.Fera) su denunzia della ditta "Scrofani-Corallo" a carico del Dirigente titolare del Carcere di Ragusa Avv. Biagio Spadaro per i reati di "abuso d'ufficio" e "turbativa d'asta", relativo all’acquisto di n.32 televisori da parte del responsabile dell’Uff. Ragioneria del  Carcere, effettuato in base al visto di congruità apposto dall’U.T.E. sul preventivo scelto tra i tre trasmessigli. Visto che le indagini producevano effetto negativo, il Procuratore Fera ne disponeva delle altre per accertare quanto già si evinceva dagli atti e cioè che la differenza unitaria di lire 10.400 (diecimilaquattrocentolire) in più era dovuta all’aggiunta del telecomando. Ad archiviazione avvenuta, l'Avv. Spadaro denunziava i titolari della ditta al Procuratore Fera, che delegava la sua giovane Sostituta D.ssa Rosanna Giannaccari;
  8. Ragusa. Procedimento Penale n. 967/95 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Rosanna Giannaccari) su denunzia del Dirigente del Carcere B. Spadaro a carico della ditta di cui al n.7, per il reato di "calunnia". Le indagini venivano affidate al C.te del Nucleo di P.T. della Guardia di Finanza di RG. Cap. Marco Giraldi, che a conclusione rapportava: “a parere di questo Comando nei confronti dei querelanti Scrofani Angela e Corallo Giovanni è configurabile il reato di calunnia nei confronti dello SPADARO Biagio, in concorso, in ordine agli artt.110 e 368- 1° comma del c.p.”. Il P.M. suddetto ne richiedeva, ottenendola, l’archiviazione;
  9. RAGUSA. Procedimento Penale n.2848/93 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A. Fera) a carico di alcune vigilatrici e detenute del Carcere, in cui il P.M. Fera ne ordinò lo stralcio della posizione processuale del Dirigente del Carcere Avv. Spadaro e l'iscrizione di un nuovo fascicolo a suo carico, in ordine ai reati di ”abuso d’ufficio" e "calunnia” in danno della Vigilatrice Capo del Carcere di RG., denunziata dal M.llo C.te  del Carcere Giuseppe Farris, con rapporto controfirmato dal Direttore Spadaro, in quanto istigava alcune vigilatrici penitenziarie a fornire una versione dei fatti accaduti all’interno della Sezione Femminile del Carcere, diversi dalla realtà, all’inquirente M.llo CC. delegato dal Procuratore Fera alle indagini del suddetto procedimento penale. Si avrebbe avuto conferma della bontà di quanto rapportato, a posteriori, allorché venuto meno il segreto istruttorio, fu possibile estrarre copia dei verbali di sommarie informazioni testimoniali rese dalle vigilatrici penitenziarie. Il Procedimento penale a carico del Direttore Spadaro e non anche del M.llo Farris, sarebbe stato archiviato grazie ad una stringente e logorante memoria difensiva con 523 allegati, mentre l’altro si sarebbe concluso col patteggiamento di una vigilatrice,  confirmatorio della veridicità di quanto rapportato dal Farris e controfirmato dallo Spadaro ( Sent.n.11/96 dell’1/3/96 ) e con l’assoluzione delle altre 3 vigilatrici e di un’assistente volontaria ( Sent. N.50/96 del 21/3/96 ), mentre la vigilatrice capo, nei cui confronti Il Direttore del Carcere avava chiesto di procedere per "calunnia", non sarebbe mai stata iscritta nel registro degli indagati;
  10. Ragusa. Procedimento Penale di cui si sconosce il numero (P.M. Procuratore A.Fera) su denunzia del 17.5.1994 di un'infermiera in servizio presso il Carcere di Ragusa, per abuso d'ufficio a carico del C.te della Sezione di P.G. CC. presso la Procura della Repubblica di Ragusa. L'infermiera, visibilmente gravida, veniva convocata dal predetto u.p.g. quale persona informata dei fatti nel p.p. di cui al n.9 e minacciata di essere incriminata di “favoreggiamento”, se non ammetteva ben determinate responsabilità (tecnicamente impossibili a realizzarsi e di sana pianta inventate dall'inquirente che asseriva di averne le prove) a carico del Direttore Spadaro. Analoga minaccia, per i medesimi presunti fatti, veniva rivolta alla detenuta Dipasquale Giuseppa. L'una e l'altra lo prendevano per visionario e lo invitavano ad incriminarle. Si presume che Il procedimento sia stato definito con archiviazione, atteso che, all'infermiera denunziante, che aveva chiesto di esserne informata dell'esito, non sarebbe mai stata effettuata nessuna notifica;
  11. Ragusa. Procedimento penale n.1584/96 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Di Quattro), su denunzia dei Cons. Prov.li Spadaro-Giannone a carico del Pres. f.f. dell'AAPIT e del Segretario Genelale della Provincia Regionale di Ragusa: l'uno nominato abusivamente prima Cons.d'Amm.ne dell'AAPIT e poi altrettanto abusivamente Presidente f.f. e da tale firmatario di numerosi ed onerosi mandati di pagamento e l'altro nominato Direttore Amministrativo dell'AAPIT e da tale percettore di altro stipendio, I.I.S.e straordinari. Il Presidente f.f. dell'AAPIT sarebbe stato costretto alle dimissioni da una forte campagna di stampa, mentre al Segretario Generale della Provincia non sarebbe stato rinnovato l'incarico. Il procedimento penale sarebbe stato definito con archiviazione;
  12. Ragusa. Procedimento Penale n. n.126/97 R.G.N.R. (Procuratore A. Fera prima e poi P.M. Emanuele Di Quattro), su laconica denunzia del Cons. Prov. Luigi Marchi, subito dopo nominato assessore dal Presidente Mauro. La denunzia suonava “I Consiglieri Spadaro e Giannone asseriscono nei loro interventi in consiglio che alla Provincia ed alla A.A.P.I.T. si fanno imbrogli, pertanto chiedo di accertarli o, se non è vero di punirne i calunniatori”, al chiaro scopo di far incriminare i suddetti Consiglieri la cui azione ispettiva paralizzava di fatto e di diritto l'esitazione di parecchie onerose delibere prolusive agli arresti del Presidente Mauro e complici. Il procedimento, di cui sarebbe stata richiesta alla P.G. di CT. l'avocazione delle indagini, rigettata sulla base di erronee informazioni fornitele dalla Procura inquirente, avrebbe prodotto la denunzia dell'1.04.2007, a firme congiunte Cons.ri Spadaro-Giannone a carico del Procuratore Fera e del Presidente Mauro + 15, in cui il neopensionato Avv. Spadaro, avrebbe inserito le vere motivazioni dell'accanimento giudiziario subito da Direttore del Carcere di Ragusa, sin dall'insediamento da Procuratore (1992) del Dott. Fera. L'espresso invito del P.M. Dott. Fera rivolto ai CC. delegati alle inagini preliminari, di chiuderle in 48 ore, non solo sarebbe stato vanificato dalle copiose e puntuali denunzie a s.i.t. dei Consiglieri Spadaro-Giannone, ma avrebbe indotto il Procuratore Fera a lasciare il caso delegandone il suo sostituto Dott. Emenuele Di Quattro, che avrebbe indagato Mauro Giovanni + 17, richiedendone ed ottenendone l'archiviazione;
  13. MESSINA. Procedimento Penale n.909/97 R.G.N.R. (p.m. dr. Vincenzo Romano) a carico di Fera Agostino, Mauro Giovanni ed altri, su denunzia a firme congiunte dei Cons. Prov.li Spadaro-Giannone relativa a tutti i fatti delittuosi consumati presso la Provincia Regionale di Ragusa, in cui l'avv. Spadaro, da neopensionato Direttore del Carcere di Ragusa, intanto eletto Consigliere Provinciale, denunziava per la prima volta le presunte collusioni del Dott. Fera col clan Dominante-Carbonaro, ponendole a base del suo accanimento giudiziario, iniziato all'indomani del suo insediamento al vertice della Procura Ragusana (1992), succedendo al Procuratore Dott. Palo Frasca, nominato P.G. della Repubblica di Messina, legato al Direttore Spadaro da un settennale rapporto di reciproca stima e leale e proficua collaborazione. Il P.M. suddetto, avrebbe delegato alle indagini gli u.p.g. di P.S. Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico, sfociate in una richiesta di archiviazione in ordine a tutti i fatti, come sopra denunziati. Anche la puntuale e certosina denunzia circa i rapporti del Dott. Fera col clan Dominante-Carbonaro, sarebbe stata vanificata dalle s.i.t. rilasciate a detti u.p.g. dai "pentiti" f.lli Carbonaro, i cui vebali, unitamente a tutti gli altri atti d'indagini, negati dalla Procura di Messina, sarebbero stati acquisiti da Spadaro-Giannone, presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria;
  14. MESSINA. Procedimento Penale stralcio n.3050/97 R.G.N.R. (p.m. dr.Vincenzo Romano), in parziale accoglimento della opposizione alla richiesta di archiviazione del p.penale di cui al n.13, unico atto che i Cons. Spadaro-Giannone, nonostante le insistenze, riuscirono ad ottenere. Richiesta di archiviazione non notificata alle P.O. Spadaro-Giannone a cui sarebbe seguita ordinanza di archiviazione del G.I.P. Carmelo Cucurullo, che avrebbe negato loro, venutini casualmente a conoscenza quando erano già scaduti i termini per l'opposizione, sia la visione, che l'estrazione di copie del fascicolo, autorizzandone solamente il rilascio della richiesta di archiviazione del p.m. e del decreto di archiviazionedel g.i.p.;
  15. Ragusa. Procedimento penale n.1593/97 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Di Quattro) a carico di Mauro Giovanni + 1, per truffa aggravata in danno della Provincia Regionale di Ragusa, su denunzia dei Cons. Prov.li Spadaro-Giannone. Richiesta di archiviazione non accolta a seguito di opposizione. Il Pres. Mauro, processato e condannato ad anni uno e mesi quattro di reclusione, sarebbe stato assolto dalla Corte di Appello di Catania;
  16. Ragusa. Procedimento Penale n.838/97 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera) , su denunzia dei Cons. Prov. Spadaro-Giannone, a carico di un Consigliere Provinciale, prima nominato abusivamente Cons. d'Amm.ne del COPAI (Consorzio di cui la Provincia Regionale di Ragusa deteneva il 20% delle azioni) e poi Presidente e da tale percettore di contributi miliardari (in lire) dell'U.E. che venivano destinati ai concessionari con un sistema di fideiussioni bancarie ancor prima del collaudo delle opere. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione;
  17. Messina. Procedimento penale n.1813/98 R.G.N.R. (P.M. Franco Langher, con delega agli stessi u.p.g. Cutaia-D'Amico, di cui al n.13, che avevano appena concluso le indagini a carico del Dott. Fera e complici su denunzia Spadaro-Giannone), a carico dei Cons.ri Spadaro-Giannone per "calunnia", su denunzia di Fera Agostino del 15.05.1998, all'indomani dell'archiviazione anche del p.p. di cui al n.14, effettuata sulla base dell'acquisizione di tutti gli atti d'indagini svolti dagli u.p.g. Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico, come sopra ( n.13 e 14) negati a Spadaro-Giannone. Nell'interrogatorio da indagati del 28.12.1998, tra lo stupore dell'Avvocato d'ufficio Salvatore Giangreco, sarebbe emerso, dall'asserita mancanza dai fascicoli, di cui ai n.13 e 14, da parte dell'interrogante u.p.g. Cutaia Diego (incalzato dalle domande dei Cons.Spadaro-Giannone su fatti documentalmente provati nella denunzia a carico del Dott. Fera, Mauro ed altri, che non avrebbero potuto sfociare nell'archiviazione), che era stata possibile grazie alla sottrazione di alcuni atti fondamentali, indispensabili per il trasferimento delle prove dai colpevoli agli innocenti e come le dichiarazioni a s.i.t. dei "pentiti" capi clan f.lli Carbonaro (contrastanti con quelle del non pentito capo clan Carmelo Dominante), fossero state chiaramente pilotate in pro del Procuratore Fera ed in danno del Direttore del Carcere di Ragusa Spadaro;
  18. Catania. Procedimento penale n. 1208/98 N.R. (P.M. D.D.A. di CT.) su denunzie di Spadaro-Cintolo dell'1, 4 e 16 giugno 1998, (conseguenti ai depositi delle n.5 microcassette contenenti le fonoregistrazioni delle accuse che il "pentito" Ignazio Parrino muoveva al Presidente Mauro e complici, con asserite implicazioni mafiose) a carico del Pres.Mauro, del Proc. Fera, del P.M. Emanuele Di Quattro e del P.M. Corrado Fasanelli. Procedimento trasferito per competenza territorale (a causa del coinvolgimento dei detti magistrati di Ragusa), alla D.D.A. di Messina, e successivamente da questa trasferito alla D.D.A. di Reggio Calabria, per il coinvolgimento di alcuni magistrati di Messina. Nelle more del traferimento del fascicolo da Catania a Messina il Presidente Mauro sarebbe stato arrestato insieme ai complici in quanto il Parrino sarebbe stato convinto da Carmelo Di Paola, amico ed avvocato del Dott. Fera, a deporre presso la Procura di Ragusa, non abilitata a trattare fatti di mafia, di cui si occupa ope legis la D.D.A. di Catania;
  19. Messina. Procedimento penale n.1175/98 A.N.R. (P.M. Franco Langher), conseguente alla trasmissione alla D.D.A. di Messina delle n.5 microcassette di cui al n.18. Ne sarebbe stata ordinata la decodificazione;
  20. Messina. Procedimento penale n.2882/98 R.G.N.R., a cui sarebbe stato unito il n.1175/98 A.N.R., di cui al n.19 (P.M. Franco Langher), a carico del Procuratote Fera Agostino, dei suoi sostituti P.M. Fasanelli Corrado e Di Quattro Emenuele e dell' u.p.g. di P.S. presso la Pocura di Messina Cutaia Diego, in conseguenza di quanto fatto verbalizzare da Spadaro-Giannone nell'interrogatorio da indagati di cui al n.17, per cui tutti i fascicoli in possesso del P.M. Langher sarebbero stati trasmessi alla Procura Reggina;
  21. REGGIO CALABRIA. Procedimento p. n.608/98 R.G.N.R. (p.m. Alessandra Provazza) a cui sono uniti:
  22. il n.691/99 RGNR;
  23. il n.1194/99 RGNR;
  24. il n. 1485/99 RGNR;
  25. il n.1486/99 RGNR;
  26. il 3286/99 RG/Atti;
  27. il n.3850/99 RG/Atti;
  28. il n.4207/99 RG/Atti;
  29. il n.4198/99 RG/Atti;
  30. il n.4345/99 RG/Atti. Procedimento come sopra unificato per "abuso d'ufficio" a carico di Zumbo, Romano, Cucurullo, Vitanza, Cutaia, (P.O. Spadaro-Giannone-Cappellacci). A carico di Fera, Di Quattro, Monaca, Fasanelli, Mauro, Marchi, Chiaramonte, per "abuso d'ufficio" (P.O. Spadaro-Giannone-Cappellacci), con l'aggiunta del "furto" per il solo Fera (P.O. Fulvia Cappellacci moglie dello Spadaro, alla quale fu sottratto un motorino Piaggio, nuovissimo in uso alla figlia, ad opera di un gruppo di 3 persone riconducibili all'originario clan Dominante-Carbonaro) ed a carico di Spadaro, Cappellacci, Giannone, per "diffamazione" (P.O. Fera), di cui l'8.10.1999 veniva richiesta l'archiviazione notificata ai Consiglieri Spadaro-Giannone, che finalmente poterono visionare gli atti da sempre negati loro dal Tribunale di Messina, quegli stessi che, ad archiviazione dei procedimenti di cui ai n.13 e 14, consentirono al Procuratore Fera di denunziarli per "diffamazione" e "calunnia." Detti atti avrebbero dato la conferma a Spadaro-Giannone della veridicità di tutto quanto da loro verbalizzato a s.i.t. da persone informate dei fatti il 13.02.1999 agli U.P.G. della Guardia di Finanza delegati alle indagini dal P.M. Reggino A. Provazza, ancor prima di visionarli e di tutto quanto era già stato da loro denunziato al neo Procuratore della Repubblica di Massina Dott. Luigi Croce il 5.01.1999, a seguito dell'interrogatorio di garanzia di cui al n.17 . La richiesta di archiviazione del P.M. Provazza, fu possibile, in quanto nessuna delle richieste indagini fu svolta per carenza di delega, come serebbe stato confermato in dibattimento dai predetti U.P.G. incaricati di svolgerle. A seguito di opposizione di Spadaro-Giannone alla richiesta di archiviazione e di camera di consiglio disertata da tutti gli indagati, eccezion fatta per Spadaro-Cappellacci, il G.I.P. veniva sostituito dalla giovane collega D.ssa Adriana Costabile, che rifissava l'udienza camerale alla quale erano presenti solamente Fera-Spadaro-Cappellacci, riservandosi, a conclusione di decidere. Il 12.12.2000 emanava una duplice ordinanza in cui archiviava per tutti, tranne che per lo Spadaro, nei cui confronti ordinava procedersi per "calunnia", "per un singolo episodio già definito con archiviazione dal Tribunale di Messina" (il suo verbo). Con sentenza del 23 settembre 2002 la VI° Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione (dove intanto era stato trasferito ed operava uno degli indagati suddetti, l'ex procuratore della Repubblica di Messina Antonio Zumbo) respingeva i ricorsi dei Cons.ri Prov.li Avv. Biagio Spadaro e Dott. Giuseppe Giannone con cui chiedevano l'annullamento della suddetta duplice ordinanza, per cui il procedimento penale riprendeva il suo iter procedurale, fino all'udienza in teleconferenza del 16 sett. 2004, in cui sarebbe stato provato:- *come la giovane P.M. titolare del caso, avesse omesso di conferire le deleghe per lo svolgimento delle indagini richieste e verbalizzate dai Cons. Spadaro-Giannone;* la giovane G.I.P. ordinato, con la suddetta duplice ordinanza,  la formulazione coatta solo a carico dell'avv. Spadaro su 14 indagati, del reato di “calunnia”, per il singolo episodio suddetto, che sarebbe risultato vero, asseritamente in dibattibento dal capo clan pentito Bruno Carbonaro; * la G.U.P., decretato il rinvio a giudizio dell'Avv. Spadaro in sua assenza, nonostante legittimamente impedito ed in accertato imminente pericolo di vita, omettendo di disporre e verbalizzare la visita fiscale richiestale dall' avvocato, subito dopo sollevato dall’incarico e quanto altro in atti alla Suprema Corte; * la giovane Giudice monocratico ridiventata titolare del procedimento, dopo essere stata sostituita da altri due giudici, omesso di decretare l’annullamento dell’ordinanza di rinvio a giudizio dello Spadaro, richiestale prima e dopo il suo rientro dalla gravidanza, allorché le fu riassegnato il caso, in quanto nulla ai sensi di Legge, per quanto sopra e per avere omesso di indiziare di reati il procuratore Fera Agostino nell’udienza dibattimentale in videoconferenza del 16 sett. 2004 allorchè fu riconosciuto dal capo clan pentito Bruno Carbonaro in merito agli asseriti trattamenti di favore che ricevevano all’interno del Carcere di Ragusa dal Direttore predecessore dell'Avv. Spadaro. Fatto gravissimo in sé, ma ancor più grave se si considera che nella medesima udienza aveva indiziato di reati il predetto pentito ed uno dei suoi fratelli, perché avevano fornito dichiarazioni devastanti per il Dott. Fera ed in netto contrasto con quelle precedentemente rilasciate sulle stesse cose ai loro pilotatori di cui ai n.13 e 14 Ufficiali di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Messina (pilotaggio denunziato a s.i.t. dall'Avv.Spadaro agli U.P.G. delegati dal P.M.Provazza e mai accertato insieme a tutto il resto) e quant’altro di inaudita gravità a partire dalla scomparsa della videoregistrazione dell’udienza in parola; agli immotivati rimproveri rivolti all' Avvocato dello Spadaro, Gaetano Sano e non rivolti all’avvocato del Fera, Dipaola Carmelo, una volta accertato che era stato quest’ultimo ad indurla in errore facendoglielo rimproverare; all’appiattimento sugli abusivi ed irrituali interventi in pro del Fera da parte del cancelliere insediato nel sito del pentito Bruno Carbonaro durante l'udienza in videoconferenza; al tentativo di trasferimento delle prove dal colpevole all'innocente, con l’interrogatorio dei fratelli di Bruno Carbonaro una volta capito che questi (il primo ad essere interrogato) aveva riferito fatti da lui stesso ripetutamente collocati nel periodo e sotto la direzione del Carcere di Ragusa dell'amico del Dott. Fera, Dr. Clemente Cesareo, di cui fa il nome e ne descrive le sembianze, laddove si fanno ripetere a Silvio e Claudio Carbonaro le stesse cose precedentemente dette dal fratello Bruno (il capo clan da cui i suoi fratelli asseritamente venivano informati e ricevevano gli ordini), collocandole però sotto la direzione del Direttore avv. Spadaro, salvo a tradirsi entrambi, facendo riferimento a singoli episodi di cui assumevano essere stati protagonisti all’interno del Carcere di Ragusa, fissati in date da loro indicate con precisione e sconfessate dai certificati di detenzione prodotti dallo Spadaro, attestanti che né loro, né Bruno Carbonaro, né Dominante Carmelo si trovavano reclusi nel Carcere di Ragusa nelle date da loro indicate. Conseguentemente a detta storica udienza, l'Avv. Spadaro presentava alla Suprema Corte di Cassazione istanza di spostamento in altra sede del processo, per "legittima suspicione", che veniva pertanto sospeso, provvedendo altresì a denunziare i fatti suddetti, alla competente Procura di Catanzaro, per le emergenti responsabilità a carico dei suddetti magistrati reggini, ed a quella di Messina (rassegnandone la denunzia nelle mani del Procurattore Dott. Luigi Croce) a carico del Dott. Fera (ed altri) nei cui confronti produceva altresì le prove documentali che ne smentivano le dichiarazioni non veritiere e fuorvianti da egli fatte nel corso dell'interrogatorio e controinterrogatorio di detta udienza reggina. La Corte Suprema di Cassazione affidava detta istanza alla VII° sezione penale di cui faceva parte l'ex Procuratore della Repubblica di Messina Cons. Zumbo Antonio, coindagato, come sopra, insieme al Romano, Fera, Mauro + 12, per cui veniva ricusata dall'Avv.Spadaro. Gli atti venivano trasmessi alla V° Sezione per la relativa decisione, che sarebbe stata di ritrasmettere gli atti alla VII° Sezione Penale, che deliberava di trasmetterli alla VI° Sezione Penale, che il 25.09.2006 rigettava l'istanza. Il procedimento (in cui erano stati impiegati 12 P.M., 4 G.I.P., 2 G.U.P. e 4 Giudici Monocratici ) veniva riassegnato al Giudice Tommasina Cotroneo, che avrebbe accolto l'invito dello Spadaro ad astenersi, salvo ad essere costretta a continuare ad esserne titolare, dall'allora Presidente del Tribunale reggino. Lo Spadaro il 28.02.07, depositava presso la Corte d' Appello reggina dichiarazione di ricusazione della predetta, che sarebbe stata rigettata con ordinanza del 13.03.2007. Il procedimento si sarebbe concluso con "sentenza n.1081 del 20 sett.2007 di non luogo a procedere nei confronti dell'avv. Biagio Spadaro e di trasmissione degli atti al P.M. in sede per il più a praticarsi (gg.90 per il deposito dei motivi)", come richiesto dallo Spadaro con memoria fatta pervenire al Giudice il 19.09.2007. Lo Spadaro avrebbe appreso (grazie ad una delle tante lettere su carta intestata del Procuratore Fera, rinvenuta in altro fascicolo penale), che gli atti erano stati trasmessi alla D.D.A. di Catania, che richiesta in merito dall'avv. Spadaro, gli comunicava, il 16.05.2008, "si rappresenta che non risultano a suo carico iscrizioni suscettibili di comunicazioni ex art.335 c.p." Non è dato sapere, nè lo Spadaro è interessato a sapere se detti atti siano stati o meno trasmessi alla D.D.A. di Messina per emergenti responsabilità a carico del Dott. Fera ed altri. Lette le motivazioni della Sentenza, depositata il 4.12.2007, per nulla aderente a quanto emerso in dibattimento ed i cui contenuti erano identici alla richiesta d'archiviazione in 12 pagine del 27.03.2007 a firma del P.M. in Messina Dott. Fabio D'Anna, nel procedimento penale a carico del Fera n.306/07 R.G.N.R. di cui al successivo n.57, lo Spadaro ed il suo Avvocato Gaetano Sano la appellavano presso la Corte di Appello reggina con due distinti atti, di cui si attende l'esito;
  31. Ragusa. Procedimento Penale n.910/98 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera), attivato il 23/7/1998  sulla base di una fotocopia di un esposto anonimo recante una falsa firma dell'avv. Biagio Spadaro, archiviato a sua insaputa. La sorprendente scoperta fu fatta dall'avv. Spadaro il 6/11/1999, sfogliando gli atti del procedimento penale n.608/98 R.G.N.R. presso la Procura di Reggio Calabria, a carico di Zumbo, Fera, Romano, Mauro + 12 (di cui ai n.da 21 a 30). Il Proc.Fera, veniva  immediatamente denunziato nell’ambito dello stesso proc. pen. reggino, quale presunto autore dell’esposto, creato all’evidente fine di incriminare lo Spadaro per "calunnia", per cui cercò il consenso, negatogli, del Proc.Gen.di CT. Dr. Giacomo Scalzo,  anch’egli destinatario di detto esposto. Alla richiesta dell'Avv. Spadaro al Procuratore Fera, di estrarne copia degli atti, gli veniva detto di rivolgersi al G.I.P., che glieli negava. L'esposto, per i riferimenti, fra l'altro, ad un capo clan mafioso vittoriese metteva a serio rischio l'incolumità fisica dello Spadaro;
  32. Messina. Il 5.1.1999, i Cons. Prov.li Spadaro Giannone, previo colloquio, rassegnavano denunzia dei fatti di cui ai n.13, 14, 17 e 18, nelle mani del neo Procuratore Dott. Luigi Croce (succeduto ad Antonio Zumbo che nel frattempo, a seguito di ispezione ministeriale seguita dall'intervento in Messina della Commissione Bicamerale Antimafia era stato costretto a lasciare la Procura insieme al suo vicario dr. Vincenzo Romano, con grande clamore dei mass-media). Anche questi atti sarebbero stati trasferiti alla competente Procura della Repubblica di Reggio Calabria, per il coinvolgimento nelle vicende di Magistrati operanti a Messina ed uniti, insieme a quelli dal n.17 al n.20, al procedimento di cui al n.21, unitamente a quello scaturito da una denunzia a carico di ignoti fatta subito dopo il colloquio col Procuratore Croce, per il rinvenimento da parte della moglie del Prof. Giannone al seguito, di un bossolo di proiettile poggiato sull'asfalto vicino allo sportello del lato guida dell'auto dello Spadaro che li aveva trasportati, percheggiata difronte al palazzo di Giustizia;
  33. Catania. Procedimento penale (P.M. sconosciuto) su denunzia del Procuratore Fera Agostino del marzo del 1999 a carico di Spadaro Biagio per "diffamazione". I massimi vertici del P.d.C.I. tra cui l'allora On. Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, riferivano di essere stati assunti a s.i.t. quali persone informate dei fatti, in ordine ad una presunta "diffamazione" lancita dallo Spadaro all'indirizzo del Dott. Fera nel corso del suo intervento alla prima conferenza regionale programmatica per lo sviluppo della Sicilia del P.d.C.I., tenutasi al Central Palace Hotel in Catania il 28.02.1999. Denunzia del tutto destituita di fondamento, verosimilmente archiviata a seguito degli interrogatori con esito negativo degli U.P.G. di P.S. su delega della Procura della Repubblica di Catania, di cui lo Spadaro non si riuscì nè a visionarne nè ad estrarne le copie dei verbali contenuti nel fascicolo ;
  34. Messina. Procedimento Penale su denunzia del 25.05.1999 di Fera Agostino a carico di Spadaro Biagio per "calunnia aggravata" e della propria moglie Prof. Fulvia Cappellacci per "concorso in calunnia aggravata", che sarebbe stato trasmesso alla Procura reggina. Il Procuratore Fera, con la denunzia suddetta su carta intestata della Procura della Repubblica di Ragusa, indirizzata a S.E. il Procuratore Generale della Repubblica di Catania e p.c. al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia On. Oliviero Diliberto, chiedeva al P.G. di trasmetterla alla Procura della Repubblica di Messina, sostenendo che i contenuti dell'opposizione del Cons. Spadaro alla richiesta di archiviazione del p. penale n. 126/97 R.G.N.R. di cui al n.12 (il cui fascicolo gli era stato richiesto dal P.G. unitamente a quello recante il n.207/98 R.G.N.R., di cui ai n.2) era calunnioso nei suoi riguardi "adombrando addirittura episodi di corruzione in atti giudiziari". Chiedeva altresì al P.G. di farsi promotore presso il Ministro di una richiesta d'ispezione presso la sua Procura per verificarne la bontà del suo operato e che si procedesse in ordine al reato di "calunnia aggravata" anche nei confornti della moglie dello Spadaro, previo accertamento che la grafia di tutti gli esposti manoscritti e firmati dal marito (con assunzione di paternità dichiarata dallo Spadaro anche a s.i.t.), fosse sua. Grafia della Prof. Cappellacci, ben nota al Procuratore Fera, in quanto in atti ai procedimenti penali di cui ai n.4, 6, 8, 9, 11;
  35. Messina. Procedimento Penale n.1949/2000 R.G.N.R. (P.M. Rosa Raffa) su denunzia del 16.02.2000 dell'avv. Biagio Spadaro a carico di Fera Agostino per "calunnia", in ordine ai fatti di cui al n.33. Il procedimento sarebbe stato definito con decreto di archiviazione per "estrema genericità della denunzia";
  36. Messina. Procedimento penale n.2597/01 R.G.N.R. (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro), su denunzia depositata il 13.11.99 della Prof. Fulvia Cappellacci a carico del Proc. della Rep. di RG. Dr. A. Fera per il reato di "calunnia aggravata", commesso in data 25/5/1999, dopo avere scoperto (accompagnando il marito a cui era stata notificata la richiesta di archiviazione del p. penale di cui al n.21, per visionarne gli atti) di essere stata denunziata dal Proc. Fera per i fatti di cui al n.34 e dopo che il G.I.P. reggino D.ssa Adriana Costabile, nell’ ordinanza a sua firma datata 12/12/2000 sanciva: “ Quanto alle denunce presentate dal Fera si rileva che sicuramente infondata è quella del 25/5/1999 nei confronti di Cappellacci Fulvia, moglie dello Spadaro, cui si attribuisce un eventuale concorso nel reato di calunnia con il marito….”. Il P.M. Vincenzo Barbaro ne avrebbe richiesto il 30.08.2001, ottenendola, l’archiviazione a firma del Giudice M.E.Grimaldi, nonostante la Cappellacci, nella sua opposizione del 12.09.2001, dichiarava di non comprendere come mai lo stesso Tribunale , che ad  archiviazione avvenuta dei  proc. pen. n.909/97 e n.3050/97, di cui ai n.13 e 14, su denunzia del Dott. Fera, priva di elementi aggiuntivi rispetto a quelli delle indagini svolte a suo carico, avesse informato di garanzia per "calunnia" i denunzianti   avv. Spadaro e prof. Giannone, non avesse usato, nella fattispecie, il medesimo criterio nei confronti del Dott. Fera;
  37. Palermo. Procedimento penale n.13404/03 R.G.N.R. (P.M. Procuratore Aggiunto Dott. Giuseppe Pignatone), su denunzia di Fera Agostino del 13.03.2003, a carico di Spadaro Biagio per "diffamazione in concorso con lo Scrittore Carlo Ruta". Il Procuratore Fera si recava a Palermo e firmava al Procuratore Pignatone un verbale di dichiarazioni in cui chiedeva che l'ex Direttore del Carcere di Ragusa Spadaro fosse perseguito per "diffamazione" in concorso col Ruta, ritenendolo l'ispiratore del romanzo del Ruta pubblicato a Palermo "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa" e di alcuni stralci pubblicati su www.accadeinsicilia.net. "Il mio convincimento (dichiarava il Dott.Fera) sulla responsabilità dello Spadaro è basato anche sul fatto che nel libro si fa riferimento alle vicende cui ho accennato (p.15) e sono altresì riprodotte due lettere dell'Amministrazione Penitenziaria e del Ministero dell'Interno". Lettere in vero, pubblicate per la prima volta nel gennaio 1985 dall'assassinato Giuseppe Fava, che a sua volta le aveva estratte da atti pubblici della Commissione Parlamentare Antimafia, com'era visibile in testa alle due pagine su cui erano riprodotte, de "I Siciliani" anno III° n.24 del gennaio 1985, che il dott. Spadaro avrebbe prodotto, non appena venuto a conoscenza dei motivi per cui era indagato;
  38. Ragusa. Procedimento penale n. 951/03 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera). Veniva disposto che gli U.P.G. CC. presso la Procura di Ragusa, si recassero in Pozzallo (comune di residenza della persona da escutere, ricadente nel circondario del Tribunale di Modica ) in data 18.04.2003, per interrogare lo Scrittore Dott. Ruta al fine di acquisire le prove circa il concorso dell'Avv. Spadaro nelle presunte diffamazioni in danno del Dott. Fera da parte dello Scrittore, nel suo libro intitolato "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa" e di alcuni stralci pubblicati su www.accadeinsicilia.net. Il dott. Ruta avrebbe negato a s.i.t. di avere ricevuto dallo Spadaro le notizie pubblicate "Chiarisco che circa un anno addietro, presso la mia abitazione in Pozzallo mi è pervenuto in forma anonima tramite le Poste Italiane un esposto autoscritto" . Il Procuratore Fera nel suo atto di opposizione alla richiesta di archiviazione del nuovo P.M. a cui sarebbe stato assegnato il procedimento di cui al n.37 con altro numero (n.925/04 R.G.N.R.), avrebbe dichiarato fra l'altro " Bastava, quindi, che il P.M. avesse acquisito copia degli atti del fascicolo n.951/03 R.G.N.R. della Procura di Ragusa, atti trasmessi a Messina, acquisizione tra l'altro sollecitata dal sottoscritto, per avere la prova indiscutibile del concorso dello Spadaro nel reato attribuito al Ruta" . Gli atti trasmessi a Messina, avrebbero prodotto un altro procedimento penale a carico del Dott. Ruta, le cui indagini sarebbero state affidate agli u.p.g. Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico (gli stessi che si erano occupati dei procedimenti di cui ai n.13 e 14), nel frattempo promossi V. Commissari;
  39. Palermo. Procedimento penale n.925/04 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Paoletta Caltabellotta a cui venivano affidate le indagini di cui al n.37). L'avv. Spadaro apprendeva di essere indagato per "diffamazione" grazie alla notifica di una richiesta di proroga delle indagini, in cui si leggeva solamente l'ipotesi di reato, la data ed il luogo di consumazione dello stesso. Si recava a Palermo entro il 3° giorno dalla notifica, ma gli veniva negata la visione del fascicolo, per cui all'oscuro dei fatti manoscriveva una denunzia sub condicio, in cui asseriva che nel giorno e luogo indicato non era stato a Palermo nè aveva diffamato alcuno e che, se come presumeva era stato il Procuratore Fera a denunziarlo, di volerlo perseguire per "calunnia", in quanto l'avrebbe fatto nell'ambito del suo manifestato accanimento giudiziario, nella piena consapevolezza dell'innocenza dello Spadaro, all'unico fine di arrecargli un danno ingiusto e di trarne vantaggio giudiziario ed economico. A seguito della notifica della richiesta di archiviazione, lo Spadaro aveva accesso agli atti ed apprendeva tutto quanto esposto ai n.37 e 38, per cui, subito dopo aver visionato l'opposizione del Dott. Fera, ne depositava la propria, pregnante di prove documentali, a seguito della quale il G.I.P., con supermotivata ordinanza disponeva archiviarsi la posizione dello Spadaro e procedersi nei confronti del Fera per il reato di "calunnia", fissando la camera di consiglio, a seguito della quale sarebbe stato archiviata anche la posizione del Dott. Fera a causa di un segnalato, accertato errore su cui il G.I.P. aveva fondato la scarna ordinanza di archiviazione. A seguito di analitico e documentato esposto dello Spadaro al P.G. di Palermo, con richiesta di riapertura delle indagini, gli atti sarebbero stati trasmessi alla Procura di Caltanissetta, per l'accertamento di eventuali responsabilità a carico dei magistati di Palermo che avevano trattato il caso, mai richiesto dallo Spadaro, chè diversamente avrebbe denunziato i fatti direttamente alla competente Procura nissena e non richiesto, come sopra, la riapertura delle indagini;
  40. Caltanissetta. Procedimento penale n.1604/05 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Ombretta Malatesta). Grazie ai chiarimenti forniti dallo Spadaro in merito all'esposto al P.G. di Palermo, di cui al n.39, gli atti venivano ritrasmessi alla Procura di Palermo, non essendo emerse responsabilità a carico dei magistrati cha avevano già trattato il caso. Il P.M. D.ssa Paoletta Caltabellotta, avrebbe rigettato la richiesta di riapertura delle indagini, richiesto l'accolta archiviazione della "calunnia" a carico del Dott. Fera e trasmesso gli atti alla Procura di Messina per i residuali reati ipotizzati in denunzia di "abuso d'ufficio" e "peculato" a carico del Dott. Fera (di cui al n.38);
  41. Caltanissetta. Procedimento penale su denunzia dell'avv. Spadaro a carico di ignoti per minacce ricevute per posta elettronica il 23.11.2005 "Ma proprio NON te li vuoi fare i cazzi tuoi, eh? Statti accuorto" (P.M. D.ssa Ombretta Malatesta) . Lo Spadaro fu contattato telefonicamente da un U.P.G. delegato alle indagini dicendogli che l'avrebbe ricontattato per un incontro (cosa che non avrebbe fatto), accennandogli che la mail proveniva dall'Inglilterra. Gli veviva suggerito di rivolgere le indagini nell'ambito dell'ufficio intercettazioni della Procura Ragusana. A tutt'oggi non ha ulteriori notizie in merito;
  42. Messina. Procedimento penale n.124/06 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Crescenti) a carico del Dott. Fera, per "diffamazione" e "calunnia" in danno dell'avv. Spadaro per i contenuti delle pubblicate dichiarazioni del Procuratore Fera all'indomani dell'interrogazione parlamentare del 4.10.2005, con cui l'ex Ministro di Grazia e Giustizia ne chiedeva la rimozione, fra l'altro, il Dott. Fera apostrofava l'incensurato avv. Spadaro, nell'intervista rilasciata a Guglielmo Troina, teletrasmessa da TG. RAI 3 il 12.10.2005 "Anzi le dico che è uno dei miei più accaniti accusatori, non solo fa parte del Lions Club ed è iscritto al Partito Comunista, ma è colui che si sottrae alla giustizia e non si lascia giudicare." e, da v. Presidente del comitato direttivo Lions, si adoperava di fare espellere il consocio avv. Spadaro dal Lions Club di Ragusa, reo di avere stoppato l'intervento del Governatore del Distretto 108 y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini (vedasi cliccando di seguito su 22) L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina (25.7.2007), che tentava di strumentalizzare gli ignari intervenuti, cercando solidarietà per il Procuratore Fera, a tutto discapito dei forti contenuti dell'interrogazione parlamentare con cui l'On. Diliberto ne chiedeva la rimozione . Procedimento a cui sono uniti:
  43. il n.1185/2006 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino per "abuso d'ufficio" e violazione della Legge sulla privacy per la divulgazione abusiva delle note riservate del Pres., del P.G. presso la Corte di Appello di CT. e del Pres. del Tribunale di Ragusa, relative alle indagini da loro svolte in conseguenza dell'interrogazione parlamentare dell'On. Oliviero Diliberto. Note "riservate" ben visibili nel corso della trasmissione del TG RAI 3 Sicilia del 3.06.2006, conseguentemente alla conferenza stampa promossa dal Procuratore Fera, presente anche l'inviato della RAI, Giornalista Dott. Angelo Dinatale;
  44. ed il n.2874/05 R.G. a carico del Dott. Fera per "abuso d'ufficio" e "peculato" proveniente dalla Procura di Palermo, per i fatti di cui ai n.38, 39,40. Richiesta di archiviazione, opposizione dell'avv. Spadaro, camera di consiglio con riserva sulla decisione, decreto di archiviazione del 7.07.2008 a firma del Giudice Daria Orlando;
  45. Catanzaro. Procedimento penale n.4114/04 R.G.N.R. (P.M. Dott. Luigi De Magistris, oggi eurodeputato), su denunzia del 24.11.2004 della P.O. avv. Biagio Spadaro, riduttivamente iscritto per quanto in denunzia, solo per il reato di "abuso d’ufficio in concorso", a carico del P.M., G.I.P., G.U.P. e Giudice Monocratico presso il Tribunale di Reggio Calabria, che si occuparono del procedimento penale n.608/98 R.G.N.R., di cui al 21. Dopo 4 anni di mancato esercizio dell'azione penale, l’8.07.2008, ne veniva notificata allo Spadaro la richiesta di archiviazione, senza che nessuna delle richieste indagini fosse stata svolta, al di là di una delega alla Sezione di P.G. G.D.F. del 14.07.2008 (8 giorni prima di detta richiesta) di "generalizzare compiutamente" i predetti magistrati. L'avv. Spadaro faceva inserire al fascicolo una sua nota con cui dichiarava di rinunziare all'opposizione, perdonava i quattro Magistrati per il tempo sottrattigli e li invitava a devolvere in beneficenza da destinarsi ai bambini del terzo mondo, i soldi che presumevano avesse speso per seguire i fatti durati 11 anni, non certo per sua colpa, come sostenuto dal Dott. Fera. Lo Spadaro, con nota del 3.10.2005 aveva chiesto che fosse unito a questo procedimento quello già definito con archiviazione, recante il n.691/02 R.G.N.R. (P.M. Mario Spagnuolo) attivato su suo esposto del 31.12.2001 al Presidente ed al P.G. della Corte d'Appello ed al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, a seguito della duplice ordinanza del 12.12.2000 a firma del G.I.P. Adriana Costabile con la quale ordinava archiviarsi per tutti, tranne che per lo Spadaro, di cui al n. 21. L'esposto era unicamente teso, attraverso il richiesto intervento degli autorevoli destinatari, ad ottenere dai magistrati reggini che a vario titolo si occupavano del procedimento reggino, una corretta applicazione della Legge e non ad aprire un altro fronte;
  46. Messina. Procedimento penale n.9267/04 R.G.N.R. (contitolari P.M. Dott. Giuseppe Siciliano-Dott. Emanuele Crescenti) su denunzia del 27.11.2004 della P.O. avv. Biagio Spadaro, riduttivamente iscritto per quanto in denunzia, solo per il reato di "abuso d'ufficio in concorso" a carico di Fera Agostino, Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico, per i fatti di cui ai n.13 e 14 suffragati da quelli dai numeri da 21 a 30. Richiesta di archiviazione in assenza della totalità delle richieste indagini, eccezion fatta per un singolo accertanento cartaceo sulle promozioni a v.Commissari degli U.P.G. Cutaia-D'Amico, del tutto irrilevante ai fini dell'accertamento dei gravissimi e documentatissimi fatti denunziati. Opposizione della P.O., camera di consiglio del 10.05.2005 in cui il Giudice Daria Orlando si sarebbe riservata di decidere. Decreto di archiviazione del 10.5.2005;
  47. Ragusa. Procedimento penale su denunzia contro ignoti del 21.11.2004 dell'avv. Spadaro. Nella serata del 20.11.2004, rientrando con la moglie nella sua abitazione da Avola (SR.), dov'era stato dal suo avvocato per mettere a punto le denunce da presentare di cui ai n.45 e 46, trovava la propria abitazione scassinata ed a soqquadro, avvertendo immediatamente l'operatore della C.O. dei Carabinieri di Ragusa, per un immediato intervento. Alla verifica non mancava niente, nonostante la notevole consistenza di oggetti preziosi che erano in giro rimossi dai loro siti, eccezion fatta per un floppy disk disinserito dal computer, contenente le bozze delle suddette denunce ed una copia di una memoria dello Spadaro, contenuta in 29 pagine, corredata da 541 allegati cartacei, già depositata presso il Tribunale di Reggio Calabria l'1.04.2004, relativa al p.penale di cui al n.21. L'indomani sarebbe venuto un Ufficiale dei Carabinieri di Ragusa accompagnato da altri militari dell'Arma e dal C.te la Stazione dei CC. di S.Croce Camerina, che constatavano i fatti e rilevavano impronte. Fatti come sopra denunziati ai Carabinieri di S.Croce Camerina, di cui a tutt'oggi si sconoscono gli esiti;
  48. Messina. Richiesta da parte dello Spadaro, di riapertura della indagini del p.p.n.9267/04 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino +2 iscritto riduttivamente iscritto, per quanto in denunzia, solo per "abuso d’ufficio" in concorso, di cui al n.46 (contitolari P.M. Giuseppe Siciliano-Dr. Emanuele Crescenti) , per sopravvenute esigenze di nuove investigazioni, depositata nelle mani del Procuratore Dott. Luigi Croce il 17.04.2007, con l'aggiunta di fatti reato mai denunziati prima. Definito con archiviazione il 17.07.2008, senza che nessuna delle indagini suppletive richieste fosse stata svolta;
  49. Messina. Procedimento penale n.3269/06 R.G. mod.44 a carico di ignoti (P.M. Vincenzo Barbaro), per accertato accesso abusivo nel sistema informatico telematico dell’utenza telefonica dello Spadaro, in ordine al reato di cui all’art.615 ter c.p., con suggerimento di rivolgere le indagini nell'ambito dell'ufficio intercettazioni della Procura Ragusana. Definito con archiviazione su richiesta dell’11/9/2006 a firma del predetto P.M. Non fu possibile l’opposizione in quanto si ebbero difficoltà nell'acquisizione della richiesta di archiviazione di cui si venne in possesso alla vigilia della scadenza dei termini. L'avv. Spadaro ne avrebbe manifestato a voce il  disappunto al p.m. Barbaro;
  50. Messina. Procedimento penale n.242/07 R.G.N.R. (P.M. Dott. Vincenzo Barbaro), a carico di Fera Agostino iscritto riduttivamente per quanto in denunzia, in ordine ai soli reati di cui agli artt.378 e 323 c.p. (omicidi Tumino-Spampinato), su denunzia delle P.O. avv. Spadaro + 45 cittadini rappresentativi di tutte le fasce sociali della provincia di Ragusa. Richiesta di archiviazione a firma del predetto P.M., opposizione, camera di consiglio mai fissata da parte del G.I.P. D.ssa Maria Eugenia Grimaldi, che in data 9.1.2008 notificava allo Spadaro decreto di archiviazione del 17.12.2007. Il fascicolo sarebbe stato acquisito in copia dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Ad una successiva verifica da parte Spadaro, mancavano dallo stesso gli oltre 900 fogli uniti dallo Spadaro + 45 alla richiesta di avocazione delle indagini rigettata dal P.G. di Catania il 22.11.2006 e contestualmente trasmessa unitamente agli allegati, al Procuratore Fera a norma dell'art.414 c.p.p., che ne avrebbe ordinato il rigetto (senza informarne il G.I.P. in sede, nè notificarlo a Spadaro+ 45), e che avrebbe utilizzato uno degli allegati (un esposto dello Spadaro al Ministro della Giustizia, al P.G. ed al Presidente della C. d'Appello di Catania ed al Pres. del Tribunale di Ragusa, relativo all'interrogazione con cui l'On. Diliberto ne chiedeva la rimozione ed ai deficit delle indagini da egli svolte nel 1972 per l'omicidio per mano ignota dell'Ing. Angelo Tumino di cui al 1), per querelare lo Spadaro per "diffamazione" , con verbale di ricezione della querela orale fatto affluire al Procuatore Generale della Repubblica di Catania e da questi trasmesso ex art.11 c.p.p. il 10.01.2007, al Procuratore di Messina, che ne avrebbe delegato, come sopra, il P.M. Vincenzo Barbaro;
  51. Reggio Calabria.Procedimento penale n.2989/05 R.G.N.R. (P.M. d.ssa Sara Ombra) su denunzia per diffamazione di Fera Agostino nei confronti di Spadaro Biagio, con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com . Richiesta di archiviazione. Lo Spadaro ne apprendeva l’esistenza grazie ad un'ennesima lettera di raccomandazione del Dott. Fera al P.G. di Reggio Calabria in cui ne lamentava la richiesta di archiviazione, trovata in atti al fascicolo di uno dei procedimenti penali su elencati, in Messina. Non gli sarebbe venuta nemmeno la curiosità di leggerne gli atti, per quanto sopra scontati e scanditi dalla medesima ripetitiva procedura;
  52. Catanzaro. Procedimento penale su querela dell'8.05.2006 del Dott. Fera Agostino, la medesima proposta alle Procure di Catanzaro e Messina per "diffamazione", a carico dll'avv. Spadaro, con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, che aveva appena iniziato a pubblicare, fra l'altro alcuni stralci di atti giudiziari dibattimentali del p. penale di cui al n.21. Lo Spadaro ne apprendeva l'esistenza perchè ne trovava una copia priva degli allegati (le pubblicazioni sul blog anzidetto), in atti al fascicolo penale presso La Procura di Messina, di cui al n.56, relativo ad altra querela per diffamazione del Procuratore Fera con analoga richiesta di oscuramento del blog suddetto;
  53. Catanzaro. Procedimento penale su denunzia dell'11.6.2007 dello Spadaro alla Procura di di Catanzaro, per "calunnia" a carico del Dott. Fera, in merito ai fatti di cui al n.52. Denunzia anticipata dallo Spadaro per fax e spedita l’ dall’ufficio postale di Messina 5, con Racc. n.12260580727-0. Nonostante le ripetute richieste, non si è riusciti a sapere nè a quale P.M. fu assegnato, nè il numero del procedimento, verosimilmente definito con archiviazione;
  54. Messina. Procedimento penale n.3828/07 R.G.N.R. su denunzia dell'11.6.2007 dello Spadaro alla Procura di Messina (P.M. Dr. Vito Di Giorgio-Proc. Agg. Dr. Vito Scalia), a carico di Fera Agostino per il reato di "calunnia", in merito ai fatti di cui al n.52. Richiesta di archiviazione del 13.7.2007 alla quale lo Spadaro non si è opposto a seguito di colloquio avuto col Procuratore Dott. Luigi Croce. Archiviato;
  55. Messina. Procedimento penale n.59/07 R.G.N.R. (P.M.Dott. Vincenzo Barbaro), su querela del 6.09.2006 del dott. Fera a carico dell'Avv. Spadaro per "diffamazione", con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, da egli trasmessa al P.G. di CT. e da questi alla Procura di Messina, conseguente ai contenuti di una lettera esplicativa dei fatti, all'indirizzo dei consoci Lions, pubblicata sul detto blog, a seguito dell' espulsione dello Spadaro dal Lions Club di Ragusa, di cui al n.42. Questo procedimento sarebbe stato unito a quello di cui al seguente n.56, che ne conteneva il medesimo capo d'imputazione, come faceva rilevare lo Spadaro;
  56. MESSINA. Procedimento penale n.6647/06 R.G.N.R. a cui è unito il n.59/07 R.G.N.R. (P.M. Dott. Fabio D’Anna), su querela del 5.10.2006 del dott. Fera a carico dell'avv. Spadaro per "diffamazione", con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, da Fera trasmessa al P.G. di CT. e da questi alla Procura di Messina, per i medesimi fatti di cui al n.55 e perchè si riteneva diffamato dai contenuti di un esposto dello Spadaro al Ministro della Giustizia, al P.G. ed al Presidente della C. d'Appello di Catania ed al Pres. del Tribunale di Ragusa, relativo all'interrogazione con cui l'On. Diliberto ne chiedeva la rimozione ed ai deficit delle indagini da egli svolte per l'omicidio per mano ignota dell'Ing. Angelo Tumino di cui ai n.1 e 50. Lo Spadaro Produceva memoria ed effettuava l' interrogatorio di garanzia, reso ai CC. su delega del P.M. Barbaro il 18 giugno 2007 per i fatti di cui al n.55 e al P.M. D’Anna in pari data, che a conclusione dei chiarimenti, sembrava talmente ben disposto a chiudere il caso, che lo Spadaro, piuttosto che far verbalizzare di procedere nei confronti del Fera per calunnia abuso d'ufficio e violazione della Legge sulla prvacy, a seguito di quanto dichiarato e provato, ne richiedeva solamente l'archiviazione. Sorprendentemente, su richiesta dei P.M. Barbaro-D’Anna sarebbe seguito avviso di fissazione di udienza preliminare da parte del g.i.p. Daria Orlando per il giorno 8 novembre 2007. A seguito di ricusazione della predetta, che già aveva valutato gli stessi fatti sintetizzati ai n.dal 42 al 44, ritenuta inammissibile dalla Corte di Appello di Messina per la mancata produzione degli atti probatori che lo Spadaro non aveva allegato alla dichiarazione di ricusazione, ma di cui aveva chiesto l'acquisizione, l’udienza veniva rifissata per i 13.12.2007 e rinviata per legittimo impedimento dello Spadaro al 17.01.2008 ed ancora al 31.1.2008, data in cui il G.I.P. Orlando ne decretava la trasmissione del fascicolo al Procuratore Croce, a cui veniva presentata in pari data, ad udienza conclusa, istanza memoria  a firma dello Spadaro con richiesta di archiviazione del caso a carico dello Spadaro e di attivazione di procedimento a carico del Fera per i reati di cui agli artt.368, 323 e violazione della Legge sulla privacy in danno dello Spadaro e di affidamento del fascicolo a p.m. diverso dal Barbaro che ne aveva già espresso giudizi in merito. A suddetta istanza memoria veniva allegata cassetta contenente le fonovideoregistrazioni andate in onda nel Rai 3 Sicilia del 6.3.2006 in cui sono visibili e leggibili le note riservate del P.G. e del Pres.della C.A. di CT. e del Pres. del trib. di RG. Duchi, che il Fera aveva distribuito alla stampa nel corso dell’intervista presso il suo ufficio di procuratore, nonché DVD relativo all’intervista del Fera dell’11.10.2005 andata in onda in pari data nel Tg.3 Sicilia in cui classifica lo Spadaro come un latitante “…non solo è comunista ed è iscritto al Lions, ma è colui che non si lascia giudicare e sfugge alla giustizia”, di cui al n.42. In data 27.09.2007 , il g.i.p. Orlando comunicava  allo Spadaro la data della fissazione dell’udienza preliminare per l’8.11.2007 in cui disponeva il rinvio del fascicolo al Procuratore della Repubblica, che ne delegava il P.M. Fabio D'Anna, che, forse dimenticando che trattasi di reato per cui è prevista l'udienza preliminare, citava direttamente a giudizio lo Spadaro per "diffamazione a mezzo stampa previsto dall'art. 13 della della L.8/2/1948 n.47", comprimendo i diritti della difesa. Il procedimento veniva affidato al Giudice togato D.ssa Daniela Urbani , che fissava la prima udienza per il 29.9.2008. Da allora ci sarebbero stati tre rinvii, uno per assenza del Giudice e gli altri per legittimo impedimento dello Spadaro e per sciopero degli Avvocati. In occasione dell'udienza del 4.06.2009, in cui avrebbe dovuto essere incardinato il procedimento, il Dott. Spadaro ed il Dott. Fera si stringevano la mano (vedasi cliccando di seguito su 54) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009) ), facendo verbalizzare al Giudice, che avrebbe fissato la prossima udienza per l'1.10.2009, l'inervenuta intesa tendente all'eliminazione del residuale contenzioso, a partire dall'atto di accettazione da parte dell'avv. Spadaro dell'atto di remissione della querela da parte del Dott. Fera e dalla reciproca rinunzia alla prosecuzione del p. civile n.762/2007 (Giudice Togato D.ssa Mirella Schillaci) in cui entrambi sono attori e convenuti, per cui delegavano gli avv. Gaetano Sano e Carmelo Di Paola. Nel lasso di tempo tra le due udienze suddette, l'avv. Sano contattava invanamente, per ben tre volte, il collega Di Paola per sottoporgli le bozze delle deleghe come sopra ricevute. All'udienza dell'1.10.2009 presenti Sano, Di Paola, Fera, il suo autista e Spadaro, il Sano e lo Spadaro proponevano dette bozze direttamente al Fera, che unitamente al Di Paola le giudicavano suscettibili di modifiche. Lo Spadaro estraeva dalla sua borsa dei fogli di carta in bianco dicendo loro di compilarle secondo il loro gradimento, ricevendone un rifiuto. Il Giudice, non potendo chiudere il caso per mancanza di remissione ed accettazione della querela, poichè c'era sciopero degli stenotipi, rinviava all'udienza del 7.12.2009 ore 11 aula B. Le parti e gli Avvocati Sano e Di Paola si commiatavano stringendosi la mano e scambiandosi i numeri dei cellulari al fine di contattarsi per la chiusura del caso. Il 7.12.2009 l'udieza veniva rinviata al 14.01.2010, per legittimo impedimento dello Spadaro, che nel frattempo aveva saputo di essere stato denunziato dal Fera presso la Procura di Catanzaro e di Messina. Il 14.01.2010, presenti Spadaro, Fera e l'avv. Sano, il Giudice, dopo avere rigettato richiesta di pronunzia di sentenza assolutoria predibattimentale in ordine a tutte le eccezioni di nullità ed improcedibilità presentatele dall'avv. Sano e dopo aver respinto richiesta di sentenza ai sensi dell'art.129 c.p.p. (improcedibilità) avanzata dall'avv. Sano non appena il P.M. dichiarava che dal suo fascicolo mancavano i corpi del reato e la lista dei testi del Fera e del P.M., incardinava il procedimento disponendo la citazione dei primi 10 testi dello Spadaro per l'udienza dell'11.02.2010, a meno di un mese dalla precedente. Unico rigetto del Giudice, la richiesta del Fera di potere parlare, tecnicamente impossibile e perchè non si era costituito parte civile e perchè mancava dall'inesistente lista dei testi del P.M. (nè lui da P.O. aveva presentato la sua nei termini di Legge) Motivo per cui egli chiedeva al Giudice l'accordato permesso di lasciare l'aula, dicendo <<Io non posso avere giustizia da questo Tribunale>> (ma cosa avrebbe potuto dargli di più il Giudice?). Alla luce di quanto sopra, inutile dire come quella stretta di mano altro non fu che una mossa strategica per stoppare ogni iniziativa dello Spadaro e dell'Agosta relativamente al p.p.di cui al successivo n.62 (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi), che sarebbe stato archiviato il 17.09.2009. Inoltre lo Spadaro, da gentilumo qual'è sempre stato, per dare segnali evidenti di distenzione ed accogliendo le sue lagnanze, subito dopo la "stretta di mano", eliminava da questo blog ben 28 pubblicazioni che lo riguardavano, relative a fatti ed atti dibattimentali (divulgabili ai sensi di Legge) del p.penale di cui al n.21, (P.ne del 01.01.2010). Nell'udieza dell'11.02.2010 l'Avv. Salvatore D.Giannone produceva della documentazione trasmessagli dal Fera su sua delega, tra cui sue querele per diffamazione a carico del Direttore del "Corriere della Sera" e del suo inviato speciale Dott. Paolo Distefano " al Sig. Procuratore della Repubblica di Milano", del Sen. Gianni Battaglia "alla Procura di Messina", del Giornalista Scrittore Giuseppe Bascietto alla Procura di Ragusa, mentre per quanto riguarda il Magistrato Sen. Giuseppe Di Lello, aveva riferito a voce allo Spadaro e al suo Avvocato in una precedente udienza, di averlo querelato alla Procura di Palermo, lagnandosi della mancata autorizzazione a procedere del Parlamento della Repubblica. Tra la documentazione anche una nutrita serie di richieste e decreti di archiviazioni di procedimenti penali a suo carico, per reati che vanno dalla calunnia, all'abuso ed all'omissione d'atti d'ufficio, al favoreggiamento personale....) attivati dallo Spadaro con memorie contenenti notizie criminis, conseguenti alle sue denunce-querele per diffamazione. Tutti atti giudiziari che attestano come anche i fatti oggetto di questo p.penale siano già stati ampiamente e ripetutamente valutati dalle competenti A.G. L'avv. dello Spadaro eccepiva "la mancanza nel fascicolo del dibattimento degli atti relativi alla procedibilità dell'azione penale, nonchè dei corpi del reato e chiede pertanto sentenza ex art.129 c.p.p. per mancanza di procedibilità dell'azione penale o per insussistenza del fatto e produce memoria. Il P.M. interpellato riferisce di non aver rinvenuto nel proprio fascicolo i corpi del reato, ossia le note indicate nei capi d'imputazione e che ci sono in corso delle ricerche da parte dell'Ufficio. Riferisce altresì di avere documentalmente riscontrato mediante ricerche del proprio Ufficio, che nessuna lista dei testi da parte dell'ufficio di Procura è stata depositata. Il P.M. interpellato riferisce rispetto alle contestazioni oggetto del presente processo <<che la denunzia-querela allegata al fascicolo del dibattimento che reca la data dell'08.05.06 (nei capi d'imputazione si assume che i fatti siano accaduti ben oltre tre mesi dopo detta data) è quella pertinente ai suddetti fatti">> , con ciò dimostrando come il Fera ne fosse a conoscenza già sin da allora e sancendo di fatto l'improcedibilità dell'azione penale per ipotesi di reato che si assume consumato oltre il decorso dei termini di legge per la proposizione della querela, oltre che per mancanza dei corpi del reato e dell'asserita inesistenza della lista dei testi del P.M., stante che la P.O. non ne aveva presentato una propria nei termini di Legge, forse dimenticando che la sussistenza del reato è provabile solo se c'è qualcuno in grado di testimoniare di conoscere i fatti oggetto del capo d'imputazione). A questo punto il Giudice si ritirava in camera di consiglio alle ore 13.31. Alla luce di quato come sopra emerso, anche l'avvocato del Fera commentava "Il Giudice non può che pronunziare sentenza di improcedibilità ai sensi dell'art.129 c.p.p. ". Alle 14,24 il Giudice rientrava e così decideva: "Al fine di valutare le questioni sollevate dalla difesa all'odierna udienza, invita il P.M. a dichiarare se nel fascicolo del P.M. vi sia un atto (indice o qualsiasi altra attestazione di cancelleria) dal quale risulti che i corpi del reato, ossia le note asseritamente diffamatorie mensionate nei capi d'imputazione siano mai state effettivamente depositate nel fascicolo del P.M. Invita altresì il P.M. a produrre la querela concernente i fatti oggetto dei capi d'imputazione, completa di attestazione ai sensi dell'art.337 co.4 c.p.p. Il P.M. a questo punto chiede un termine ed un breve rinvio per poter fornire al Giudice quanto richiesto (salvo quanto risulterà sul punto dalla decodificazioni della registrazione fonica di cui non si è ancora in possesso). La difesa nulla osserva. Il Giudice preso atto di quanto sopra concede detto termine al P.M. e rinvia il processo all'udienza del 01.03.2010 aula B ore 12, diffidando i testi presenti a comparire a tale data senza altro avviso, riservandosi a provvedere a quella udienza sulle questioni sollevate dalle parti" (P.ne del 25.02.2010). L'1.03.2010 il P.M. fa presente che per quanto riguarda il capo 1 dell'imputazione esiste solo una nota del Fera, mentre per quanto riguarda il capo due nel p.p. 308/07 R.G.N.R. c'è querela del Fera e che le querele prodotte dopo vanno intese come " specificazioni ed integrazioni della duplice querela dell'08.05.2006" indirizzata alle Procure di Messina e Catanzaro (già definite con archiviazioni). L'avv. Sano, eccepisce che le note prodotte dal P.M. sono senza data nè firma dello Spadaro e pertanto oltre a quanto richiesto in precedenza chiede volersi pronunziare sentenza assolutoria perchè il fatto non sussiste. Il Giudice si riserva e fissa la prossima udienza l'11.03.2007 ore 15, in cui stabilisce che le note diffamatorie con i corpi del reato devono essere acquisite al fascicolo del dibattimento e che le eccezioni della difesa vanno rigettate, ritenuto che allo stato non ricorrono le condizioni di cui all'art. 129 c.p.p. e dispone procedersi oltre, fissando la prossima udienza il 15 aprile 2010 ore 12,30. (P.ne dell'11.03.2010).
  57. Messina. Procedimento penale n.306/2007 R.G.N.R. (P.M. Dott. Fabio D’Anna) a carico di Fera Agostino iscritto per "calunnia", "abuso ed omissione d'atti d'ufficio" di cui agli artt.368, 323, 328 c.p., su corposa e documentata denunzia dello Spadaro conseguente alle querele per "diffamazione" del dott. Fera con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com dell'8.05.2006 e del 5.10.2006 ed alla notifica dell'avviso di fissazione di udienza preliminare da parte del g.i.p., nonostante gli esiti dell'interrogatorio di cui al n.56. Il P.M. D’anna, nella sua (lunga 12 pagine) richiesta di archiviazione del 27.3.2007, ha letteralmente rovesciato i fatti ed il significato letterale delle parole in denunzia, ridotti in pristino dallo Spadaro, nell'atto di opposizione; con memoria superdocumentata; e con l’interrogatorio di 75 minuti resogli il 18.6.2007, nell’ambito del procedimento penale di cui al n.56. Camera di Consiglio fissata per l’8.10.2007 da parte del G.I.P. D.ssa M. Angela Nastasi. Lo Spadaro e l’avv. Sano hanno richiesto la rifissazione dell’udienza per impedimento di quest’ultimo. L’udienza si è ugualmente tenuta in assenza dei predetti ed in presenza dell’indagato Fera e del suo Avv. Di Paola Carmelo. Il Giudice Nastasi, sciolta la riserva, ne decretava l’archiviazione il 26.11.2007. I contenuti della richiesta di archiviazione del 27.03.2007 del P.M. D'Anna, sarebbero risultati identici a quelli della Sentenza reggina di non luogo a procedere nei confronti dello Spadaro, del 4.12.2007, di cui al n.21, per nulla aderenti a quanto emerso in dibattimento;
  58. Messina. Procedimento penale n.7677/07 R.G.N.R. ( P.M. Vincenzo Barbaro) a carico di Fera Agostino iscritto per i reati di "calunnia", "omissione ed abuso d'ufficio" e "peculato" di cui agli artt.368; 323 e 328 c.p.; 314 c.p., attivato dalla memoria difensiva contenente notizie criminis depositata dallo Spadaro il 13.11.2007, in conseguenza del procedimento su querela per diffamazione del Dott. Fera, di cui al n.55. Richiesta di archiviazione del 13.12.2007, notificata il 7.1.2008. Opposizione dello Spadaro del 14.1.2008. Camera di consiglio del Giudice M.Angela Nastasi del 24.11.2008, che ne avrebbe decretato l'archiviazione l'11.02.2009;
  59. Messina. Procedimento p.n.8492 /07 R.G.N.R. (P.M. Fabio D'Anna) a carico di Fera Agostino per i reati riduttivamente iscritti per quanto in denunzia, di omissione ed abuso d'ufficio, di cui agli artt.323 e 328 c.p., su denunzia dello Spadaro, conseguente alla visione del 27.11.2007, degli atti contenuti nel fasciclo penale di cui al n.50 (omicidi Tumino-Spampinato), subito dopo la loro trasmissione alla richiedente Commissione Parlamentare Antimafia. Richiesta di archiviazione del 28.12.2007, notificata allo Spadaro il 3.1.2008. Opposizione del 14.1.2008. Decreto di archiviazione del Giudice M.Teresa Arena del 2.4.2008; 
  60. Messina. Procedimento p. n.132/07 mod.46, (P.M. Fabio D’Anna). In merito ad una lettera anonima manoscritta che iniziava “siete stati smascherati” e terminante “Si vergogni” sottolineato, alla quale era allegata fotocopia della 1° pagina della lettera dello Spadaro ai soci Lions pubblicata su www.giustiziaesfatta.com , indirizzata al Presidente del Tribunale di Ragusa e da questi trasmessa alla Procura di Messina e p.c. al Procuratore Fera. Lo Spadaro ne apprendeva l’esistenza in data 18.6.2007 allorchè dopo avere reso interrogatorio di garanzia al M.llo CC. Agresta, su delega del P.M. Vincenzo Barbaro, in merito ai fatti di cui ai n.55 e 56, gli chiedeva se era disponibile a rilasciargli saggio grafico, da persona informata dei fatti, su un'altra vicenda. Richiesta che lo Spadaro avrebbe potuto respingere, ma che esaudiva per sentito spirito collaborativo, dopodicchè gliela faceva vedere e leggere. Lo Spadaro lo invitava a riferire al suo delegante P.M. Barbaro, di farsi rilasciare saggio grafico dal Dott. Fera, la cui grafia gli era ben nota. Il P.M. D'Anna con memoria denunzia dello Spadaro, depositata l’11.12.2007, conseguente alla ricezione della notifica da parte del G.I.P. Maria Teresa Arena della richiesta di proroga delle indagini per l'ipozzato reato di calunnia, veniva invitato a proseguire le indagini a carico del Dott. Fera. Questo procedimento sarebbe stato unito a quello di cui al successivo n.61;
  61. Messina. Procedimento penale iscritto a mod.46 (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro). In merito ad una busta anonima trasmessa al Proc. Gen. Di CT. Dott. Giovanni Tinebra  , contenente esclusivamente la fotocopia della medesima 1° pagina della lettera dello Spadaro ai soci Lions di cui al n.60 recante a margine il timbro della P.G. prot.905/07E, da questi trasmessa alla Procura di Messina. Anche questa esibita allo Spadaro, quale persona informata dei fatti, priva della busta manoscritta che la conteneva, dal M.llo Acresta in data 18.6.2007. Lo Spadaro confermava che trattavasi di fotocopia della 1° pagina della lettera ai consoci Lions da egli pubblicata su www.giustiziaesfatta.com , con l'aggiunta del timbro di cui sopra. Questo procedimento, unitamente a quello di cui al n.60, sarebbe stato uninto a quello di cui al successivo n.62;
  62. Messina. Procedimento p.n.1590/07 R.G.N.R., (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro - Dr. Fabio D'Anna) , a cui sono uniti i procedimenti penali di cui ai n.60 e 61, su querele per "diffamazione" del Dott. Fera a carico dell'avv. Spadaro, per i fatti di cui ai n.55 e 56, in cui il Dott. Fera rivolgendosi al P.M. Barbaro scriveva Ritengo sommessamente che potrebbe configurarsi a carico dello Spadaro anche il delitto di calunnia essendo stato il comunicato inviato a tante di quelle persone che appare ovvio che tra esse possa individuarsi qualche pubblico ufficiale che avrebbe l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria i fatti delittuosi elencati “. Tanto sarebbe bastato per aggiungere all'imputazione dello Spadaro per "diffamazione", anche quella di "calunnia", come si apprendeva dall'autorizzazione a firma del G.I.P. M.Teresa Arena, della richiesta di proroga delle indagini avanzata dai P.M. Barbaro-D'Anna notificata allo Spadaro, a cui veniva negato l'accesso agli atti e che reagiva con memoria depositata il 13.11. 2007 contenente notizie criminis a carico del Dott. Fera, consegnata personalmente al Procuratore Luigi Croce in presenza del suo avvocato Gaetano Sano. Atti d'indagini, di cui sarebbe venuto a conoscenza allorchè gli veniva notificata informazione di garanzia del 28.03.2008 a firma dei predetti P.M., per i reati di "diffamazione" e "calunnia" in danno del Dr. Fera. Vi si rinveniva un'altra denunzia del Dott. Fera contro ignoti con allegata la lettera anonima che aveva ricevuto dal Presidente del Tribunale di Ragusa di cui al n. 60, da egli Fera trasmessa al P.G. di Catania e da questi inoltrata alla Procura di Messina, in cui appuntava i sospetti quali autori delle lettere anonime, sullo Spadaro e sull'Ing. Sebastiano Agosta, sulla scorta di delazioni fattegli dal suo avvocato Carmelo di Paola, che gli riferiva in maniera distorta, indicando Spadaro al posto di Agosta, quanto appreso dalla di lui segretaria. L’esame degli atti d'indagini svolte erano conducenti al Fera, al Di Paola ed alla di lui segretaria, che aveva reso a s.i.t. false dichiarazioni documentalmente provate, quali probabili autori delle lettere anonime. Unico punto di forza dei P.M. Barbaro-D'Anna , una perizia grafica disposta dal P.M. Barbaro, in cui il suo fiduciario, tale arch. Giovanni M. Favaloro assumeva che la grafia degli anonimi era compatibile con quella dello Spadaro, sconfessata da perizia di parte dello Spadaro, prodotta dopo la visione degli atti e da successiva perizia del R.I.S. Carabinieri di Messina disposta dal P.M. Barbaro solo sulla grafia dello Spadaro e non anche su quella del Dott. Fera, come gli era stato chiesto e richiesto. Lo Spadaro e l’Agosta, subito dopo l’intervenuta conoscenza dei fatti, per un verso invitavano il P.M. Barbaro a compiere ben determinati atti d’indagini mai svolte, e per l'altro il 7.05.2008, depositavano nelle mani del Procuratore Dott. Luigi Croce una denunzia a firme congiunte in tre capitoli (-lettere anonime - p.p. in Messina n.2357/08 R.G.N.R. su denunzia di Agosta a carico di Fera-Dipaola, definito con archiviazione su richiesta del P.M. Maria Pellegrino, relativo allo scandalo ELLEPI S.R.L. in Ragusa p.p.n.1054/02 R.G.N.R. definito su richiesta di archiviazione del Procuratore Fera - omicidi Tumino Spampinato-). il P.M Vincenzo Barbaro, che già aveva stralciato la posizione dell'Agosta creando un autonomo fascicolo recante il n.2201/08 R.G.N.R. e richiedendone l'accolta archiviazione, in data 18.07.2008, richiedeva l’archiviazione anche per lo Spadaro, avverso la quale il Dott. Agostino Fera presentava una pseudo opposizione (inammissibile ai sensi dell'art.410 c.p.p., in quanto carente dell'oggetto dell'investigazione suppletiva e dei relativi elementi di prova). Il 24.02.2009 si teneva la camera di consiglio ed il Giudice M.Teresa Arena si riservava di decidere, emanando il 17.09.2009 decreto di archiviazione, che così conclude: << A ciò deve peraltro aggiunggersi che la Spata, assunta a s.i.t., ha precisato di avere notato dentro l'ufficio postale non l'avv. Spadaro come asserisce la persona offesa (Agostino Fera) ma Agosta che aveva visto insieme allo Spadaro in un processo che interessava il dott. Fera. Affermazione questa che invero lascia perplessi ove si consideri che ovviamente nessun processo poteva celebrarsi presso il Tribunale di Ragusa, riguardante il dott. Fera. E' poi sospetto il fatto che la Spata sia stata meno precisa di quanto non sia stato l'avv. Di Paola al quale lei avrebbe raccontato di quell'incontro avvenuto presso l'ufficio postale>> (quanto su riportato in azzurro è stato aggiunto subito dopo la notiffica del 29.09.2009 del decreto suddetto. La narrativa dei fatti, più ampiamente descritti, potrà essere visionata cliccando di seguito su 44) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008);
  63. Messina. Procedimento Penale n.8492/07 R.G.N.R. (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro-Dr. Fabio D'Anna) attivato dalla memoria contenente notizie criminis depositata dallo Spadaro il 13.11.2007 di cui al n.62, a carico di Fera Agostino, per i reati riduttivamente iscritti per quanto in denunzia, di abuso ed omissione d'atti d'ufficio di cui agli artt. 323 e 328 c.p. a carico di Fera Agostino. Il 3.01.2008 il P.M. Barbaro ne notificava allo Spadaro il deposito della richiesta di archiviazione del 27.12.2007, che sarebbe risultata a firma del P.M. D'Anna. Articolata opposizione dello Spadaro a cui sarebbe seguito decreto di archiviazzione del 2.04.2008 a firma G.I.P. M.Teresa Arena;
  64. Messina. Procedimento Penale n.6982/08 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Maria Pellegrino) attivato dalla denunzia a firme congiunte Spadaro-Agosta del 7.05.2008, di cui al n.62, riduttivamente iscritto, per quanto in denuzia, per il reato di calunnia, di cui all'art.368 c.p., a carico di Fera Agostino, del suo avvocato Carmelo Di Paola e della di lui segretaria. Richiesta di archiviazione del 27.10.2008 a cui Spadaro-Agosta si opponevano. Camera di consiglio del 16.03.2009 in cui il Giudice D.ssa M.Angela Nastasi si sarebbe riservata, emanando decreto di archiviazione del 19.06.2009. Lo Spadaro e L'Agosta, pur avendone ottime motivazioni, non l'avrebbero impugnato con ricorso in Cassazione, a seguito dell'accordo intervenuto col dott. Fera il 4.06.2009, presente nella parte finale anche l'Agosta, di cui alla pubblicazione visibile cliccando di seguito su 54) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009);
  65. MESSINA. Procedimento civile n.762/2007 (Giudice Togato D.ssa Mirella Schillaci), promosso da Fera Agostino con richiesta di oscuramento d'urgenza del sito dell’Avv. Biagio Spadaro www.giustiziaesfatta.com, risarcitoria di Euro 2.000.000/00 e sequestro conservativo dei beni. Analoghe richieste venivano avanzate in via riconvenzionale dall’Avv. Spadaro, che nel suo blog, per la parte riguardante il Procuratore Fera, aveva riportato fatti ed atti giudiziari dibattimentali di pubblico interesse, divulgabili ai sensi di legge, nel pieno diritto dovere di difendere se stesso, le cariche Istituzionali ricoperte di Direttore del Carcere di Ragusa, Consigliere Provinciale e Dirigente Prov. e Regionale del Partito dei Comunisti Italiani, che si cercava di offendere e ridicolizzare nella persona del suo Segretario Nazionale On. Prof. Oliviero Diliberto nel corso di una conviviale dei Lions (n.42), di cui il Procuratore Fera sarebbe divenuto Presidente. Vedasi cliccando di seguito sulla pubblicazione 20)……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007). Allo stato il procedimento trovasi in fase di attività giudiziale di preistruttoria per la data del 27 novembre 2009, avendo il Giudice, in via preliminare, rigettato ogni reciproca istanza di natura cautelare avanzata dai contendenti, sicchè sono state ritenute infondate, tra l'altro, la richiesta di sequestro conservativo dei beni facenti parte del patrimonio dello Spadaro, sì come la richiesta di sequestro conservativo dei beni del dott. Fera, ed essendo stata inoltre rigettata la richiesta cautelare ed urgente avanzata sin dal primo atto giudiziario e reiterata in corso di causa dal dott. Fera di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com che ospitava una serie di articoli che lo riguardavano, volontariamente rimossi dallo Spadaro, in conseguenza del trasferimento del Dott. Fera dalla Procura della Repubblica di Ragusa, alla Procura dei minori di Catania, per i motivi già pubblicati e visilbili cliccando di seguito su 54) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009) e su 56) www.giustiziaesfatta.com archivia le pubblicazioni relative al "caso Fera-Spadaro-Mauro" (11.08.2009). All'udienza del 27.11.2009 nessuno dei testi citati dal dr. Fera era presente ed il Giudice dopo aver rigettato la richiesta avanzata dal suo avvocato Carmelo Di Paola di delegarne l'escussione presso il Tribunale di Ragusa, rinviava la causa all'udienza dell'11.06.2010 (P.ne del 29.09.2009). Ai suddetti procedimenti vanno aggiunti i tre cui si fa riferimento ai numeri:
  66. 4 (p.p. n.2751 /93 R.G.N.R.);
  67. 45 (p.p. n.691/02 R.G.N.R.);
  68. 62 (p.p. n.2357/08 R.G.N.R.), non computati nel novero di quelli come sopra progressivamente numerati;
  69. REGGIO CALABRIA. Procedimento penale n.1013/07 R.G.N.R. (P.M. Dott. Riva) a carico del P.M. presso il Tribunale di Messina Dr. Emanuele Crescenti (contitolare insieme al P.M. Dott. Giuseppe Siciliano del p.p. n.9267/04 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino +2) per il reato di cui all’art. 328 c.p. per avere omesso di svolgere le dovute e richieste indagini in merito al procedimento di cui al n.46 ed alla successiva richiesta di riapertura delle indagini del medesimo procedimento di cui al n.48, su denunzia dello Spadaro anche nei confronti di Fera Agostino + 2, le cui posizioni sarebbero state stralciate con trasmissione degli atti alla Procura di Messina ex art. 11 c.p.p. Procedimento, per quanto appreso telefonicamente definito con archiviazione. L'aggiunto Siciliano a seguito di indagini svolte dalla Procura calabra è finito agli arresti domiciliari il 26 maggio 2009 "per pressioni per contenziosi e perizie" (notizia divugata da tutti i mass-media), mentre il P.M. Crescenti non presta più servizio a Messina, essendo stato trasferito dal C.S.M. in altra Sede (si sconosce se a sua richiesta o d'ufficio);
  70. Messina. Procedimento penale n.6876/07 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino + 2 proveniente dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, riduttivamente iscritto per quanto in denunzia solo per il reato di cui all'art.323 c.p., in relazione al denunziato pilotaggio dei pentiti f.lli Carbonaro e conseguente loro indiziamento di reati nell'udienza reggina del 16.09.2004 (di cui al n.21) per aver fornito dichiarazioni sfavorevoli al dr. Fera ed in contrasto con quelle precedentemente rilasciate ai loro pilotatori su delega della Procura messinese (p.m. Vincenzo Romano). Richiesta di archiviazione a firme congiunte del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte del P.M. Dott. Fabrizio Monaco notificata alla P.O. avv. Spadaro l'8.10.2009. Opposizione dello Spadaro del 17.10.2009, dopo avere appreso che il dr. Fera si era opposto alla richiesta di archiviazione del procedimento di cui al successivo n.71. (P.ne del 17.11.2009). Decreto di archiviazione del Giudice Dott. Antonino Genovese del 23.12.2009 (P.ne del 01.01.2010);
  71. MESSINA. Procedimento penale n.6548/08 R.G.N.R. a carico di Agosta Sebastiano e Biagio Spadaro, su querela di Fera Agostino per il reato di cui all'art.595 c.p. (diffamazione). Il Dr. Fera lamenta un presunto volantinaggio del 4.08.2008 della pubblicazione del 28.07.2008 su www.giustiziaesfatta.com dal titolo << Nessuno vuole venire a lavorare qui: parola del facente funzione Fera, che potendo non avrebbe lasciato mai>>, effettuato dall'Agosta, dopo averla autonomamente estratta da internet e sottoscritta. Richiesta di archiviazione a firme congiunte del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte e del P.M. Dott. Fabrizio Monaco depositata il 6.06.2009 che recita << La circostanza che il dott. Fera sia stato favorito da alcune pronunzie della magistratura onoraria appare più frutto di un’interpretazione del testo da parte del denunziante, che una affermazione obiettivamente  evincibile dal contenuto dell’articolo ; che l’affermazione relativa all’ ”aria fresca” che si respirerebbe dopo il trasferimento del dott. Fera ad altro ufficio, non pare rivestire carattere offensivo>>. Opposizione della P.O. Fera Agostino del 28.05.2009. Decreto del 12.10.2009 di fissazione dell'udienza a seguito di richiesta di archiviazione non accolta per la celebrazione dell'udienza in Camera di Consiglio l' 11.11.2009 (notificato ad Agosta-Spadaro il 27.10.2009), a conclusione della quale il G.I.P. Dott. Antonio Francesco Genovese si è riservato di decidere. (P.ne del 17.11.2009). Il 23.12.2009 il predetto Giudice ha emanato ordinanza di rigetto della richiesta di archiviazione e di formulazione coatta dell'imputazione a carico di Spadaro-Agosta (P.ne del 01.01.2010);
  72. REGGIO CALABRIA. Procedimento penele n.7011/08 RGNR/1 (P.M. D.ssa Maria Luisa Miranda) attivato in seguito alla trasmissione da parte del Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce di atti relativi al p.p. 1590/97 R.G.N.R. (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi di cui al n.62). (P.ne del 01.01.2010);
  73. CATANZARO. Procedimento penale n.1172/09 R.G.N.R. Grazie ad una richiesta di proroga delle indagini preliminari, avanzata dal P.M. Dott. Elio Romano al G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, lo Spadaro apprendeva di essere indagato <<per il seguente ipotizzato reato: delitto di cui all'art.368 c.p. commesso in Reggio Calabria il 02.02.08 (p.o.: Fera Agostino, nato a ...., il....)>>. Unico documento rinvenuto dallo Spadaro nei propri archivi, recante suddetta data, il suo atto di Appello alla Corte di Reggio Calabria alla sentenza di non luogo a procedere n.1081 del 20 sett.2007 (di cui al n.21), depositato presso il Giudice di Pace di Avola (SR.), appunto il 02.02.2008, e da questi trasmesso alla Corte Reggina. Lo Spadaro, provvedeva entro i 5 giorni successivi alla notifica dell'avviso di richiesta di proroga suddetta, a firma illeggibile del G.I.P. a chiedergli di non concedere al P.M. la proroga, salvo ad estendere le indagini anche nei confronti del Fera, oltre a denunziarlo per reati vari (P.ne del 01.01.2010);
  74. Si sconosce in atto chi sia il titolare ed il numero del procedimento che la Procura di Catanzaro avrebbe dovuto attivare "ope legis" in base alla memoria-denunzia dello Spadaro di cui al n.73. (p.ne del 01.01.2010).

Pubblicazioni tra le più significative relative all'operato del Dott. Fera dal suo arrivo presso il Tribunale di Ragusa (nov. 1968) al suo trasferimento alla Procura dei minori di Catania (marzo 2009)

  • "IL Triangolo della morte" sottotitolo "CAMPRIA - TUMINO - SPAMPINATO"  di Gianni Bonina edito dalla Meridie nel 1992;
  • "Gli insabbiati" - Sottotitolo "Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall'indifferenza" di Luciano Mirone edito nel 1999 da Castelvecchi ;
  • "Cono d'ombra. La mafia a Ragusa" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa s.r.l. , Palermo-marzo 1997;
  • "Politica e Mafia negli iblei" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa, Palermo-dicembre 1997;
  • "I Vittoriesi la mafia e i complici di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa, Palermo-febbraio 1999;
  • "I Mandanti. Mafia, economia e politica nel sud-est siciliano" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa, Palermo-aprile 2000;
  • "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa" di Carlo Ruta Edizioni le pietre, Palermo-novembre 2002;
  • "Morte a Ragusa" sott."Il delitto Tumino, Giovanni Spampinato e le macchinazioni della legge" di Carlo Ruta, Edizioni PittiGrafica, Palermo-gennaio 2005 (1° edizione);
  • "STIDDA" sott. "La quinta mafia, i boss, gli affari, i rapporti con la politica" di Giuseppe Bascietto ( Edizioni PittiEdizioni , Palermo-giugno 2005;
  • "Ragusa sotto inchiesta" sott. "I poteri forti e l'omertà" di Carlo Ruta, Edizioni le pietre, Palermo-maggio 2005;
  • "La banca degli amici" sott. " Rapporto sulla B.A.P.di RG." di Carlo Ruta, , Edizioni le pietre, Palermo-maggio 2006;
  • "Vite ribelli” “Dieci destini controcorrente”, edito dalla Sperking & Kupfer nelle librerie dal novembre 2007, di Dalla Chiesa – Damilano – Fantozzi – Ferrante – Garzia, Grandi – Mellone – Spampinato (fratello dell’assassinato Giovanni)– Telese – Zincone, edito nel settembre 2007 dalla Sperling & Kupfer;
  • "Gli insabbiati”II° edizione riveduta ed ampliata del maggio 2008 edito dalla Castelvecchi dello Storico Luciano Mirone “Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza”, relativo agli omicidi Tumino-Spampinato, contenente interviste rilasciate dal Direttore del carcere di Raguda avv. Spadaro e dal Proc. Fera;
  •  "Segreto di mafia” di Carlo Ruta “Il delitto Spampinato e i coni d’ombra di COSA NOSTRA” edito da “Rapporti” nelle librerie dal 2 gennaio 2009;
  • "Il fiele e le furie” "Ragusa, il caso Spampinato” di Gianni Bonina del marzo 2009 edito da Kindustria Carraro Andre HACCA;
  • "C’erano bei cani ma molto seri” . "Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo" di Alberto Spampinato quirinalista dell’ANSA del maggio 2009 edito dal Nuovo Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo;
  • Intervista del 2.5.2004, del Giornalista Scittore di Vittoria (RG.) Giuseppe Bascietto, relativa ai rapporti del Procuratore Fera col clan Dominante Carbonaro;
  • Interrogazione parlamentare del 4.10.2005 dell’ex Ministro della Giustizia On.Prof. Oliviero, Diliberto, in cui viene chiesta la rimozione del Dott. Fera dalla Procura di Ragusa ;
  • Intervista del Procuratore Fera Agostino rilasciata nel suo ufficio all'inviato speciale Guglielmo Troina, ripetutamente teletrasmessa da TG. RAI 3 il 12.10.2005 in cui il dr. Fera afferma riferendosi all'incensurato Direttore "Spadaro non solo è comunista ed è iscritto al Lions, ma è colui che si sottrae alla giustizia e non si lascia giudicare." P.ne dell'11.03.2010;
  • Intervista del Procuratore Fera Agostino relativa alla sua divulgazione delle note riservate del Presidente e del P.G. presso la Corte di Appello di CT. e del Pres. del Tribunale di Ragusa, relative alle indagini da loro svolte in conseguenza dell'interrogazione parlamentare dell'On. Oliviero Diliberto. Note "riservate" ben visibili nel corso della trasmissione del TG RAI 3 Sicilia del 3.06.2006, conseguentemente alla conferenza stampa promossa dal Procuratore Fera, presente anche l'inviato speciale della RAI Giornalista Dott. Angelo Dinatale (P.ne dell'11.03.2010);
  • Comunicato ANSA del 24.5.2007, relativo agli omicidi Tumino-Spampinato da cui emerge come il Fera è imputato dal Tribunale di Messina per favoreggiamento personale ed abuso d’ufficio;
  • Comunicato Agenzia Italia del 25.5.2007 relativo agli omicidi Tumino-Spampinato ed alle imputazioni, come sopra, a carico del Fera;
  • Pubblico affondo lanciato dal Sen. Gianni Battaglia all’inefficienza del procuratore Fera, in presenza del Sen. Cesare Salvi, come da articoli del 27 e del 30 giugno 2007 sul quotidiano “La Sicilia”;
  • Comunicato ANSA del 16 luglio 2007 relativo alle dichiarazioni del Magistrato Sen. Giuseppe Di Lello, che definisce il Dott. Fera “un procuratore democratico insabbiatutto, sia a destra, che a centro, che a sinistra” ed afferenti articoli de “La Gazzetta del Sud” del 17.07.2007 (1° pagina "Delitto Tumino all'Antimafia") e del 18.7.2007 "Il procuratore Fera ha deciso di presentare una querela per diffamazione nei confronti di Di Lello";
  • Articolo del “Giornale di Sicilia” del 18 luglio 2007, relativo “all’acquisizione del fascicolo penale sul procuratore Fera” presso il Tribunale di Messina, relativo agli omicidi Tumino-Spampinato, da parte della Commissione Parlamentare Antimafia ;
  • Articolo del Giornalista Scrittore Luciano Mirone pubblicato sul settimanale “diario” del 27.7.2007 dal titolo: “Spampinato, il caso non è chiuso”, relativo alle responsabilità del Fera sugli omicidi “Tumino-Spampinato e sugli sbarchi in franchigia di sigarette e droga sui litorali iblei assicurati da “un personaggio insospettabile”;
  • Apprezzamento del settembre 2007, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il Giornalista Giovanni Spampinato, assassinato nel 1972 da Roberto Campria, figlio dell’allora presidente del Tribunale di Ragusa, quando stava per pubblicare l'autore ed i moventi dell'omicidio dell'Ing. Angelo Tumino per mano ignota, le cui indagini preliminari furono condotte dal P.M Fera Agostino;
  • Articolo de "LA SICILIA - Cronaca di RAGUSA" del 10.11.2007 - 1° ed intera 48° pagina dal titolo "Vent'anni di mafia a Ragusa" del s.Procuratore della Repubblica presso la D.D.A. di Catania Dott. Fabio Scavone, relativo al clan "Dominante-Carbonaro";
  • Intera pagina 48 del quotidiano “La Sicilia del 26.05.2008 dal titolo “L’omicidio Spampinato” <<Nessuno ha cercato i mandanti>>;
  • Prima, diciottesima e diciannovesima pagina del “Corriere della Sera del 1°giugno 2008 in cui si parla dell'omicidio per mano ignota dell'Ing. Angelo Tumino le cui indagini preliminai furono svolte dal P.M. Fera e di quello di Giovanni Spampinato per mano di Roberto Campria “un delitto fatto apposta per cancellare un altro delitto”;
  • Insurrezione mondiale di blogger ed internauti  per la condanna del 29.01.2008 del Tribunale di Modica per “stampa clandestina” su querela del procuratore Fera a carico del Dott. Carlo Ruta, reo, fra l’altro di aver resuscitato sul suo blog, lo scandalo degli omicidi “Tumino-Spampinato” (oltre 700.000 documenti su internet);
  • Raitre in collaborazione con Etabeta S.p.a.  “Blu notte” trasmissione condotta da Carlo Lucarelli sulle uccisioni di Peppino Impastato, Giovanni Spampinato ed i Carabinieri Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta andata in onda nel novembre 2009. I servizi vanno visti tutti e tre. I mafiosi "Rimi" (vedansi atti del p.p. n.13404/03 R.G.N.R. ,P.M. Procuratore Aggiunto Dott. Giuseppe Pignatone, su denunzia di Fera Agostino del 13.03.2003 ritortaglisi contro "per calunnia", pubblicati per la prima volta nel gennaio 1985 dall'assassinato Giuseppe Fava, che a sua volta li aveva estratti da atti della Commissione Bicamerale Antimafia, com'era visibile in testa alle due pagine su cui erano riprodotte, de "I Siciliani" anno III° n.24 del gennaio 1985, che il dott. Spadaro avrebbe prodotto al G.I.P. Gioacchino Scaduto) infatti, hanno avuto un ruolo devastante  anche e soprattutto a Ragusa : << la provincia babba>> (p.del 17.12.2009);
  • Il 15 gennaio 2010 è nata a Ragusa l' ASSOCIAZIONE GIOVANNI SPAMPINATO in collaborazione con l'osservatorio della FNS e dell'Ordine dei Giornalisti "Ossigeno per l'informazione" sui cronisti minacciati e le notizie oscurate. www.giovannispampinato.it (p. del 31.01.2010);

Questa pubblicazione, che è la rappresentazione impersonale di quanto ancora oggi avviene nei palazzi di Giustizia della Repubblica è rivolta soprattutto al Sig. Presidente della Repubblica, nella sua veste di Presidente del C.S.M. On. Avv. Giorgio Napolitano, al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi, al Sig. Presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, al Sig. Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano, al Sig. Primo Presidente ed al Sig. Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione, a tutte le forze politiche al governo ed all'opposizione perchè ne facciano tesoro in tema di riforma della Giustizia, il cui varo sta suscitando un mare di polemiche, nell'augurio che non venga stravolto il diritto costituzionalmente garantito (art.21) a norma del quale "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure...." e che introduca norme più rigorose e ad effetto immediato, a carico di quei magistrati che non fanno il loro dovere. Lo scrivente, forte della sua quarantennale esperienza nel settore, è disponibile, se richiesto, a formularne suggerimenti e proposte in nuce.

Alla luce della deprimente contrapposizione sul tema GIUSTIZIA, che non giova certamente nè alle Opposizioni, nè alla Magistratura, lanciamo un accorato appello al Ministro Alfano ed a tutte le Forze Politiche acchè venga varato tempestivamente il "PROCESSO BREVE", a prescindere che possa giovare al Presidente Berlusconi (il "legittimo impedimento" sì, sarebbe ad personam), perchè utile a migliaia e migliaia di onorati ed onesti cittadini, vittime di immotivati e talvolta folli accanimenti giudiziari (emblematicamente vedasi il recente suicidio del Prof. Adolfo Parmaliana) ed a quanti non riuscendo ad ottenere GIUSTIZIA nei confronti di un potente o di un amico degli amici potenti vengono espropriati della loro vita e delle proprie sostanze, diventando ostaggio di Procure, Tribunali ed Avvocati, come nel caso su rappresentato: una vera e propria tortura che perdura da 18 anni, sancendo di fatto << L'incapacità della Giustizia ad indagare su se stessa >>.

Si auspica infine una separazione netta delle carriere inquirenti e giudicanti indispensabile per il riequilibrio dei Poteri. (P.ne del 01.01.2010).

Biagio Spadaro

La prossima pubblicazione dal titolo "Cola Pesce"

 

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