Pubbl.n.40 del 7.09.2009

LONTANI DA PROCURE E TRIBUNALI MACCHINE INFERNALI

frombolasdavide

Davide e Golia - Tanzio da Varallo - 1625. Il giovane Davide solleva la testa mozzata del gigante fariseo Golia dopo averlo atterrato con una frombola

pilato

Mihály Munkácsy, Cristo davanti a Pilato, 1881. Ne fu giudice, lo fece barattare con l'omicida Barabba e riluttante ne ordinò la crocifissione lavandosi le mani.

Si trascrive di seguito l'elenco dei n.112 procedimenti (109 penali + 1 civile + 2 amministrativi), che dal 1992 al 2013, hanno stravolto la vita e la carriera amministrativa e politica dell'ex Dirigente del D.A.P. Direttore del Carcere di Ragusa e Cons. Prov. Avv. Biagio Spadaro e procurato non pochi dispiaceri all'ex Procuratore della Repubblica di Ragusa, nonchè presidente della C.T.P. Dott. Agostino Fera, tarpando le ali alla sua carriera giudiziaria. In calce l'elenco delle pubblicazioni tra le  più significative, relative all'operato del Dott. Fera, nell’arco dei 41 anni della sua ininterrotta permanenza presso il Tribunale di Ragusa, alternando funzioni inquirenti e giudicanti, dagli omicidi “Tumino Spampinato” (1972) ai nostri giorni (SI FA PRESENTE CHE L'ELENCO A SEGUIRE E' SUSCETTIBILE DI AGGIORNAMENTI SECONDO LE EMERGENZE PROCESSUALI)

  1. RAGUSA. Procedimento penale n. 1692/72 R.G.N.R. (p.m. dr. Fera Agostino) relativo all'omicidio dell'Ing. Angelo Tumino la cui mancata individuazione dell'autore avrebbe avuto come conseguenza l'assassinio del Giornalista Giovanni Spampinato ad opera di Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del Tribunale di Ragusa. Il processo che ne sarebbe seguito, non avrebbe svelato nè l'omicida dell'Ingegnere a tutt'oggi ignoto, nè chiarito il contesto-verminaio che portò alla soppressione del Giornalista. Contesto di magistrati, tra cui un pretore in Ragusa, direttori penitenziari, politici ed amministratori corrotti, così come manoscritto dal "pentito"capo clan Bruno Carbonaro nel 1992, successivamente e fino ai nostri giorni dallo Storico Dott. Carlo Ruta, nel 2004 dal Giornalista Scrittore Giuseppe Bascietto, nel 2005 dall'ex Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto nella sua storica Interrogazione Parlamentare in cui chiedeva la rimozione del plurindagato procuratore Fera , nel 2007 dal Magistrato On. Giuseppe Di Lello Finuoli che definiva il Fera <<un procuratore democratico insabbiatutto, sia a destra, che a centro, che a sinistra. In particolare non riesce neppure a riaprire indagini, basate su precisi elementi che riguardano l'omicidio del giornalista Spampinato. Basterebbe l'intervento di un bravo giallista come Carlo Lucarelli.>>, dal Sen. Gianni Battaglia che ne denunziava pubblicamente l'inefficienza, dal Presidente della Commissione Bicamelale Antimafia Francesco Forgione che richiedeva alla Procura messinese l'acquisizione del fascicolo relativo alla riapertura delle indagini degli omicidi Tumino-Spampinato promossa dall'ex Direttore del Carcere di Ragusa + 45, dallo Storico Luciano Mirone " 24) Per Luciano Mirone il caso Tumino Spampinato non è chiuso(5.8.2007)" , nel 2009 ancora da Carlo Ruta in "Segreto di Mafia" <<Il delitto Spampinato e i coni d'ombra di COSA NOSTRA>> e da Alberto Spampinato fratello dell'assassinato in "C’erano bei cani ma molto seri” <<Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo>> e via via fino ai nostri giorni, da autorevoli cultori della materia. La D.ssa Eurosia Buttitta prima firmataria, unitamente a 45 cittadini reppresentativi di tutte le fasce sociali della provicia di Ragusa, tra cui l'avv. Spadaro si sono adoperati invanamente di far riaprire il caso prima rivolgendosi invanamente al Procuratore Generale di Catania Tinebra Giovanni per fare avocare il caso e poi denunziando i fatti alla Procura di Messina (p. p. n.242/07 R.G.N.R. P.M. Dott. Vincenzo Barbaro) che dopo avere indagato il procuratore Fera per abuso d'ufficio e favoreggiamento personale (prescritti) e non anche per concorso nell'omicidio di Giovanni Spampinato (imprescrittibile), come richiesto in denunzia, ne richiedeva l'archiviazione decretata il 17.12.2007 dal G.I.P. Maria Eugenia Grimaldi che riteneva inammissibile l'opposizione di Eurosia Buttitta + 45;
  2. Ragusa. Procedimento Penale n.207/93 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A. Fera), attivato dall'esito degli accertamenti interforze eseguiti nel Comune di Vittoria su ordinanza del Prefetto di Ragusa Dott. A. Prestipino Giarritta n.20/R/GAB.del 12 genn.1993, promossa all’indomani dell’operazione “SQUALO” che aveva decapitato i vertici del clan Dominante-Carbonaro grazie al coraggio ed all’azione sinergica posta in essere dal Prefetto, dal Procuratore Dott. Paolo Frasca (predecessore del Dr. Fera), dalla neo D.D.A. di Catania e dal Direttore del Carcere di Ragusa avv. Spadaro, col sapiente utilizzo di microspie opportunamente piazzate in determinate celle per ben 10 mesi, venendone elogiato dal Prefetto, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Francesco Guarrata e dal Capo del Personale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Cons. Giuseppe Falcone. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione su richiesta del titolare delle indagini, Procuratore Fera Agostino. Buona parte delle persone indicate nel "dossier" del Prefetto sarebbero state arrestate successivamente dalla neo D.D.A. di Catania con varie operazioni, "per associazione per delinquere di stampo mafioso". Vedasi cliccando di seguito su 26) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007);
  3. Ragusa. Procedimento Penale n.968/91 R.G.N.R. (P.M. Procuratore Dott. Paolo Frasca) su denunzia del Dirigente del Carcere Avv. Spadaro, a carico del Comandante delle Guardie carcerarie di Ragusa m.llo Malandrino Corrado,imputato e processato “per il reato p. e p. dall’art.323 c.p. per avere quale maresciallo comandante degli agenti di custodia della casa circondariale di Ragusa abusato del suo ufficio al fine di procurare un ingiusto vantaggio ad alcuni detenuti, così arbitrariamente spostando varie volte di cella Dominante Carmelo, assegnando alla sezione minorati  fisici Giannone Giovanni, facendo ammettere al lavoro Carbonaro Bruno ed esercitando pressioni sul personale della casa circondariale perché fossero ammessi al lavoro anche Dominante Carmelo e Carbonaro Claudio, tutti arrestati per associazione di stampo mafioso e che spesso convocava nel suo ufficio per colloqui, non sempre registrando gli incontri. In Ragusa fino all’agosto 1991” ,così vanificando le laboriose indagini condotte dal predecessore del Fera, Procuratore Dott. Paolo Frasca (p. penale n.968/91 R.G.N.R.) in sinergia col Questore, col Comando Prov. dei Carabinieri e con lo scrivente che ne aveva tempestivamente denunciato i fatti nella veste di neo Direttore del Carcere di Ragusa, succeduto all'amico del Fera, dr. C. Cesareo. Il processo si sarebbe concluso con l'assoluzione dell'imputato per insussistenza del fatto, su richiesta della Procura della Repubblica di Ragusa presieduta dal Dott. Fera Agostino, nel frattempo succeduto al Dott. Paolo Frasca nominato Procuratore Generale della Repubblica di Messina;
  4. Ragusa. Procedimento Penale n.1782+2751 /93 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera) a carico del Dirigente titolare del Carcere di Ragusa Avv. Biagio Spadaro per "abuso d'ufficio", attivato sulla base delle medesime lettere anonime ricevute dal Procuratore Fera e dal D.A.P. che ordinò due ispezioni, la prima Provveditoriale e la seconda Ministeriale a seguito di altre lettere anonime in cui si asseriva che il Provveditore Regionale era amico dello Spadaro, senza che nulla di rilevante fosse stato trovato (a conclusione, nemmeno un’ammonizione, ma delle semplici raccomandazioni su come stroncare “pettegolezzi, ripicche e disarmonie tra vigilatrici e detenute”. L'inutile e dispendioso processo relativo a presunta irregolarità nell'assunzione di una trimestralistta, in cui il P.M. chiese per lo Spadaro intanto eletto Consigliere Provinciale (1994), un anno e sei mesi di reclusione + l’interdizione dai pubblici uffici per tre anni, si sarebbe concluso con sentenza assolutoria n.64/96 del 7/5/96 (Pres. Dott. Michele Duchi), appellata dalla pubblica accusa. La 1° Sez. Penale della Corte D’Appello di CT., presieduta dal Dott. Alfio Cocuzza, con sentenza N.173 dell’11 febb.1997 dove, fra l’altro è scritto: “ vengono così meno, in quanto documentalmente smentite, due delle principali argomentazioni a sostegno   dell’appello della pubblica accusa” avrebbe definitivamente confermato la sentenza di 1° grado;
  5. Ragusa. Procedimento Penale n.495/96 R.G.N.R. presso la Pretura Circondariale (P.M. Procuratore Dott. GiuseppeToscano), su denunzia manoscritta e sottoscritta dal Proc.della Rep. presso il Tribunale Dr. Agostino Fera, in ordine al reato di  “concorso in falsità ideologica” a carico del Dirigente del Carcere Avv. Spadaro e "falsità ideologica” a carico del Cardiologo Dr. Giuseppe Campione. L'avv. Spadaro, legittimamente impedito a presenziare all’udienza del 15/12/1995 nel proc. pen. di cui al n. 4, senza che nè il Pres. del Collegio Giudicante Dr. Michele Duchi nè il P.M. da egli Fera delegato Dr. Corrado Fasanelli nulla avessero obiettato, fu denunziato dal Procuratore Fera (da decenni consocio con lo Spadaro, nello stesso “Lions Club”di Ragusa) presente unitamente alla sua compagna, alla conviviale Lions tenutasi l'indomani presso la Villa Di Pasquale di RG., perchè “vi era stato visto partecipare” (era lui che mi aveva visto, presente con la sua compagna). Il procedimento sarebbe stato definito con decreto di archiviazione del 23.01.1998 "per infondatezza della notizia di reato";
  6. Messina. Procedimento Penale n. n. 3247/99 R.G.N.R. (p.m. dr. Vincenzo Barbaro), su denunzia dell'avv. Spadaro a carico del Procuratore Fera per "abuso d'ufficio" e "calunnia", in ordine ai fatti di cui al n.5. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione su richiesta del P.M. Dr. Vincenzo Barbaro;
  7. Ragusa. Procedimento Penale n.857/94 (P.M. Procuratore A.Fera) su denunzia della ditta "Scrofani-Corallo" a carico del Dirigente titolare del Carcere di Ragusa Avv. Biagio Spadaro per i reati di "abuso d'ufficio" e "turbativa d'asta", relativo all’acquisto di n.32 televisori da parte del responsabile dell’Uff. Ragioneria del  Carcere, effettuato in base al visto di congruità apposto dall’U.T.E. sul preventivo scelto tra i tre trasmessigli. Visto che le indagini producevano effetto negativo, il Procuratore Fera ne disponeva delle altre per accertare quanto già si evinceva dagli atti e cioè che la differenza unitaria di lire 10.400 (diecimilaquattrocentolire) in più era dovuta all’aggiunta del telecomando. Ad archiviazione avvenuta, l'Avv. Spadaro denunziava i titolari della ditta al Procuratore Fera, che delegava la sua giovane Sostituta D.ssa Rosanna Giannaccari;
  8. Ragusa. Procedimento Penale n. 967/95 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Rosanna Giannaccari su delega di Fera Agostino) su denunzia del Dirigente del Carcere B. Spadaro a carico della ditta di cui al n.7, per il reato di "calunnia". Le indagini venivano affidate al C.te del Nucleo di P.T. della Guardia di Finanza di RG. Cap. Marco Giraldi, che a conclusione rapportava: “a parere di questo Comando nei confronti dei querelanti Scrofani Angela e Corallo Giovanni è configurabile il reato di calunnia nei confronti dello SPADARO Biagio, in concorso, in ordine agli artt.110 e 368- 1° comma del c.p.”. Il P.M. suddetto, ne richiedeva, ottenendola, l’archiviazione;
  9. RAGUSA. Procedimento Penale n.2848/93 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A. Fera) a carico di alcune vigilatrici e detenute del Carcere, in cui il P.M. Fera ne ordinò lo stralcio della posizione processuale del Dirigente del Carcere Avv. Spadaro e l'iscrizione di un nuovo fascicolo a suo carico, in ordine ai reati di ”abuso d’ufficio" e "calunnia” in danno della Vigilatrice Capo del Carcere di RG., denunziata dal M.llo C.te  del Carcere Giuseppe Farris, con rapporto controfirmato dal Direttore Spadaro, in quanto istigava alcune vigilatrici penitenziarie a fornire una versione dei fatti accaduti all’interno della Sezione Femminile del Carcere, diversi dalla realtà, all’inquirente M.llo CC. Vincenzo Graziano delegato dal Procuratore Fera alle indagini del suddetto procedimento penale. Si avrebbe avuto conferma della bontà di quanto rapportato, a posteriori, allorché venuto meno il segreto istruttorio, fu possibile estrarre copia dei verbali di sommarie informazioni testimoniali rese dalle vigilatrici penitenziarie. Il Procedimento penale a carico del Direttore Spadaro e non anche del M.llo Farris, sarebbe stato archiviato grazie ad una stringente e logorante memoria difensiva con 523 allegati, mentre l’altro si sarebbe concluso col patteggiamento di una vigilatrice,  confirmatorio della veridicità di quanto rapportato dal Farris e controfirmato dallo Spadaro ( Sent.n.11/96 dell’1/3/96 ) e con l’assoluzione delle altre 3 vigilatrici e di un’assistente volontaria ( Sent. N.50/96 del 21/3/96 ), mentre la vigilatrice capo, nei cui confronti Il Direttore del Carcere avava chiesto di procedere per "calunnia", non sarebbe mai stata iscritta nel registro degli indagati;
  10. Ragusa. Procedimento Penale di cui si sconosce il numero (P.M. Procuratore A.Fera) su denunzia del 17.5.1994 di un'infermiera in servizio presso il Carcere di Ragusa, per abuso d'ufficio a carico del C.te della Sezione di P.G. CC. presso la Procura della Repubblica di Ragusa. L'infermiera, visibilmente gravida, veniva convocata dal predetto u.p.g. quale persona informata dei fatti nel p.p. di cui al n.9 e minacciata di essere incriminata di “favoreggiamento”, se non ammetteva ben determinate responsabilità (tecnicamente impossibili a realizzarsi e di sana pianta inventate dall'inquirente che asseriva di averne le prove) a carico del Direttore Spadaro. Analoga minaccia, per i medesimi presunti fatti, veniva rivolta alla detenuta Dipasquale Giuseppa. L'una e l'altra lo prendevano per visionario e lo invitavano ad incriminarle. Si presume che Il procedimento sia stato definito con archiviazione, atteso che, all'infermiera denunziante, che aveva chiesto di esserne informata dell'esito, non sarebbe mai stata effettuata nessuna notifica;
  11. Ragusa. Procedimento penale n.1584/96 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Di Quattro su delega di Fera Agostino), su denunzia dei Cons. Prov.li Spadaro-Giannone a carico del Pres. f.f. dell'AAPIT Pietro Diquattro e del Segretario Genelale della Provincia Regionale di Ragusa Vito Chiaramonte: l'uno nominato abusivamente dal pres. Mauro prima Cons.d'Amm.ne dell'AAPIT e poi altrettanto abusivamente Presidente f.f. e da tale firmatario di numerosi ed onerosi mandati di pagamento e l'altro nominato Direttore Amministrativo dell'AAPIT e da tale percettore di altro stipendio, I.I.S. e straordinari. Il procedimento penale sarebbe stato definito con archiviazione. Il Presidente f.f. dell'AAPIT sarebbe stato costretto alle dimissioni da una forte campagna di stampa, mentre al Segretario Generale della Provincia non sarebbe stato rinnovato l'incarico.
  12. Ragusa. Procedimento Penale n. n.126/97 R.G.N.R. (Procuratore A. Fera prima e poi P.M. Emanuele Di Quattro), su laconica denunzia del Cons. Prov. Luigi Marchi, subito dopo nominato assessore dal Presidente Mauro. La denunzia suonava “I Consiglieri Spadaro e Giannone asseriscono nei loro interventi in consiglio che alla Provincia ed alla A.A.P.I.T. si fanno imbrogli, pertanto chiedo di accertarli o, se non è vero di punirne i calunniatori”, al chiaro scopo di far incriminare i suddetti Consiglieri la cui azione ispettiva paralizzava di fatto e di diritto l'esitazione di parecchie onerose delibere prolusive agli arresti del Presidente Mauro e complici. Il procedimento, di cui sarebbe stata richiesta alla P.G. di CT. l'avocazione delle indagini, rigettata sulla base di erronee informazioni fornitele dal Procuratore Fera Agostino, avrebbe prodotto la denunzia dell'1.04.2007, a firme congiunte Cons.ri Spadaro-Giannone a carico del Procuratore Fera e del Presidente Mauro + 15, in cui il neopensionato Avv. Spadaro, avrebbe inserito le vere motivazioni dell'accanimento giudiziario subito da Direttore del Carcere di Ragusa, sin dall'insediamento da Procuratore (1992) del Dott. Fera (l'essersi rifiutato di riservare trattamenti di favore ai capi clan Dominante Carbonaro all'interno del carcere di Ragusa da lui diretto). L'espresso invito del P.M. Dott. Fera rivolto ai CC. delegati alle inagini preliminari M.lli Cicero e Santacroce, di chiuderle in 48 ore, non solo sarebbe stato vanificato dalle copiose e puntuali denunzie a s.i.t. dei Consiglieri Spadaro-Giannone, ma avrebbe indotto il Procuratore Fera a lasciare il caso delegandone il suo sostituto Dott. Emenuele Di Quattro parente della moglie del presidente Mauro che sarebbe stato indagato insieme ad altre 17 persone in procedimento penale definito con archiviazione;
  13. MESSINA. Procedimento Penale n.909/97 R.G.N.R. (p.m. dr. Romano Vincenzo ) a carico di Fera Agostino, Mauro Giovanni ed altri, su denunzia a firme congiunte dei Cons. Prov.li Spadaro-Giannone relativa a tutti i fatti delittuosi consumati presso la Provincia Regionale di Ragusa, in cui l'avv. Spadaro, da neopensionato Direttore del Carcere di Ragusa, intanto eletto Consigliere Provinciale, denunziava per la prima volta le presunte collusioni del Dott. Fera col clan Dominante-Carbonaro, ponendole a base del suo accanimento giudiziario, iniziato all'indomani del suo insediamento al vertice della Procura Ragusana (1992), succedendo al Procuratore Dott. Palo Frasca, nominato P.G. della Repubblica di Messina, legato al Direttore Spadaro da un settennale rapporto di reciproca stima e leale e proficua collaborazione. Il P.M. suddetto, avrebbe delegato alle indagini gli u.p.g. di P.S. Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico, sfociate in una richiesta di archiviazione in ordine a tutti i fatti, come sopra denunziati. Anche la puntuale e certosina denunzia circa i rapporti del Dott. Fera col clan Dominante-Carbonaro, sarebbe stata vanificata dalle s.i.t. rilasciate a detti u.p.g. dai "pentiti" f.lli Carbonaro, i cui vebali, unitamente a tutti gli altri atti d'indagini, negati dalla Procura di Messina, sarebbero stati acquisiti da Spadaro-Giannone, presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria;
  14. MESSINA. Procedimento Penale stralcio n.3050/97 R.G.N.R. (p.m. dr.Vincenzo Romano), in parziale accoglimento della opposizione alla richiesta di archiviazione del p.penale di cui al n.13, unico atto, unitamente al decreto d'archiviazione che i Cons. Spadaro-Giannone, nonostante le insistenze, riuscirono ad ottenere. Richiesta di archiviazione non notificata alle P.O. Spadaro-Giannone a cui sarebbe seguita ordinanza di archiviazione del G.I.P. Carmelo Cucurullo, che avrebbe negato loro, venutini casualmente a conoscenza quando erano già scaduti i termini per l'opposizione, sia la visione, che l'estrazione di copie del fascicolo, autorizzandone solamente il rilascio della richiesta di archiviazione del p.m. e del decreto di archiviazione a sua firma. Immediatamente dopo suddetta archiviazione il Fera sporgeva denunzia querela a carico dei predetti Consiglieri Prov. in cui faceva inequivocabili riferimenti agli atti d'indagini sia di questo p.p. che di quello di cui al n.13, a significazione che qualcuno gli aveva fornito i medesimi atti d'indagine, come sopra negati alle P.O. Spadaro-Giannone;
  15. Ragusa. Procedimento penale n.1593/97 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Di Quattro su delega di Fera Agostino) a carico di Mauro Giovanni + 1, per truffa aggravata in danno della Provincia Regionale di Ragusa, su denunzia dei Cons. Prov.li Spadaro-Giannone. Richiesta di archiviazione non accolta a seguito di opposizione. Il Pres. Mauro, processato e condannato ad anni uno e mesi quattro di reclusione, sarebbe stato assolto dalla Corte di Appello di Catania;
  16. Ragusa. Procedimento Penale n.838/97 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera) , su denunzia dei Cons. Prov. Spadaro-Giannone, a carico di un Consigliere Provinciale, prima nominato abusivamente Cons. d'Amm.ne del COPAI (Consorzio di cui la Provincia Regionale di Ragusa deteneva il 20% delle azioni) e poi Presidente e da tale percettore di contributi miliardari (in lire) dell'U.E. che venivano destinati ai concessionari con un sistema di fideiussioni bancarie ancor prima del collaudo delle opere. Il procedimento sarebbe stato definito con archiviazione;
  17. Messina. Procedimento penale n.1813/98 R.G.N.R. (P.M. Franco Langher, con delega agli stessi u.p.g. Cutaia-D'Amico, di cui al n.13, che avevano appena concluso le indagini a carico del Dott. Fera e complici su denunzia Spadaro-Giannone), a carico dei Cons.ri Spadaro-Giannone per "calunnia", su denunzia di Fera Agostino del 15.05.1998, all'indomani dell'archiviazione anche del p.p. di cui al n.14, effettuata sulla base dell'acquisizione di tutti gli atti d'indagini svolti dagli u.p.g. Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico, come sopra ( n.13 e 14) negati a Spadaro-Giannone. Nell'interrogatorio da indagati del 28.12.1998, tra lo stupore dell'Avvocato d'ufficio Salvatore Giangreco, sarebbe emerso, dall'asserita mancanza dai fascicoli, di cui ai n.13 e 14, da parte dell'interrogante u.p.g. Cutaia Diego (incalzato dalle domande dei Cons.Spadaro-Giannone su fatti documentalmente provati nella denunzia a carico del Dott. Fera, Mauro ed altri, che non avrebbero potuto sfociare nell'archiviazione), che era stata possibile grazie alla sottrazione di alcuni atti fondamentali, indispensabili per il trasferimento delle prove dai colpevoli agli innocenti e come le dichiarazioni a s.i.t. dei "pentiti" capi clan f.lli Carbonaro (contrastanti con quelle del non pentito capo clan Carmelo Dominante), fossero state chiaramente pilotate in pro del Procuratore Fera ed in danno del Direttore del Carcere di Ragusa Spadaro;
  18. Catania. Procedimento penale n. 1208/98 N.R. (P.M. D.D.A. di CT.) su denunzie di Spadaro-Cintolo dell'1, 4 e 16 giugno 1998, (conseguenti ai depositi delle n.5 microcassette contenenti le fonoregistrazioni delle accuse che il "pentito" Ignazio Parrino muoveva al Presidente Mauro e complici, con asserite implicazioni mafiose) a carico del Pres.Mauro, del Proc. Fera, del P.M. Emanuele Di Quattro e del P.M. Corrado Fasanelli. Procedimento trasferito per competenza territorale (a causa del coinvolgimento dei detti magistrati di Ragusa), alla D.D.A. di Messina, e successivamente da questa trasferito alla D.D.A. di Reggio Calabria, per il coinvolgimento di alcuni magistrati di Messina. Nelle more del traferimento del fascicolo da Catania a Messina il Presidente Mauro sarebbe stato arrestato insieme ai complici in quanto il Parrino sarebbe stato convinto da Carmelo Di Paola, amico ed avvocato del Dott. Fera, a deporre presso la Procura di Ragusa, non abilitata a trattare fatti di mafia, di cui si occupa ope legis la D.D.A. di Catania;
  19. Messina. Procedimento penale n.1175/98 A.N.R. (P.M. Franco Langher), conseguente alla trasmissione alla D.D.A. di Messina delle n.5 microcassette di cui al n.18. Ne sarebbe stata ordinata la decodificazione;
  20. Messina. Procedimento penale n.2882/98 R.G.N.R., a cui sarebbe stato unito il n.1175/98 A.N.R., di cui al n.19 (P.M. Franco Langher), a carico del Procuratote Fera Agostino, dei suoi sostituti P.M. Fasanelli Corrado e Di Quattro Emenuele e dell' u.p.g. di P.S. presso la Pocura di Messina Cutaia Diego, in conseguenza di quanto fatto verbalizzare da Spadaro-Giannone nell'interrogatorio da indagati di cui al n.17, per cui tutti i fascicoli in possesso del P.M. Langher sarebbero stati trasmessi alla Procura Reggina;
  21. REGGIO CALABRIA. Procedimento p. n.608/98 R.G.N.R. (P.M. titolare D.ssa Alessandra Provazza sostituita da 12 colleghi nelle altrettante udienze fino alla sentenza - G.I.P. D.ssa Natina Pratticò - GIP Dott...... GIP Dott.ssa Adriana Costabile - G.U.P. D.ssa Concettina Garrefa - Giudici D.ssa Tommasina Cotroneo - Dott. ....- Dott.ssa ....ed ancora D.ssa Tommasina Cotroneo a cui sarebbe stato riassegnato il caso al rientro dalla sua lunga aspettativa per maternità) a carico di Fera Agostino + 11 a cui sono uniti:
  22. il n.691/99 RGNR;
  23. il n.1194/99 RGNR;
  24. il n. 1485/99 RGNR;
  25. il n.1486/99 RGNR;
  26. il 3286/99 RG/Atti;
  27. il n.3850/99 RG/Atti;
  28. il n.4207/99 RG/Atti;
  29. il n.4198/99 RG/Atti;
  30. il n.4345/99 RG/Atti. Procedimento come sopra unificato per "abuso d'ufficio" a carico di Zumbo, Romano, Cucurullo, Vitanza, Cutaia, (P.O. Spadaro-Giannone-Cappellacci). A carico di Fera, Di Quattro, Monaca, Fasanelli, Mauro, Marchi, Chiaramonte, per "abuso d'ufficio" (P.O. Spadaro-Giannone-Cappellacci), con l'aggiunta del "furto" per il solo Fera, P.O. Fulvia Cappellacci moglie dello Spadaro, alla quale fu sottratto un motorino Piaggio, nuovissimo in uso alla figlia, ad opera di un gruppo di 3 persone riconducibili all'originario clan Dominante-Carbonaro (leggasi cliccando di seguito su Fera Agostino ed i capi clan Dominante Carbonaro - Giustiziaesfatta.com. (24.04.2006), ed a carico di Spadaro, Cappellacci, Giannone, per "diffamazione" (P.O. Fera), di cui l'8.10.1999 veniva richiesta l'archiviazione notificata ai Consiglieri Spadaro-Giannone, che finalmente poterono visionare gli atti da sempre negati loro dal Tribunale di Messina, quegli stessi che, ad archiviazione dei procedimenti di cui ai n.13 e 14, consentirono al Procuratore Fera di denunziarli per "diffamazione" e "calunnia." Detti atti avrebbero dato la conferma a Spadaro-Giannone della veridicità di tutto quanto da loro verbalizzato a s.i.t. da persone informate dei fatti il 13.02.1999 agli U.P.G. della Guardia di Finanza delegati alle indagini dal P.M. reggino Alessandra Provazza, ancor prima di visionarli e di tutto quanto era già stato da loro denunziato al neo Procuratore della Repubblica di Massina Dott. Luigi Croce il 5.01.1999, a seguito dell'interrogatorio di garanzia di cui al n.17 . La richiesta di archiviazione del P.M. Provazza, fu possibile, in quanto nessuna delle richieste indagini fu svolta per carenza di delega, come sarebbe stato confermato in dibattimento dai predetti U.P.G. incaricati di svolgerle. A seguito di opposizione di Spadaro-Giannone alla richiesta di archiviazione e di Camera di Consiglio del 28.12.1999 presieduta dal G.I.P.Natina Pratticò , disertata da tutti gli indagati, eccezion fatta per Spadaro-Cappellacci, detto G.I.P. veniva sostituita dalla giovane collega d.ssa Adriana Costabile (figlia di consocio lions del Fera), che rifissava l'udienza camerale alla quale erano presenti solamente Fera-Spadaro-Cappellacci, per 29.09.2000 riservandosi di decidere. Intanto, con provvedimento del 24.04.2001, la Direzione Generale del D.A.P. capeggiata da TINEBRA GIOVANNI, conclamatamente caro amico del FERA, rigettava l'istanza del Direttore del Carcere di Ragusa Dott. Spadaro di rilascio del Nulla Osta per l’assunzione da parte dell’Avvocatura dello Stato della rappresentanza e difesa, motivando, contro l’evidenza dei fatti, che “il fatto oggetto del p. penale non è connesso all’espletamento del servizio o con l’assolvimento degli obblighi istituzionali.”   Il 12.12.2000 la d.ssa Costabile emanava una duplice ordinanza in cui archiviava per tutti, tranne che per lo Spadaro, nei cui confronti ordinava procedersi per "calunnia", "per un singolo episodio già definito con archiviazione dal Tribunale di Messina" (il suo verbo). Con sentenza del 23 settembre 2002 la VI° Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione (dove intanto era stato trasferito ed operava uno degli indagati suddetti, l'ex procuratore della Repubblica di Messina Antonio Zumbo) respingeva i ricorsi dei Cons.ri Prov.li Avv. Biagio Spadaro e Dott. Giuseppe Giannone con cui chiedevano l'annullamento della suddetta duplice ordinanza, per cui il procedimento penale riprendeva il suo iter procedurale, con l'impiego massiccio dei p.m. e giudici citati in premessa, fino all'udienza in teleconferenza del 16 sett. 2004 (presenti Spadaro, Sano, Gisarella - Fera, il suo autista Causarano e Dipaola) in cui sarebbe stato provato:- *come la giovane P.M. titolare del caso Provazza Alessandra, avesse omesso di conferire le deleghe per lo svolgimento delle indagini richieste e verbalizzate dai Cons. Spadaro-Giannone;* la giovane G.I.P. Costabile, ordinato con la suddetta duplice ordinanza,  la formulazione coatta solo a carico dell'avv. Spadaro su 14 indagati, del reato di “calunnia”, per il singolo episodio suddetto, che sarebbe risultato vero, asseritamente in dibattibento dal Fera che ricorda dell'incontro con lo Spadaro in via Archimede a Ragusa e dal capo clan pentito Bruno Carbonaro * la G.U.P.Garreffa Concettina, decretato all'udienza del 15.01.2002, il rinvio a giudizio dell'Avv. Spadaro in sua assenza, nonostante legittimamente impedito ed in accertato imminente pericolo di vita, omettendo di disporre la visita fiscale che le avrebbe richiesto l' avvocato Currò dello Spadaro, ma non risultante verbalizzata, subito dopo sollevato dall’incarico e quanto altro in atti alla Suprema Corte; * la giovane Giudice monocratico Tommasina Cotroneo, ridiventata titolare del procedimento, dopo essere stata sostituita da altri due giudici durante la sua lunga assenza per gravidanza, omesso di decretare l’annullamento dell’ordinanza di rinvio a giudizio dello Spadaro, richiestale prima e dopo il suo rientro dalla gravidanza, allorché le fu riassegnato il caso, in quanto nulla ai sensi di Legge, per quanto sopra e per avere omesso di indiziare di reati il procuratore Fera Agostino nell’udienza dibattimentale in videoconferenza del 16 sett. 2004 allorchè fu riconosciuto dal capo clan pentito Bruno Carbonaro in merito agli asseriti trattamenti di favore che ricevevano all’interno del Carcere di Ragusa dal Direttore (predecessore dell'Avv. Spadaro) Clemente Cesareo, di cui fa il nome "Cesare.. Di Cesare" e descrive le sembianze "bassino e con pochi capelli" . Fatto gravissimo in sé, ma ancor più grave se si considera che nella medesima udienza aveva indiziato di reati il predetto pentito ed uno dei suoi fratelli, perché avevano fornito dichiarazioni devastanti per il Dott. Fera ed in netto contrasto con quelle precedentemente rilasciate sulle stesse cose ai loro pilotatori (di cui ai paragrafi n.13 e 14) Ufficiali di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Messina (pilotaggio denunziato a s.i.t. dall'Avv.Spadaro agli U.P.G. delegati dal P.M.Provazza e mai accertato insieme a tutto il resto) e quant’altro di inaudita gravità a partire dalla scomparsa della videoregistrazione dell’udienza in parola; agli immotivati rimproveri rivolti all' Avvocato dello Spadaro, Gaetano Sano e non rivolti all’avvocato del Fera, Dipaola Carmelo, una volta accertato che era stato quest’ultimo ad indurla in errore facendoglielo rimproverare; all’appiattimento sugli abusivi ed irrituali interventi in pro del Fera da parte del cancelliere insediato nel sito del pentito Bruno Carbonaro durante l'udienza in videoconferenza; al tentativo di trasferimento delle prove dal colpevole all'innocente, con l’interrogatorio dei fratelli di Bruno Carbonaro una volta capito che questi (il primo ad essere interrogato) aveva riferito fatti da lui stesso ripetutamente collocati nel periodo e sotto la direzione del Carcere di Ragusa dell'amico del Dott. Fera, Dr. Clemente Cesareo, laddove si fanno ripetere a Silvio e Claudio Carbonaro le stesse cose precedentemente dette dal fratello Bruno (il capo clan da cui i suoi fratelli asseritamente venivano informati e ricevevano gli ordini), collocandole però sotto la direzione del Direttore avv. Spadaro, salvo a tradirsi entrambi, facendo riferimento a singoli episodi di cui assumevano essere stati protagonisti all’interno del Carcere di Ragusa, fissati in date da loro indicate con precisione e sconfessate dai certificati di detenzione prodotti dallo Spadaro, attestanti che né loro, né Bruno Carbonaro, né Dominante Carmelo si trovavano reclusi nel Carcere di Ragusa nelle date da loro indicate. Conseguentemente a detta storica udienza, l'Avv. Spadaro presentava alla Suprema Corte di Cassazione istanza di spostamento in altra sede del processo, per "legittima suspicione", che veniva pertanto sospeso, provvedendo altresì a denunziare i fatti suddetti, alla competente Procura di Catanzaro, per le emergenti responsabilità a carico dei suddetti magistrati reggini, ed a quella di Messina (rassegnandone la denunzia nelle mani del Procurattore Dott. Luigi Croce) a carico del Dott. Fera (ed altri) nei cui confronti produceva altresì le prove documentali che ne smentivano le dichiarazioni non veritiere e fuorvianti da egli fatte nel corso dell'interrogatorio e controinterrogatorio di detta udienza reggina. La Corte Suprema di Cassazione affidava detta istanza alla VII° sezione penale di cui faceva parte l'ex Procuratore della Repubblica di Messina Cons. Zumbo Antonio, coindagato, come sopra, insieme al Romano, Fera, Mauro + 12, per cui veniva ricusata dall'Avv.Spadaro. Gli atti venivano trasmessi alla V° Sezione per la relativa decisione, che sarebbe stata di ritrasmettere gli atti alla VII° Sezione Penale, che deliberava di trasmetterli alla VI° Sezione Penale, che il 25.09.2006 rigettava l'istanza. Il procedimento (in cui erano stati impiegati 12 P.M., 4 G.I.P., 2 G.U.P. e 4 Giudici Monocratici ) veniva riassegnato al Giudice Tommasina Cotroneo, che avrebbe accolto l'invito dello Spadaro ad astenersi, salvo ad essere costretta a continuare ad esserne titolare, dall'allora Presidente del Tribunale reggino, motivo per cui lo Spadaro il 28.02.07, depositava presso la Corte d' Appello reggina dichiarazione di ricusazione della predetta, che sarebbe stata rigettata con ordinanza del 13.03.2007. Il 19.09.2007 lo Spadaro faceva pervenire al Giudice una memoria in atti in cui gli chiedeva di trasmettere gli atti al p.m. in sede per procedere nei confronti del Fera e c. in relazione a quanto emerso a loro carico in dibattimento. Il procedimento si sarebbe concluso con sentenza a firma del Giudice T. Cotroneo n.1081 del 20 sett.2007 di "non luogo a procedere nei confronti dell'avv. Biagio Spadaro e di trasmissione degli atti al P.M. in sede per il più a praticarsi (gg.90 per il deposito dei motivi)", per cui lo Spadaro era soddisfatto nel convincimento che detto giudice avesse aderito al proprio invito. Lo Spadaro avrebbe appreso (grazie ad una delle tante lettere su carta intestata del Procuratore Fera, rinvenuta in altro fascicolo penale), che la Procura Reggina non ritenendo di intestarsene le indagini suppletive, ne aveva trasmesso gli atti alla D.D.A. di Catania (territorialmente incompetente ad indagare il procuratore Fera), che richiesta in merito dall'avv. Spadaro, gli comunicava per fax il 16.05.2008, "si rappresenta che non risultano a suo carico iscrizioni suscettibili di comunicazioni ex art.335 c.p.". Lette le motivazioni della Sentenza del Giudice in RC. Tommasina Cotroneo depositata il 4.12.2007, per nulla aderenti a quanto emerso in dibattimento, i cui contenuti, per singolare coincidenza, erano identici a quelli anticipati il 27.03.2007 nella richiesta d'archiviazione in 12 pagine a firma del P.M. in Messina Dott. Fabio D'Anna del procedimento penale a carico del Fera n.306/07 R.G.N.R. su controdenzia dello Spadaro di cui al successivo n.57, questi ed il suo Avvocato Gaetano Sano la appellavano presso la Corte di Appello reggina con due distinti atti depositati presso l'ufficio del Giudice di Pace di Avola (SR.) il 02.02.2008. Atti d'Appello, in cui i fatti rovesciati in sentenza così come anticipati nell'analoga richiesta di archiviazione a firma del P.M. Fabio D'Anna, venivano documentatamente rimessi nella giusta posizione, così come accertati in dibattimento.
    I contenuti di detto appello pendente, pur supportati da inconfutabili atti giudiziari dibattimentali ad esso allegati, dimostrativi del travisamento dei fatti narrati in sentenza, in tutta evidenza sgraditi al procuratore Fera lo inducevano a denunziare lo Spadaro alla Procura della Repubblica di Catanzaro per il reato di "calunnia" (caso unico in Italia: non si era mai sentito dire che a qualcuno fosse venuta la felice, rectius l'infelice idea, di proporre denunzia per i contenuti di un legittimo Appello), con le prevedibili conseguenze esposte ai successivi n.ri 74 e 75. A seguito della scoperta dell'esistenza del p.p. penale in Messina n. 5168/08 RGNR (P.O. Biagio Spadaro), a carico di Fera Agostino per il reato di cui all'art.323 c.p. (di cui al n.72), grazie all'acquisizione del relativo decreto d'archiviazione del 2.12.2008 a firma del Giudice in Messina Dott. Antonio Francasco Genovese (titolare altresì dei p.p.li di cui ai n.ri 70 e 71) prodotto tra gli altri dal Fera, quale allegato ad una sua memoria nel p.p. pendente n.6647/06 RGNR di cui al n. 56, gli avv.ti Spadaro-Sano, in data 8.11.2010, ne visionavano gli atti estraendone le copie più significative, tra cui la richiesta d'archiviazione del 19.11.2008 a firme congiunte P.M. Dr. Vincenzo Barbaro - Procuratore della Repubblica Guido Lo Forte. Detto procedimento era stato attivato da memoria dello Spadaro alla D.D.A. di Catania, relativa alle modalità di esercizio dell'attività giudiziaria svolta da Fera Agostino in Ragusa ed affidato al P.M. Dott. Fabio Scavone, che l'aveva trasmesso ex art.11 al Procuratore della Repubblica di Messina comunicandogli che contestualmente procedeva nei confronti dello Spadaro (p.p. n.2079/08 R.G. n.c.r.) a seguito di <<sentenza (allegata in atti ) del Giudice monocratico del Tribunale di Reggio Calabria>> (sentenza suddetta n.1081 del 20 sett.2007). In data 24.11.2010 Lo Spadaro e l'avv. Sano presentavano istanza alla D.D.A. di Catania per visionare ed estrarre copia integrale dell'archiviato fascicolo suddetto n.2079/08 R.G. n.c.r., che lo Spadaro acquisiva il 3.01.2011, apprendendo sorprendentemente: * - che il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria dott. Antonio Catanese, ricevuto il fascicolo a seguito della sentenza suddetta di non luogo a procedere nei confronti dello Spadaro, ne delegava il suo sostituto dr. Musarò Giovanni, che apriva il fascicolo n.4693/07 R.G. "ATTI NON COSTITUENTI NOTIZIA DI REATO RELATIVI", trasferendovi tutti gli atti ricevuti insieme a detta sentenza e piuttosto che richiederne l'archiviazione, trattandosi di fatti prescritti non costituenti notizia di reato, ne trasmetteva il tutto, con nota a sua firma del 9.01.2008, niente poco di meno che, al procuratore della Repubblica degli 8/12 della prov. di Ragusa Fera Agostino (si ricordi che il Fera era il principale indagato in detto procedimento reggino n. 608/98 RGNR), ; * - Che il procuratore Fera ricevuto il fascicolo se lo autoassegnava, trasferendolo nel fascicolo da egli creato, contrassegnato col n.48/08 "ATTI NON COSTITUENTI NOTIZIA DI REATO RELATIVI" e trasmettendolo per competenza, il 29.01.2008 al Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, con nota da egli manoscritta e sottoscritta di seguito riportata <<Per motivi di opportunità che la s.v. comprenderà mi sono attenuto alla registrazione del fascicolo nel registro F.N.C.R., come ha fatto il P.M. di Reggio Calabria lasciando a codesto ufficio il compito di qualificarne gli atti. Ossequio >>. Del chè il Procuratore della Repubblica di CT. Dott. Vincenzo D'Agata ed il suo sostituto P.M. Fabio Scavone (attuale Procuratore della Repubblica in Nicosia), sulla base degli atti così come trasmessi loro dal Fera, svolgevano congiuntamente delle indagini definite come anzidetto con richiesta e conseguente decreto di archiviazione del 24 LUG. 2009 a firma del G.I.P. Dott. Antonio Caruso. L'avv. Spadaro, constatato che gli atti trasmessi dal Fera alla Procura Catanese contenuti nel fascicolo di cui ha ottenuto, come sopra, copia integrale, non erano nemmeno 1/20° rispetto a quelli originariamente contenuti nel fascicolo del del p.m. (7 corposi faldoni) e del dibattimento (4 faldoni) del p.penale reggino (608/98 RGNR9) e che quelli rinvenutivi erano mancanti dei fogli più significativi in cui erano riportate le correzioni alle infedeli decodificazioni delle fonoregistrazioni dei pentiti f.lli Carbonaro (stante che la prova principe ed incontrovertibile delle collusioni del Fera col clan, cioè la video registrazione degli interrogatori e controinterrogatori di detti pentiti era sparita), in data 12.01.2011 conferiva col successore del Fera al vertice della Procura Ragusana Dott. Carmelo Antonio Petralia e gli produceva istanza per visionare ed estrarre copia degli atti del procedimento n.48/2008 F.N.C.R. (quello trasmesso dal Fera alla Procura di CT. che l'avrebbe reimmatricolato col n.2079/08 R.G. n.c.r.). Questi verificava che suddetto fascicolo risultava essere stato trasmesso dal suo predecessore alla Procura catanese ed assicurava che dei fascicoli trasmessi non ne viene conservata copia, per cui sarebbe interessante andarne a verificare l'inesistenza anche a Reggio Calabria. Ma allora dove sono andati a finire gli 11 faldoni (7 + 4) di detto p.p. n. 608/98 RGNR, mancanti al fascicolo acquisito integralmente dallo Spadaro presso la Procura di Catania, che se presenti avrebbero da subito infranto le frequenti ed ossessive richieste del Fera nel pretendere (stavolta dai colleghi dello stesso distretto di C.d.A di sua appartenenza) la celebrazione di <<un altro processo nel processo definito con sentenza >> (pronto sempre a tirare fuori perigliose richieste e decreti di archiviazioni di procedimenti penali a suo carico a dimostrazione che non si possono fare <<i processi nei processi>>), evitando le indagini svolte da D'Agata-Scavone con costi a carico del Popolo Sovrano? Non sarà successa la stessa cosa rappresentata al successivo n.50 (omicidi Tumino-Spampinato)?. Oppure il Fera pretendeva che la D.D.A. di Catania cadesse nella stessa trappola rappresentata dal p. penale in Messina n. 6647/06 RGNR di cui al successivo n.56 od in quelle di cui ai n.ri 56, 65, 71 e 74 ?(pubbl. del 12.02.2011);
  31. Ragusa. Procedimento Penale n.910/98 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera), attivato il 23/7/1998  sulla base di una fotocopia di un esposto anonimo recante una falsa firma dell'avv. Biagio Spadaro, archiviato a sua insaputa. La sorprendente scoperta fu fatta dall'avv. Spadaro il 6/11/1999, sfogliando gli atti del procedimento penale n.608/98 R.G.N.R. presso la Procura di Reggio Calabria, a carico di Zumbo, Fera, Romano, Mauro + 12 (di cui ai n.da 21 a 30). Il Proc.Fera, veniva  immediatamente denunziato nell’ambito dello stesso proc. pen. reggino, quale presunto autore dell’esposto, creato all’evidente fine di incriminare lo Spadaro per "calunnia", per cui cercò il consenso, negatogli, del Proc.Gen.di CT. Dr. Giacomo Scalzo,  anch’egli destinatario di detto esposto. Alla richiesta dell'Avv. Spadaro al Procuratore Fera, di estrarne copia degli atti, gli veniva detto di rivolgersi al G.I.P., che glieli negava. L'esposto, per i riferimenti, fra l'altro, ad un capo clan mafioso vittoriese metteva a serio rischio l'incolumità fisica dello Spadaro;
  32. Messina. Il 5.1.1999, i Cons. Prov.li Spadaro Giannone, previo colloquio, rassegnavano denunzia dei fatti di cui ai n.13, 14, 17 e 18, nelle mani del neo Procuratore Dott. Luigi Croce (succeduto ad Antonio Zumbo che nel frattempo, a seguito di ispezione ministeriale seguita dall'intervento in Messina della Commissione Bicamerale Antimafia era stato costretto a lasciare la Procura insieme al suo vicario dr. Vincenzo Romano, con grande clamore dei mass-media). Anche questi atti sarebbero stati trasferiti alla competente Procura della Repubblica di Reggio Calabria, per il coinvolgimento nelle vicende di Magistrati operanti a Messina ed uniti, insieme a quelli dal n.17 al n.20, al procedimento di cui al n.21, unitamente a quello scaturito da una denunzia a carico di ignoti fatta subito dopo il colloquio col Procuratore Croce, per il rinvenimento da parte della moglie del Prof. Giannone al seguito, di un bossolo di proiettile poggiato sull'asfalto vicino allo sportello del lato guida dell'auto dello Spadaro che li aveva trasportati, percheggiata difronte al palazzo di Giustizia;
  33. Catania. Procedimento penale (P.M. sconosciuto) su denunzia del Procuratore Fera Agostino del marzo del 1999 a carico di Spadaro Biagio per "diffamazione". I massimi vertici del P.d.C.I. tra cui l'allora On. Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, riferivano di essere stati assunti a s.i.t. quali persone informate dei fatti, in ordine ad una presunta "diffamazione" lanciata dallo Spadaro all'indirizzo del Dott. Fera nel corso del suo intervento alla prima conferenza regionale programmatica per lo sviluppo della Sicilia del P.d.C.I., tenutasi al Central Palace Hotel in Catania il 28.02.1999. Denunzia del tutto destituita di fondamento, verosimilmente archiviata a seguito degli interrogatori con esito negativo degli U.P.G. di P.S. su delega della Procura della Repubblica di Catania, di cui lo Spadaro non si riuscì nè a visionarne nè ad estrarne le copie dei verbali contenuti nel fascicolo ;
  34. Messina. Procedimento Penale su denunzia del 25.05.1999 di Fera Agostino a carico di Spadaro Biagio per "calunnia aggravata" e della propria moglie Prof. Fulvia Cappellacci per "concorso in calunnia aggravata", che sarebbe stato trasmesso alla Procura reggina. Il Procuratore Fera, con la denunzia suddetta su carta intestata della Procura della Repubblica di Ragusa, indirizzata a S.E. il Procuratore Generale della Repubblica di Catania e p.c. al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia On. Oliviero Diliberto, chiedeva al P.G. di trasmetterla alla Procura della Repubblica di Messina, sostenendo che i contenuti dell'opposizione del Cons. Spadaro alla richiesta di archiviazione del p. penale n. 126/97 R.G.N.R. di cui al n.12 (il cui fascicolo gli era stato richiesto dal P.G. unitamente a quello recante il n.207/98 R.G.N.R., di cui ai n.2) era calunnioso nei suoi riguardi "adombrando addirittura episodi di corruzione in atti giudiziari". Chiedeva altresì al P.G. di farsi promotore presso il Ministro di una richiesta d'ispezione presso la sua Procura per verificarne la bontà del suo operato e che si procedesse in ordine al reato di "calunnia aggravata" anche nei confronti della moglie dello Spadaro, previo accertamento che la grafia di tutti gli esposti manoscritti e firmati dal marito (con assunzione di paternità dichiarata dallo Spadaro anche a s.i.t.), fosse sua. Grafia della Prof. Cappellacci, ben nota al Procuratore Fera, in quanto in atti ai procedimenti penali di cui ai n.4, 6, 8, 9, 11 (leggasi cliccando di seguito su 13)L'insipienza del procuratore Fera e la fierezza della Prof. Fulvia Cappellacci tipica delle sue radici (29.09.2006);
  35. Messina. Procedimento Penale n.1949/2000 R.G.N.R. (P.M. Rosa Raffa) su denunzia del 16.02.2000 dell'avv. Biagio Spadaro a carico di Fera Agostino per "calunnia", in ordine ai fatti di cui al n.33. Il procedimento sarebbe stato definito con decreto di archiviazione per "estrema genericità della denunzia";
  36. Messina. Procedimento penale n.2597/01 R.G.N.R. (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro), su denunzia depositata il 13.11.99 della Prof. Fulvia Cappellacci a carico del Proc. della Rep. di RG. Dr. A. Fera per il reato di "calunnia aggravata", commesso in data 25/5/1999, dopo avere scoperto (accompagnando il marito a cui era stata notificata la richiesta di archiviazione del p. penale di cui al n.21, per visionarne gli atti) di essere stata denunziata dal Proc. Fera per i fatti di cui al n.34 e dopo che il G.I.P. reggino D.ssa Adriana Costabile, nell’ ordinanza a sua firma datata 12/12/2000 sanciva: “ Quanto alle denunce presentate dal Fera si rileva che sicuramente infondata è quella del 25/5/1999 nei confronti di Cappellacci Fulvia, moglie dello Spadaro, cui si attribuisce un eventuale concorso nel reato di calunnia con il marito….”. Il P.M. Vincenzo Barbaro ne avrebbe richiesto il 30.08.2001, ottenendola, l’archiviazione a firma del Giudice M.E.Grimaldi, nonostante la Cappellacci, nella sua opposizione del 12.09.2001, dichiarava di non comprendere come mai lo stesso Tribunale , che ad  archiviazione avvenuta dei  proc. pen. n.909/97 e n.3050/97, di cui ai n.13 e 14, su denunzia del Dott. Fera, priva di elementi aggiuntivi rispetto a quelli delle indagini svolte a suo carico, avesse informato di garanzia per "calunnia" i denunzianti   avv. Spadaro e prof. Giannone, non avesse usato, nella fattispecie, il medesimo criterio nei confronti del Dott. Fera;
  37. Palermo. Procedimento penale n.13404/02 Mod.21 (P.M. Procuratore Aggiunto Dott. Giuseppe Pignatone), su denunzia di Fera Agostino , a carico di Spadaro Biagio per "diffamazione in concorso con lo Scrittore Carlo Ruta". Il Procuratore Fera si recava a Palermo ed il 13.03.2003 firmava al Procuratore Pignatone un verbale di dichiarazioni in cui chiedeva che l'ex Direttore del Carcere di Ragusa Spadaro fosse perseguito per "diffamazione" in concorso, ritenendolo l'ispiratore del romanzo del Ruta pubblicato a Palermo "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa" e di alcuni stralci pubblicati su www.accadeinsicilia.net. "Il mio convincimento (dichiarava il Dott.Fera) sulla responsabilità dello Spadaro è basato anche sul fatto che nel libro si fa riferimento alle vicende cui ho accennato (p.15) e sono altresì riprodotte due lettere dell'Amministrazione Penitenziaria e del Ministero dell'Interno". Lettere in vero, pubblicate per la prima volta nel gennaio 1985 dall'assassinato Giuseppe Fava, che a sua volta le aveva estratte da atti pubblici della Commissione Parlamentare Antimafia, com'era visibile in testa alle due pagine su cui erano riprodotte, de "I Siciliani" anno III° n.24 del gennaio 1985, che il dott. Spadaro avrebbe prodotto, non appena venuto a conoscenza dei motivi per cui era indagato;
  38. Ragusa. Procedimento penale n. 951/03 R.G.N.R. (P.M. Procuratore A.Fera). Veniva disposto che gli U.P.G. CC. presso la Procura di Ragusa, si recassero in Pozzallo (comune di residenza della persona da escutere, ricadente nel circondario del Tribunale di Modica ) in data 18.04.2003, per interrogare lo Scrittore Dott. Ruta al fine di acquisire le prove circa il concorso dell'Avv. Spadaro nelle presunte diffamazioni in danno del Dott. Fera da parte dello Scrittore, nel suo libro intitolato "Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa" e di alcuni stralci pubblicati su www.accadeinsicilia.net. Il dott. Ruta avrebbe negato a s.i.t. di avere ricevuto dallo Spadaro le notizie pubblicate "Chiarisco che circa un anno addietro, presso la mia abitazione in Pozzallo mi è pervenuto in forma anonima tramite le Poste Italiane un esposto autoscritto" . Il Procuratore Fera nel suo atto di opposizione alla richiesta di archiviazione del nuovo P.M. a cui sarebbe stato assegnato il procedimento di cui al n.37 con altro numero (n.925/04 R.G.N.R.), avrebbe dichiarato fra l'altro " Bastava, quindi, che il P.M. avesse acquisito copia degli atti del fascicolo n.951/03 R.G.N.R. della Procura di Ragusa, atti trasmessi a Messina, acquisizione tra l'altro sollecitata dal sottoscritto, per avere la prova indiscutibile del concorso dello Spadaro nel reato attribuito al Ruta" . Gli atti trasmessi a Messina, avrebbero prodotto un altro procedimento penale a carico del Dott. Ruta, le cui indagini sarebbero state affidate agli u.p.g. Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico (gli stessi che si erano occupati dei procedimenti di cui ai n.13 e 14), nel frattempo promossi V. Commissari. Fera Agostino, piuttosto che disporre indagini come sopra, poichè le crititiche dello Scrittore Dott. Carlo Ruta erano relative al suo operato di procuratore, avrebbe dovuto investire del caso la competente Procura di Messina;
  39. Palermo. Procedimento penale n.925/04 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Paoletta Caltabellotta a cui venivano affidate le indagini di cui al n.37). L'avv. Spadaro apprendeva di essere indagato per "diffamazione" grazie alla notifica di una richiesta di proroga delle indagini, in cui si leggeva solamente l'ipotesi di reato, la data ed il luogo di consumazione dello stesso. Si recava a Palermo entro il 3° giorno dalla notifica, ma gli veniva negata la visione del fascicolo, per cui all'oscuro dei fatti manoscriveva una denunzia sub condicio, in cui asseriva che nel giorno e luogo indicato non era stato a Palermo nè aveva diffamato alcuno e che, se come presumeva era stato il Procuratore Fera a denunziarlo, di volerlo perseguire per "calunnia", in quanto l'avrebbe fatto nell'ambito del suo manifestato accanimento giudiziario, nella piena consapevolezza dell'innocenza dello Spadaro, all'unico fine di arrecargli un danno ingiusto e di trarne vantaggio giudiziario ed economico. A seguito della notifica della richiesta di archiviazione, lo Spadaro aveva accesso agli atti ed apprendeva tutto quanto esposto ai n.37 e 38, per cui, subito dopo aver visionato l'opposizione del Dott. Fera, ne depositava la propria, pregnante di prove documentali, a seguito della quale il G.I.P. Gioacchino Scaduto, con supermotivata ordinanza del 03.01.2005, disponeva archiviarsi la posizione dello Spadaro e procedersi nei confronti del Fera per il reato di "calunnia", fissando la camera di consiglio per l'1.02.2005, a seguito della quale il 07.02.2005, ne avrebbe scarnamente decretato l'archiviazione, fondandola su un accertato e segnalato errore. A seguito di analitico e documentato esposto dello Spadaro al P.G. di Palermo, con richiesta di riapertura delle indagini, gli atti sarebbero stati trasmessi alla Procura di Caltanissetta, per l'accertamento di eventuali responsabilità a carico dei magistati di Palermo che avevano trattato il caso, mai richiesto dallo Spadaro, chè diversamente avrebbe denunziato i fatti direttamente alla competente Procura nissena e non richiesto, come sopra, la riapertura delle indagini;
  40. Caltanissetta. Procedimento penale n.1604/05 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Ombretta Malatesta). Grazie ai chiarimenti forniti dallo Spadaro in merito all'esposto al P.G. di Palermo, di cui al n.39, gli atti venivano ritrasmessi alla Procura di Palermo, non essendo emerse responsabilità a carico dei magistrati cha avevano già trattato il caso. Il P.M. D.ssa Paoletta Caltabellotta, avrebbe rigettato la richiesta di riapertura delle indagini, richiesto l'accolta archiviazione della "calunnia" a carico del Dott. Fera e trasmesso gli atti alla Procura di Messina per i residuali reati ipotizzati in denunzia di "abuso d'ufficio" e "peculato" a carico del Dott. Fera (di cui al n.38);
  41. Caltanissetta. Procedimento penale su denunzia dell'avv. Spadaro a carico di ignoti per minacce ricevute per posta elettronica il 23.11.2005 "Ma proprio NON te li vuoi fare i cazzi tuoi, eh? Statti accuorto" (P.M. D.ssa Ombretta Malatesta) . Lo Spadaro fu contattato telefonicamente da un U.P.G. delegato alle indagini dicendogli che l'avrebbe ricontattato per un incontro (cosa che non avrebbe fatto), accennandogli che la mail proveniva apparentemente dall'Inglilterra, ma che c'erano indagini anche su altri fronti. A tutt'oggi non ha ulteriori notizie in merito;
  42. Messina. Procedimento penale n.124/06 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Crescenti - Giudice Daria Orlando) a carico del Dott. Fera, per "diffamazione" e "calunnia" in danno dell'avv. Spadaro per i contenuti delle pubblicate dichiarazioni del Procuratore Fera all'indomani dell'interrogazione parlamentare del 4.10.2005, con cui l'ex Ministro di Grazia e Giustizia ne chiedeva la rimozione, fra l'altro, il Dott. Fera apostrofava l'incensurato avv. Spadaro, nell'intervista rilasciata a Guglielmo Troina, teletrasmessa da TG. RAI 3 il 12.10.2005 "Anzi le dico che è uno dei miei più accaniti accusatori, non solo fa parte del Lions Club ed è iscritto al Partito Comunista, ma è colui che si sottrae alla giustizia e non si lascia giudicare (richiesta di archiviazione del 9.11.2006, opposizione dello Spadaro del 24.11.2006, camera di consiglio dell'8.05.2008 decreto di archiviazione del 7.07.2008 a firma del Giudice Daria Orlando). Procedimento a cui sono uniti:
  43. il n.1185/2006 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Crescenti - Giudice Daria Orlando) a carico di Fera Agostino per "abuso d'ufficio" e violazione della Legge sulla privacy su denunzia dell'avv. Spadaro del 3.01.2006: a) alla divulgazione abusiva delle note riservate del Pres., del P.G. presso la Corte di Appello di CT. e del Pres. del Tribunale di Ragusa, relative alle indagini da loro svolte in conseguenza dell'interrogazione parlamentare dell'On. Oliviero Diliberto. Note "riservate" ben visibili nel corso della trasmissione del TG RAI 3 Sicilia del 3.06.2006 (clicca di seguito su 44) "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 inerviviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3 conseguentemente alla conferenza stampa promossa dal Procuratore Fera, presente anche l'inviato della RAI, Giornalista Dott. Angelo Dinatale, b) all' espulsione dell'avv. Spadaro, dal lions club di Ragusa (ad opera del v. Presidente del comitato direttivo Fera Agostino), reo di avere stoppato l'intervento del Governatore del Distretto 108 y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini (vedasi cliccando di seguito su 22) L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina (25.7.2007), che tentava di strumentalizzare gli ignari intervenuti, cercando solidarietà per il Procuratore Fera, a tutto discapito dei forti contenuti dell'interrogazione parlamentare con cui l'On. Diliberto ne chiedeva la rimozione, c) alla lettera con cui l'avv. Spadaro informava i consoci lions della realtà dei fatti (richiesta di archiviazione del 9.11.2006, opposizione dello Spadaro del 24.11.2006, camera di consiglio dell'8.05.2008 decreto di archiviazione del giudice Daria Orlando del 7.07.2008)
  44. ed il n.2874/05 R.G. (P.M. Emanuele Crescenti - Giudice Daria Orlando) a carico del Dott. Fera per "abuso d'ufficio" e "peculato" proveniente dalla Procura di Palermo, per i fatti di cui ai n.38, 39,40 (richiesta di archiviazione del 9.11.2006, opposizione dello Spadaro del 24.11.2006, camera di consiglio dell'8.05.2008 decreto di archiviazione del 7.07.2008 a firma del Giudice Daria Orlando;
  45. Catanzaro. Procedimento penale n.4114/04 R.G.N.R. (P.M. Dott. Luigi De Magistris, oggi eurodeputato), su denunzia del 24.11.2004 della P.O. avv. Biagio Spadaro, riduttivamente iscritto per quanto in denunzia, solo per il reato di "abuso d’ufficio in concorso", a carico del P.M., G.I.P., G.U.P. e Giudice Monocratico presso il Tribunale di Reggio Calabria, che si occuparono del procedimento penale n.608/98 R.G.N.R., di cui al 21. Dopo 4 anni di mancato esercizio dell'azione penale, l’8.07.2008, ne veniva notificata allo Spadaro la richiesta di archiviazione, senza che nessuna delle richieste indagini fosse stata svolta, al di là di una delega a firma del De Magistris alla Sezione di P.G. G.D.F. del 14.07.2008 (6 giorni dopo detta richiesta) di "generalizzare compiutamente" i predetti magistrati. L'avv. Spadaro faceva inserire al fascicolo una sua nota con cui dichiarava di rinunziare all'opposizione, perdonava i quattro Magistrati per il tempo sottrattigli e li invitava a devolvere in beneficenza da destinarsi ai bambini del terzo mondo, i soldi che presumevano avesse speso per seguire i fatti durati 11 anni, non certo per sua colpa, come sostenuto dal Dott. Fera. Lo Spadaro, con nota del 3.10.2005 aveva chiesto che fosse unito a questo procedimento quello già definito con archiviazione, recante il n.691/02 R.G.N.R. (P.M. Mario Spagnuolo) attivato su suo esposto del 31.12.2001 al Presidente ed al P.G. della Corte d'Appello ed al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, a seguito della duplice ordinanza del 12.12.2000 a firma del G.I.P. Adriana Costabile con la quale ordinava archiviarsi per tutti, tranne che per lo Spadaro, di cui al n. 21. L'esposto era unicamente teso, attraverso il richiesto intervento degli autorevoli destinatari, ad ottenere dai magistrati reggini che a vario titolo si occupavano del procedimento reggino, una corretta applicazione della Legge e non ad aprire un altro fronte;
  46. Messina. Procedimento penale n.9267/04 R.G.N.R. (contitolari P.M. Dott. Giuseppe Siciliano-Dott. Emanuele Crescenti) su denunzia del 27.11.2004 della P.O. avv. Biagio Spadaro, riduttivamente iscritto per quanto in denunzia, solo per il reato di "abuso d'ufficio in concorso" a carico di Fera Agostino, Cutaia Diego e Massimiliano D'Amico, per i fatti di cui ai n.13 e 14 suffragati da quelli dai numeri da 21 a 30. Richiesta di archiviazione in assenza della totalità delle richieste indagini, eccezion fatta per un singolo accertanento cartaceo sulle promozioni a v.Commissari degli U.P.G. Cutaia-D'Amico, del tutto irrilevante ai fini dell'accertamento dei gravissimi e documentatissimi fatti denunziati. Opposizione della P.O., camera di consiglio del 10.05.2005 in cui il Giudice Daria Orlando si sarebbe riservata di decidere. Decreto di archiviazione del 10.5.2005;
  47. Ragusa. Procedimento penale su denunzia contro ignoti del 21.11.2004 dell'avv. Spadaro. Nella serata del 20.11.2004, rientrando con la moglie nella sua abitazione da Avola (SR.), dov'era stato dal suo avvocato per mettere a punto le denunce da presentare di cui ai n.45 e 46, trovava la propria abitazione scassinata ed a soqquadro, avvertendo immediatamente l'operatore della C.O. dei Carabinieri di Ragusa, per un immediato intervento. Alla verifica non mancava niente, nonostante la notevole consistenza di oggetti preziosi che erano in giro rimossi dai loro siti, eccezion fatta per un floppy disk disinserito dal computer, contenente le bozze delle suddette denunce ed una copia di una memoria dello Spadaro, contenuta in 29 pagine, corredata da 541 allegati cartacei, già depositata presso il Tribunale di Reggio Calabria l'1.04.2004, relativa al p.penale di cui al n.21. L'indomani sarebbe venuto un Ufficiale dei Carabinieri di Ragusa accompagnato da altri militari dell'Arma e dal C.te la Stazione dei CC. di S.Croce Camerina, che constatavano i fatti e rilevavano impronte. Fatti come sopra denunziati ai Carabinieri di S.Croce Camerina, di cui a tutt'oggi si sconoscono gli esiti;
  48. Messina. Richiesta da parte dello Spadaro, di riapertura della indagini del p.p.n.9267/04 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino +2 iscritto riduttivamente iscritto, per quanto in denunzia, solo per "abuso d’ufficio" in concorso, di cui al n.46 (contitolari P.M. Giuseppe Siciliano-Dr. Emanuele Crescenti) , per sopravvenute esigenze di nuove investigazioni, depositata nelle mani del Procuratore Dott. Luigi Croce il 17.04.2007, con l'aggiunta di fatti reato mai denunziati prima. Definito con archiviazione il 17.07.2008, senza che nessuna delle indagini suppletive richieste fosse stata svolta;
  49. Messina. Procedimento penale n.3269/06 R.G. mod.44 a carico di ignoti (P.M. Vincenzo Barbaro), per accertato accesso abusivo nel sistema informatico telematico dell’utenza telefonica dello Spadaro, in ordine al reato di cui all’art.615 ter c.p., con suggerimento di rivolgere le indagini nell'ambito dell'ufficio intercettazioni della Procura Ragusana. Definito con archiviazione su richiesta dell’11/9/2006 a firma del predetto P.M. Non fu possibile l’opposizione in quanto si ebbero difficoltà nell'acquisizione della richiesta di archiviazione di cui si venne in possesso alla vigilia della scadenza dei termini. L'avv. Spadaro ne avrebbe manifestato a voce il  disappunto al p.m. Barbaro;
  50. Messina. OMICIDI TUMINO-SPAMPINATO. Procedimento penale n.242/07 R.G.N.R. (P.M. Dott. Vincenzo Barbaro), a carico di Fera Agostino iscritto riduttivamente per quanto in denunzia, in ordine ai soli reati di cui agli artt.378 e 323 c.p. e non anche come richiesto per "concorso in omicidio" , su denunzia delle P.O. D.ssa Eurosia Zanchi + 45, tra cui l'avv. Spadaro, cittadini rappresentativi di tutte le fasce sociali della provincia di Ragusa. Richiesta di archiviazione a firma del predetto P.M., opposizione, camera di consiglio mai fissata da parte del G.I.P. D.ssa Maria Eugenia Grimaldi, che in data 9.1.2008 notificava allo Spadaro decreto di archiviazione del 17.12.2007. Il fascicolo sarebbe stato acquisito in copia dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Ad una successiva verifica da parte Spadaro, mancavano dallo stesso gli oltre 900 fogli uniti dallo Spadaro + 45 alla richiesta di avocazione delle indagini rigettata dal P.G. di Catania Giovanni Tinebra il 22.11.2006 e contestualmente trasmessa unitamente agli allegati, al Procuratore Fera a norma dell'art.414 c.p.p., che ne avrebbe ordinato il rigetto (senza informarne il G.I.P. in sede, nè notificarlo a Spadaro+ 45), e che avrebbe utilizzato uno degli allegati (un esposto dello Spadaro al Ministro della Giustizia, al P.G. ed al Presidente della C. d'Appello di Catania ed al Pres. del Tribunale di Ragusa, relativo all'interrogazione con cui l'On. Diliberto ne chiedeva la rimozione ed ai deficit delle indagini da egli svolte nel 1972 per l'omicidio per mano ignota dell'Ing. Angelo Tumino di cui al 1), per querelare lo Spadaro per "diffamazione" , con verbale di ricezione della querela orale fatto affluire al Procuatore Generale della Repubblica di Catania e da questi trasmesso ex art.11 c.p.p. il 10.01.2007 al Procuratore di Messina, che ne avrebbe delegato, come sopra, il P.M. Vincenzo Barbaro;
  51. Reggio Calabria. Procedimento penale n.2989/05 R.G.N.R. (P.M. d.ssa Sara Ombra) su denunzia di Fera Agostino nei confronti di Spadaro Biagio, con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com . Con lettera dell’8.08.2006 su carta intestata del Procuratore della Repubblica di Ragusa a firma di Agostino Fera, indirizzata a S.E. il  Procuratore Generale della Repubblica di Reggio Calabria, in cui definisce i legittimi impedimenti dello Spadaro nel p.p. reggino n. 608/98 RGNR <<condizioni di salute esposte a tempo secondo le sue “esigenze”>>, si lamenta della richiesta di archiviazione del p.p. n.2989/05 RGNR P.M. D.ssa Sara Ombra, frutto di travisamento  della sua denunzia, della mancata risposta del G.I.P. alla sua opposizione e si raccomanda al P.G. perchè <<il procedimento venisse trattato con la dovuta precedenza e comunque in modo sollecito>> e  <<mi rivolgo a V.E. perché voglia verificare che nessun ritardo ingiustificato nella definizione del procedimento vi sia stato e richieda notizie al presidente dei G.I.P. circa lo stato del procedimento.>> Il P.G. reggino si attivava nel senso richiesto dal Fera ed il 2.08.2007, il Presidente della Corte di appello di Reggio Calabria Dott. Luigi Gueli trasmetteva al Procuratore della Repubblica di Messina <<per eventuali valutazioni>>, <<copia della documentazione sanitaria prodotta dallo Spadaro, che ha causato il rinvio delle udienze, unitamente alla relazione della Dott.ssa Cotroneo Tommasina, magistrato presso il Tribunale di Reggio Calabria>>, che attestava come le suddette affermazioni del Fera all'indirizzo dello Spadaro fossero sconfessate dalla documentazione sanitaria allegata dalla Cotroneo alla sua relazione (tra cui accertamenti sanitari domiciliari urgenti disposti in corso d'udienza ed eseguiti da Ufficiali Medici dell'Ufficio Sanitario Provinciale della Questura di Ragusa). Relazione in cui fra l'atro è scritto <<Su richiesta di anticipazione dell'udienza di rinvio, formulata dal difensore della parte civile dott. Agostino Fera, che allegava pregressi impegni professionali, la trattazione del processo, con apposito decreto di fissazione, veniva anticipata dalla scrivente all'udienza del 17 maggio 2002>> . Relazione che sancisce la calunniosità delle affermazioni del Fera, presente in aula quando lo Spadaro fu rinviato a giudizio, nonostante "legittimamente impedito" da certificazione specialistica cardiologica che gli faceva "divieto assoluto di viaggiare e subire stress psicofisici" ed <<in imminente pericolo di vita>> , come accertato e documentato dall'intervento al cuore a cui sarebbe stato sottoposto subito dopo detta udienza . Detti pochi atti, rinvenuti dallo Spadaro l'11.08.2008, nel fascicolo del procedimento penale in Catanzaro di cui al n.45, l'avrebbero lasciato del tutto indifferente, in quanto scontati e scanditi dalla medesima ripetitiva procedura (Pubb. agg.ta il 29.08.2010);
  52. Catanzaro. Notizia di reato unita al procedimento penale n.4114/04 R.G.N.R. (P.M. Dott. Luigi De Magistris) di cui al n.45 ,su querela dell'8.05.2006 del Dott. Fera Agostino, la medesima proposta anche alla Procura Messina, per "diffamazione", a carico dll'avv. Spadaro, con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, che aveva appena iniziato a pubblicare, fra l'altro alcuni stralci di atti giudiziari dibattimentali del p. penale di cui al n.21. Lo Spadaro ne apprendeva l'esistenza perchè ne trovava una copia priva degli allegati (le pubblicazioni sul blog anzidetto), in atti al fascicolo penale presso La Procura di Messina, di cui al successivo n.56, relativo ad altra querela per diffamazione del Procuratore Fera con analoga richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com;
  53. Catanzaro. Procedimento penale su denunzia dell'11.6.2007 dello Spadaro alla Procura di di Catanzaro, per "calunnia" a carico del Dott. Fera, in merito ai fatti di cui al n.52. Denunzia anticipata dallo Spadaro per fax e spedita l’ dall’ufficio postale di Messina 5, con Racc. n.12260580727-0. Nonostante le ripetute richieste, non si è riusciti a sapere nè a quale P.M. fu assegnato, nè il numero del procedimento, verosimilmente definito con archiviazione. Si può solo affermare con certezza che lo Spadaro aveva chiesto in denunzia di esserne informato in caso di richiesta d'archiviazione e che nessuna notifica in tal senso gli è mai stata fatta;
  54. Messina. Procedimento penale n.3828/07 R.G.N.R. su denunzia dell'11.6.2007 dello Spadaro alla Procura di Messina (P.M. Dr. Vito Di Giorgio-Proc. Agg. Dr. Vito Scalia), a carico di Fera Agostino per il reato di "calunnia", in merito ai fatti di cui al n.52. Richiesta di archiviazione del 13.7.2007 alla quale lo Spadaro non si è opposto a seguito di colloquio avuto col Procuratore Dott. Luigi Croce. Archiviato;
  55. Messina. Procedimento penale n.59/07 R.G.N.R. (P.M.Dott. Vincenzo Barbaro), su querela del 13.12.2006 del dott. Fera a carico dell'Avv. Spadaro per "diffamazione", con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, da egli trasmessa al P.G. di CT. e da questi alla Procura di Messina, conseguente ai contenuti di una lettera esplicativa dei fatti, all'indirizzo dei consoci Lions, pubblicata sul detto blog, a seguito dell' espulsione dello Spadaro promossa dal Fera, dal Lions Club di Ragusa, di cui al n.42. Questo procedimento sarebbe stato unito a quello di cui al seguente n.56, che ne conteneva i medesimi capi d'imputazione, come faceva rilevare lo Spadaro;
  56. MESSINA. Procedimeto penale n.6647/06 R.G.N.R. (P.M. Dott. Fabio D’Anna relativo ai contenuti della nota riservata dello Spadaro al Ministero della Giustizia, al Pres. ed al P.G. della C.di.A. di CT.) a cui è unito il n.59/07 R.G.N.R. (P.M.Vincenzo Barbaro relativo ai contenuti della lettera ai Lions di cui al n.55), su querele ripetitive dei medesimi fatti dell'8.05.2006, del 4.10.2006 (a cui è allegata quella dell'8.05.2006) e del 13.12.2006, del procuratore Fera a carico dell'avv. Spadaro per "diffamazione", con ossessiva richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com, per gli stessi fatti configurati con i medesimi capi d'imputazione nel p.p. n.1590/07 RGNR già definito con decreto di archiviazione del 17.09.2009 a firma del Giudice D.ssa Maria Teresa Arena, su richiesta del 18.07.2008 a firma del p.m. Vincenzo Barbaro, di cui al successivo n.62. L'unica differenza tra i due procedimenti è che mentre il n.6647/06 RGNR, pendente, è per la sola "diffamazione", il n.1590/07 già definito con archiviazione, era oltre che per "diffamazione", anche per "calunnia" a carico dello Spadaro, reato quest'ultimo configurato in conseguenza della trasmissione delle lettere anonime manoscritte con allegate le fotocopie della 1° pagina di lettera senza firma ai Lions, al P.G. di CT. Giovanni Tinebra ed al Pres. del Tribunale di Ragusa Michele Duchi. Non solo, il suddetto Giudice Maria Teresa Arena è lo stesso che il 2.04.2008 firmò il decreto di archiviazione su richiesta di archiviazione del 27.12.2007 dei P.M. Dr. Vincenzo Barbaro-Dr. Fabio D'Anna , a carico di Fera Agostino, per i reati riduttivamente iscritti per quanto in denunzia, di "abuso" ed "omissione d'atti d'ufficio" nel p.p. n.8492/07 R.G.N.R. di cui al n.63, attivato dallo Spadaro (ben consapevole di non aver mai scritto lettere anonime in vita sua), già nel corso delle indagini relative a dette lettere anonime ed ancor prima che ne venisse accerta la sua estraneità, con memoria denunzia nel p.p. 1590/07 RGNR depositata il 13.11.2007 nelle mani del Procuratore Dott. Luigi Croce. Ed ancora: allorchè l'avv. Spadaro e l'ing. Sebastiano Agosta vennero in possesso, da indagati, degli atti d'indagine del p.p. relativo alle lettere anonime (n.1590/07 RGNR), poichè erano conducenti quali probali anonimografi al trio Fera-Di Paola-Spata li denunziarono a firme conginte il 7.05.2008 al Procuratore Dott. Luigi Croce, che avrebbe attivato il p.p. n.6982/08 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Maria Pellegrino) di cui al n.64, riduttivamente iscritto, per quanto in denuzia, per il reato di "calunnia" a carico del predetto trio. Procedimento che, su richiesta di archiviazione del 27.10.2008 del predetto P.M. (M.Pellegrino) sarebbe stato definito con decreto di archiviazione del 19.06.2009 a firma del Giudice D.ssa M. Angela Nastasi (vedasi al n.64 e cliccando di seguito su 44) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008). Per tanto questo procedimento penale è <<un processo nel processo>> dal momento in cui i medesimi fatti sono stati gia valutati e definiti con archiviazioni per ben tre volte, Inoltre, comprova (semmai ve ne fosse ancora bisogno) l'improcedibilità delle querele del Fera, avanzate dopo il decorso dei termini (tre mesi) dalla conoscenza dei fatti, l'ordinanza del 5 .05.2009 resa dal Giudice unico presso il Tribunale civile di Messina, D.ssa Mirella Schillaci, Istruttore del procedimento civile n.762/07 R.G. (di cui al n. 65) che vede il dr. Fera e l'avv. Spadaro nella duplice veste di attori e convenuti, in via principale ed in via riconvenzionale, prodotta ed in atti al fascicolo del dibattimento di questo p.p. (6647/06 RGNR), relativo ai medesimi fatti di quello civile (n.762/07 R.G.), laddove assume che <<le pubblicazioni di articoli riguardanti il Fera sul sito denominato www.giustiziaesfatta.com risalgono quanto meno al maggio 2005...; a fronte di tale situazione protrattasi nel corso degli anni , l'attore...non ha dedotto fatti nuovi tali da dimostrare che la perdurante presenza sulla rete di notizie e giudizi che lo riguardano abbia determinato ulteriori pregiudizi>> (vedasi al successivo n.65 e cliccando di seguito su 20)……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007).(pubbl. aggiornata il 19.10.2010). A ciò aggiungasi il decreto di archiviazione del 7.07.2008 a firma del Giudice Daria Orlando del p.p. n. 124/06 RGNR di cui al n.42 (a cui sono uniti il n.1185/2006 R.G.N.R. di cui al n.43 ed il n.2874/05 R.G. di cui al n.44) . Gli stessi atti "nota ris. dell'avv. Spadaro al Ministero della Giustizia, al P.G., al Pres. della C.A. di CT., al Pres. Duchi" e "vicenda lions che ne portò all'espulsione dell'avv.Spadaro", già valutati ai fini di poter procedere all'archiviazione del procedimento n.1185/2006 R.G.N.R. (P.M. Emanuele Crescenti - Giudice Daria Orlando) di cui al n.43, promosso dallo Spadaro per calunnia e violazione della Legge sulla privacy a carico del Fera e da questi uniti anche a suddetta querela del 13.12.2006, vorrebbe che venissero ora considerati corpi del reato a sostegno della sua assunta diffamazione. Inoltre, il P.M. D.ssa Arena, dopo le ricerche dell'introvabile querela e corpi del reato disposte dal Giudice Daniela Urbani, dichiarava come verbalizzato ed in atti al fascicolo del dibattimento << nel p.p. 308/07 R.G.N.R. c'è querela del Fera e le querele prodotte dopo vanno intese come " specificazioni ed integrazioni della duplice querela dell'08.05.2006" indirizzata alle Procure di Messina e Catanzaro">>. Duplice querela che, rinvenuta dallo Spadaro e dal suo avv. Gaetano Sano tra gli atti del p.p. presso il Tribunale di Catanzaro n.4114/04 R.G.N.R. di cui al n.45, definito con archiviazione su richiesta del P.M. Dott. Luigi De Magistris, causava una duplice denunzia dello Spadaro, per "calunnia" a carico del Fera, presso la Procura di ME. depositata l'11.06.2007, ed in pari data a quella di CZ. spedita per raccomandata. La Procura di Messina attivava a carico del Fera il p.p. n.3828/07 R.G.N.R. iscrivendolo nel registro degli indagati per "calunnia" e definendolo su richiesta di archiviazione del 13.7.2007 a firme dei P.M. Dr. Vito Di Giorgio-Proc. Agg. Dr. Vito Scalia, a cui lo Spadaro non si sarebbe opposto per i motivi su specificati al n.54. La Procura di Catanzaro, nulla avrebbe mai comunicato in merito, allo Spadaro, potendosi solo affermare con certezza che egli aveva chiesto in denunzia di esserne informato in caso di richiesta d'archiviazione e che nessuna notifica in tal senso gli è mai stata fatta (vedasi al n.53). Inoltre ed infine il dr. Fera, per i medesimi fatti aveva querelato l'avv. Spadaro anche presso la Procura di Reggio Calabria, facendo attivare il p. p. n.2989/05 R.G.N.R. (P.M. d.ssa Sara Ombra) , con reiterata ossessiva richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com . Lo Spadaro ne apprendeva l’esistenza grazie ad un'ennesima lettera di raccomandazione del Fera al Procuratore Generale di Reggio Calabria, rigorosamente su carta intestata di proprietà della Procura di Ragusa da egli diretta, in cui si lamentava della richiesta di archiviazione del P.M. censurandone l'operato, trovata in atti al fascicolo di uno dei procedimenti penali su elencati, in Messina. Lo Spadaro, non avrebbe ritenuto nemmeno di richiederne gli atti, per quanto sopra scontati e scanditi dalla medesima ripetitiva procedura. Per quanto sopra, il Fera insiste nel pretendere <<la celebrazione di un processo nel processo>> (assunto da sempre stigmatizzato dal Tribunale Messinese in parecchie richieste e decreti di archiviazione di p. penali a suo carico che vedevano lo Spadaro P.O.), dopo aver fatto attivare da 3 procure (RC., CZ., ME.) ben 3 p. penali come sopra già definiti + un procedimento civile nato morto (762/97 R.G. di cui al n.65) di cui dovrà rispondere da convenuto in riconvenzionale + il presente n.6647/06 R.G.N.R. per quanto sopra e per come in atti anch'esso nato morto, non pago che le controdenunce dello Spadaro a suo carico, anche per detti medesimi fatti e per reati ben più gravi documentalmente provati, siano state definite con archiviazioni. Lo Spadaro da indagato produceva memoria ed effettuava l' interrogatorio di garanzia, reso agli U.P.G. CC. di Messina su delega del P.M. Barbaro nella mattinata del 18 giugno 2007 in merito al p.p.59/07 RGNR di cui al n.55 e da persona informata dei fatti e per sentito spirito collaborativo, rilasciava spontanee dichiarazioni in merito ad una fotocopia della 1° pagina della lettera dell'avv. Spadaro ai Lions recante il timbro in entrata della P.G. di CT (si sarebbe appreso in seguito contenuta in una busta manoscritta anonima indirizzata al P.G. Tinebra), che gli veniva esibita, di cui al successivo n.61, e su delega del P.M. D'Anna in merito ad una lettera anonima manoscritta indirizzata al Pres. Duchi a cui era allegata fotocopia della medesima 1° pagina di lettera senza firma dello Spadaro ai Lions, che gli veniva esibita, per cui a richiesta, rilasciava spontaneamente saggio grafico, raccomandando ai suddetti U.P.G. CC. di riferire ai deleganti Barbaro-D'Anna di farsi rilasciare saggio grafico anche dal Fera, la cui grafia ben nota allo Spadaro, gli appariva conducente a quella dell'anonimo epistolare postogli in visione, di cui al successivo n.60), leggasi in merito cliccando di seguito su 44) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008). Nel pomeriggio dello stesso giorno (18.06.2007), l'avv. Spadaro, rendeva interrogatorio di garanzia in merito a questo p.penale n.6647/06 RGNR al p.m. D'Anna, che a conclusione dei chiarimenti, sembrava talmente ben disposto a chiudere il caso, che lo Spadaro, piuttosto che far verbalizzare di procedere nei confronti del Fera per <<calunnia, abuso d'ufficio e violazione della Legge sulla prvacy, a seguito di quanto dichiarato, provato ed in atti, ne richiedeva solamente l'archiviazione, per dare segnale di distensione e non aprire un altro oneroso fronte. Sorprendentemente, su richiesta dei P.M. Barbaro-D’Anna sarebbe seguito avviso di fissazione di udienza preliminare da parte del g.i.p. Daria Orlando per il giorno 8 novembre 2007. A seguito di ricusazione della predetta (che già aveva valutato gli stessi fatti, come sopra sintetizzati ai n.ri dal 42 al 44), ritenuta inammissibile dalla Corte di Appello di Messina per la mancata produzione degli atti probatori che lo Spadaro, che ne aveva l'onere, non aveva allegato alla dichiarazione di ricusazione, ma di cui aveva chiesto l'acquisizione, l’udienza veniva rifissata per i 13.12.2007 e rinviata per legittimo impedimento dello Spadaro al 17.01.2008 ed ancora al 31.1.2008, data in cui il G.I.P. Orlando ne decretava la trasmissione del fascicolo al Procuratore Croce, a cui veniva presentata in pari data, ad udienza conclusa, istanza memoria  a firma dello Spadaro con richiesta di archiviazione del caso a carico dello Spadaro e di attivazione di procedimento a carico del Fera per i reati di cui agli artt.368, 323 e violazione della Legge sulla privacy in danno dello Spadaro e di affidamento del fascicolo a p.m. diversi da Barbaro-D'Anna che ne avevano già espresso giudizi in merito. A suddetta istanza memoria veniva allegata cassetta contenente le fonovideoregistrazioni andate in onda nel Rai 3 Sicilia del 6.3.2006 in cui sono visibili e leggibili le note riservate del P.G. e del Pres.della C.A. di CT. e del Pres. del Trib. di RG. Duchi, che il Fera aveva distribuito alla stampa nel corso dell’intervista presso il suo ufficio di procuratore, nonché DVD relativo all’intervista del Fera dell’11.10.2005 andata in onda in pari data nel Tg.3 Sicilia in cui classifica lo Spadaro come un latitante “…non solo è comunista ed è iscritto al Lions, ma è colui che si sottrae alla giustizia e non si lascia giudicare ”, di cui al n.42, visibile cliccando di seguito sul link 62) "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 inerviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3 . Dopo la fuoruscita di scena della Orlando, il P.M. Fabio D'Anna (non più affiancato dal collega Vincenzo Barbaro con cui aveva mirabilmente collaborato),
    forse dimenticando che trattavasi di reato per cui è prevista l'udienza preliminare (nonostante ne aveva concorso alla formulazione del capo d'imputazione) , citava direttamente a giudizio lo Spadaro per "diffamazione a mezzo stampa previsto dall'art. 13 della della L.8/2/1948 n.47", comprimendo i diritti della difesa. Il procedimento passava così dalla Orlando al Giudice togato D.ssa Daniela Urbani , che fissava la prima udienza per il 29.9.2008. Da allora ci sarebbero stati tre rinvii, uno per assenza del Giudice e gli altri per legittimo impedimento dello Spadaro e per sciopero degli Avvocati. In occasione dell'udienza del 4.06.2009, in cui avrebbe dovuto essere incardinato il procedimento, il Dott. Spadaro il Dott. Fera e l'ing. Sebastiano Agosta si stringevano la mano (vedasi cliccando di seguito su 54) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009), facendo verbalizzare al Giudice, che avrebbe fissato la prossima udienza per l'1.10.2009, l'inervenuta intesa tendente all'eliminazione del residuale contenzioso, a partire dall'atto di accettazione da parte dell'avv. Spadaro dell'atto di remissione della querela da parte del Dott. Fera e dalla reciproca rinunzia alla prosecuzione del p. civile n.762/2007 (Giudice Togato D.ssa Mirella Schillaci) in cui entrambi sono attori e convenuti, per cui delegavano gli avv. Gaetano Sano e Carmelo Di Paola, anche in ordine alla remissione ed accettazione delle querele per diffamazione del Fera, a carico di Agosta e di Agosta-Ruta con condanna appellata ad 8 mesi di reclusione. Nel lasso di tempo tra le due udienze suddette, l'avv. Sano contattava invanamente, per ben tre volte, il collega Di Paola per sottoporgli le bozze delle deleghe come sopra ricevute. All'udienza dell'1.10.2009 presenti Sano, Di Paola, Fera, il suo autista e Spadaro, il Sano e lo Spadaro proponevano dette bozze direttamente al Fera, che unitamente al Di Paola le giudicavano suscettibili di modifiche. Lo Spadaro estraeva dalla sua borsa dei fogli di carta in bianco dicendo loro di compilarle secondo il loro gradimento, ricevendone un rifiuto. Il Giudice, non potendo chiudere il caso per mancanza di remissione ed accettazione della querela, poichè c'era sciopero degli stenotipi, rinviava all'udienza del 7.12.2009 ore 11 aula B. Le parti e gli Avvocati Gaetano Sano e Di Paola Carmelo si commiatavano stringendosi la mano e scambiandosi i numeri dei cellulari al fine di contattarsi per la chiusura del caso. Il 7.12.2009 l'udieza veniva rinviata al 14.01.2010, per legittimo impedimento dello Spadaro, che nel frattempo aveva saputo di essere stato denunziato dal Fera presso le Procure di Catanzaro e di Messina. Il 14.01.2010, presenti Spadaro, Fera e l'avv. Sano, il Giudice, dopo avere rigettato richiesta di pronunzia di sentenza assolutoria predibattimentale in ordine a tutte le eccezioni di nullità ed improcedibilità presentatele dall'avv. Sano e dopo aver respinto richiesta di sentenza ai sensi dell'art.129 c.p.p. (improcedibilità) avanzata dall'avv. Sano non appena il P.M. dichiarava che dal suo fascicolo mancavano i corpi del reato e la lista dei testi del Fera e del P.M., incardinava il procedimento disponendo la citazione dei primi 10/36 testi dello Spadaro per l'udienza dell'11.02.2010, a meno di un mese dalla precedente. Unico rigetto del Giudice, la richiesta del Fera di potere parlare, tecnicamente impossibile e perchè non si era costituito parte civile e perchè mancava dall'inesistente lista dei testi del P.M. (nè lui da P.O. aveva presentato la sua nei termini di Legge) Motivo per cui egli abbandonava l'aula dicendo al Giudice <<col suo permesso me ne vado, tanto io non posso avere giustizia da questo Tribunale>> (ma cosa avrebbe potuto dargli di più il Giudice?). Alla luce di quanto sopra, inutile dire come quella stretta di mano altro non fu che un premeditato inganno teso a stoppare ogni iniziativa dello Spadaro e dell'Agosta relativamente al p.p.n.1590/07 R.G.N.R. di cui al successivo n.62 (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi), che promosso dal Fera (su delazioni fattegli dal suo fiduciario Carmelo di Paola che gli riferiva quanto aveva appreso dalla sua segretaria Spata Maria Giovanna) con denunzia contro ignoti in cui appuntava i sospetti su Spadaro-Agosta, sarebbe stato definito il 17.09.2009 con censurabile decreto di archiviazione che concludeva << A ciò deve peraltro aggiunggersi che la Spata, assunta a s.i.t., ha precisato di avere notato dentro l'ufficio postale non l'avv. Spadaro come asserisce la persona offesa (Agostino Fera) ma Agosta che aveva visto insieme allo Spadaro in un processo che interessava il dott. Fera. Affermazione questa che invero lascia perplessi ove si consideri che ovviamente nessun processo poteva celebrarsi presso il Tribunale di Ragusa, riguardante il dott. Fera. E' poi sospetto il fatto che la Spata sia stata meno precisa di quanto non sia stato l'avv. Di Paola al quale lei avrebbe raccontato di quell'incontro avvenuto presso l'ufficio postale>> (gli atti andavano restituiti al P.M. in sede con l'ordine di accertare chi era il vero autore delle lettere anonime secondo le precise indicazioni ripetutatamente fornite da Spadaro-Agosta sui quali il Fera aveva appuntato i sospetti). Fatti per cui il Fera, grazie alla trasmissione di suddetta denunzia al P.G. Tinebra, da questi girata alla Procura messinese ex art.11 era riuscito a fare attivare ben due procedimenti penali affidati uno al p.m. Vincenzo Barbaro per la lettera anonima al P.G. Tinebra e l'altro al suo collega Fabio D'Anna per quella del Pres Duchi, oltre agli altri due, attivati ope legis a seguito della trasmissione alla Procura messinese degli anonimi da parte dei suddetti destinatari. ( leggasi la narrazione dei fatti cliccando di seguito su 44) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008) . Inoltre lo Spadaro, da gentilumo qual'è sempre stato, per dare segnali evidenti di distenzione ed accogliendo le sue lagnanze, subito dopo la "stretta di mano", eliminava da questo blog ben 28 pubblicazioni che lo riguardavano, relative a fatti ed atti dibattimentali (divulgabili ai sensi di Legge) del p.penale di cui al n.21, (pubbl.ne del 01.01.2010). Nell'udieza dell'11.02.2010 l'Avv. Salvatore D.Giannone produceva della documentazione trasmessagli dal Fera su sua delega, tra cui sue querele per diffamazione a carico del Direttore del "Corriere della Sera" e del suo inviato speciale Dott. Paolo Distefano " al Sig. Procuratore della Repubblica di Milano", del Sen. Gianni Battaglia "alla Procura di Messina", del Giornalista Scrittore Giuseppe Bascietto alla Procura di Ragusa, mentre per quanto riguarda il Magistrato Sen. Giuseppe Finuoli Di Lello, aveva riferito a voce allo Spadaro e al suo Avvocato in una precedente udienza, di averlo querelato alla Procura di Palermo, lagnandosi della <<mancata autorizzazione a procedere del Parlamento della Repubblica.>> Tra la documentazione anche una nutrita serie di richieste e decreti di archiviazioni di procedimenti penali a suo carico, per reati che vanno dalla calunnia, all'abuso ed all'omissione d'atti d'ufficio, al favoreggiamento personale....) attivati dallo Spadaro con memorie contenenti notizie criminis, conseguenti alle sue denunce-querele per diffamazione. Tutti atti giudiziari che attestano come anche i fatti oggetto di questo p.penale siano già stati ampiamente e ripetutamente valutati dalle competenti A.G. L'avv. Gaetano Sano dello Spadaro eccepiva "la mancanza nel fascicolo del dibattimento degli atti relativi alla procedibilità dell'azione penale, nonchè dei corpi del reato e chiede pertanto sentenza ex art.129 c.p.p. per mancanza di procedibilità dell'azione penale o per insussistenza del fatto e produce memoria." Il P.M.D.ssa Arena interpellata riferiva " di non aver rinvenuto nel proprio fascicolo i corpi del reato, ossia le note indicate nei capi d'imputazione e che ci sono in corso delle ricerche da parte dell'Ufficio". Riferiva altresì " di avere documentalmente riscontrato mediante ricerche del proprio Ufficio, che nessuna lista dei testi da parte dell'ufficio di Procura è stata depositata". e che, rispetto alle contestazioni oggetto del presente processo, " la denunzia-querela allegata al fascicolo del dibattimento che reca la data dell'08.05.06 (nella formulazione delle ipotesi di reato del decreto di citazione diretta a giudizio dello Spadaro a firma del p.m. D'Anna è riportata la data del 6.09.2006 in ordine alla nota ris. dello Spadaro al Min. della Giustizia , al P.G. ed al Pres. della C. d.A. di CT. ed al Pres. Duchi e del 9.12.2006 in ordine alle vicende Lions club di RG.) è quella pertinente ai suddetti fatti">> , con ciò dimostrando che trattasi di fatti-reato, per quanto sopra, già ripetutamente definiti con archiviazioni. A questo punto il Giudice si ritirava in camera di consiglio alle ore 13.31. Alla luce di quato come sopra emerso, anche l'avvocato del Fera, Salvatore Giannone commentava "Il Giudice non può che pronunziare sentenza di improcedibilità ai sensi dell'art.129 c.p.p. ". Alle 14,24 il Giudice Daniela Urbani rientrava e così decideva, come da verbale: "Al fine di valutare le questioni sollevate dalla difesa all'odierna udienza, invita il P.M. a dichiarare se nel fascicolo del P.M. vi sia un atto (indice o qualsiasi altra attestazione di cancelleria) dal quale risulti che i corpi del reato, ossia le note asseritamente diffamatorie mensionate nei capi d'imputazione siano mai state effettivamente depositate nel fascicolo del P.M. Invita altresì il P.M. a produrre la querela concernente i fatti oggetto dei capi d'imputazione, completa di attestazione ai sensi dell'art.337 co.4 c.p.p. Il P.M.". , che a questo punto chiede un termine ed un breve rinvio per poter fornire al Giudice quanto richiesto. La difesa nulla osserva. Il Giudice preso atto di quanto sopra concedeva detto termine al P.M. e rinviava il processo all'udienza del 01.03.2010 aula B ore 12, diffidando i testi presenti a comparire a tale data senza altro avviso, riservandosi a provvedere a quella udienza sulle questioni sollevate dalle parti" (P.ne del 25.02.2010). L'1.03.2010 il P.M. faceva presente che <<per quanto riguarda il capo 1 dell'imputazione esiste solo una nota del Fera, mentre per quanto riguarda il capo due nel p.p. 308/07 R.G.N.R. c'è querela del Fera e che le querele prodotte dopo vanno intese come " specificazioni ed integrazioni della duplice querela dell'08.05.2006" indirizzata alle Procure di Messina e Catanzaro" (già come sopra definite). L'Avv. Sano, eccepiva che le note prodotte dal P.M. erano senza data nè firma dello Spadaro e pertanto oltre a quanto richiesto in precedenza chiedeva volersi pronunziare sentenza assolutoria perchè il fatto non sussiste. Il Giudice si riservava e fissava la prossima udienza l'11.03.2010 ore 15, in cui stabiliva che dette note-corpi del reato dovevano essere acquisite al fascicolo del dibattimento e che le eccezioni della difesa andavano rigettate <<ritenuto che allo stato non ricorrono le condizioni di cui all'art. 129 c.p.p. e dispone procedersi oltre, fissando la prossima udienza il 15 aprile 2010 ore 12,30.>> (P.ne dell'11.03.2010). In detta udienza, alla luce di quanto accertato dall'avv. Gaetano Sano e dall'avv. Spadaro, dopo attenta rivisitazione degli atti (vedasi in premessa), allorchè stava per chiedere pronunzia di sentenza perchè il fatto non sussiste con annessi, connessi, presupposti e conseguenziali, veniva stoppato dal Giudice Daniela Urbani che comunicava che a seguito di decreto n. 35 del 9.04.2010 a firma del Presidente del Tribunale Dott. Giombattista Macrì, questo e gli altri procedimenti con citazione diretta a giudizio dovevano essere assegnati ai G.O.T. (Giudici Onorari dei Tribunali), per cui usciva di scena, fissando la prossima udienza per il 14 giugno 2010 e comunicando che questo procedimento era stato assegnato al G.O.T. AVV. CIPRI. Saltavano così le testimonianze richieste dallo Spadaro, del Magistrato On. Dott. Di Lello Finuoli Giuseppe e del Giornalista Scrittore Dott. Bascietto Giuseppe, presenti in aula: l'uno per testimoniare in merito alle sue dichiarazioni pubblicate il 17.07.2007 contenenti pesanti censure all'operato del procuratore Fera: <<Insabbiatutto sia a destra, che al centro che a sinistra....in particolare non si riesce neppure a riaprire indagini, basate su precisi elementi che riguardano l'omicidio del Giornalista Spampinato. Basterebbe l'intervento di un bravo giornalista come Carlo Lucarelli>>, che lo denunziava alla Procura di Palermo per "diffamazione aggravata" e "calunnia", ottenendone richiesta di archiviazione alla quale il Fera si opponeva, provocandone il mancato accoglimento di detta richiesta del P.M. da parte del G.I.P., che ordinava un supplemento d'indagini a conclusione delle quali il P.M. avanzava ancora una volta richiesta di archiviazione alla quale il Fera ancora una volta si opponeva invanamente, stante che il G.I.P., con provvedimento del 30.03.2009 ne decretava l'archiviazione; l'altro. Il Dott. Bascietto venuto apposta da Roma (motivo per cui esprimeva in aula vibrata protesta per non essere stato avvisato unitamente allo Spadaro ed all'avv. Sano, del rinvio dell'udienza di cui si aveva cognizione già dal 9.04.2010) in merito agli asseriti rapporti del procuratore della Repubblica Fera con i capi clan "Dominante-Carbonaro". Lo Storico Dott. Luciano Mirone, che avrebbe dovuto riferire circa le sue pubblicazioni sugli omicidi Tumino-Spampinato ed in particolare sulle pubblicate dichiarazioni di Roberto Campria al Maggiore della G.d.F. di Ragusa circa "il personaggio insospettabile" che assicurava in franchigia gli sbarchi clandestini di di sigatte e droga sui litorali iblei, presente alla precedente udienza era assente giustificato, mentre il Gen. Capo di Stato Maggiore dei CARABINIERI Dott. FRANCESCO GUARRATA, C.te Prov.le dei CC. di Ragusa all'epoca dei fatti aveva fatto pervenire all'Avv. Gaetano Sano che l'avrebbe riversato in atti, un manoscritto di 3 pagine in cui esaltava l'onorevole comtributo dell'allora direttore del Carcere di Ragusa avv. Biagio Spadaro al felice esito dell'<<OPERAZIONE SQUALO>> che aveva decapitato il clan "DOMINANTE-CARBONARO>> visibile cliccando di seguito su "63) MANOSCRITTO DEL 5.02.2010 DEL GEN. CC. Dr. FRANCESCO GUARRATA ED ENCOMIO DEL PREFETTO DI RG.Dr.A.PRESTIPINO GIARRITTA (17.04.2010)". Manoscritto analogo alla lettera del Gen. dei CARABINIERI Dott. GIORGIO VINCENZO PIRAS succeduto al predetto nel Comando Provinciale dei CC. di Ragusa visibile cliccando di seguito su "65) Lettera del Gen. CC. Dott. Giorgio Vincenzo Piras (27.10.2010)., non ancora prodotta a causa di rinvio dell'udienza. (pubb.ne del 14.06.2010). All'udiena del 7 ott.2010, assente ancora una volta il Giudice Daniela Urbani , presenti l'avv. Spadaro, il suo avvocato Gaetano Sano e l'avv. Salvatore Giannone in difesa del Fera assente, il G.O.T. che la sostituiva (Avv. Grasso) rinviava tutte le udienze, fissando quella di che trattasi al 17.03.2011, data in cui l'Avv. Gaetano Sano ed il suo collega avv. Biagio Spadaro avanzeranno le richieste suddette suffragate da inconfutabili prove documentali (vedasi quanto trascritto in azzurro all'inizio di questo n.56) che, salvo ulteriori rinvii o colpi di scena (come da copione di quanto già successo a Reggio Calabria nel p.p. n.608/98 RGNR di cui dal n.21 al n.30) che saranno adeguatamente e legittimamente contrastati, dovranno portare <<AI SENSI DI LEGGE >> alla pronunzia di sentenza assolutoria da parte del Giudice Daniela Urbani "PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE", con annessi, connessi, presupposti e conseguenziali. Sentenza che sgetolerà i residuali ruderi del procedimento civile n.762/2007 R.G. di cui al successivo n.65, promosso dal Fera nei confronti dello Spadaro, fondato sul suo <<rinvio a giudizio>> per i medesimi fatti nel p.p. reggino n. 608/98 RGNR (di cui dal n.21 al n.30) da cui sarebbe stato assolto, collocando nella giusta posizione la richiesta risarcitoria di pari importo (E.2.000.000/00) dell'avv. Spadaro (questa sì legittima, sacrosanta e documentalmente provata), avanzata dal suo avvocato Gaetano Sano in via riconvenzionale. Somma equa a fronte degli ingenti ed irreversibili danni subiti dallo Spadaro nell'arco di 18 anni sin qui, legittimamente dovuta dal Fera a causa del suo accanimento giudiziario (dal n.1 al n.12) con i devastanti ed irreversibili danni prodotti, che, giova ribadirlo, se e quando sarà incassata dallo Spadaro sarà devoluta alla fondazione di una scuola di giornalismo in Ragusa intitolata a <<GIOVANNI SPAMPINATO>> a cui è gia stata intestata una strada. (pubbl.ne agg.ta il 27.10.2010). In data 8.11.2010 gli avv.ti Spadaro-Sano visionavano gli atti del p.p. 5168/08 RGNR in Messina, attivato su imput del P.M. Dott. Fabio Scavone della D.D.A. di Catania, a carico di Fera Agostino per il reato di cui all'art.323 c.p. (p.m. dr. Vincenzo Barbaro, giudice dr. Antonio Francesco Genovese) estraendone copie, tra cui l'informazione di garanzia per il reato di cui all'art.368 c.p. a carico dello Spadaro a firme congiunte dei P.M. Vincenzo Barbaro-Fabio D'Anna del p.p. n.1590/07 RGNR definito con "improponibile" decreto di archiviazione (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi, di cui al n.62), utile a presentare lo Spadaro come un "calunniatore" e conseguentemente a farne richiedere l'archiviazione in pro del Fera (vedasi ai n.ri 72 e 77). Informazione di garanzia, contenente i medesimi capi d'imputazione di questo p.p. pendente a carico dello Spadaro ( n.6647/06 RGNR), che pertanto ed ancora una volta è <<un processo nel processo>> (cioè l'opposto di quanto si è fatto con il Fera), in cui assumono vieppiù valenza positiva i documentati e forti contenuti delle spontanee dichiarazioni dell'11.03.2010 dell'avv. Spadaro, sui quali il Giudice terzo, exstra partes, ad honores, Daniela Urbani dovrebbe riflettere nell'esclusivo interesse dell'Istituzione in cui presta sevizio e delle GIUSTIZIA che amministra nel nome del Popolo Italiano (pubbl.del 19.11.2010). L'udienza fissata per il 17.3.2011 non si sarebbe tenuta perchè giornata festiva (150° anniversario dell'Unità d'Italia) e rinviata al 12.05.2011, data in cui per mancanza del p.m. togato veniva ulteriormente rinviata all'udienza del 9.6.2011. In detta udienza, assente il Fera ed il suo avvocato, venivano acquisite agli atti col nulla osta del P.M., due lettere trasmesse l'8.6.2011 dai testi assenti Generali dei Carabinieri Dott. Francesco Guarrata e Dott. Giorgio Piras elogiative del coraggioso corportamento del Direttore del Carcere di Ragusa Avv. Biagio Spadaro e del determinante contributo da egli dato al felice esito dell'operazione "SQUALO" con cui era stato decapitato il sanguinario e feroce clan "Dominante-Carbonaro" ed il decreto d'archiviazione del Tribunale di Palermo del 30.03.2009 consegnato allo Spadaro dal teste assente On. Magistrato Giuseppe Finuoli Di Lello, relativo al p.penale su denunzia del Fera, che ne era stato definito <<Insabbiatutto sia a destra, che al centro che a sinistra....>>, motivo per cui la difesa dello Spadaro rinunziava alla loro escussione. Gli avvocati Sano e Spadaro, producendone le prove, chiedevano al Giudice Daniela Urbani di pronunziare, ex art.129 c.p.p., sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste e di condanna del querelante Fera alle spese ed ai danni ai sensi dell'art. 542 c.p.p. in quanto il querelante era a conoscenza dei fatti prima del decorso dei termini di 3 mesi per la presentazione della querela e perchè il procedimento in parola è concernente i medesimi fatti già oggetto dei capi d'indagine del p.p. in Messina n. 1590/07 RGNR (P.M. Vincenzo Barbaro-Fabio D'Anna di cui al n.62), già definito con decreto d'archiviazione del 17.09.2009 emesso dal G.I.P. D.ssa M.Teresa Arena, su conforme richiesta del 18.7.2008 del P.M. dr. Vincenzo Barbaro. I predetti avvocati facevano inoltre rilevare che le notizie di cui ai capi d'imputazione furono già pubblicate dallo Spadaro su altri siti quale http://italy.indymedia org e poi sul sito www.giustiziaesfatta.com e come sono già state oggetto di valutazione da parte dei Tribunali di : Messina nei proc. penali n.909/97 RGNR e stralcio n.3050/97 RGNR (di cui ai n.13 e 14), n.2882/98 RGNR (di cui al n.20); Reggio Calabria, proc. pen. n608/98 RGNR, co uniti altri 9 p.ti penali, definito con sentenza n.1801/07 R. Sent. del 20.9.2007 , di non luogo a procedere nei confronti dello Spadaro e con trasmissine degli atti alla D.D.A. di Catania, che ne avrebbe archiviato la sua posizione (di cui al n.21); Reggio Calabria , p.p. n.2989/05 RGNR (P.M. Sara Ombra) su querela del Fera, di cui è stata richiesta l'archiviazione (di cui al n.51), cui è seguita dennunzia dello Spadaro per calunnia, abuso d'ufficio e peculato, depositata presso la Procura di Messina il 14.11.2008 e trasmessa alla Procura di Reggio Calabria; Catanzaro, p.pen. su querela del Fera per "diffamazione", datata 8.05.2006, e p.pen. su denunzia dello Spadaro per "calunnia" datata 11.6.2007. Il P.M. D.ssa Arena si opponeva alle richieste degli avv.ti Sano-Spadaro. Il Giudice Daniela Urbani dopo essersi ritirata in camera di consiglio riteneva di non accogliere per il momento suddette richieste ed ordinava procedersi oltre, onerando il Tribunale di citare il teste Gionalista Scrittore Giuseppe Bascietto che dovrà comparire alla prossima udienza, fissata per il 13.10.2011 per testimoniare in merito ad un'intervista rilasciata al Dott. Carlo Ruta il 2.5.2004, in cui dichiarava l'appartenenza del Fera al clan Dominante-Caronaro nel cui libro paga era iscritto. All’udienza suddetta veniva interrogato il Bascietto che confermava il contenuto dell’intervista, andando oltre (dossier del Pref. Prestipino Giarritta definito con archiviazione su richiesta del Fera, a carico degli stessi appartenenti al clan che sarebbero stati arrestati subito dopo per “associazione mafiosa” dalla neo D.D.A. di CT.; lumeggiamento dell’assassinato “Pizzimenti” di cui non fa il nome per segreto professionale, le cui indagini condotte dal Fera sarebbero finite nel nulla;  sconoscenza di essere stato querelato dal Fera con querela prodottagli dall'interrogante Avv. Sabina Spadaro ed acquisita agli atti su sua istanza). Seguivano le spontanee dichiarazioni dell’imputato avv. Biagio Spadaro, che ancora una volta invitava il Giudice ad applicare la Legge pronunziando sentenza perché il fatto non sussiste, perché documentalmente provato ed in atti che la querela del Fera fu presentata oltre il decorso dei termini di Legge dall’intervenuta conoscenza dei fatti e che i capi d’imputazione sono identici a quelli del p.p. n.1590/07 R.G.N.R di cui al successivo n.62 presso il medesimo tribunale di ME., già definito con archiviazione, oltre ad essere stati archiviati in fase di indagini preliminari dai Tribunali di Catanzaro e Messina. La prossima udienza per l’escussione dei prossimi 15 testi veniva fissata per il 10.11.2011 aula B ore 9 e segg. Udienza in cui la difesa dello Spadaro rinunziava all’escussione di alcuni testi in cambio dell’accolta acquisizione di atti, rinviando all’udienza del 5.12.2011 per l’escussione di altri 8 testi. All’udienza del 5.12.2011, presenti i testi Monaca Corrado e Chiaramonte Vito, gli avv.ti Sano-Spadaro-Gallo-Romeo per lo Spadaro presente, si apprendeva che il giudice Daniela Urbani era stata trasferita presso l’ufficio del G.I.P. in sede e pertanto l’udienza era presieduta dal G.O.T. Salvatore Venuti (lo stesso che condannò clamorosamente Ruta-Agosta, accogliendo la tesi dell’avv. Di Paola, coadiuvato dalla testimonianza della Spata, che sarebbero risultate documentalmente smentite), che rinviava tutti i procedimenti, eccezion fatta per questo che avrebbe voluto svolgere ascoltando i testi. Gli avvocati dello Spadaro si opponevano, in quanto il p.p. per disposizione del Presidente doveva essere trattato da Giudice Togato , per cui veniva accolta la richiesta degli avv.ti dello Spadaro di acquisire al fascicolo del dibattimento le dichiarazioni di Giuseppe Bascietto, mentre per tutto il resto si disponeva il rinnovo del dibattimento fissandosi udienza interlocutoria per il 25.01.2012, data in cui veniva affidato al Giudice togato D.ssa Maria Militello, che disponeva l’escussione di 10 testi a scelta per l’udienza del 30.3.2012. In detta udienza, assenti tutti i testi citati, il Fera ed i suoi avvocati, era presente nella veste di p.m. il dott. Fabio D’Anna originario titolare del procedimento. Il P.M. D’Anna chiariva che esistevano più querele del Fera sui medesimi fatti in quanto erano stati pubblicati più volte, con ciò assolvendo lo Spadaro, in quanto l’ultima querela con i medesimi capi d’impuzazione di questo procedimento che aveva originato il p.p. n. 1958/07 RGNR, era stata definita con archiviazione. Si concordava di far pervenire prima della prossima udienza documentazione utile a surrogare i testi. Lo Spadaro effettuava spontanee dichiarazioni, gli avvocati dello Spadaro presentavano memoria con cui chiedevano l’assoluzione dello Spadaro perché il fatto non sussiste e la condanna del querelante Fera ai danni ed alle spese. Il Giudice si riservava di decidere ad apertura della prossima udienza che fissava per il 15.6.2012 ore 15, in cui procedeva ad escutere il teste On. Francesco Forgione e ad ad ascoltare le spontanee dichiarazioni dello Spadaro rinviando l’udienza al 19.7.2012 ore 13, che veniva rinviata all’udienza del 15.11.2012 ore 15 per legittimo impedimento dello Spadaro ed ancora al 28.2.2013, per legittimo impedimento dello Spadaro. Detta udienza era presieduta dal G.O.T. Catia Bagnato in sostituzione della titolare, D.ssa Maria Militello. Assenti gli avv.ti dello Spadaro Sano-Spadaro e tutti i testi regolarmente convocati. Allo Spadaro presente, veniva nominato l'Avvocato d’Ufficio Domenico Germolè, e l’udienza veniva rinviata al 4.4.2013 ore 15 aula E, onerando la difesa dello Spadaro alla ricitazione dei Testi. Rinviata ancora al 7.6.2012 e per legittimo impedimento dello Spadaro al 29.11.2013 ore 13 . L'archiviazione del 18.06.2013 da parte del Giudice presso il Tribunale di Reggio Calabria Dott. Domenico Santoro dei p. penali di cui ai n.88 e 89 promossi dal Fera a carico di Bascietto-Ruta-Spadaro e relativi ai contenuti dell' Appello dello Spadaro alla sentenza assolutoria reggina di cui al n.21 (appello che, ora che si sono chiariti i fatti può avviarsi a conclusione), nonchè l'attivazione a carico del Fera del procedimento penale di cui al n.90, per "calunnia" in danno dello Spadaro da parte del P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia, richidente la decretata, come sopra, archiviazione, sanciscono, ancora una volta, l'improcedibilità nei confronti dello Spadaro per "insussistenza dei fatti" di questo procedimento penale (6647/06 RGNR), i cui capi d'imputazione sono contenuti in quello come sopra definito con archiviazione e con attivazione di p. penale nei confronti del Fera per i reati di cui agli artt. 368 e 478 c.p.. Il tutto come spiegato nell'articolato decreto di archiviazione del Giudice Domenico Santoro, lungo 12 pagine. L'udienza del 29.11.2013 era presieduta dal G.O.T. dott. Albanese, col compito di rinvio delle udienze in quanto era cambiato il Giudice, per cui veniva fissata la prossima udienza al 28.02.2014 ore 9 aula C. che sarà presieduta dal Giudice Togato D.ssa Rosa Calabrò. Veniva sentito il teste Monaca Corrado e fissata la prossima udienza il 20.06.2014 ore 13 in cui verranno sentiti i testi Cannì Franco, M.lli CC. Cicero Raffaele e Santacroce Giovanni, Magg. G.d.F. Giraldi Mario e Dott. Campione Giuseppe. In tale data il Giudice dava atto che il 25.10 2014 era stata depositata in cancelleria una memoria dello Spadaro che acquisiva agli atti col consenso del P.M. Dott. Capece Minutolo, per cui si riservava di provvedere sulle richieste in essa contenute. Dopodicchè veniva escusso il teste Dr. Cannì Franco, l'unico presente, a cui il Giudice, ritenute valide le giustificazioni, revocava l'ammenda di €.300,00 comminatagli per l'assenza della precedente udienza e disponeva la nuova citazione dei testi M.lli Cicero e Santacroce e l'accompagnamento coattivo dei testi Giraldi e Campione. Il Giudice per sciogliere la riserva sulle richieste formulate dallo Spadaro, l'esame dei testi residui e l'eventuale discussione, rinviava all'udienza del 20.02.2015, aula E, ore 12. In detta udienza venivano escussi i testi dr. Giuseppe Campione ed il Col. della G.d.F. Marco Giraldi, dopodiccè il Giudice rinviava all'udienza del 24.04.2015 ore 12 aula G. per sentire i M.lli CC. Cicero e Santacroce. In su detta udienza, per assenza dei M.lli dei Carabinieri Cicero Raffaele e Santacroce Giovanni, il Giudice D.ssa Rosa Calabrò rinviava alla trentatreesima udienza del 21.12.2015 ore 11,30 disponendone l'accompagnamento coatto. Il 21.12.2015 sentiti i predetti testi, la Pubblica Accusa che ha richiesto la piena assoluzione dell'avv. Biagio Spadaro ai sensi dell'art. 530 c.p.p., analogamente al suo avvocato Domenico Germolè che ha fatto altresì rilevare la prescrizione dei reati, il Giudice D.SSA Rosa Calabrò pronunciava la Sentenza n.3550/2015 Reg. Sent. pubblicata mediante lettura del dispositivo: <<Visto l'art. 531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di SPADARO BIAGIO in ordine ai reati allo stesso contestati perchè estinti per intervenuta prescrizione. Indica il termine di giorni novanta per il deposito della motivazione.>>, interdicendo così al Fera ogni possibilità di pretestuosa rivalsa e così collocando una pietra tombale sul caso, i cui capi d'imputazione erano contenuti nei p. penali riuniti già definiti con ordinanza di archiviazione del 18.06.2013 del Tribunale di R. Calabria a firma del Giudice Dott. Domenico Santoro (leggasi cliccando di seguito su "ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE 13.7.2013") e negli atti prolusivi alla Sentenza definitiva dell'08.09.2015 della Corte Suprema di Cassazione di "annullamento senza rinvio dell'impugnata sentenza per insussistenza del fatto". (Leggasi cliccando di seguito su: "La Cassazione abbatte la colonna portante della montagna di accuse ordite dall'ex procuratore Fera in danno del Direttore pro tempore del Carcere di RG. Cons. Prov. Dott. Biagio Spadaro (20.09.2015)"
  57. Messina. Procedimento penale n.306/2007 R.G.N.R. (P.M. Dott. Fabio D’Anna) a carico di Fera Agostino iscritto per "calunnia", "abuso ed omissione d'atti d'ufficio" di cui agli artt.368, 323, 328 c.p., su corposa e documentata denunzia dello Spadaro conseguente alle querele per "diffamazione" del dott. Fera con richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com dell'8.05.2006 e del 5.10.2006 ed alla notifica dell'avviso di fissazione di udienza preliminare da parte del g.i.p., nonostante gli esiti dell'interrogatorio di cui al n.56. Il P.M. D’anna, nella sua (lunga 12 pagine) richiesta di archiviazione del 27.3.2007, ha letteralmente rovesciato i fatti ed il significato letterale delle parole in denunzia, ridotti in pristino dallo Spadaro, nel superdocumentato atto di opposizione con l’interrogatorio di 75 minuti resogli il 18.6.2007, nell’ambito del procedimento penale pendente di cui al n.56. Camera di Consiglio fissata per l’8.10.2007 da parte del G.I.P. D.ssa M. Angela Nastasi. Lo Spadaro e l’avv. Sano richiedevano la rifissazione dell’udienza per impedimento di quest’ultimo. L’udienza si teneva ugualmente in assenza dei predetti ed in presenza dell’indagato Fera e del suo Avv. Di Paola Carmelo. Il Giudice Nastasi, sciolta la riserva, ne decretava l’archiviazione il 26.11.2007. I contenuti della richiesta di archiviazione del 27.03.2007 del P.M. Fabio D'Anna, sarebbero risultati identici a quelli della Sentenza reggina n.1081 del 20 sett.2007 depositata il 4.12.2007 a firma del Giudice Tommasina Cotroneo di <<non luogo a procedere nei confronti dello Spadaro e di trasmissione degli atti al P.M. in Sede per l'ulteriore corso>>, per nulla aderenti a quanto accertato in dibattimento. Motivo per cui gli avv.ti Gaetano Sano e Biagio Spadaro la appellavano con due distinti atti a tutt'oggi pendenti presso la C. d. A. reggina (leggasi la parte finale del n.21), le cui motivazioni, pur supportate da inconfutabili atti dibattimentali, risultarono talmente sgraditi al Fera che, caso unico in Italia, denunziava lo Spadaro alla Procura di Catanzaro per "calunnia" con il prevedibile effetto boomerang di cui ai n.74 e 75 (pubbl. aggiornata l'11.11.2010);
  58. Messina. Procedimento penale n.7677/07 R.G.N.R. ( P.M. Vincenzo Barbaro) a carico di Fera Agostino iscritto per i reati di "calunnia", "omissione ed abuso d'ufficio" e "peculato" di cui agli artt.368; 323 e 328 c.p.; 314 c.p., attivato dalla memoria difensiva contenente notizie criminis depositata dallo Spadaro il 13.11.2007, in conseguenza del procedimento su querela per diffamazione del Dott. Fera, di cui al n.55. Richiesta di archiviazione del 13.12.2007, notificata il 7.1.2008. Opposizione dello Spadaro del 14.1.2008. Camera di consiglio del Giudice M.Angela Nastasi del 24.11.2008, che ne avrebbe decretato l'archiviazione l'11.02.2009;
  59. Messina. Procedimento p.n.8492 /07 R.G.N.R. (P.M. Fabio D'Anna) a carico di Fera Agostino per i reati riduttivamente iscritti per quanto in denunzia, di omissione ed abuso d'ufficio, di cui agli artt.323 e 328 c.p., su denunzia dello Spadaro, conseguente alla visione del 27.11.2007, degli atti contenuti nel fasciclo penale di cui al n.50 (omicidi Tumino-Spampinato), subito dopo la loro trasmissione alla richiedente Commissione Parlamentare Antimafia. Richiesta di archiviazione del 28.12.2007, notificata allo Spadaro il 3.1.2008. Opposizione del 14.1.2008. Decreto di archiviazione del Giudice M.Teresa Arena del 2.4.2008; 
  60. Messina. Procedimento p. n.132/07 mod.46, (P.M. Fabio D’Anna). In merito ad una lettera anonima manoscritta che iniziava “siete stati smascherati” e terminante “Si vergogni” sottolineato, alla quale era allegata fotocopia della 1° pagina della lettera dell'avv. Spadaro ai soci Lions pubblicata su www.giustiziaesfatta.com , indirizzata al Presidente del Tribunale di Ragusa e da questi trasmessa alla Procura di Messina e per conoscenza al Procuratore Fera che, con nota riservata a sua firma su cata intestata di proprietà della Procura di Ragusa, avente per oggetto <<Anonimo ricevuto dal Presidente dr. Duchi. Contestuale DENUNCIA-QUERELA contro Ignoti>>, appuntava i sospetti quale autore dell'anonimo sullo Spadaro e su persone a lui vicine << Al riguardo segnalo che la segretaria dell'Avv. Carmelo Di Paola, Sig.ra Spata Maria Giovanna, in data 27 febbaio 2007 ha riferito di avere visto Spadaro Biagio all'Ufficio della Poste di via Napoleone Colajanni a Ragusa, impegnato a spedire un gruppo di lettere (nelle S.I.T. del 23.07.2007 rese ai CC. di Ragusa su sub delega del p.m. D'anna, la Spata dichiara che la persona da lei vista era l'Agosta e non lo Spadaro). - Sarebbe bene controllare tale circostanza, visto che il suddetto individuo è l'estansore della lettera (rectius della fotocopia della lettera), peraltro pubblicata sul suo sito internet, allegata all'anonimo ricevuto dal Presidente Duchi per estendere le indagini anche a persone vicine a Spadaro che potrebbero avere in ipotesi scritto le lettere anonime. Credo che accurate indagini espletate ad ampio raggio potranno sen'altro far pervenire il P.M. di Messina all'identificazione di quest'altro anonimo detrattore della mia persona acquisendo scritture comparative di coloro che hanno in passato manifestato avversione nei miei confronti>>). Nota che il Fera trasmetteva, il 9.03.2007, al P.G. di CT. Dott. Giovanni Tinebra, che a sua volta la trasmetteva (ex art.11 c.p.p) alla Procura di Messina, che apriva un'altro fascicolo penale, oltre a quello legittimamente aperto a seguito della trasmissione del medesimo anonimo da parte del Presidente Duchi. L'avv. Spadaro ne apprendeva l’esistenza in data 18.6.2007 allorchè dopo avere reso interrogatorio di garanzia al M.llo CC. Agresta (su delega del P.M. Vincenzo Barbaro in merito ai fatti di cui ai n.55 e 56) questi gli chiedeva se era disponibile a rilasciargli saggio grafico senza rivelarne le motivazioni. Richiesta che lo Spadaro avrebbe potuto respingere, ma che esaudiva prontamente per sentito spirito collaborativo, dopodicchè il predetto Sott'ufficiale gli faceva vedere e leggere suddetta lettera anonima con allegata la fotocopia della 1° pagina della lettera ufficialmente inviata dallo Spadaro ai consoci Lions. Lo Spadaro visionata la lettera anonima e l'allegato ad essa, lo invitava a riferire al suo delegante P.M. Barbaro, di farsi rilasciare saggio grafico dal Dott. Fera, la cui grafia gli era ben nota (pubb.ne aggiornata il 22.09.2010);
  61. Messina. Procedimento penale di cui si sconosce il numero, iscritto a mod.46 (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro). In merito ad una busta anonima indirizzata al Proc. Gen. Di CT. Dott. Giovanni Tinebra, contenente esclusivamente una fotocopia della medesima 1° pagina di una lettera senza firma dello Spadaro ai soci Lions di cui al n.60, recante a margine il timbro della Procura Generale di Catania <<prot.905/07E>>, da questa trasmessa alla Procura di Messina. Anche questa esibita allo Spadaro, quale persona informata dei fatti (priva della busta anonima manoscritta che la conteneva) dal predetto U.P.G. CC. M.llo Acresta in data 18.6.2007. Lo Spadaro assumeva che poteva trattarsi di fotocopia della 1° pagina della lettera ai consoci Lions, con l'aggiunta del timbro (si presume di ricezione) della Procura Generale di cui sopra. Questo procedimento e quello di cui al n.60 uniti, avrebbero dato origine al p.p .n.1590/07 R.G.N.R. (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro - Dr. Fabio D'Anna), a carico dell'avv. Spadaro e dell'Ing. Agosta, per il reato di "calunnia" in danno di Fera Agostino (pubb.ne aggiornata il 22.09.2010);
  62. Messina. Procedimento p.n.1590/07 R.G.N.R., (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro - Dr. Fabio D'Anna) , originato dall'unione dei procedimenti penali di cui ai n.60 e 61. e dalle querele per "diffamazione" del Dott. Fera a carico dell'avv. Spadaro, per i medesimi fatti di cui ai n.55 e 56. Si era verificato quanto suggerito anzitempo dal procuratore Fera con l'uletrire querela del Fera del 13.12.2006 su carta intestata di proprietà della Procura di Ragusa indirizzata al Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina e per conoscenza al Sig. Procuratore Generale della Repubblica di Catania ed al Sig. Presidente della Corte d'Appello di Catania, avente per oggetto "QUERELA contro SPADARO BIAGIO" che recita: << Ritengo sommessamente che potrebbe configurarsi a carico dello Spadaro anche il delitto di calunnia essendo stato il comunicato inviato a tante di quelle persone che appare ovvio che tra esse possa individuarsi qualche pubblico ufficiale che avrebbe l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria i fatti delittuosi elencati>>. Ovviamente, come risulta dagli atti d'indagine, nessun pubblico ufficiale avrebbe riferito un bel niente, ma a fare scattare il reato di "calunnia" agognato dal Fera, ci avrebbe pensato il non tanto misterioso anonimografo. L'avv. Spadaro apprendeva di essere indagato in ordine ai reati di "diffamazione e calunnia", grazie alla notifica di una richiesta di proroga delle indagini preliminari autorizzata dal G.I.P. M.Teresa Arena, avanzata dai P.M. Barbaro-D'Anna. Conseguentemente alla negazione dell'accesso agli atti d'indagine, lo Spadaro reagiva con memoria depositata il 13.11. 2007 contenente notizie criminis a carico del Dott. Fera, consegnata personalmente al Procuratore Luigi Croce in presenza del suo avvocato Gaetano Sano e con memoria-denunzia dell’11.12.2007 invitava i p.m. Barbaro-D'Anna a proseguire le indagini anche carico del Dott. Fera. Atti d'indagini, di cui sarebbe venuto a conoscenza allorchè gli veniva notificata informazione di garanzia del 28.03.2008 a firma dei predetti P.M. Barbaro-D'Anna, per il reato di "diffamazione e calunnia" in danno del Dr. Fera. Vi si rinveniva un'altra denunzia del Dott. Fera contro ignoti con allegata la lettera anonima che aveva ricevuto dal Presidente del Tribunale di Ragusa di cui al n. 60, da egli Fera trasmessa al P.G. di Catania e da questi inoltrata alla Procura di Messina, in cui appuntava i sospetti quali autori delle lettere anonime, sullo Spadaro e sull'Ing. Sebastiano Agosta, sulla scorta di delazioni fattegli dal suo avvocato Carmelo Di Paola, che gli riferiva in maniera distorta, indicando Spadaro al posto di Agosta, quanto appreso dalla di lui segretaria Spata Maria Giovanna. L’esame degli atti d'indagini svolte erano conducenti al Fera, al Di Paola ed alla di lui segretaria, che aveva reso a s.i.t. false dichiarazioni documentalmente provate, quali probabili autori delle lettere anonime. Unico punto di forza dei P.M. Barbaro-D'Anna , una perizia grafica disposta dal P.M. Barbaro, in cui il suo fiduciario, tale arch. Giovanni M. Favaloro assumeva che la grafia degli anonimi era compatibile con quella dello Spadaro, sconfessata da perizia di parte dello Spadaro, prodotta dopo la visione degli atti e da successiva perizia del R.I.S. Carabinieri di Messina disposta dal P.M. Barbaro solo sulla grafia dello Spadaro e non anche su quella del Dott. Fera, come gli era stato chiesto e richiesto. Lo Spadaro e l’Agosta, subito dopo l’intervenuta conoscenza dei fatti, per un verso invitavano il P.M. Barbaro a compiere ben determinati atti d’indagini mai svolte, e per l'altro il 7.05.2008, depositavano nelle mani del Procuratore Dott. Luigi Croce una denunzia a firme congiunte in tre capitoli (-lettere anonime - p.p. in Messina n.2357/08 R.G.N.R. su denunzia di Agosta a carico di Fera-Dipaola, definito con archiviazione su richiesta del P.M. Maria Pellegrino, relativo allo scandalo ELLEPI S.R.L. in Ragusa p.p.n.1054/02 R.G.N.R. definito su richiesta di archiviazione del Procuratore Fera - omicidi Tumino Spampinato-). il P.M Vincenzo Barbaro, che già aveva stralciato la posizione dell'Agosta creando un autonomo fascicolo recante il n.2201/08 R.G.N.R. e richiedendone l'accolta archiviazione, in data 18.07.2008, richiedeva l’archiviazione anche per lo Spadaro, avverso la quale il Dott. Agostino Fera presentava una pseudo opposizione (inammissibile ai sensi dell'art.410 c.p.p., in quanto carente dell'oggetto dell'investigazione suppletiva e dei relativi elementi di prova). Il 24.02.2009 si teneva la camera di consiglio ed il Giudice M.Teresa Arena si riservava di decidere, emanando il 17.09.2009 decreto di archiviazione, che così conclude: << A ciò deve peraltro aggiunggersi che la Spata, assunta a s.i.t., ha precisato di avere notato dentro l'ufficio postale non l'avv. Spadaro come asserisce la persona offesa (Agostino Fera) ma Agosta che aveva visto insieme allo Spadaro in un processo che interessava il dott. Fera. Affermazione questa che invero lascia perplessi ove si consideri che ovviamente nessun processo poteva celebrarsi presso il Tribunale di Ragusa, riguardante il dott. Fera. E' poi sospetto il fatto che la Spata sia stata meno precisa di quanto non sia stato l'avv. Di Paola al quale lei avrebbe raccontato di quell'incontro avvenuto presso l'ufficio postale>> (quanto su riportato in azzurro è stato aggiunto subito dopo la notiffica del 29.09.2009 del decreto suddetto. La narrativa dei fatti, più ampiamente descritti, potrà essere visionata cliccando di seguito su 44) Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi?(3.09.2008);
  63. Messina. Procedimento Penale n.8492/07 R.G.N.R. (P.M. Dr. Vincenzo Barbaro-Dr. Fabio D'Anna) attivato dalla memoria contenente notizie criminis depositata dallo Spadaro il 13.11.2007 di cui al n.62, a carico di Fera Agostino, per i reati riduttivamente iscritti per quanto in denunzia, di abuso ed omissione d'atti d'ufficio di cui agli artt. 323 e 328 c.p. a carico di Fera Agostino. Il 3.01.2008 il P.M. Barbaro ne notificava allo Spadaro il deposito della richiesta di archiviazione del 27.12.2007, che sarebbe risultata a firma del P.M. D'Anna. Articolata opposizione dello Spadaro a cui sarebbe seguito decreto di archiviazzione del 2.04.2008 a firma G.I.P. M.Teresa Arena;
  64. Messina. Procedimento Penale n.6982/08 R.G.N.R. (P.M. D.ssa Maria Pellegrino) attivato dalla denunzia a firme congiunte Spadaro-Agosta del 7.05.2008, di cui al n.62, riduttivamente iscritto, per quanto in denuzia, per il reato di calunnia, di cui all'art.368 c.p., a carico di Fera Agostino, del suo avvocato Carmelo Di Paola e della di lui segretaria Spata Maria Giovanna. Richiesta di archiviazione del 27.10.2008 a cui Spadaro-Agosta si opponevano. Camera di consiglio del 16.03.2009 in cui il Giudice D.ssa M.Angela Nastasi si sarebbe riservata, emanando decreto di archiviazione del 19.06.2009. Lo Spadaro e L'Agosta, pur avendone ottime motivazioni, non l'avrebbero impugnato con ricorso in Cassazione, a seguito dell'accordo intervenuto col dott. Fera il 4.06.2009, presente nella parte finale anche l'Agosta, di cui alla pubblicazione visibile cliccando di seguito su 54) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009);
  65. MESSINA. Procedimento civile pendente n.762/2007 R.G. (Giudice Togato D.ssa Mirella Schillaci), avventatamente promosso da Fera Agostino, con citazione in giudizio notificata il 27.01.2007 in cui viene richiesto l' oscuramento d'urgenza del sito dell’Avv. Biagio Spadaro www.giustiziaesfatta.com, risarcitoria di Euro 2.000.000/00 e sequestro conservativo dei beni. Citazione, fondata sul rinvio a giudizio per "calunnia" dell'avv. Spadaro nel p.p. reggino n.608/98 RGNR di cui al n.21 e sulle legittime pubblicazioni dello Spadaro (ritenute diffamatorie dal Fera), tuttora on line su http://italy.indymedia.org/ (poi riportate su questo blog all'atto della sua nascita ed in gran parte eliminate dopo l'ingannevole stretta di mano Spadaro-Agosta-Fera) di fatti ed atti dibattimentali di detto p.penale che si sarebbe concluso con sentenza di non luogo a procedere e con rinvio degli atti al P.M. per l'ulteriore corso, come richiesto dallo Spadaro. Citazione fatta dal Fera, assistito dal suo caro amico, consocio lions, fiduciario avv. Carmelo Di Paola, allorchè capì che lo Spadaro sarebbe stato assolto quantomeno per prescrizione (come sarebbe avvenuto), vanificandone le aspettative risarcitorie riposte nella relativa costituzione di parte civile con richiesta di Lire 200.000.000, conseguentemente caduta nel nulla, anche a seguito dell'appello pendente dello Spadaro a detta sentenza, i cui contenuti mal si sposavano con quanto era stato accertato in dibattimento con l'escussione dei testi "pentiti" capi clan f.lli Carbonaro e del non "pentito" Carmelo Dominante, circa i loro rapporti col Fera. Citazione pertanto fondata sull'<<aria fritta>> abbisognevole di essere supportata dalla "bufera giudiziaria" che il Fera decise di scatenare all'indirizzo dello Spadaro, presso le Procure di Messina, Reggio Calabria e Catanzaro , con ossessive richieste di oscuramento d'urgenza www.giustiziaesfatta.com e con richiesta risarcitoria incrementata di 19 volte (E.2.000.000/00) rispetto a quella reggina , attraverso, si presume, un sofisticato calcolo matematico (che tuttavia sfugge alla codificata letteratura civilistica) inversamente proporzionale alla gravità del presunto reato ( a RC. di "calunnia" ed a ME. di "diffamazione). In sostanza le speranze risarcitorie del Fera e del suo fiduciario avv. Carmelo Di Paola, restano ora tutte appuntate sull'esito del p.penale boomerang pendente n.6647/06 R.G.N.R. Giudice Daniela Urbani, P.M. Vincenzo Barbaro-Fabio D'Anna relativo ai medesimi fatti (vedasi al n.56), unico residuale frutto marcio di suddetta "bufera" scatenata dal Fera a carico dell'avv. Spadaro. Procedimento che, man mano che si dirada la cortina fumogena artatamente innalzata, appare nato morto e predestinato a ritorcerglisi contro sia penalmente che civilmente, per quanto emerso sin qui ed in atti (leggasi con attenzione al n.56). Inoltre, analoga richiesta risarcitoria di E.2.000.000/00 (questa sì legittima e sacrosanta, fondata sugli enormi ed irrisarcibili danni subiti dallo Spadaro in 18 anni di patito accanimento giudiziario, provato da inconfutabili prove documentali riversate in atti), è stata avanzata dallo Spadaro in via riconvenzionale, anche nel pieno diritto dovere di difendere se stesso, il proprio onore ed il proprio operato onorevolmente spiegato di Direttore Prov.le dell'I.N.D.E.L. ed ancora di Dirigente del D.A.P. dal nord al sud Italia e da ultimo di Direttore Capo del Carcere di Ragusa, nonchè al servizio delle Popolazioni Iblee da Consigliere Provinciale Capogruppo di Forza Italia , e poi di V. Presidente del Cons. d'Amministrazione di "IbleaAmbiente S.R.L. ed in ultimo da Presidente Provinciale (RG.) e da V.Presidente della Commissione Regionale "Giustizia" del Partito dei Comunisti Italiani, il cui Segretario Nazionale nonchè ex Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, si cercava di offendere e ridicolizzare nel corso di una conviviale dei Lions (leggasi ai n.ri 42, 43), di cui il Procuratore Fera sarebbe divenuto Presidente, e cliccando di seguito sulla pubblicazione dal titolo 20)……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007). Allo stato il procedimento trovasi in fase di attività giudiziale di preistruttoria per la data del 27 novembre 2009, avendo il Giudice D.ssa Mirella Schillaci, in via preliminare, rigettato ogni reciproca istanza di natura cautelare avanzata dai contendenti, sicchè sono state ritenute infondate, tra l'altro, la richiesta di sequestro conservativo dei beni facenti parte del patrimonio dello Spadaro, sì come la richiesta di sequestro conservativo dei beni facenti parte del patrimonio del Fera, ed essendo stata inoltre rigettata la richiesta cautelare ed urgente avanzata sin dal primo atto giudiziario e reiterata in corso di causa dal Fera di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com che ospitava una serie di articoli che lo riguardavano, volontariamente rimossi dallo Spadaro, in considerazione del trasferimento del Dr. Fera dalla Procura della Repubblica di Ragusa alla Procura dei minorenni di Catania, oltre che per i motivi su accennati, visilbili cliccando di seguito su 54) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009) e su 56) www.giustiziaesfatta.com archivia le pubblicazioni relative al "caso Fera-Spadaro-Mauro" (11.08.2009). All'udienza del 27.11.2009 nessuno dei testi citati dal dr. Fera era presente ed il Giudice dopo aver rigettato la richiesta avanzata dal suo avvocato Carmelo Di Paola di delegarne l'escussione presso il Tribunale di Ragusa, rinviava la causa all'udienza dell'11.06.2010 onerando l'avvocato del Fera di far comparire contestualmente tutti i n.6 testi ammessi : dr. Spata Vincenzo, avv. Pannuzzo Giovanni, dr. Adamo Vincenzo, Dott. Michele Duchi, Presidente del Tribunale di Ragusa, avv. Giorgio Assenza Presidente dell'ordine degli Avvocati di Ragusa, dr. Salvo Barracca giudice presso il Tribunale di Ragusa ed avv. giorgio Battaglia da Vittoria per rispondere, i primi tre alla domanda " Vero o no che il convenuto (attore in riconvenzionale) ha spedito a tutti i soci Lions Club di Ragusa nonchè agli organi regionali e nazionali della associazione la lettera prodotta come documento n.2 del fascicolo di parte attrice" (convenuto in riconvenzionale) e gli altri tre alle domande "Vero o no che la pubblicazione sul sito internet www.giustiziaesfatta.com degli articoli sul dr. Fera ha avuto ampia eco e diffusione sia all'interno della città di Ragusa che dell'ambiente giudiziario" ed ancora "Vero o no che la progressiva pubblicazione di articoli sul sito internet ha tenuto la vicenda costantemente alla ribalta e che la stessa è stata e continua ad essere, oggetto di attenzione anche in relazione al fatto che il sito non è stato oscurato." All' udienza dell'11.06.2010, si apprendeva che il Giudice Mirella Schillaci era stata trasferita presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria e che pertanto il procedimento, in attesa del nuovo titolare dell'ufficio era stato assegnato al G.O.T. Giovanni Grasso proveniente da Catania, che nell' udienza del giorno prima si era limitato a fissare le date di rinvio di tutti i procedimenti delegatigli. Presenti in aula oltre al predetto G.O.T., l'avv. Gaetano Sano dello Spadaro, presente anch'egli, l'avv.Giovanni Gulino su delega dell'avv. Di Paola Carmelo del Fera, assente, e solo uno dei sei testi ammessi, Vincenzo Adamo (ex direttore prov.le del lavoro di RG.). L'avv. Gulino reiterava la richiesta già respinta dalla titolare del p.p., di escutere i testi presso il Tribunale di Ragusa. Preliminarmente l'avv. Gaetano Sano faceva rilevare che non risultava presente in aula d'udienza un voluminoso faldone contenente memorie atti e documenti depositati illo tempore nell'interesse dello Spadaro (tutte le prove documentali attestanti la legittimità delle pubblicazioni dell'avv. Spadaro di fatti ed atti del dibattimento del p.p.di cui dal n.21 al n.30 + copie di quotidiani, settimanali, mensili, di articoli provinciali, regionali e nazionali tra cui prime pagine anche del "Corriere della Sera" in conseguenza dell'interrogazione parlamentare dell'ex Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto + copie di libri dello Scrittore Dott. Carlo Ruta di forte censura all'operato del Fera + tutta la corposa documentazione sanitaria degli infarti avuti dallo Spadaro in conseguenza del documentato accanimento giudiziario dell'allora procuratore in RG. Fera, di cui ai n.1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12, posti a base della super motivata domanda risarcitoria riconvenzionale). Prove documentali che sarebbero potute risultare utili anche ai fini della verifica dell' << attendibilità delle dichiarazioni del teste>>. Motivo per cui chiedeva ordinarsi l'immediata ricerca del faldone preventivamente all'assunzione della prova testimoniale. Il G.O.T. chiamava in aula un impiegato addetto alla cancelleria dicendogli di portare il faldone mancante, ma questi dopo pochi minuti ritornava in aula dicendogli che non riusciva a trovarlo. Il G.O.T. rigettava la richiesta di prova delegata avanzata dall'avv. Gulino, disponeva l'escussione del teste Adamo Vincenzo ed ordinava, a cura della cancelleria, la ricerca del faldone mancante, parte integrale del fascicolo. A questo punto veniva introdotto il teste Adamo Vincenzo, consocio Lions e segretario del consiglio direttivo di cui il Fera era v.presidente, che il 16.11.2005 dichiarò la decadenza da socio dell'avv. Spadaro. Dopo aver prestato l'impegno di rito rendeva la sua testimonianza, che iniziava con l'ammissione al richiedente G.O.T. della sua amicizia col Fera (non verbalizzata), al termine della quale il G.O.T. rinviava per la prova di due dei testi ammessi all'udienza dell'8.10.2010 ore 12 (pubb.ne ne del 15.06.2010). All'udienza dell'8.10.2010 sorprendentemente presieduta da un altro G.O.T., il Dr. Natale Zumbo, erano presenti l'avv. Francesco Giordano (collaborato dall' avv. Sammartano), su sub delega dell'avv.Giovanni Gulino delegato dall'avv. Di Paola Carmelo, per il Fera presente, e per lo Spadaro anch'egli presente, l'avv. Gaetano Sano. Presenti anche i testi Dott. Michele Duchi che era già Presidente del Tribunale di Ragusa all'epoca dei fatti e l'avv. Giorgio Battaglia nato e residente in Vittoria. Preliminarmente l'avv. Giordano dichiarava di rinunziare alla testimonianza del Giudice dr. Salvatore Barracca, che regolarmente citato aveva giustificato la propria indisponibilità a comparire. Lavv. Gaetano Sano reiterava, stante l'assenza al fascicolo del voluminoso faldone contenente memorie e/o atti e/o documenti depositati nell'interesse dello Spadaro, l'istaza già formulata all'udienza dell'11.06.2010. Ciò posto, chiedeva in via preliminare acquisirsi il faldone facente parte del fascicolo, ordinandosi l'immediata ricerca dello stesso. Il G.O.T. riservandosi ogni statuizione in ordine alle richieste formulate dall'avvocato Sano per la parte attrice in via riconvenzionale avv. Spadaro, disponeva procedersi all'escussione dei testi presenti. Veniva introdotto il teste Presidente Dott. Michele Duchi il quale, dopo aver prestato l'impegno di rito e fornito le sue generalità, a domanda rispondeva: <<Sono a conoscenza della causa perchè me ne ha parlato il mio collega Fera Agostino. >>; A.D.R. <<Sono a conoscenza della lettera che il giudice mi sottopone in visione (priva di firma) perchè a suo tempo mi è stata mostrata e fatta leggere dal dr. Fera>>; A.D.R. <<Quanto alla pubblicazione su un sito internet, debbo precisare che non frequento la rete e che quindi anche questa notizia mi è pervenuta dal collega Fera>>; A.D.R. <<Sono a conoscenza di libri che hanno avuto diffusione nella città di Ragusa, sul dr. Fera, ma non ne conosco la provenienza. In detti libri, o meglio in uno di essi, si parlava male del Fera e bene del sottoscritto, che all'epoca ero già Presidente del Tribunale di Ragusa. Posso riferire che molte persone si sono a me rivolte chiedendomi se effettivamente il dr. Fera avesse commesso questi fatti indicati nei libri>> L.C.S. (segue la firma del Pres.Duchi). Dopodicchè, veniva introdotto il teste avv. Battaglia Giorgio il quale, dopo aver prestato l'impegno di rito e fornito le sue generalità A.D.R. dichiarava di non frequentare la rete e di essere a conoscenza degli scritti od articoli sul dr. Fera, per quanto riferitogli da un suo giovane collega da egli incaricato di tenerlo aggiornato sui fatti pubblicati in rete e riferendosi alla diffusione dell'Interrogazione Parlamentare con cui l'ex Ministro della Giustizia On. Prof. Oliviero Diliberto chiedeva la rimozione del Fera dalla Procura Ragusana dichiarava che i fatti in essa contenuti pubblicati anche dallo Spadaro ebbero ampia risonanza sia a Vittoria presso il suo studio legale dove molti dei suoi clienti gliene parlavano, che a Ragusa dove frequenta il libero foro. A.D.R. concludeva: <<All'epoca facevo parte del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Ragusa ed in una discussione fatta in seno al Consiglio si era giunti alla determinazione di rispondere ad alcune affermazioni imprecise ed infondate contenute in questa interrogazione Parlamentare>> L.C.S. (segue la firma dell'avv.Battaglia). Determinazione che, ovviamente, non sarebbe mai stata deliberata. Dopodicchè l'avv. Giordano (del Fera), chiedeva che venisse verbalizzata l'informale richiesta avanzata dall'avv. Sano (dello Spadaro) ad apertura d'udienza su eventuali rapporti di parentela tra il G.O.T. che presiedeva l'udienza Dr. Natale Zumbo e l'ex procuratore della Repubblica di Messina Antonio Zumbo che era coindagato insieme al Fera ed altri nel p.p. presso il Tribunale di RC. n.608/98 RGNR (di cui al n.21). Rapporti di parentela che potessero essere motivo di astensione o di ricusazione. Il G.O.T. dr. Natale Zumbo faceva verbalizzare solamente: <<Questo giudice fa presente di non essere parente del procuratore Zumbo ed anzi di non averlo mai conosciuto, nè comunque parente di alcun magistrato ordinario che porti o portasse il cognome di Zumbo>> e non anche quanto da egli asserito circa la conoscenza dei fatti di questa causa che gli erano noti poichè aveva presenziato ad un’udienza del procedimento penale  pendente n. 6647/06 R.G.N.R. , relativo ai medesimi fatti (di cui al n.56) a latere del Giudice D.ssa Daniela Urbani. Udienza in cui erano sicuramente presenti anche lo Spadaro ed il suo avv. Gaetano Sano che ben lo ricordano e forse anche l'avv. del Fera ed i testi inascoltati dello Spadaro, On. Magistrato Giuseppe Finuoli Di Lello e Giornalista Scrittore Dott. Giuseppe Bascietto. Dopodicchè invitava le parti a formulare le ulteriori richieste (pubbl. del 12.10.2010). L'avv. Giordano nell'interesse dell'attore in via principale Fera, dichiarava di rinunziare agli uleriori testi. Dopo breve consultazione tra l'attore in via riconvenzionale vv. Spadaro ed il suo collega avv. Gaetano Sano, visto che grazie alla correttezza del Presidente Dott. Duchi e dell'avv.Battaglia, le loro testimonianze si erano rivelate favorevoli allo Spadaro e penalizzanti di quanto sostenuto dal Fera e dal suo avv. Carmelo Di Paola sin dall'atto della citazione a giudizio, dichiaravano di non accettare detta rinuncia, di tal che chiedevano al G.O.T. ordinarsi alla parte convenuta, attrice in riconvenzione, di citare i testi residuali per l'udienza prossima chiedendogli di fissarne la data. L'avv. Sano reiterava le eccezioni già formulate all'udienza dell'11.06.2010, ed insisteva in ogni altra eccezione già formulata e preliminare ad ogni altra statuizione, già contenuta nella comparsa di risposta e domanda riconvenzionale nonchè nella memoria ex art. 183 c,6 n,1 c.p.p. e nelle altre successive memorie e verbali di udienza. L'avv. Giordano si opponeva rilevando che i testi cui aveva rinunciato erano stati ammessi unicamente su capitolati di prova formulati dalla parte attrice in via principale Fera Agostino. Il G.O.T. Dr. Natale Zumbo, così disponeva <<Rigetto la domanda di acquisizione di ulteriore documentazione agli atti di causa, rilevo altresì che in mancanza di accettazione della rinunzia all'audizione dei testi effettuata da parte convenuta (ed attrice in riconvenzionale), dispongo che i testi già ammessi vengano escussi su citazione di parte convenuta (ed attrice in riconvenzionale) all'udienza del 13 aprile 2011 ore 12,30. I testi residui saranno citati tutti a pena di decadenza>>, verosimilmente indotto in errore dalla professata sconoscenza degli atti di questa causa civile (anche se riguardante i medesimi fatti da egli asseritamente conosciuti quale uditore a latere del Giudice D.ssa Daniela Urbani in un'udienza del procedimento penale n.6647/06 R.G.N.R. di cui al n.56, come anzidetto). Infatti nessun G.O.T. o Giudice Togato o Presidente di Tribunale, può ordinare impunemente l'espunzione di un faldone facente parte di un fascicolo penale o civile, che in ipotesi può essere formato anche da decine o centinaia di faldoni. Punto sul quale, ovviamente, si sta facendo chiarezza per la riduzione in pristino del fascicolo del p. civile di che trattasi che dovrà contenere ope legis tutti i faldoni di cui è composto, compreso quello non presente in aula. A maggior ragione perchè detto faldone, la cui esistenza in cancelleria è stata verificata dallo Spadaro e dall'avv. Sano il 7.10.2010, contiene tutte le prove documentali poste a base della domanda risarcitoria riconvenzionale dello Spadaro. Documentazione che sconfessa quanto asserito dal Fera nella sua citazione proposta dal suo caro amico, consocio lions e compagno di giochi avv. Carmelo Di Paola (alias <<Ioca de Palomar>>) e dimostra gli ingenti danni subiti dall'avv. Spadaro in conseguenza dell'accanimento giudiziario subito dall'ex Procuratore in Ragusa, per cui al momento si è ritenuto di informarne il Sig. Presidente Dott. Giambattista Macrì con richieste: *di riduzione in pristino di detto fascicolo, che alla prossima udienza dovrà essere sul tavolo del Giudice nella sua interezza, *di lasciare il procedimento in carico alla Titolare Giudice D.ssa Mirella Schillaci che ben conosce i fatti e che ben può seguire la causa fino alla sua definizione anche da trasferita a RC., *in subordine di auto assegnarselo od assegnarlo a Giudice Togato che si presume possa coltivarlo e definirlo, al fine di evitare le suddette gravi anomalie. Durante la chiusura del verbale, Fera Agostino, con ogni probabilità insoddisfatto dell’esito delle prove testimoniali ed in particolare di quella del suo collega Presidente Dott. Michele Duchi, dopo aver fissato l'avv. Spadaro, sbottava ingiuriandolo <<Lei è un calunniatore>>. Lo Spadaro reagiva dicendogli <<Lei non deve permettersi, lei non deve permettersi perchè io sono incensurato>> con tono di voce sostenuto che evidentemente ha impressionato il G.O.T. Dott. Natale Zumbo al punto da minacciare lo Spadaro di espulsione dall'aula. Al che lo Spadaro gli diceva che avrebbe dovuto espellere il Fera che aveva causato detta vibrata, ma corretta risposta. Ovviamente non ci sarebbe stata nessuna espulsione nè dell'uno nè dell'altro. Questo spiacevole episodio non verbalizzato, unitamente alla testimonianza dell'11.06.2010 di Adamo Vincenzo, sedicente amico e consocio lions del Fera, che da componente del consiglio direttivo del lions club di Ragusa Host deliberò insieme al v. presidente Fera l'espulsine dell'avv. Spadaro dal lions club di Ragusa Host, reo di avere stoppato l'intervento del Governatore lions del Distretto 108 y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini, che chiedeva solidarietà per il Procuratore Fera, a tutto discapito dei forti contenuti dell'interrogazione parlamentare con cui l'On. Diliberto ne chiedeva la rimozione, fa già parte di un'altra puntata della "telenovela" che andrà in onda prossimamente (pubbl. del 17.10.2010). Il 26.10.2010 l'avv. Spadaro e l'Avv. Sano accedevano nella cancelleria unica del Giudice Mirella Scillaci e dei G.O.T. che si avvicendano nella sua sostituzione, Giovanni Grasso e Natale Zumbo, rinvenendo il voluminoso faldone non presente in aula con incollato nella parte interna l'elenco degli atti contenuti, collocato sul tetto di uno scaffale all'interno della stanza, che a cura del cancelliere veniva unito con elastici a quello presente in aula (collocato in uno scaffale posto nel corridoio d'accesso della cancelleria) per cui alla prossima udienza il fascicolo sarà posto sul tavolo del Giudice nella sua interezza. Del che veniva informata la Segretaria del Presidente del Tribunale Dr. Giambattista Macrì perchè gli riferisse (pubbl. agg.ta il 27.10.2010). All'udienza del 13.aprile 2011 presieduta ancora una volta dal G.O.T. Dr. Natale Zumbo, questi su richiesta degli avv.ti Spadaro e Sano dispone la presenza in aula del voluminoso faldone mancante, che viene prontamente portato da un'impiegata. All'interno del Faldone n.1 viene rinvenuta una richiesta del 9.11.2010 di acquisizione degli atti ad opera della Sezione Polizia Giudiziaria Carabinieri su delega della Procura della Repubblica di Messina. Sono presenti gli ultimi quattro testi del Fera, l'avv. Gaetano Sano per lo Spadaro, l'avv. Ennio Lombardo per sub delega dell'avv. Giovanni Gulino delegato dall'avv. Carmelo Di Paola per il Fera assente. Viene introdotto dr. Spata Vincenzo consocio lions e segretaio del consiglio direttivo di cui il Fera era v.presidente, che il 16.11.2005 dichiarò la decadenza da socio dell'avv. Spadaro che A.d.r. <<Sono a conoscenza indiretta della vicenda Fera/Spadaro perchè ne ho sentito parlare in sede di consiglio direttivo del Lions sede di Ragusa, dove entrambi erano soci>> A.D.R. << So solo per sentito dire che il dott. Spadaro Biagio abbia spedito una lettera a tutti i soci del Lions di Ragusa, agli organi regionali e nazionali dello stesso club, ed anzi anche all'estero, segnatamente in America. A me non è mai arrivata alcuna lettera>>. L.C.S. Viene introdotto il teste avv. Giovanni Pannuzzo che A.D.R. <<Sono a conoscenza della vicenda Fera/Spadaro perchè sono amico del Fera e conosco anche lo Spadaro>> A.D.R << la lettera da me ricevuta non corrisponde, almeno non ricordo che sia quella, a quella che il Giudice mi sottopone in visione e che è agli atti contraddistinta come documento n.2 della produzione di parte attrice>>. Si da atto, tuttavia, che al teste è stato sottoposto in visione un documento diverso e che al momento in cui gli è stato sottoposto quello contraddistinto con il n.2 di parte attrice, lo stesso dichiara: A.D.R. << Il documento diffuso è quello che io stesso ho ricevuto e corrisponde a quello che mi è stato sottoposto in visione >> A.D.R. <<Mi è stato altresì riferito che il detto documento è stato inviato anche a tutti gli organi statutari regionali e nazionali del club. A.D.R. << Non ricordo quali siano state le modalità di spedizione della lettera a me pervenuta e cioè se in busta o no, se raccomandata o altre forme.>> A.D.R. <<Non ricordo come e se la lettera fosse stata sottoscritta dallo Spadaro>> L.C.S. Viene introdotto il terzo teste dottor. Salvatore Barracca il quale dopo aver prestato l'impegno di rito A.D.R. <<Non sono a conoscenza diretta della vicenda che interessa i Sigg.ri Fera e Spadaro, ma solo per aver letto sul gionale ed avere seguito qualche servizio su delle televisioni private>>. L'avv. Sano a questo punto date le sopraevidenziate specificazioni del teste dr. Salvatore Barracca, rinuncia alla escussione del medesimo. L'avv. Lombardo nulla osserva, se non che la rinuncia non può intervenire ad ad escussione già iniziata. Il G.O.T. a prescindere dalle osservazioni delle parti, non consente la rinunzia in questa fase e dispone procedersi oltre. A.D.R. <<Non ho mai consultato il sito "www.giustiziaesfatta.com" ed ho sentito parlare di esso e del suo contenuto solo in ambito giudiziario>>. A.D.R. << Nulla so in ordine alla pubblicazione sul sito sopra citato che io non conosco neanche, nè nella sua formulazione identificativa nè nel suo contenuto documentale, perchè utilizzo pochissimo internet e solo i siti che hanno attinenza con la mia professione>>. A.D.R. << ho sentito parlare in ambito giudiziario, o meglio ho recepito qualche commento della pubblicazione sul sito da parte di qualche collega magistrato o avvocato>> (dichiarazioni che lasciano intendere come il teste abbia potuto fare confusione tra "www.giustiziaesfatta.com" dello Spadaro ed "accadeinsicilia.net" dello Storico Dott. Carlo Ruta oscurato con discutibile provvedimento d'urgenza dal Tribunale di Ragusa, giudice dr. Saito Vincenzo) L.C.S. Viene introdotto il quarto teste avv. Giorgio Assenza che A.D.R. << Sono indirettamente a conoscenza della vicenda Fera/Spadaro in quanto, nella mia qualità di pregresso ed attuale Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Ragusa, all'epoca si pose il problema - non ricordo da parte di chi - di un intervento da parte del Consiglio in esito ad una interrogazione parlamentare dell'On. le Diliberto in relazione a presunte irregolarità avvenute nella procura di Ragusa. Il Consiglio tuttavia, deliberò di non intervenire>>. L'avv. Sano, a questo punto, stanti le sopraevidenziate specificazioni, rinunzia all'escussione del teste. L'avv. Lombardo ribadisce quanto già osservato in relazione alla rinunzia al teste precedente. Il G.O.T. non con consente in questa fase la rinunzia e dispone procedersi oltre. A.D.R. << Specifico che non faccio uso di internet, ma mi hanno riferito che su un sito vi sono delle pubblicazioni sul dott. Fera>> A.D.R. <<Il sito "www.giustiziaesfatta.com" che non conosco assolutamente, non so a chi faccia capo o chi ne sia il dominus>> A.D.R. <<non so ribadisco ancora una volta a chi appartenessero o da chi provenissero le pubblicazioni, di cui ho sentito parlare>> A.D.R. << Posso specificare che ho saputo di un provvedimento giudiziario d'urgenza su un sito e che sempre de relato, ho saputo dell'esito positivo di detta istanza, da parte del Tribunale di Ragusa>> L.C.S. essendo ovvio come il Presidente Assenza si riferisse all'oscuramento del sito dello Storico Dott. Carlo Ruta "www.accadeinsicilia.net" disposto con provvedimento d'urgenza dal Tribunale di Ragusa (giudice Saito Vincenzo) su istanza del Fera e dell'avv. Di Paola Carmelo, che ebbe e continua ad avere risonanza mondiale (www.giustiziaesfatta.com l'unico sito di dominio dello Spadaro, nonostante le innumerevoli richieste di oscuramento del Fera, come si vede gode ottima salute). L'avv. Lombardo (nel verbale è erroneamente riportato "l'avv. Sammartano") e l'avv. Sano chiedono un rinvio per esame della prova. Il G.O.T. dato atto di quanto sopra, rinvia la causa all'udienza del 30/11/2011 per esame della prova. Testimonianze tutte volute dal Fera che mortificano, sconfessandolo quanto da egli e dal suo caro amico e consocio lions avv. Dipaola Carmelo sostenuto nell' atto di citazione, eccezion fatta per quella di Adamo Vincenzo oggetto di indagini da parte della Procura messinese e per quella di Pannuzzo Giovanni che dopo avere professato la sua amicizia col Fera, non riconosceva la terza pagina della lettera in atti che gli veniva esibita, ma ne riconosceva la prima pagina, ammettendo (a domanda dell'avv. Sano) di non ricordare con che mezzo gli era pervenuta, nè se era sottoscritta dallo Spadaro: circostanze che, al momento, nel mentre per un verso minano l'attendibilità delle sue dichiarazioni, salvo ulteriori esiti, per l'altro rafforzano le richieste, documentalmente provate, avanzate dalla parte attrice in via riconvenzionale avv.ti Biagio Spadaro e Gaetano Sano, visibili cliccando di seguito su: 20)……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007). All'udienza su detta, gli avvocati dello Spadaro, Gaetano Sano e Sabina Spadaro, comunicavano al Giudice che a carico del teste Adamo Vincenzo, pendevano indagini presso la Procura di Messina per "falsa testimonianza", per le dichiarazioni da egli precedentemente rese in pro del Fera e facevano presente che questo procedimento civile fu promosso dal Fera sulla base di un rivio a giudizio dello Spadaro nel p.p n.608/98 RGNR presso il Tribunale di Reggio Calabria, da cui non solo sarebbe stato assolto, ma ne avrebbe appellato la sentenza i cui contenuti non erano conformi a quanto emerso in dibattimento. Appello tutt'ora pendente, per cui la difesa dello Spadaro chiedeva la sospensione del del procedimento in attesa del'esito dell'appello o la declaratoria della nullità della citazione del Fera. L'avv. del Fera si opponeva e chiedeva il rinvio della causa per per la precisazione delle conclusioni. Il G.O.T. Dott. Natale Zumbo dato atto di quanto sopra rinviava all'udienza del 22.03.2012 ore 13, con termine per note sino all'udienza. Detta udienza, per impedimento del Giudice veniva rinviata al 26.3.2012 ore 9,50. In detta udienza, sorprendentemente, si rinvenivano nel fascicolo, su disposizione del P.M. Dott. Stefano Ammendola, che ne aveva svolto le indagini, le prove della "falsa testimonianza" in pro del Fera, di Adamo Vincenzo, reo confesso ai fini di chiederne l'esimente di cui all'art.376 c.p. Leggasi cliccando di seguito su: 83) L'ex direttore Regionale del Lavoro Adamo Vincenzo chiamato a testimoniare da Fera Agostino rende "falsa testimonianza"(17.12.2012), assistito dal comune amico suo e del Fera, tutti e tre appartenenti allo stesso club lions che ne decretò scandalosamente la mia espulsione, leggasi cliccando di seguito su 22) L'ex governatore del distretto Lions 108 Y B Sicilia Prof. Avv. Raffaele Tommasini indagato per "falso" dalla Procura di Messina (25.7.2007). L'avv. del Fera, Ennio Lombardo su delega di Di Paola Carmelo chiedeva al Giudice di "fissare le conclusioni oggi stesso". La Difesa dello Spadaro insisteva nella sospensione del procedimento in attesa del'esito dell'appello reggino o l'immediata declaratoria della nullità della citazione del Fera, ferme retando le richieste in riconvenzionale avanzate dallo Spadaro. Il G.O.T. Dott. Natale Zumbo si riservava. L'archiviazione del 18.06.2013 del Giudice di Reggio Calabria Dott. Domenico Santoro dei p. penali di cui ai n.88 e 89 promossi dal Fera a carico di Bascietto-Ruta-Spadaro e relativi ai contenuti del suddetto Appello dello Spadaro (che ora che si sono chiariti i fatti può avviarsi a conclusione), nonchè la conseguente attivazione a carico del Fera del procedimento penale di cui al n.90, per "calunnia" in danno dello Spadaro da parte del P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia, richiedente la decretata, come sopra, archiviazione , nel mentre per un verso collocano una pietra tombale sulle fantasiose richieste risarcitorie del Fera, per l'altro resuscitano e rafforzano quelle dello Spadaro in via riconvenzionale, fondate su danni realmente subiti e documentalmente provati con un impianto giuridico granitico ed inattaccabile. (pubblicazione aggionata al 23.07.2013). Il 4.02.2014 il neo Presidente del Tribunale Dott. Antonino Totaro (succedduto al Dott. Giombattista Macrì nominato Presidente della Corte di Appello di R. Calabria), a seguito di dimissioni del G.O.T. Dott. Natale Zumbo nominava il Giudice Dott. Francesco Catanese, che fissava la prossima udienza il 27.06.2014 ore 10,00-11,00. In tale data erano presenti Spadaro ed il suo avvocato Domenico Germolè, Fera ed il suo avvocato Di Paola Carmelo, affiancato da un collega. Per quanto concerne la principale accusa su cui il Fera aveva fondato la sua citazione, cioè il rinvio a giudizio dello Spadaro per "calunnia" in suo danno presso il Tribunale di R. Calabria, i suoi avvocati verbalizzavano che nulla avevano a che pretendere essendosi quel procedimento concluso con sentenza assolutoria prescrittiva dello Spadaro ed insistevano sulla richiesta risarcitoria concernente alcune pubblicazioni dello Spadaro su giustiziaesfatta.com. ritenute diffamatorie dal Fera, chiedendo di fissare l'udienza conclusionale. L'avv. Germolè si opponeva a detta richiesta, verbalizzando che i contenuti di dette pubblicazioni, erano relativi ai fatti divulgabili ai sensi di Legge emersi nel corso della fase ddibattimentale culminata con detta sentenza prescrittiva. Fatti autoreferenzialmente ritenuti diffamatori dal Fera, ma nella realtà veri e e provati, come in atti. Fatti, sempre gli stessi, ripetutamente denunciati dal Fera a più Tribunali e ripetutamente definiti con altrettante archiviazioni. Fatti oggetto, ancora una volta, di valutazione, da parte del Giudice presso il Tribunale di R. Calabria Dott. Domenico Santoro che li ha definiti con ordinanza di archiviazione del 18.06.2013 (leggasi cliccando di seguito su ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013). Inoltre, poichè dette pubblicazioni riguardavano altresì i fatti prescritti con sentenza appellata dallo Spadaro e per cui la C.d.A. di R. Calabria, pur rigettando l'appello, sanciva "Nella specie, la costituzione di parte civile della persona offesa ha già perso efficacia per effetto della sentenza di prescrizione di primo grado", assunto su cui si sarebbero, come sopra, appiattiti gli avvocati del Fera, l'avvocato dello Spadaro suggeriva ove ritenuto utile di sospendere il processo in attesa del ricorso per Cassazione dello Spadaro, il cui esito, per quanto sopra, è del tutto ininfluente rispetto al tema decidendum e concludeva con le richieste di declaratoria di improcedibilità per nullità dell'atto di citazione del Fera in quanto relativo a fatti sentenziati prescritti e di accoglimento del risarcimento richiesto in riconvenzionale dallo Spadaro per il feroce mobbing subito dal Fera durante la direzione del Carcere di Ragusa (leggasi dal n.1 al n.12), sfociato in infarto acuto del miocardio. Fatti questi provati con inconfutabili prove documentali che occupano l'intero faldone n.2. (leggasi cliccando di seguito su ……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007). Il Giudice Dott. FRANCESCO CATANESE si riservava. Con provvedimento del 16.10.2014 il Giudice rinviava la causa all'udienza del 07.10.2015 ore 09.00-10.00 per la precisazione delle conclusioni. Con decreto presidenziale del Tribunale di Messina n.35/2015 il procedimento veniva assegnato al Giudice D.ssa Assunta Cardamone che fissava l'udienza dell'11.12.2015 per la comparizione delle parti innanzi a sè. In data 10.12.2015 veniva comunicato che detta udienza era stata rinviata d'ufficio al 25.05.2016 ore 10,30. In tale data assente il Giudice D.ssa Assunta Cardamone, veniva sostituita dal G.O.T. D.ssa Carmela Sciacca, che su concorde richiesta delle parti fissava la prossima udienza per la precisazione delle conclusioni il 15 febbraio 2017 ore 10, data in cui il G.O.T. La Torre in sostituzione del Giudice titolare rinviava all'udienza del 05 maggio 2017 ore 11, data in cui, assenti Fera-Spadaro, il Giudice titolare D.ssa Assunta Cardamone emanava il dispositivo di seguito riprodotto: "Sono presenti l'avv. Greco per delega dell'avv. Gulino nell'interesse dell'attore e l'avv. Germolè nell'interesse del convenuto (attore in riconvenzionale), i quali precisano le conclusioni riportandosi a tutti gli atti e verbali di causa. Il G.I. rinvia la causa per la discussione orale ai sensi dell'art. 281 sexies c.p.c. all'udienza del 18 ottobre 2017, ore 11 , assegnando alle parti termine per il deposito di note conclusive fino a 10 giorni prima". In detta Udienza presieduta dal Giudice D.ssa Assunta Cardamone, presenti il Direttore Spadaro ed il suo avvocato Domenico Germolè, nonchè l'avv. Giovanni Gulino per il Fera assente, la causa veniva rinviata al 23 maggio 2018 ore 11per la decisione ai sensi dell'art.190 c.p.c. ;
  66. Ai suddetti procedimenti vanno aggiunti i tre cui si fa riferimento ai numeri:
  67. 4 (p.p. n.2751 /93 R.G.N.R.);
  68. 45 (p.p. n.691/02 R.G.N.R.);
  69. 62 (p.p. n.2357/08 R.G.N.R.), non computati nel novero di quelli come sopra progressivamente numerati;
  70. REGGIO CALABRIA. Procedimento penale n.1013/07 R.G.N.R. (P.M. Dott. Riva) a carico del P.M. presso il Tribunale di Messina Dr. Emanuele Crescenti (contitolare insieme al P.M. Dott. Giuseppe Siciliano del p.p. n.9267/04 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino +2) per il reato di cui all’art. 328 c.p. per avere omesso di svolgere le dovute e richieste indagini in merito al procedimento di cui al n.46 ed alla successiva richiesta di riapertura delle indagini del medesimo procedimento di cui al n.48, su denunzia dello Spadaro anche nei confronti di Fera Agostino + 2, le cui posizioni sarebbero state stralciate con trasmissione degli atti alla Procura di Messina ex art. 11 c.p.p. Procedimento, per quanto appreso telefonicamente definito con archiviazione. L'aggiunto Siciliano a seguito di indagini svolte dalla Procura calabra è finito agli arresti domiciliari il 26 maggio 2009 "per pressioni per contenziosi e perizie" (notizia divugata da tutti i mass-media), mentre il P.M. Crescenti non presta più servizio a Messina, essendo stato trasferito dal C.S.M. in altra Sede (si sconosce se a sua richiesta o d'ufficio);
  71. Messina. Procedimento penale n.6876/07 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino + 2 proveniente dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, riduttivamente iscritto per quanto in denunzia solo per il reato di cui all'art.323 c.p., in relazione all'accanimento giudiziario subito dal Direttore Spadaro nella veste (di cui ai n.ri dall'1 al 12), al denunziato pilotaggio dei pentiti f.lli Carbonaro e conseguente loro indiziamento di reati nell'udienza reggina del 16.09.2004 (di cui al n.21) per aver fornito dichiarazioni sfavorevoli al dr. Fera ed in contrasto con quelle precedentemente rilasciate ai loro pilotatori su delega della Procura messinese (p.m. Vincenzo Romano). Richiesta di archiviazione a firme congiunte del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte del P.M. Dott. Fabrizio Monaco notificata alla P.O. avv. Spadaro l'8.10.2009. Opposizione dello Spadaro del 17.10.2009, dopo avere appreso che il dr. Fera si era opposto alla richiesta di archiviazione del procedimento di cui al successivo n.71. (P.ne del 17.11.2009). Decreto di archiviazione del Giudice ANTONIO FRANCESCO GENOVESE del 23.12.2009 (P.ne del 01.01.2010);
  72. MESSINA. PROCEDIMENTO PENALE n.6548/08 R.G.N.R. a carico di Agosta Sebastiano e Biagio Spadaro, su querela di Fera Agostino per il reato di cui all'art.595 c.p. (diffamazione). Il Dr. Fera lamenta un presunto volantinaggio del 4.08.2008 della pubblicazione del 28.07.2008 su www.giustiziaesfatta.com dal titolo << Nessuno vuole venire a lavorare qui: parola del facente funzione Fera, che potendo non avrebbe lasciato mai>>, effettuato dall'Agosta, dopo averla autonomamente estratta da internet e sottoscritta. Richiesta di archiviazione a firme congiunte del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte e del P.M. Dott. Fabrizio Monaco depositata il 6.06.2009 che recita << La circostanza che il dott. Fera sia stato favorito da alcune pronunzie della magistratura onoraria appare più frutto di un’interpretazione del testo da parte del denunziante, che una affermazione obiettivamente  evincibile dal contenuto dell’articolo ; che l’affermazione relativa all’ ”aria fresca” che si respirerebbe dopo il trasferimento del dott. Fera ad altro ufficio, non pare rivestire carattere offensivo>>. Opposizione della P.O. Fera Agostino del 28.05.2009. Decreto del 12.10.2009 di fissazione dell'udienza a seguito di richiesta di archiviazione non accolta per la celebrazione dell'udienza in Camera di Consiglio l' 11.11.2009 (notificato ad Agosta-Spadaro il 27.10.2009), a conclusione della quale il G.I.P. ANTONIO FRANCESCO GENOVESE si è riservato di decidere. (P.ne del 17.11.2009). Il 23.12.2009 il predetto Giudice ha emanato ordinanza di rigetto della richiesta di archiviazione e di formulazione coatta dell'imputazione a carico di Spadaro-Agosta, costringendo il P.M. Dott. Fabrizio Monaco alla formulazione dell'imputazione e ad emanare decreto di citazione diretta a giudizio (illegittimo perchè nel capo d'imputazione veniva contestata l'aggravante della diffusione a mezzo volantinaggio per cui non poteva essere bypassata l'udienza preliminare comprimento i diritti degli imputati) dello Spadaro e dell'Agosta davanti al Tribunale in composizione monocratica per l'udienza del 20.09.2010 (pubbl.ne del 01.01.2010). Sia lo Spadaro che l'Agosta non partecipavano a detta udienza, apprendendo dal loro avvocato Gaetano Sano, che  per assenza del titolare Giudice Togato Dott. Sagone , tutte le udienze del 20.09.2010 erano state delegate al G.O.T.  dr. G. Sofia (con a latere il p.m. D.ssa Rende) col compito di rinvio, a cui si è attenuto con tutti i procedimenti, tra cui alcuni anziani forse a rischio di prescrizione ed a carico di persone detenute o comunque sottoposte a misure cautelari, presenti in aula, tranne che per questo p. penale, a seguito delle insistenze del Fera presente in aula insieme al suo autista (il teste raccatatore del volantino che pretendeva fosse interrogato) assistito dal suo avvocato. Detto G.O.T. ammetteva la costituzione di parte civile della p.o. Fera Agostino. L’Avvocato Gaetano Sano di fiducia di Spadaro-Agosta eccepiva i motivi della nullità della notifica del decreto di citazione diretta a giudizio degli imputati, in quanto carente dell'ultimo foglio (elencazione dei diritti dell'imputato e firma del P.M.). Conseguentemente Il P.M. verificatane la nullità, chiedeva che venisse rifissata l’udienza di rinvio al più presto. Richiesta da cui si dissociava la difesa del Fera, che chiedeva acquisirsi al fascicolo del dibattimento la querela avanzata dalla Parte Civile, di cui  veniva disposta l’acquisizione. Il G.O.T., accoglieva infine l’eccezione avanzata dal difensore di Spadaro-Agosta, disponendo la notifica del decreto di citazione e del verbale dell'udienza agli imputati e rinviava all’udienza del 25.01.2011. (pubbl.ne del 29.09.2010). Il 25.01.2011, presente ancora una volta il G.O.T. dr. G. Sofia (nonostante le anomalie di cui sopra fossero state segnalate dallo Spadaro al Presidente Dott. Giambattista Macrì e p.c. al Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte con esplicita richiesta che nessun procedimento relativo a Fera Agostino, Biagio Spadaro e Sebastiano Agosta venisse mai più affidato ai G.O.T.), la giovane P.M. D.ssa Rende, l'avv. Giannone per il Fera presente insieme al suo autista, per lo Spadaro e l'Agosta presenti, l'avv. Sano, questi, chiedeva preliminarmente pronunzia di sentenza perchè "il fatto non sussiste" in quanto mancava al fascicolo del dibattimento il corpo del reato (la fotocopia del volantino divulgato da Sebastiano Agosta con in calce la firma manoscritta <<Nello Agosta>>, come accertato nella camera di consiglio dell'11.11.2009). Il G.O.T. sanava l'anomalia acquisendo al fascicolo del dibattimento il volantino dell'Agosta che gli veniva consegnato dal P.M. estraendolo dal suo fascicolo. L'avv. Sano eccependo che il corpo del reato, rappresentato dalla fotocopia di un foglio dattiloscritto su due facciate e sottoscritto solo nella seconda facciata da <<Nello Agosta>>, non poteva essere obiettivamente attribuito allo Spadaro, ne chiedeva l'emissione di sentenza predibattimentale di proscioglimento perchè "il fatto non sussiste". Il G.O.T. rigettava anche questa richiesta ed autorizzava le spontanee dichiarazioni dello Spadaro, che preliminarmente gli diceva di non riconoscere come suo il suddetto corpo del reato, puntualizzando che il procedimento scaturiva da una richiesta di archiviazione (che gli esibiva) a firme congiunte del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte e del P.M. Dott. Fabrizio Monaco (che non avevano ravvisato nessuna ipotesi di reato nei fatti indicati nel volantino divulgato dall'Agosta), non accolta (a seguito dell'opposizione del Fera) dal GIUDICE ANTONIO FRANCESCO GENOVESE, che aveva ordinato la formulazione coatta dell'imputazione, precisando che detto Giudice non aveva opposto resistenza alcuna alle richieste di archiviazioni a firme congiunte dei predetti Procuratore Capo e P.M di ben due procedimenti penali a carico del Fera per reati ben più gravi, nonostante le opposisioni della P.O. avv. Spadaro (vedasi ai n.ri 70 e 72). Gli chiedeva altresì di volere trasmettere gli atti al P.M. in sede perchè procedesse (previa acquisizione delle s.i.t. dell'8.5.2009 rilasciate da Fera Agostino, contenute nel fascicolo del P.M. titolare del procedimento in parola n.6548/08 R.G.N.R. esibite al G.O.T.) nei confronti di Fera Agostino per il reato di cui all'art.368 c.p. (calunnia), avendo egli accusato falsamente lo Spadaro (nella consapevolezza della sua innocenza, al fine di causargli un ingiusto danno e trarne vantaggi giudiziari ed economici) di avere determinato la prescrizione del reato nel p. penale n.608/98 RGNR (di cui al n.21) celebrato innanzi al Tribunale di Reggio Calabria assumendo - falsamente - che ciò fu derivato da fatto attribuibile ad "asserite malattie dello Spadaro", così accusandolo esplicitamente di concorso dell'extraneus nel falso ideologico del medico che avrebbe rilasciato di volta in volta certificazioni mediche attestanti accertati impedimenti a comparire. A questo punto il G.O.T. diceva "così sospendiamo il procedimento in attesa dell'accertamento dei fatti" ed ivitava lo Spadaro a non parlare dei fatti di Reggio Calabria per nulla attinenti a questo procedimento, diversamente lo avrebbe espulso dall'aula. Lo Spadaro ribadiva che i fatti esposti erano stati sollevati dal Fera nelle sue s.i.t. suddette (riesibendogliele) contenute nel fascicolo del P.M. titolare di questo procedimento (n.6548/08 R.G.N.R.) come avrebbe potuto verificare. A questo punto il G.O.T. Sofia invitava ancora una volta lo Spadaro a cambiare argomendo reiterando la minaccia di farlo allontanare dall'aula, al che lo Spadaro gli diceva che le sue "spontanee dichiarazioni" erano un suo diritto di Legge che non gli poteva essere negato. Il G.O.T. gli rispondeva che intanto si doveva attenere al suo ordine e che poi avrebbe potuto ricusarlo. Per cui lo Spadaro cessava il suo intervento comunicandogli educatamente e garbatamente che abbandonava momentaneamente l'aula per andare a fumare, senza avergli potuto dire compiutamente (ma mostrandogli gli atti probatori che il G.O.T. rifiutava di acquisire) che a seguito di lamentele del Fera rivolte al Procuratore Generale di Reggio Calabria, circa "le malattie dello Spadaro esposte a tempo secondo le sue esigenze", detto P.G. invitava il Tribunale reggino nella persona del Giudice Unico - dott.ssa Cotroneo Tommasina - che relazionava imputando, ovviamente, la lunghezza del percorso procedimentale a fattori estranei ai rinvii per i legittimi impedimenti a presenziare dell'avv. Spadaro peraltro accertati con sospensione delle udienze in attesa degli accertamenti da ella disposti su pressanti richieste del Fera e del suo avvocato (Carmelo Di Paola) ed effettuati da Ufficiali Medici della Polizia di Stato di Ragusa (rinvii che, pertanto non potevano - ex lege - concorrere al naturale decorso del termine di prescrizione del reato), non mancando di puntualizzare che << Su richiesta di anticipazione dell'udienza di rinvio, formulata dal difensore del Dott. Fera Agostino, che allegava pregressi impegni professionali, la trattazione del processo, con apposito decreto di fissazione, veniva anticipata dalla scrivente all'udienza del 17 maggio 2002>>, che Fera Agostino nelle suddette s.i.t. imputa a Biagio Spadaro (con Sebastiano Agosta) la qualifica di <<diffamatori accertati già in esito ad altri procedimenti>>, ben consapevole che l'avv. Spadaro risulta assolutamente incensurato. Lo Spadaro segnalava l'accaduto al Pres. del Tribunala ed al Procuratore della Repubblica che trasmetteva gli atti alla Procura reggina per competenza (leggasi il successivo n.102). L'udienza sarebbe proseguita con l'interrogatorio e controinterrogatorio di Fera Agostino e del suo autista raccattatore del volantino divulgato da "Nello Agosta" e si sarebbe conclusa con la fissazione della prossima per il 26.06.2011 ore 11, in cui in accoglimento di richiesta dell'avvocato del Fera, dovrà essere sottoposto ad interrogatorio lo Spadaro oltre ad essere ascoltati i n.3 testi di cui all'approvata lista prodotta dall'avv. Gaetano Sano per Spadaro-Agosta. Il 9.5.2011, lo Spadaro avanzava per fax richiesta di acquisizione delle decodificazioni delle sue spontanee dichiarazioni contenenti le minacce del g.o.t. Sofia su riportate. Il 12.5.2011, Il Cancelliere Dott. Giuseppe Schepis constatava insieme allo Spadaro ed all'avv. Sano che al fascicolo erano state acquisite quelle relative alla testimonianza dell'autista del Fera, ma non c'erano quelle dello Spadaro, per cui avrebbe provveduto a richiederele. Il 9.6.2011, il predetto Cancelliere facendo vedere il fascicolo agli avvocati Spadaro-Sano, assicurava loro di averne già fatto richiesta di acquisizione, inevasa a suddetta data. Il 17.06.2011 Gli avv.ti Sano-Spadaro acquisivano suddette decodificazioni delle "spontanee dichiarazioni" dello Spadaro nel frattempo pervenute. Il 23.06.2011 l'avv. Spadaro trasmetteva una memoria-istanza indirizzata al Pres. del Tribunale Dott. Giambattista Macrì, al Procuratore della Repubblica Dott. Guido Lo Forte ed Al G.O.T. S. Sofia di cui chiedeva l'acquisizione al fascicolo del dibattimento ed in cui chiedeva la riassegnazione del procedimento a Giudice e P.M. togati. Il 26.06.2011, presenti per Spadaro-Agosta gli avvocati Getano Sano del Foro di Siracusa e Sabina Spadaro del Foro di Modica, il teste m.llo Agresta e per Fera assente, il fratello dell'avv. Giannone, il G.O.T. Sofia usciva di scena comunicando che a seguito della suddetta memoria istanza dello Spadaro, il Presidente del Tribunale aveva ordinato la riassegnazione del procedimento al Giudice Togato Dott. Bruno Sagone per cui si rinviava all'udienza 28.11.2011(pubbl. del 28.06.2011). All’udienza del 28.11.2011, a seguito del cambio del Giudice, su specifica richiesta degli Avv.ti Sano-Spadaro, contrastata dall’avv. del Fera (Giannone) veniva annullata tutta la pregressa attività dibattimentale ed acquisiti agli atti, col consenso delle parti, le decodificazioni delle spontanee dichiarazioni dell’avv. Biagio Spadaro, le deposizioni di Fera Agostino e del teste Gibilisco Roberto.
    Veniva pertanto reinterrogato Fera Agostino, poi il teste M.llo CC. Ezio Agresta che aveva svolto le indagini ed infine l’avv. Biagio Spadaro rilasciava spontanee dichiarazioni, a conclusione delle quali gli avv.ti Spadaro-Sano chiedevano l’assoluzione dello Spadaro perché “il fatto non sussiste”, in quanto in dibattimento era stato provato come il corpo del reato (il foglio volantinato dall’Agosta recante la sua firma) era difforme dalla pubblicazione dello Spadaro su www.giustiziaesfatta.com  acquisita dal M.llo Agresta ed in atti, in quanto diversa nella forma e nel contenuto. Il Giudice, nonostante il parere contrario dell’avvocato del Fera e del P.M., acquisiva agli atti del dibattimento la richiesta d’archiviazione del procedimento di che trattasi a firme congiunte del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte e del P.M. Dott. Fabrizio Monaco e la certificazione rilasciata il 19.07.2011 dalla Procura della Repubblica di Messina attestante come il Fera è in atto e fra l’altro, indagato per “calunnia (p.p. n.1442/11 RGNR mod.21) proprio per le falsità che egli lancia all’indirizzo dello Spadaro nella querela e nelle S.I.T. che hanno originato il procedimento in parola. Acquisiva altresì la documentata memoria degli avvocati dello Spadaro (richiesta di assoluzione per i fatti suddetti), nonché accoglieva la richiesta dell’avv. del Fera di produrre alla prossima udienza la sentenza assolutoria dello Spadaro nel p.p. n.608/98 RGNR in RC. e la controrichiesta degli avvocati dello Spadaro di produrne l’appello dello Spadaro e del Sano pendente presso la Corte reggina e la relazione del Giudice che l’aveva emessa, conseguente alle lamentele del Fera avanzate al P. Generale reggino in cui addebitava la prescrizione del reato ai rinvii per malattia dello Spadaro (così accusandolo di concorso in falsità ideologica), ben sapendo che non concorrono al computo delle prescrizioni. Calunnie lanciate nei riguardi dello Spadaro unitamente all’averlo definito in suddetta querela e S.I.T. “diffamatore accertato”, ben sapendolo incensurato. Il Giudice Sagone fissava la prossima udienza il 26 marzo 2012, in cui saranno sentiti i testi Di Lello – Battaglia – Diliberto e reinterrogato il teste Gibilisco Roberto. Veniva pertanto reinterrogato Fera Agostino, poi il teste M.llo CC. Ezio Agresta che aveva svolto le indagini ed infine l’avv. Biagio Spadaro rilasciava spontanee dichiarazioni, a conclusione delle quali gli avv.ti Spadaro-Sano chiedevano l’assoluzione dello Spadaro perché “il fatto non sussiste”, in quanto in dibattimento era stato provato come il corpo del reato (il foglio volantinato dall’Agosta recante la sua firma) era difforme dalla pubblicazione dello Spadaro su www.giustiziaesfatta.com  acquisita dal M.llo Agresta ed in atti, in quanto diversa nella forma e nel contenuto. In detta udienza il Giudice Sagone rinviava, preannunziando che il procedimento sarebbe stato assegnato ad altro Giudice. La successiva udienza del 7.12.2012 veniva presieduta dal Giudice F. Pagana per ascoltare i testi suddetti tutti assenti. Il Giudice, preso atto altresì del legittimo impedimento dello Spadaro, rinviava all’udienza del 22.2.2013. A detta Udienza lo Spadaro, unico presente, apprendeva che il procedimento era stato assegnato al Giudice D.ssa VALERIA CURATOLO,  che gli nominava l’avv. d’ufficio Andrea Florio, che anticipava che non si darà il consenso alla rinnovazione degli atti, per cui preso atto anche del legittimo impedimento del coimputato Sebastiano Agosta il Giudice fissava la prossima udienza al 22.4.2013 ore 12 aula G onerando l’avv. Florio di citare i testi di Spadaro-Agosta ed il P.M. di citare i propri testi. Rinvio all'udienza del 24.06.2013 ore 10,30 in cui erano presenti il Fera ed il suo avvocato, lo Spadaro ed il suo avv.to, l'On. Magistrato Giuseppe Di Lello Finuoli ed il M.llo CC. Ezio Agresta che aveva svolto le indagini, ma a seguito dell'assenza giustificata dell'avvocato dell'Agosta, il Giudice rimandava all'udienza del 28.06.2013 ore 13. In tale data, il Giudice preliminarmente comunicava che gli era pervenuta per fax una memoria dello Spadaro con allegati, contenente notitiae criminis.
    Memoria che veniva posta in visione agli avvocati delle parti ed al P.M., che nulla opponeva all'acquisizione al fascicolo del dibattimento unitamente alla richiesta di archiviazione del procedimento in parola a firme congiunte del Procuratore Capo Guido Lo Forte e del P.M delegato Fabrizio Monaco ed alle Sommarie Informazioni Testimoniali come e quando sopra rese dal Fera, mentre l'avv. del Fera si opponeva energicamente. Il Giudice ne ordinava l'inserimento nel fascicolo del dibattimento ed in più, accogliendo la richiesta dello Spadaro formulata nella sua memoria-denuncia, ne disponeva la trasmissione all'Ufficio della Procura in sede per gli accertamenti in ordine ai reati, così come cofigurati dallo Spadaro nella memoria-denuncia a carico del Fera, supportata dagli atti giudiziari ad essa allegati. Dopodicchè si procedeva all'interrogatorio del Fera visibilmente agitato, che incalzato dall'avv. Gaetano Sano (dello Spadaro) era costretto ad ammettere, fra l'altro, come lo Spadaro, che nelle s.i.t. da egli Fera come sopra rilasciate, aveva definito "diffamatore accertato", fosse incensurato. A questo punto l'avv. Spadaro rilasciava brevi spontanee dichiarazioni, in cui ribadiva quanto già rappresentato nella memoria-denuncia ed in più chiedeva acquisirsi agli atti dibattimentali certificazione rilasciata dalla Procura della Repubblica di Messina attestante come a carico del Fera pendono indagini preliminari in due distinti procedimenti per il reato p. e p. dall'art. 368 c.p.ed in un altro per il reato di cui all'art.594 c.p. Il Giudice, ordinava altresì l'inserimento nel fascicolo del dibattimento della suddetta certificazione, a cui si era opposto l'avv. del Fera, nonchè di una memoria dell'avvocato dello Spadaro in cui se ne chiedeva la piena assoluzione e che sarà valutata all'esito dell'istruttoria dibattimentale. Il Giudice, attesa l'assenza degli altri testi rinviava all'udienza del 28.10.2013 ore 12 aula G onerando il P.M. per la convocazione dei testi assenti con diffida di ammenda ed accompagnamento coattivo. In tale data il Giudice prendeva ufficialmente atto del decesso del 3.08.2013 dell'imputato Sebastiano Agosta nemico dichiarato del Fera; acquisiva una memoria dell'Agosta in cui chiedeva la condanna del querelante Fera ed una provvisionale di €.50.000,00 ed una delega a fare i suoi interessi senza nulla pretendere nè da lui nè dai suoi aventi causa, data allo Spadaro prima della morte e da questi depositate in cancelleria; faceva verbalizzare quanto riferito dal Fera circa una querela del 12.08.2013 da egli presentata al suo successore Procuratore Petralia, unitamente ad una dichiarazione manoscritta di Agosta Matilde (figlia del de cuius Sebastiano) a lui indirizzata e da questa consegnata al suo caro amico e consocio lions avv. Pannuzzo Giovanni perchè gliela facesse avere. Documenti in cui è chiara la congiura Agosta Matilde-Fera Agostino-Pannuzzo Giovanni e Di Paola Carmelo (coinvolgimento di quest'ultimo che si sarebbe scoperto in seguito) tesa ad indurre la Giudice Curatolo a rovesciare lo scontato verdetto di piena assoluzione dello Spadaro del tutto estraneo ai fatti (art.317 c.p.). Giudice che si è limitata a rilevare che non ne avrebbe tenuto conto, per la loro estraneità al tema decidendi dell'<<aria fresca>>, rinviando all'udienza del 25.11.2013 aula G ore 12,30, in cui sarà esaminata la documentazione delle parti da acquisire agli atti e si procederà all'interrogatorio dello Spadaro. In tale data si rinviava all'udienza conclusionale, previo interrogatorio dello Spadaro, del 17.02.2014 aula C ore 9 in punto. Giova precisare che le suddette calunniose s.i.t. del Fera non volute acquisire agli atti del fascicolo del dibattimento dal g.o.t. Sofia, che verosimilmente avevano influito sulla decisione del G.I.P. Francesco Antonio Genovese di non accoglimento della richiesta di archiviazione a firme LO Forte-Monaco avrebbero attivato altresì il p.p. n.1442/2011 RGNR mod. 21(P.M. Dott. Stefano Ammendola, G.I.P. Dott.Massimiliano Micali, P.O. avv. Biagio Spadaro) per il reato di cui all'art.368 c.p. a carico del Fera, pendente (leggasi il successivo n.87). Per assenza dell'avv. Sano il Giudice rinviava all'udienza del 21.03.2014 aula C ore 14. In tale data, per astensione degli avvocati, l'udienza veniva rinviata al 27.10.2014 aula G ore 14, data in cui il Giudice D.ssa Valeria Curatolo preso atto della richiesta di assoluzione dello Spadaro da parte del Pubblico Ministero e sentiti gli avvocati delle parti, assolveva l'avv. Spadaro "per non aver commesso il fatto" leggendo il dispositivo di SENTENZA di seguito riportato:

    REPUBBLICA ITALIANA

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    Il Tribunale di Messina, Seconda Sezione Penale, in composizione monocratica, in persona del Giudice Dott.ssa Valeria Curatolo, nel procedimento penale n.6548/08 R.G.N.R. e n.1127/10 R.G., nell'udienza del giorno 27 ottobre 2014, ha pronunciato la seguente Sentenza n.2514/2014 R. Sent. pubblicata mediante lettura del seguente

    DISPOSITIVO

    Visto l'art.530 c.p.p. assolve Spadaro Biagio dal reato ascrittogli per non aver commesso il fatto.

    Visto l'art.531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Agosta Sebastiano in ordine al reato a lui ascritto per essere lo stesso estinto per morte dell'imputato.

    Visto l'art.544, comma 3 c.p.p. indica in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione.

    Messina, 27 ottobre 2014.

    f.to IL GIUDICE (Valeria Curatolo)

  73. MESSINA. Procedimento penale n.5168/08 R.G.N.R. ( p.m. dr. Siciliano Giuseppe fino ai suoi arresti e dopo p.m. dr. Vincenzo Barbaro) a carico di Fera Agostino per il reato di cui all'art. 323 c.p. attivato a seguito di trasmissione ex art.11 c.p.p. da parte del P.M. Dott. Fabio Scavove (D.D.A. di CT.), di una memoria contenente notizie criminis a firma dell'avv.Spadaro, in un procedimento penale a suo carico attivato su denunzia del Fera e definito, come si evince, con archiviazione, la cui richiesta non è mai stata notificata allo Spadaro. Con decreto del 2.12.2008 (sconosciuto allo Spadaro fino a quando ne è venuto in possesso in quanto prodotto dal Fera in altro p. penale), il GIUDICE ANTONIO FRANCESCO GENOVESE ne disponeva l'archiviazione con le seguenti motivazioni << Il procedimento si inserisce in un'annosa contesa giudiziaria tra l'idagato all'epoca dei fatti Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, e la persona offesa Spadaro Biagio, un tempo direttore della locale Casa Circondariale, trattandosi di denunce reciproche, i cui contenuti hanno dato la stura a molteplici procedimenti penali. La documentazione trasmessa dal Procuratore della Repubblica del Tribunale di Catania, depositata colà dallo Spadaro nell'ambito di un procedimento pendente a suo carico innanzi a quella autorità giudiziaria, passa in rassegna gli sviluppi dei procedimenti penali che hanno visto i due contendenti assumere ora il ruolo di indagati ora quello di persone offese. Come rilevato dall'organo inquirente, sui fatti oggetto delle denuncie in passato presentate dalla persona offesa si è già proceduto separatamente. Per quanto di competenza dell'autorità giudiziaria messinese, giusta missiva di trasmissione da parte del P.M. di Catania, lo Spadaro nella memoria in atti non fa altro che ribadire le proprie lagnanze circa un atteggiamento persecutorio ai suoi danni assunto dal Fera, nella qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, trattandosi di condotte asseritamente abusive che, collocandosi tra la prima e la seconda metà degli anni novanta, sono alla data odierna attinte dalla scure della prescrizione>>. Si presume con ragionata certezza, che detta memoria dello Spadaro possa essere quella da egli presentata il 19.09.2007 al Giudice Tommasina Cotroneo nel p.p. reggino a suo carico n.608/98 R.G.N.R.. Procedimento che si sarebbe concluso con "sentenza n.1081 del 20 sett.2007 di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti dell'avv. Biagio Spadaro e di trasmissione degli atti al P.M. in sede per il più a praticarsi (gg.90 per il deposito dei motivi)", come da richiesta (in detta memoria) dello Spadaro, che avrebbe appreso (grazie ad una delle tante lettere su carta intestata del Procuratore Fera, rinvenuta in altro fascicolo penale in ME.), che detti atti erano stati trasmessi alla D.D.A. di Catania, che richiesta in merito dall'avv. Spadaro, gli comunicava, il 16.05.2008, "si rappresenta che non risultano a suo carico iscrizioni suscettibili di comunicazioni ex art.335 c.p." (pubb.ne del 22.08.2010). In data 26.10.2010 l'avv. Spadaro, recatosi presso il Tribunale di Messina per altri motivi, s'informava in merito a detto procedimento ed apprendeva che a richiederne l'archiviazione era stato il p.m. VINCENZO BARBARO, per cui presentava istanza di visionarne gli atti e se del caso estrarne copie (pbbl. agg.ta il 29.10.2010). In data 8.11.2010 gli avv.ti Spadaro-Sano visionavano detto fascicolo estraendone copie, tra cui l'informazione di garanzia a carico dello Spadaro a firme congiunte dei P.M. Vincenzo Barbaro-Fabio D'Anna del p.p. n.1590/07 RGNR che sarebbe stato definito con archiviazione (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi, di cui al n.62), utile a farne richiedere l'archiviazione in pro del Fera. Informazione di garanzia, contenente i medesimi capi d'imputazione di cui al p.p. pendente a carico dello Spadaro n.6647/06 RGNR di cui al n.56 che pertanto ed ancora una volta è <<un processo nel processo>>. Così, finalmente, gli avv.ti Spadaro-Sano, accertavano la genesi del procedimento riportata nella parte aggiornata in azzurro di cui al n.21. Tra gli atti acquisiti, la richiesta di archiviazione, che oltre alla firma del P.M. Barbaro recava altresì quella del Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte. In tutta evidenza il Giudice Dott. Francesco Antonio Genovese, nell'ambito della sua autonomia ed indipendenza costituzionalmente garantite, ha ritenuto meritevoli di accoglimento le richieste di archiviazione a firme congiunte Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte - P.M. Dott. Fabrizio Monaco del procedimento penale a carico del suo collega Fera per il reato riduttivamente iscritto per quanto in denunzia di "Abuso d'Ufficio" di cui al n.70 ed a firme congiunte Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte - P.M. Dott. Vincenzo Barbaro per il reato riduttivamente iscritto per quanto in denunzia di "Abuso d'Ufficio" sempre a carico del suo collega Fera, di cui al n.72 e non anche la richiesta d'archiviazione a firme congiunte Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte - P.M. Dott. Fabrizio Monaco per il reato di "diffamazione" a carico dell'avv. Spadaro e del'ing. Sebastiano Agosta di cui al n.72 per <<L'aria fresca che si sarebbe respirata nella Procura ragusana, dopo il trasferimento del Fera alla Procura dei minorenni di Catania>> (pubbl. dell'11.11.2010);
  74. REGGIO CALABRIA. PROCEDIMENTO PENALE n.7011/08 RGNR/1 (P.M. D.ssa Maria Luisa Miranda) attivato in seguito alla trasmissione alla Procura reggina, da parte del Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce, di una memoria dello Spadaro nel p.p. 1590/97 R.G.N.R. (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi di cui al n.62).(P.ne del 01.01.2010). In data 25.11.2011 rinvenivo tra gli atti del p.p. in ME. n.6785/11 RGNR a carico di Fera Agostino per il reato di cui all'art. 323 c.p. richiesta di archiviazione della suddetta P.M. del 6.8.2009 e decreto d'archiviazione del 19.10.2009 a firma del G.I.P. D.ssa Alessandra Cerreti in RC. Nessuna comunicazione mi fu data in quanto venivano considerati P.O. i P.M. in ME. Vincenzo Barbaro e Fabio D'Anna, come si legge nella richiesta di archiviazione (aggiornato il 29.11.2011);
  75. CATANZARO. PROCEDIMENTO PENALE n.1172/09 R.G.N.R. Grazie ad una richiesta di proroga delle indagini preliminari, avanzata dal P.M. Dott. Elio Romano al G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, lo Spadaro apprendeva di essere indagato <<per il seguente ipotizzato reato: delitto di cui all'art.368 c.p. commesso in Reggio Calabria il 02.02.08 (p.o.: Fera Agostino, nato a ...., il....)>>. Unico documento rinvenuto dallo Spadaro nei propri archivi, recante suddetta data, il suo atto di appello pendente alla Corte di Reggio Calabria alla sentenza di non luogo a procedere n.1081 del 20 sett.2007 (di cui al n.21), depositato presso il Giudice di Pace di Avola (SR.), appunto il 02.02.2008, e da questi trasmesso alla Corte Reggina. Lo Spadaro, provvedeva entro i 5 giorni successivi alla notifica dell'avviso di richiesta di proroga suddetta, a firma illeggibile del G.I.P. a chiedergli di non concedere al P.M. la proroga, salvo ad estendere le indagini anche nei confronti del Fera per "calunnia", oltre a denunziarlo per gravi reati documentalmente provati. Detta denunzia del Fera, forse caso unico in Italia, appare in tutta la sua irritualità, ove si consideri che viene proposta dal Fera per i contenuti veritieri e documentati dell'atto d'appello dello Spadaro, che oltre ad essere scriminati ope legis, ne sono assorbiti dalle finalità. Sarà interessante verificare se trovasi anche in atti al fascicolo dell'appello dello Spadaro alla C.d.A.reggina, che nonostante siano trascorsi oltre 2 anni dalla sua proposizione, a tutt'oggi non gli ha notificato nulla. (pubbl.ne del 01.01.2010);
  76. CATANZARO. PROCEDIMENTO PENALE trasferito alla Procura reggina (P.O. avv. Spadaro) in base alla memoria-denunzia dello Spadaro di cui al n.75. (pubbl.ne del 01.01.2010);
  77. REGGIO CALABRIA. PROCEDIMENTO PENALE in fase di indagini preliminari n.4108/2010 RGNR, P.M. D.ssa Beatrice Ronchi. Gli atti dei p.penali di cui ai n.ri, 75, e 76 dopo un conflitto di competenza territoriale tra le Procure di RC. e CZ., sollevato da quest'ultima e risolto dal Procuratore Generale della Cassazione Dott. Gugliemo Passacantando, sulla base del luogo del deposito dell'appello dello Spadaro, alterato dal Fera (l'appello fu depositato presso l'ufficio del Giudice di Pace di Avola e non a Reggio Calabria, come si lasciò intendere al Dott. Passacandando, grazie all'intervenuta alterazione), sono stati trasferiti alla Procura di Reggio Calabria. Il procedimento unito a quello di cui al n.89 sarebbe stato definito con archiviazione e con trasmissione di parte degli atti alla Procura di Massina per il reato di "calunnia" a carico del Fera (pubbl.aggiornata al 25.07.2013);
  78. Messina. Procedimento penale n.3011/99 attivato su denunzia del Cons. Prov. Biagio Spadaro a Carico del Presidente della Provincia di RG. dr. Giovanni Mauro per "diffamazione aggravata" (conseguente alle dichiarazioni da egli rese subito dopo il suo arresto per "associazione per delinquere finalizzata alla corruzione" per cui sarebbe stato condannato ad anni 4 e mesi 6 di reclusione dal Tribunale di Ragusa). Il Tribunale di Messina con sentenza a firma del Giudice Giovanni De Marco n.1873/02 del 12.07.2002 lo condannava ad E.400 di multa oltre al pagamento delle spese processuali (somme mai richieste nè ricevute dallo Spadaro). Sentenza che sarebbe stata confermata sia dalla Corte di Appello di Messina che dalla Suprema Corte di Cassazione. Il Mauro (che era già stato denuziato insieme all'allora Procuratore della Repubblica di RG. Fera Agostino, dai Cons. Prov. Spadaro-Giannone, vedasi dal n.21 al n.30), chiedeva, ottenendola dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria (Pres. Iside Russo, Cons. Enrico Trimarchi, Cons. relatore Natina Pratticò), nonostante il parere contrario del P.M. S. Proc. Gen. Santi Cutroneo, la revisione di detta sentenza a seguito dell'assoluzione della Corte di Appello di Catania (Pres. Dr. Giuseppe Foti, ben noto negli ambienti giudiziari e forensi) dalla condanna inflittagli dal Tribunale di Ragusa. Lo Spadaro presentava ricorso per Cassazione avverso la sentenza dalla C.d.A. reggina, che veniva rigettato. In buona sostanza la Suprema Corte nella seconda pronunzia sui medesimi fatti diffamatori, non riteneva di confermare quanto aveva sentenziato prima. Ma allora cosa fare se si avesse ancora fiducia nella giustizia e qualche decennio in meno? Chiedere la revisione della sentenza a firma del Pres. Giuseppe Foti ben noto negli ambienti giudiziari, basata sostanzialmente sulla scarsa attendibilità del denunziante e correo del Mauro, Ignazio Parrino, senza tener conto delle indagini coordinate dal P.M. Corrado Fasanelli, dell'incidente probatorio, delle voluminose prove raccolte dalla P.G., dell'ordinanza di custodia cautelare emanata dal G.I.P. e delle motivazioni espresse dal collegio giudicante (Pres. Michelino Ciarcià) a suppordo della predetta sentenza di condanna? A ciò aggiungasi che il dr. Mauro, per le stesse cose dette anche nei riguardi dell'On. Giorgio Chessari e dall'Avv. Gaetano Barone è già stato condannato per le vie civili dal Tribunale di Ragusa (Sent. n.360/2004, Giudice Dr. Salvatore Barracca) al risarcimento di E.25.000/00 pro capite, somma mai ricevuta dagli interessati, per quanto riferitomi. Per una migliore intelligenza dei fatti leggasi cliccando di seguito su 5)La genesi del caso "Fera" è negli atti prolusivi agli arresti del presidente Mauro(20.10.2005) ;
  79. D.D.A. di CATANIA. Procedimento penale n.2079/08 R.G. n.c.r. relativo alle modalità segnalate dall'avv. Spadaro, di esercizio dell'attività giudiziaria svolta da Fera Agostino in Ragusa (P.M. Dott. Fabio Scavone) che ne avrebbe trasmesso gli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina ex art.11, che avrebbe attivato il procedimento penale n.5168/08 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino per il reato di cui all'art. 323 c.p. (vedasi al n.73), definito con decreto d'archiviazione a firma del giudice dr. Francesco Antonio Genovese. Fatti accertati l' 8.11.2010 dagli avv.ti Spadaro-Sano presso il Tribunale di Messina, così come riportati nella parte in azzurro di cui al n.72. (pubbl. del 19.11.2010). In data 24.11.2010 Lo Spadaro e l'avv. Sano presentavano istanza alla D.D.A. di Catania per visionare ed estrarre copia integrale dell'archiviato fascicolo suddetto n.2079/08 R.G. n.c.r., che lo Spadaro acquisiva il 3.01.2011, apprendendo sorprendentemente: * - che il ben noto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Catanese Antonio, ricevuti i fascicoli (7 faldoni quello del p.m. e 4 quello del dibattimento per circa 20.000 pagine) a seguito della sentenza suddetta di non luogo a procedere nei confronti dello Spadaro, ne delegava il suo sostituto dr. Musarò Giovanni, che apriva il fascicolo n.4693/07 R.G. "ATTI NON COSTITUENTI NOTIZIA DI REATO RELATIVI", trasferendovi gli atti del P.M. e del dibattimento ricevuti insieme a detta sentenza e piuttosto che richiederne l'archiviazione, trattandosi di fatti non costituenti notizia di reato, ne trasmetteva il tutto, con nota a sua firma del 9.01.2008, niente poco di meno che, al procuratore della Repubblica di Ragusa Fera Agostino (si ricorda che il Fera era il principale indagato in detto procedimento reggino n. 608/98 RGNR di cui al n.21) ; * - Che il procuratore Fera ricevuti detti fascicoli, apriva il p. penale contrassegnato col n.48/08 "ATTI NON COSTITUENTI NOTIZIA DI REATO RELATIVI" autoassegnandoselo e trasmettendolo per competenza, il 29.01.2008 al Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, con nota da egli manoscritta e sottoscritta di seguito riportata <<Per motivi di opportunità che la s.v. comprenderà mi sono attenuto alla registrazione del fascicolo nel registro F.N.C.R., come ha fatto il P.M. di Reggio Calabria lasciando a codesto ufficio il compito di qualificarne gli atti. Ossequio >>. Del chè il Procuratore della Repubblica di CT. Dott. Vincenzo D'Agata ed il suo sostituto P.M. Fabio Scavone (attuale Procuratore della Repubblica in Nicosia), sulla base degli atti così come trasmessi loro dal Fera, svolgevano congiuntamente delle indagini definite come anzidetto con richiesta e conseguente decreto di archiviazione del 24 LUG. 2009 a firma del G.I.P. Dott. Antonio Caruso. L'avv. Spadaro, constatato che gli atti trasmessi dal Fera alla Procura Catanese contenuti nel fascicolo di cui aveva ottenuto, come sopra, copia integrale, non erano nemmeno 1/20° rispetto a quelli originariamente contenuti nei fascicoli del p.m. e del dibattimento del p.penale reggino (608/98 RGNR9) e che quelli rinvenutivi erano mancanti dei fogli più significativi in cui erano riportate le correzioni alle infedeli decodificazioni delle fonoregistrazioni dei pentiti f.lli Carbonaro (stante che l'esaustiva video registrazione, che era alla base della disposta videoconferenza con cui furono interrogati e controinterrogati detti pentiti era sparita), in data 12.01.2011 conferiva col successore del Fera al vertice della Procura Ragusana Dott. Carmelo Antonio Petralia e gli produceva istanza per visionare ed estrarre copia degli atti del procedimento n.48/2008 F.N.C.R. (quello trasmesso dal Fera alla Procura di CT. che l'avrebbe reimmatricolato col n.2079/08 R.G. n.c.r.). Questi verificava che suddetto fascicolo risultava essere stato trasmesso dal suo predecessore alla Procura catanese ed assicurava che dei fascicoli trasmessi non ne viene conservata copia, per cui appare inutile andarne a verificare l'inesistenza anche a Reggio Calabria. Ma allora dove sono andati a finire le migliaia di atti contenuti nei fascicoli del p.m. e del del dibattimento reggino (608/98 RGNR) mancanti al fascicolo acquisito integralmente dallo Spadaro presso la Procura di Catania, che se presenti avrebbero da subito infranto le frequenti ed ossessive richieste del Fera nel pretendere (stavolta dai colleghi dello stesso distretto di C.d.A di sua appartenenza) la celebrazione di <<un processo nel processo già definito con sentenza >> (pronto sempre a tirare fuori perigliose richieste e decreti di archiviazioni di procedimenti penali a suo carico (scaturiti da controdenunce dello Spadaro) a dimostrazione che non si possono fare <<i processi nei processi>>), evitando le indagini svolte da D'Agata-Scavone con costi a carico del Popolo Sovrano? Non sarà successa la stessa cosa rappresentata al n.50 (omicidi Tumino-Spampinato)?. Oppure il Fera pretendeva che la D.D.A. di Catania cadesse nella stessa trappola rappresentata dal p.penale in Messina n. 6647/06 RGNR di cui al n.56 nato morto, od in quelle narrate ai n.ri 56, 65, 71 e 74 ? (pubbl. del 12.02.2011);
  80. REGGIO CALABRIA. P. penale n. 3354/10 atti presso la Procura di Reggio Calabria su memoria-denunzia di Biagio Spadaro nel p.p.7011/2009 di cui al n.74, a carico di Fera Agostino, del suo avvocato Di Paola Carmelo, della di lui segretaria Spata Maria Giovanna, dei p.m. in Messina Vincenzo Barbaro e Fabio D’anna e del perito grafico arch. Favarolo depositata il 16.09.2010 (lettere anonime al P.G. Tinebra Giovanni ed al Pres. Michele Duchi).  In data 18.03.2011 lo Spadaro veniva informato dalla cancelleria che il fascicolo era stato trasmesso il 9.10.2010 alla Procura della Repubblica di Messina “per competenza”;
  81. MESSINA. La Procura di Messina a seguito di suddetta trasmissione (n.80) da parte della Procura Reggina attivava il p. penale n.6785/11 RGNR mod. 21 a carico di Fera Agostino per il reato p. e p. dall’art.323 c.p. , in CT. il 16.09.2010 (P.M. Dr. Fabrizio Monaco, che ne richiedeva l’archiviazione ). A seguito di opposizione  del 28.11.2011 della P.O. Spadaro, il G.I.P. Salvatore Mastroeni (succeduto al titolare, G.I.P. Ignazzitto trasferito a Venezia), fissava udienza in camera di consiglio al termine della quale si riservava. Il 25.10.2012 disponeva l'archiviazione del procedimento ed ordinava la restituzione degli atti al P.M., nonchè l'autonoma trasmissione degli atti al P.M., cioè a distanza di 20 giorni della sentenza con cui il predetto Giudice aveva assolto il Fera dai reati p.e p. dagli artt.81 e 314 co.2° c.p.; leggasi cliccando di seguito su 82) PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012)
  82. MESSINA. P.penale ( già n.3678/2010 Mod. 45) su denunzia di Biagio Spadaro depositata il 16.09.2010 presso la Procura della Repubblica di Messina a carico di Fera Agostino per il reato di “peculato” previsto e punito dall’art.314 c.p. ( P.M. Stefano Ammendola), in merito all’uso di uomini e mezzi della Procura di Ragusa e di quella dei Minorenni di Catania, per fini personali. Per ben due volte il P.M. Stefano Ammendola ha chiesto allo Spadaro ulteriori elementi, e gli è stata mandata anche documentazione fotografica dell’uso di automezzo di servizio per fini personali. In data 12.05.2011 lo Spadaro ha accertato personalmente che il procedimento è stato iscritto a mod. 21 col n.1958/2011 R.G.N.R. In data 17.6.2011 lo Spadaro, l’avv. Sano e l’avv. Sabina Spadaro, rinvenivano, erroneamente inserita in atti ad altro p.penale (il n.6548/RGNR G.O.T. Sofia) della documentazione su carta intestata della Procura di RG. e della Procura dei minorenni di CT. per cui lo Spadaro provvedeva in pari data ad estrarne copia ed a depositarla, spiegando i fatti, presso la cancelleria del P.M. Ammendola. In data 23.06.2011 lo Spadaro, a sovraccarico di quanto già denunziato, trasmetteva per fax al predetto P.M. altra nota del Fera su carta intestata della Procura della Repubblica di RG indirizzata al Pres. della 5^ sezione della Corte di Cassazione e p.c. al P.G. di CT. Il 17.12.2011 veniva notificata allo Spadaro richiesta di archiviazione. A questo procedimento sarebbero stati uniti quelli di cui ai successivi n.84, 85, 88, 89, attivati dallo Spadaro a seguito dell’acquisizione degli atti nel p.p. in Reggio Calabria, su denunzia del Fera per i contenuti dell’appello dello Spadaro alla sentenza reggina. Richiesta di archiviazione del P.M. del 25.10.2011, Camera di Consiglio del 28.2.2012 in cui il G.I.P. si è riservato di decidere. Decreto di archiviazione parziale ed imputazione coatta per il reato di cui agli artt. 81 e 314 co.2 c.p. a carico di Fara Agostino emesso dal giudice Maria T. Arena il 4.04.2012;
  83. MESSINA. P. penale n.7569/2010 RGNR (P.M. Stefano Ammendola ) su denunzia di Biagio Spadaro depositata il 16.09.2010 presso la Procura della Repubblica di Messina a carico di Adamo Vincenzo per il reato di <<falsa testimonianza>>, previsto e punito dall’art. 372 c.p. (citato come teste dal Fera nell’ambito del Procedimento Civile in ME. n.762/2007, forniva falsa testimonianza ai fini di favorire l’amico e consocio Lions Fera Agostino). In data 17.06.2011 il P.M. Ammendola comunicava di avere concluso le indagini e formulato l’imputazione di “falsa testimonianza” a carico dell’Adamo, pertanto informato di garanzia. In data 28.10.2011 lo Spadaro visionava il fascicolo e constatava che l’11.4 2011 il G.I.P. Daria Orlando aveva autorizzato richiesta di proroga delle indagini per mesi 6 e che erano stati assunti a s.i.t. Gurrieri Vincenzo il 9 febb.2011; Vitale Emilio il 5.febb.2011; Grassi Adriano il 5.febb. 2011; Tommasini Raffaele il 29 marzo 2011; che era stato effettuato l’interrogatorio di Garanzia richiesto dall’imputato Adamo Vincenzo e che l’avviso di conclusione delle indagini con la formulazione dell’imputazione recava la data del 30.05.2011. L'Adamo, messo alle corde dalle dichiarazioni dei predetti, ritrattava la falsa restimonianza per potere beneficiare dell'esimente prevista dall'art.376 c.p., che gli veniva accordata unitamente al disposto ed eseguito inserimento nel fascicolo del Procedimento Civile su detto, del verbale di ritrattazione e di una sua memoria di "sincero pentimento" per avere testimoniato il falso. Leggasi cliccando di seguito su 83) L'ex direttore Regionale del Lavoro Adamo Vincenzo chiamato a testimoniare da Fera Agostino rende "falsa testimonianza"(17.12.2012);
  84. MESSINA. P.penale n.2379/2012 RGNR a carico di Adamo Vincenzo per "favoreggiamento personale" (art. 378 c.p.) nei confronti di Fera Agostino, su denunzia dell'Avv. Biagio Spadaro per i fatti di cui al n.83. Richiesta di archiviazione a cui sarebbe seguito decreto di archiviazione del 16.01.2013 del G.I.P. d.ssa Monica Marino;
  85. RAGUSA. P. penale n.2856/12 RGNR a carico di Adamo Vincenzo per "calunnia" (art. 368 c.p.). Da indagato per falsa testimonianza, dichiarava ai CC. di Ragusa delegati dalla Procura di Messina (P.M. Stefano Ammendola) "Respingo le accuse che mi vengono mosse in quanto assolutamente calunniose. Confermo le dichiarazioni rese ed in particolare il fatto che in occasione di una riunione conviviale di soci Lions del clubs della provincia di Ragusa tenutasi a Baia Samuele, l'allora governatore distrettuale prof. Raffaele Tommasini presenziando alla riunione nell'ambito del suo intervento, manifestò al Dott. Fera Agostino solidarietà per la lettera che lo Spadaro aveva spedito ai Soci del club di Ragusa....", venendone smentito dallo stesso Tommasini;
  86. MESSINA. P. penale n.217/2011 RGNR mod.21 ( P.M. Dr. Stefano Ammendola) presso la Procura della Repubblica di Messina su denunzia di Biagio Spadaro ratificata dai CC. di S.Croce Camerina il 13.12.2010 a carico di Fera Agostino per il reato di “ingiuria” previsto e punito  dall’art. 594 c.p. (Il Fera nel corso dell’udienza dell’8.10.2010 relativa al p. civile pendente in ME. n.762/07 R.G., apostrofava lo Spadaro dicendogli <<lei è un calunniatore>>. In data 4.4.2011 il L. te Scalone Domenico dei CC. Di Ragusa  comunicava allo Spadaro che doveva sentirlo in merito ai fatti su delega del P.M. in ME. S. Ammendola. In data 8.4.211 lo Spadaro forniva al predetto Scalone le notizie richieste (vedasi fascicolo). In data 26.08.2011 il P.M. Ammendola notificava avviso della richiesta di archiviazione a sua firma del 23.6.2011. In data 5.9.2011 lo Spadaro trasmetteva al Giudice di pace ed alla Procura di Me. per racc. AR opposizione  a detta richiesta di archiviazione;
  87. MESSINA. P. penale pendente n.1442/2011 RGNR mod. 21 (P.M. Stefano Ammendola) presso la Procura della Repubblica di Messina su denunzia di Biagio Spadaro ratificata dai CC. di Ragusa il 26.1.2011 a carico di Fera Agostino per il reato di “calunnia” previsto e punito  dall’art. 368 c.p.. Nelle s.i.t. rese dal Fera nel p.p. n.6548/08 RGNR di cui al n.72 ( relativo al volantino sottoscritto dall'Ing. Sebastiano Agosta in cui si asseriva che si sarebbe respirata aria fresca e pulita nella Procura di RG. a seguito del suo trasferimento), accusava lo Spadaro pur sapendolo innocente di concorso in falsità ideologica per aver fatto andare in prescrizione con le sue malattie "scandite a tempo e secondo le sue esigenze il  p.p. 608/98 RGNR in Reggio Calabria (leggasi il n.56) definito con sentenza n.1801/07 del 20.9.2007 ai sensi dell’art. 129 c.p.p., ben sapendo che detti periodi non sono valutabili ope legis ai fini delle prescrizioni, oltre a definirlo “diffamatore accertato in esito ad altri procedimenti” , pur sapendolo incensurato. Il 21.04.2011 la Procura della Repubblica di ME. attestava che detto p. penale (già iscritto col n.714/11 mod. 45 F.N.C.R.) trovavasi nella fase delle indagini preliminari. In data 20 ott. 2011 veniva notificato allo Spadaro avviso della richiesta di archiviazione, a cui lo Spadaro si opponeva. il GIP Dott. Massimiliano Micali con decreto del 18.06.2013 riteneva ammissibile detto atto di opposizione e notificava il 9.07.2013 all'avv. Spadaro, la fissazione dell'udienza in Camera di Consiglio per il 04.10.2013 ore 9,30, piano seminterrato aula H ed alla fine dell'udienza si riservava. IN RISERVA a tutt'oggi 11.02.2014. Detto giudice, sconfessando se stesso avrebbe archiviato il caso alla vigilia del suo trasferimento in sede che non è dato sapere se a lui gradita o meno;
  88. REGGIO CALABRIA. p. p. n.4108/2010 RGNR ( assegnato il 7.05.2012 al P.M. Dr. Antonio Cristillo in sostituzione del P.M. D.ssa BEATRICE RONCHI trasferita a Bologna) a carico di Spadaro Biagio per  l’ipotesi di reato di <<calunnia>> , su denunzia di Fera Agostino del 22.05.2008 al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, in merito ai contenuti dell’appello dello Spadaro del 02.02.2008 alla sentenza  assolutoria n. 1801/07 del 20.9.2007   del Tribunale di Reggio Calabria, relativa al p.p. in RC. n.608/98 RGNR di cui al n.20.  In data 14.3.2011. Lo Spadaro apprendeva di essere indagato come sopra, grazie alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Acquisiti  gli atti il 18.3.2011 provvedeva a sporgere le sotto elencate denunzie querele al Procuratore  della Repubblica di Messina nei confronti di Fera Agostino (oltre a denunziarlo in sede di interrogatorio di garanzia reso su sub delega del P.M. B. Ronchi ai CC. di S. Croce Camerina il 24.5.2011 per i reati documentalmente provati di cui agli artt. 476 c.p.; “falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici”; 368 c.p. “calunnia”; 372 c.p. “falsa testimonianza. Il Procedimento a seguito del trasferimento del P.M. Beatrice Ronchi, sarebbe stato assegnato al P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia;
  89. REGGIO CALABRIA. P. penale n.5304/2008 (P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia) attivato da Fera Agostino nei confronti del Dott. Carlo Ruta e del Dott. Giuseppe Bascietto per il reato di cui all'art.368 c.p. Richiesta di prosecuzione delle indagini da parte del G.I.P. a conclusione delle quali il P.M. richiedeva l'archiviazione. A seguito di opposizione del Fera all'archiviazione, il GIP dott. Domenico Santoro ordinava la prosecuzione delle indagini anche a carico dell'Avv.Biagio Spadaro in concorso con i predetti (artt. 110 e 368 c.p.). A seguito degli interrogatori di garanzia di Ruta-Bascietto-Spadaro il p. penale di cui al n.88 veniva unito a questo ed a seguito di conclusione delle indagini, il P.M. ne richiedeva l'archiviazione. Ancora una volta opposizione di Fera Agostino. Il GIP fissava la Camera di consiglio per il 15 maggio 2013, presenti Spadaro, Fera, e gli avv.ti Gaetano Sano, Sabina Spadaro, Silvio Runci e Salvatore Giannone. Rinviata al 5 giugno 2013 ore 11,30, per vizio nella notifica d'udienza al Dott. Carlo Ruta. Il 5.06.2013 il GIP non riconosceva il legittimo impedimento dello Spadaro e gli nominava un difensore d'ufficio, stante l'assenza del suo avv. di fiducia Gaetano Sano. A conclusione dell'intervento dell'avv. Giannone (del Fera) il P.M. e gli avv.ti d'ufficio dello Spadaro, del Bascietto e del Ruta insistevano nel richiedere l'archiviazione. Il G.I.P. si riservava. In data 18.06.2013, il G.I.P.Domenico Santoro, sciogliendo la riserva, rigettava l'opposizione del Fera, disponeva l'archiviazione del procedimento e ordiva la restituzione degli atti all'Ufficio di Procura in sede per la conservazione in Archivio;
  90. REGGIO CALABRIA. P. penale 4873/12 RGNR , (P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia) per "calunnia" a carico di Fera Agostino attivato da quanto denunziato dallo Spadaro in sede dell' interrogatorio di garanzia di cui al n.89 e trasferito alla Procura di Messina per competenza territoriale;
  91.  MESSINA.  (Procedimento scaturito a seguito dell’acquisizione degli atti del P. penale di cui al n. 88) P. penale n.3104/11 presso la Procura della Repubblica di Messina su denunzia di Biagio Spadaro ratificata dai CC. di S. Croce Camerina il 21.3.2011 a carico di Fera Agostino per il reato di “falso”  di cui all’art. 478 del c.p. (la non conformità agli originali della prima e l’ultima pagina del curioso, presunto corpo del reato , cioè l’atto d’appello dello Spadaro alla sentenza 1801/07 del Tribunale reggino, hanno creato un conflitto di competenza sulla trattazione del caso tra le Procure di Reggio Calabria, Messina e Catanzaro, sciolto dal P.G. presso la Cassazione Dott. Passacantando in favore della  prima, sul presupposto che detto appello fosse stato depositato presso la Corte reggina e non come nella realtà presso l’ufficio del Giudice di Pace di Avola (SR.) , in quanto la prima e l’ultima pagina dell’atto d’appello nonché l’elenco degli allegati uniti dal Fera alla sua denunzia in atti al fascicolo n.4108/2010 RGNR (P.M. D.ssa Beatrice Ronchi) risultano svestite delle note di deposito da cui si evince a chiare lettere che l’atto d’appello è stato depositato presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Avola (SR.) nelle mani del Cancelliere B3 Dott. Marco Bonu e non a Reggio Calabria. In data 2.4.2011 l’avv. Spadaro accompagnato dalla collega avv. Vera Monello si recavano dal predetto Cancelliere che oltre a fornire assicurazione che le sei copie ed i sei elenchi trasmessi al Tribunale 1^ Sezione Penale di Reggio Calabria erano tutte fornite nella prima ed ultima pagina di data, timbri e sue scritture autografe attestanti a chiare lettere l’avvenuto deposito presso il suo Ufficio, fornendone copie, unitamente alla copia trasmessagli per fax dal Tribunale Penale di Reggio Calabria di avvenuta ricezione. In data 19.07.2011 viene attestato che trovasi nella fase delle indagini preliminari;
  92. MESSINA . (Procedimento scaturito a seguito dell’acquisizione degli atti del P. penale di cui al n. 88).  P. penale n.3103/11 R.G.N.R. mod.21 presso la Procura della Repubblica di Messina su denunzia di Biagio Spadaro ratificata dai CC. di S. Croce Camerina il 21.3.2011 a carico di Fera Agostino per il reato di “peculato” previsto e punito dall’art.314 c.p. Tra gli atti del fascicolo del p.p.4108/2010 RGNR  in RC. veniva rinvenuta la richiesta (ennesima) su carta intestata della Procura ragusana , spedita in busta intestata della medesima Procura. In data 19.07.2011 è stato attestato che trovasi nella fase delle indagini preliminari;
  93. MESSINA.  (Procedimento scaturito a seguito dell’acquisizione degli atti del P. penale di cui al n. 88) P. penale n.3106/11 R.G.N.R. mod.21 presso la Procura della Repubblica di Messina su denunzia di Biagio Spadaro ratificata dai CC. di S. Croce Camerina il 21.3.2011 a carico di Fera Agostino per il reato di “diffamazione”, previsto e punito dall’art. 595 c.p. (nella denunzia querela del Fera, trovata in atti al fascicolo del p.p. in RC. n. 4108/2010 RGNR  offendeva ancora una volta la reputazione dell’avv. Spadaro, definendolo l’autore di <<psicotiche elucubrazioni : <<basta leggere anche soltanto i passi segnati da me a margine con segni e indicatori per rendersi conto delle condizioni mentali di questo soggetto nei cui confronti ho chiesto più volte l’espletamento di una consulenza psichiatrica>>. In merito lo Spadaro ribadiva di essere disponibile a condizione che venisse disposta anche a suo carico. In data 19.07.2011 è stato attestato che il procedimento trovasi nella fase delle indagini preliminari;
  94. MESSINA. P.penale n.3103/11 RGNR ;
  95. REGGIO CALABRIA. P. penale n.626/2011 RGNR Mod. 45 , P.M. D.ssa Annalisa Arena, in merito ad un esposto dello Spadaro al Proc. Guido Lo Forte, al Pres. Giombattista Macrì ed al G.O.T. Giovanni Grasso circa la mancanza del faldone che conteneva tutte le prove da lui prodotte quale attore in via riconvenzionale, nel p. CIVILE in ME. n.762/2007 R.G. (vedasi al n.65 della pubblicazione in epigrafe) In data 8.4.2011 lo Spadaro rilasciava al M.llo C.te la Stazione dei CC. di S.Croce Camerina Luigi Valenti, dei chiarimenti richiesti da suddetto P.M.;
  96. RAGUSA. P. penale n.1143/2011 RGNR su denunzia a firme congiunte Spadaro-Agosta, depositata presso la Procura di Ragusa il 12.04 2011 a carico di Di Paola Carmelo e Spata Maria Giovanna (lettere anonime) per il reato di cui all’art. 371 bis c.p. (false informazioni al P.M.). Il procedimento è stato trasmesso per competenza alla Procura di Messina il 19.04.2011;
  97. MESSINA. P. penale n.  2798/11 R.G.N.R. Mod. 21. e n.4911/11 r.g. Gip a carico di Di Paola Carmelo e Spata Maria Giovanna su denunzia a firme congiunte Spadaro-Agosta per il reato di cui all’art.371 bis C.P. (false informazioni al P.M.) a seguito della trasmissione da parte della Procura di Ragusa del fascicolo di cui al n.95. In data 19.07.2011 è stato attestato che trovasi nella fase delle indagini preliminari. In data 10.10.2011 il P.M. Adriana Sciglio notificava a Spadaro avviso di deposito di richiesta di archiviazione. Alla verifica degli atti detta richiesta risultava firmata dal P.M. Camillo Falvo il 21.07.2011 e vistata dal p.m. Vincenzo Barbaro il 6.7.2011 (cioè 15 giorni prima), per cui lo Spadaro inoltrava esposto-denunzia al Procuratore Lo Forte, trasmesso per fax il 19.10.2011. In data 20.10.2011, lo Spadaro si opponeva a detta richiesta di archiviazione a cui allegava detto esposto-denunzia. In data 2.12.2011 veniva notificato allo Spadaro avviso di deposito del decreto d’archiviazione e di restituzione degli atti al P.M. C. Falvo con facoltà di prenderne visione e di estrarne copia;
  98. RAGUSA. P. penale n.683/2011 mod.45, a seguito di esposto dello Spadaro, depositato il 12.ott. 2011 presso la Procura Ragusana per il reato p.e p. dall’art. 328 c.p. in conseguenza del rifiuto degli atti del proc. to amministrativo prolusivo al decreto d'urgenza di ritiro armi emesso dal Prefetto di RG. alla vigilia del suo trasferimento a CT., sulla base di una segnalazione del Fera del 14.04.2011 al P.G. di CT. Tinebra Giovanni contenente falsità e calunnie, atte a giustificarsi del consumato, confessato ed accertato reato di "peculato d'uso continuato" La Procura Ragusana informava lo Spadaro di avere acquisito agli atti le note “classificate” della Questura di CT. e di RG. (n.1 nota del Fera + 1 della prefettura di CT. + 1 di quella di RG.);
  99. MESSINA. P.p. n n.6785/11 RGNR relativo all’esposto denunzia dello Spadaro trasmesso per fax il 19.10.2011 al Procuratore Guido Lo Forte, di cui al n.95;
  100. REGGIO CALABRIA. p.p. n.7011/08 RGNR/1 (P.M. D.ssa Maria Luisa Miranda, P.O. Spadaro-Agosta) attivato in seguito alla trasmissione alla Procura reggina, da parte del Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce, di una memoria dello Spadaro nel p.p. 1590/97 R.G.N.R. (lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi). In data 25.11.2011 si rinvenivano tra gli atti del p.p. in ME. n.6785/11 RGNR (di cui al n.99) a carico di Fera Agostino per il reato di cui all'art. 323 c.p., tra cui richiesta di archiviazione della suddetta P.M. del 6.8.2009 e decreto d'archiviazione del 19.10.2009 a firma del G.I.P. D.ssa Alessandra Cerreti in RC. Nessuna comunicazione fu data allo Spadaro in quanto venivano considerati P.O. i P.M. in ME. Vincenzo Barbaro e Fabio D'Anna,  come si legge nella richiesta di archiviazione;
  101. MESSINA. P. penale pendente n.6116/2012 RGNR a carico di Fera Agostino per i reati di “calunnia", ratificata dai Carabinieri di S. Croce Camerina il 2 febbraio 2012, relativa alla sua segnalazione del 14 aprile 2011 pregnante di falsità e calunnie indirizzata al P.G. Tinebra, che gli avrebbe consentito di giustificarsi del reato di peculato di cui al n.82, ottenere grazie all'intervento di detto P.G. di continuare ad usare l’auto di servizio e l’autista per accedere al Tribunale di Messina per fatti personali e far ritirare le pistole d'epoca legittimamente detenute dallo Spadaro quale Dirigente Penitenziario in pensione, ai sensi dell'art.7 terzo comma L.21.02.90, n.36;
  102. REGGIO CALABRIA P. Penale n.32/2011 R.G. Atti Relativi a seguito di esposto del 23.06.2011 nei confronti del g.o.t. G. Sofia, già titolare del p.p. n.6548/08 R.G.N.R. a carico di Agosta Sebastiano e Biagio Spadaro di cui al n.72, trasmesso dallo Spadaro per telefax al Pres. del Tribunale Macrì ed al Procuratore Lo Forte e da questi trasmesso alla Procura reggina. (P.M. D.ssa Annalisa Arena). Lo Spadaro in data 3.03.2012 veniva sentito in merito, quale P.O. da S.te della P.S. di Ragusa su delega di suddetto P.M., per confermare la paternità di su detto telefax;
  103. Messina. P. penale pendente n.1329/2013 RGNR a carico di Fera Agostino per il reato di "calunnia", originato da quanto denunziato dallo Spadaro in sede dell' interrogatorio di garanzia di cui ai n.88 e 89 e trasferito dalla Procura di Reggio Calabria a quella di Messina per competenza territoriale. La data ed il luogo di consumazione del reato attribuito al Fera, comunicati dalla Procura della Repubblica di Messina all'avv. Biagio Spadaro sono "in Ragusa il 6.05.2008", cioè quelli della querela sporta dal Fera presso il suo ufficio (all'epoca era procuratore della Repubblica di Ragusa, oggi collocato a riposo) nei confronti del Giornalista Scrittore Dott. Giuseppe Bascietto, in cui tirava in ballo anche lo Storico Dott. Carlo Ruta e l'ex Direttore del Carcere di Ragusa e Cons. Provinciale avv. Biagio Spadaro;
  104. MESSINA. p.enale pendente di cui in atto si sconosce il numero a carico di Fera Agostino per i reati di ”calunnia”, “false dichiarazioni” e “peculato”, così come configurati dall'avv. Spadaro, nella memoria-denuncia del 28.06.2013 nel p.p. n.6548/08 RGNR di cui al n.72, per cui il Giudice D.ssa Valeria Curatolo ha disposto la trasmissione degli atti all'Ufficio della Procura per la qualificazione dei fatti;
  105. REGGIO CALABRIA. P. penale n. 4873/2012 RGNR a carico di Fera Agostino per reato di "calunnia" (art.368 c.p.) in danno dell'avv. Spadaro, P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia. Trasmesso alla Procura di Messina per competenza con provv.to del 25.02.2013. Il Fera rilasciava a s.i.t. false dichiarazioni dicendo che l'intervista del Bascietto al Ruta era stata rilasciata perchè l'avv. Spadaro potesse allegarla all'appello nel merito della sentenza assolutoria prescrittiva di cui al n.21, ben sapendo che all'epoca in cui gli fu rilasciata non era stata emessa nemmeno la sentenza di 1° grado.Il tutto per farlo indagare col Ruta ed il Bascietto per "calunnia in concorso" (artt. 368 e 110 c.p.). Archiviato dal Tribunale di Messina.
  106. MESSINA. P. penale n.1329/13 RGNR a carico di Fera Agostino per reato di "calunnia" (art.368 c.p.) in danno dell'avv. Spadaro, P.M. Dott. Carchietti Antonio, attivato sulla base degli atti trasmessi dalla Procura reggina di cui al n.105. Archiviato a seguito di travisamento dei fatti, con decreto del GIP Dott. DE MARCO Giovanni del 30.09.2013;
  107. REGGIO CALABRIA. P. penale n.5190/2013 RGNR a carico di Fera Agostino per il reato di "falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici" (artt.478 c.p.) in danno dell'avv. Spadaro, P.M. Dott. Mauro Leo Tenaglia, trasmesso alla Procura di Messina per competenza. Il Fera nel denunziare l'avv. Spadaro per i contenuti dell'appello nel merito alla sentenza assolutoria prescrittiva di cui al n.21, via allegava copia dell'atto d'appello dello Spadaro alterandola, per trarne vantaggi giudiziari ed economici. Archiviato dal Tribunale di Messina. Leggasi cliccando di seguito su 56) ORDINATA L'ARCHIVIAZIONE DI UNA GRAVISSIMA VICENDA GIUDIZIARIA PROMOSSA DA FERA AGOSTINO, CONSEGUENTEMENTE INDAGATO PER "CALUNNIA" E PER "FALSITA' MATERIALE" " (13.7.2013);
  108. CATANIA. P. penale n.1058/2013 NCR a carico di Fera Agostino +1, p.o.avv. Biagio Spadaro, P.M. Proc. Giovanni Salvi, relativo ad infondata e strumentale segnalazione dell'allora procuratore dei Minorenni di CT. Fera, che avrebbe determinato l'ablazione delle armi legittimamente detenute dall'avv. Spadaro ai sensi dell'art.7 terzo comma L. 21.02.1990, n.36 e l'autorizzazione al Fera di potere continuare ad usare autista ed auto di servizio per fatti personali (leggasi cliccando di seguito su PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012);
  109. MESSINA. P. penale n.856/2013 F.N.C.R. a carico di Fera Agostino +1, archiviato e relativo agli stessi fatti di cui al n.108, trasmessi per competenza dalla Procura di CT. a quella di ME;
  110. REGGIO CALABRIA. Procedimento p. n.608/98 R.G.N.R. a cui ne sono stati uniti altri 9 (leggasi il n.21) conclusosi con sentenza assolutoria prescrittiva del 20.09.2007 a firma del Giudice D.ssa Tommasina Cotroneo. Appello del dr. Spadaro presso la Corte reggina n.2008/679 Reg. Gen. App., per l’assoluzione anche nel merito (leggasi il n.21) . All’udienza del 29.10.2013 il Presidente della 1° Sezione Penale D.ssa Iside Russo, trasmetteva gli atti al neo 1° Presidente Giambattista Macrì, promosso tale da Presidente del Tribunale di Messina, ai sensi degli artt. 34 e 36 c.p.p. per le valutazioni del caso, rinviando all'udienza del 05.12.2013, data in cui si è constatato che la trattazione era stata  riassegnata alla medesima 1° sezione (di cui fa parte l’autrice dell’impugnata sentenza D.ssa Tommasina Cotroneo), nell’occasione presieduta dal Cons. Dott. Massimo Gullino, che all’atto in  cui  si è trattato l’appello dello Spadaro, l’ha sostituita con altro membro. Preliminarmente veniva rigettata la reiterata richiesta del Fera di costituzione di parte civile, già avanzata in sede processuale, in quanto trattasi di fatti prescritti come da sentenza appellata e pertanto il Presidente del collegio Giudicante rilevava in udienza l’inutilità della  presenza del Fera e del suo avvocato, ai quali tuttavia veniva concessa la facoltà di assistere senza profferir verbo, come per Legge. A conclusione non veniva accolto l’appello dello Spadaro (deposito sentenza entro 90 giorni. Appello in cassazione entro 45 giorni dal deposito). Detto rigetto della costituzione di parte civile avanzata dal Fera, nel mentre per un verso fa venir meno, ope legis, le sue richieste risarcitorie nel procedimento civile pendente presso il Tribunale di Messina n. 762/07 R.G. (in cui ha citato testi che sarebbero stati imputati per "falsa testimonianza, leggasi cliccando di seguito su L'ex direttore Regionale del Lavoro Adamo Vincenzo chiamato a testimoniare da Fera Agostino rende "falsa testimonianza"), fondato sul rinvio a giudizio dello Spadaro nel su detto p.p. 608/98 RGNR che si sarebbe  concluso con la su detta appellata sentenza prescrittiva del giudice Cotroneo Tommasina e di fatto sospeso dal G.O.T. in Messina Dott. Natale Zumbo, in attesa dell'esito di suddetto appello, per l’altro legittima la richiesta risarcitoria riconvenzionale dello Spadaro fondata su un impianto giuridico granitico, inattaccabile e documentalmente provato, fondato sull'accanimento giudiziario del neo procuratore Fera nei confronti dello Spadaro nell’esercizio delle sue funzioni di Direttore del Carcere di RG. con l’attivazione di ben 12 p. penali auto assegnatisi (leggasi dal n.1 al n.12), finiti nel nulla grazie alle logoranti memorie difensive dello Spadaro con conseguenti infarti acuti del miocardio, tranne che per uno per cui sarebbe stato rinviato a giudizio per abuso d'ufficio, processato ed assolto con sentenza del Presidente Dott. Michele Duchi, appellata dalla Procura del Fera con motivi d'appello che sarebbero risultati "documentalmente smentiti" come si legge nella sentenza confirmatoria della Corte di Appello di Catania Presieduta dal Cons. Alfio Cocuzza. Leggasi cliccando di seguito su ……UN CASO DA 4.000.000/00 (QUATTROMILIONI/00) DI EURO !..!..!..."(8.7.2007). Ma il paradosso sta nel fatto che, subito dopo detto appello, la procura della Repubblica di Ragusa presieduta dal Fera,  chiese, ottenendola, l’assoluzione del comandante delle Guardie Carcerarie di Ragusa m. llo Malandrino Corrado, imputato e processato “per il reato p. e p. dall’art.323 c.p. per avere quale maresciallo comandante degli agenti di custodia della casa circondariale di Ragusa abusato del suo ufficio al fine di procurare un ingiusto vantaggio ad alcuni detenuti, così arbitrariamente spostando varie volte di cella Dominante Carmelo, assegnando alla sezione minorati  fisici Giannone Giovanni, facendo ammettere al lavoro Carbonaro Bruno ed esercitando pressioni sul personale della casa circondariale perché fossero ammessi al lavoro anche Dominante Carmelo e Carbonaro Claudio, tutti arrestati per associazione di stampo mafioso e che spesso convocava nel suo ufficio per colloqui, non sempre registrando gli incontri. In Ragusa fino all’agosto 1991” ,così vanificando le laboriose indagini condotte dal predecessore del Fera, Procuratore Dott. Paolo Frasca (p. penale n.968/91 R.G.N.R.) in sinergia col Questore, col Comando Prov. dei Carabinieri e con lo scrivente che ne aveva tempestivamente denunciato i fatti nella veste di neo Direttore del Carcere di Ragusa, succeduto al dr. C. Cesareo. (leggasi ilparagrafo n.3);
  111. RAGUSA. Procedimento amministrativo n.116462/2010 promosso dall'Agenzia delle Entrate di Ragusa nei confronti dell'ex Direttore del Carcere di Ragusa avv. Biagio Spadaro, durante la presidenza della Commissione Tributaria Proviciale di Ragusa di Fera Agostino, carica mantenuta cotestualmente a quella di procuratore della repubblica di Ragusa anche dopo il suo trasferimento presso la procura della Repubblica dei Minorenni di Catania: l'una e l'altra lasciate con dispiacere il 13.06.2013 per collocamento a riposo d'ufficio. I fatti di seguito sintetizzati sono avvenuti durante le direzioni dell'Agenzia delle Entrate di Ragusa di un amico e consocio lions del Fera, che gli cedette il posto alla presidenza del lions club di Ragusa in occasione dell'interrogazione parlamentare con cui l'ex ministro della Giustizia On.Prof. Oliviero Diliberto ne richiese la rimozione (leggasi cliccando di seguito su "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 interviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3) e del suo successore alla Direzione di detta A.d.E., anch'egli amico del Fera sin da quando era Direttore dell'Ufficio del Registro di Ragusa. Nel lasso di tempo dal 25.11.2008 al 12.01.2010, l'ex Direttore Spadaro fu destinatario di una raffica di accertamenti degni di maggior causa, atteso che gode di una dignitosa pensione con trattenute alla fonte conquistata dopo 37 anni di servizio e che possiede un appartamento a Ragusa ed un ettaro di terreno con fabbricato rurale a S. Croce Camerina. Per il periodo d’imposta 2006, nonostante l'esibizione di una ricevuta informale, firmata dal titolare della ditta funebre attestante l’esborso di €.5.800/00 per i funerali e la cremazione della sua defunta moglie di cui aveva chiesto il rimborso delle detrazioni fiscali di Legge (€.1.500,00), nonostante avesse documentato loro, come i titolari di detta ditta fossero stati arrestati su richiesta del Procuratore della Repubblica di Ragusa Dott. Carmelo Antonio Petralia, fra l'altro per non avere fornito ai clienti, tra cui lo Spadaro, le fatture dei funerali, per cui, oltre a non avere avuto nessun rimborso, ha dovuto versare, il 12.01.2010  all’Agenzia delle Entrate €.733,97  per il periodo d’imposta 2006 ed in pari data €.2.537,60 per il periodo d’imposta 2004 prescritto, ed ancor prima, il 25.11.2008 €.1.439,55 per il periodo d’imposta 2005, pur di non avere fastidi. Con nota del 18.12.2010 pervenutagli  alla vigilia di Natale (24.12.2010) detta A.d.E. gli notificò, rovinandogli le festività e facendogli sfiorare l’infarto (fu costretto a rivolgersi al cardiologo che lo ha in cura da un ventennio) il primo ed unico avviso di pagamento per il periodo d'imposta 2007 della somma di €.22.019,12, comprensiva di €.11.300,00 di IRPEF sulla pensione, già trattenuta alla fonte, + le addizionali comunali e regionali anch'esse trattenute alla fonte + €.3.840,00 di un rimborso mai ricevuto avendone richiesto, nella denunzia dei redditi, il conguaglio con l’ICI, subito dopo abolita. Il tutto maggiorato di interessi (€.1.370,11) e sanzione (€.3.185,809). Possibile che chi ha trattato la pratica sconosceva che l’IRPEF sul reddito da pensionato dello Spadaro e le addizionali regionali e comunali, gli erano già state trattenute alla fonte, come anche che non aveva mai incassato gli €. 3.840,00 richiesti a conguaglio dell'ICI? Pertanto lo Spadaro, con perdita di tempo sottratto ai propri impegni di pensionato, chiariva i fatti con detta A.d.E. e se ne tornava tranquillo a casa. Ma ecco la sorpresa: a distanza di un anno esatto, alla vigilia di Natale del 2012, senza aver mai ricevuto nessun invito da parte di detta Agenzia delle Entrate, lo Spadaro riceveva una raccomandata contenente una cartella con cui "SERIT SICILIA SPA (ora RISCOSSIONE SICILIA SPA) gli intimava il pagamento di €.4.629 + 1.388,70 di sanzioni + 559,28 di interessi, relativa al suddetto periodo d'imposta (2007). Lo Spadaro ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale, presieduta dal successore ed amico del Fera giudice dr. Ciarcià Michelino che rigettava il ricorso, per cui si appellava alla Commissione Tributaria Regionale di Palermo, Sez. Staccata di Catania (in cui a dirigere la C.t.P. c'è il p.g. Tinebra Giovanni) che con ordinanza del 21.01.2016, ritenuta la sussistenza dei presupposti di Legge sospendeva l'esecuzione dell'atto impugnato limitatatamente alla sanzione, fissando per la trattazione del merito l'udienza del 10.03.2016, di cui a tutt'oggi, 23.06.2013 si sconosce l'esito che dovrebbe essere vittorioso, atteso che la natura della sanzione è accessoria al capitale per cui è imposizione e da cui logicamente deriva e che diversamente sarà presentato ricorso per Cassazione con ulteriore aggravio di spese per l'A.d.E., oltre a sporgere denuncia-querela contro i funzionari dell’Agenzia delle Entrate per una serie di reati: dal falso ideologico, alla diffamazione, all'abuso di potere ed anche all'estorsione (l'omesso invito dell’Agenzia delle Entrate altro non è stato che un atto prodromico dell’esecuzione forzata attraverso la notifica della cartella di pagamento). Una tale prospettazione pur se in generale possa ritenersi lecita in rapporto a una attività legale, diviene minaccia e strumento di estorsione laddove miri al perseguimento di un ingiusto profitto con altrui danno. Intanto si consiglia la lettura cliccando di seguito su RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014)., in cui è riportata un'intervista rilasciata dal valente e coraggioso C.te Prov. della G.d.F. Col. Dott. Francesco Fallica, oggi a Roma a ricoprire più alto e prestigioso incarico. Con sentenza n.4128/2016 depositata il 28.11.2016, la 17° sezione di detta C.T.R. (Maiorana Antonio presidente, Vasta Isidoro relatore, Florio Fabio giudice) sconfessando se stessa deliberava "P.Q.M. Sciogliendo la riserva, rigetta l'appello del contribuente. Conferma la sentenza impugnata. Spese compensate." Ma come si possono compensare le spese se si assume che uno dei due ha torto? Ed ancora come si può emettere una sentenza del genere dopo avere scritto nell'ordinanza del 21.01.2016 "Ritenuta la sussistenza dei presupposti di l egge, sospende l'esecuzione dell'atto impugnato limitatamente alla sanzione. Fissa per la trattazione del merito l'udienza del 10 marzo 2016 ore 10,30. Manda alla segreteria per l'avviso alle parti". Per fortuna è intervenuta la legge sulla "rottamazione delle cartelle" (abbattimento di sanzioni ed intetressi), per cui lo Spadaro pur nel certo convincimento che avrebbe vinto il ricorso per cassazione, vi aderiva. Il 06.05.2017 si spegneva a Catania, all'età di 67 anni Tinebra Giovanni;
  112. RAGUSA. Procedimento Amministrativo n.2011/27441/PA/ AREA 1 della Prefettura di Ragusa. Con provvedimento d'urgenza del 12 agosto 2011 eseguito il 30 agosto 2011, a firma del funzionario responsabile del procedimento e del Dirigente dell'Area 1 VICEPREFETTO D.ssa Concetta Caruso (improvvisamente trasferita presso la Prefettura di Trapani), venivano tolte all'ex Dirigente Penitenziario avv. Biagio Spadaro le armi legittimamente detenute senza licenza ai sensi dell'art.7 terzo comma L.21.02.1990, n.36. Il provvedimento d'urgenza fu eseguito a distanza di quattro mesi dalla segnalazione del 14.04.2011 al P.G. di CT. Tinebra Giovanni, con cui l'ex s.procuratore dei minorenni di Catania Fera Agostino, chiedeva "tutela" temendo lo sguardo dello Spadaro "Spadaro incontrandomi o incrociando lo sguardo, è solito guardarmi sempre con occhi torvi quasi a volermi colpire con gli occhi...., certamente a costui non manca la possibilità di arrecarmi male fisico......sapendolo legittimo detentore di armi, ritenendo che egli non sia completamente sano di mente, come può rilevarsi oltre che dal suo comportamento anche dal suo aspetto fisico (?.!.?) , ritengo di chiedere all'E.V. un provvedimento di tutela, che nel passato ho rifiutato (? ? ? ) perchè non ritenevo, come adesso di correre pericoli, ma la coalizione ora formatasi tra Spadaro, Ruta Carlo, Agosta Sebastiano e Andolina Ignazio che ritengo miei calunniatori (Spadaro è incensurato e gli altri mai condannati per calunnia) ....., mi induce a rivolgermi a Vostra Eccellenza, per cercare di riacquisire un pò di serenità".
  113. RAGUSA. Procedimento Penale n.683/11 AGNR (Parte Offesa Avv. Biagio Spadaro). Detto procedimento attivato su denuncia dello Spadaro, è relativo all'ablazione delle armi da egli legittimamente detenute di cui ai paragrafi 112 e 114. Richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica notificata il 27.04.2015. Opposizione del Direttore Spadaro del 06.05.2015. Fissazione di Camera di Consiglio per il 26.01.2016 a seguito di mancato accoglimento della richiesta di archiviazione da parte del G.I.P. Dott. Claudio Maggioni, che il 28.01.2016 dopo aver sentito l'avv. Spadaro, unico presente (nè al fascicolo risultava che avesse avvisato gli indagati) ne decretava l'archiviazione;
  114. RAGUSA. Procedimento Penale n.860/12 ANCR unito a quello di cui al precedente n.113;
  115. RAGUSA. Procedimento Amministrativo. Con decreto n. 21376/PA/A1 del 03 settembre 2014, a firma del Prefetto di Ragusa Dott. Annunziato Vardè è stato revocato il decreto del suo predecessore d.ssa Cannizzo Francesca a firma del v. prefetto Caruso Concetta, subito dopo trasferita a Trapani, di ablazione delle pistole legittimamente detenute dal dirigente a.r. del Carcere di Ragusa avv. Biagio Spadaro ai sensi dell'art.7 terzo comma della Legge 21.02.1990, n.36, che pertanto è rientrato in possesso delle sue pistole. Le armi erano state tolte allo Spadaro sulla base di una segnalazione del 14.04.2011 dell'allora procutatore dei Minorenni di CT. Fera Agostino al caro suo amico P.G. di CT. Tinebra Giovanni (Tinebra, malato per i pm loquace con La Sicilia**Toghe. Bocche cucite che parlano sul caso Russo. Tinebra ...). Segnalazione strumentale a giustificarsi del confessato reato di "peculato d'uso aggravato e continuato" ed a farsi legittimare l'uso dell'autista e dell'auto di servizio per fatti personali. Segnalazione che, alla luce di suddetta revoca, costituisce corpo del reato di "calunnia" consumato dal Fera e da quanti ne hanno avallato le mensogne in danno dello Spadaro. Potrai conoscere nei dettagli l'intera vicenda cliccando di seguito su: 91) LE PISTOLE DEL DIRETTORE (il Prefetto Vardè rende GIUSTIZIA all'avv. Spadaro) (04.10.2014) e su "PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012);
  116. MILANO. Procedimento penale n.32710/2008 RGNR su querela di Fera Agostino per art.595 c.p. a carico del Direttore pro tempore del "Corriere della sera Dott. Paolo Mieli e del suo inviato speciale Dott. Paolo Distefano, in cui fa riferimento a Ruta-Spadaro-Andolina. La figlia del Fera, avv. M. Francesca, nella foga di difendere il padre e di influenzare il giudice, rivolge al teste On. Oliviero Diliberto delle domande non suggestive, ma affermative di fatti e circostanze false, destituite da ogni fodamento, tese a mettere in cattiva luce il Direttore Biagio Spadaro, il Dott. Carlo Ruta ed il Cancelliere Dirigente presso la Procura ragusana diretta dal padre Ignazio Andolina. Leggasi cliccando di seguito su 95) La testimonianza a Milano dell'ex Ministro Diliberto smentisce l'ex s. procuratore Fera(31.12.2014).
  117. Messina. Proposta di Atto d'Appello n.5/15 REG.IMP. e n.3/15 REG. IST. IMP. e n. 972/15 Reg. Gen. Corte App. con udienza fissata per il 20.03.2017. Fera Agostino, frustrato per l'esito della sentenza n.2154/2014 Sent. emessa il 27.10.2014 dal Tribunale di Messina con la quale il Direttore Spadaro è stato assolto  dal reato di cui all’art. 595 c.p. “per non aver commesso il fatto” e l' Ing. Sebastiano Agosta “per estinzione del reato mortis causa” , ha depositato proposta di atto d'appello alla C.d A. ai soli effetti della responsabilità civile il 13.03.2015. Trattandosi di appello temerario che ai sensi di Legge dovrebbe ritorcerglisi contro, l'ha fatto dopo che altrettanto avevano fatto agli effetti penali sia il p.m. Monaco che la s. p.g. Napoli (“aria fritta” contro “aria fresca” che si sarebbe respirata presso la Procura di Ragusa con l'avvento del suo successore Procuratore Dott. Carmelo Antonio Petralia, contenuta in un volantino sottoscritto e divulgato dall’Ing. Agosta con documentata assunzione di paternità).

    Il paradosso è che i propositori dell'appello P.M. Monaco Fabrizio vistato dal procuratore Lo Forte Guido, sono gli stessi che ne avevano richiesto l'archiviazione, non accolta dal g.i.p. Genovese Francesco Antonio che aveva ordinato la formulazione coatta dell'imputazione, che è lo stesso che il 23.12.2009 aveva decretato l' archiviazione del p.penale n.6876/07 R.G.N.R. a carico di Fera Agostino + 2 per "abuso d'ufficio" (P.M. Dott. Fabrizio Monaco vistato dal procuratore Lo Forte Guido), nonché del p.p. n.5168/08 R.G.N.R. sempre a carico di Fera Agostino per "abuso d'ufficio" ( p.m. dr. Siciliano Giuseppe fino ai suoi arresti e dopo p.m. Vincenzo Barbaro). Inoltre i P.M. Lo Forte -Monaco sono gli stessi che avevano richiesto l'archiviazione del p.p. n.52/2011 RGNR mod. 21/bis per art.594 a carico del Fera, che all'udienza dell'08.10. 2010 nel p.civile n.762/2007 R.G. (ora assegnato al Giudice Francesco Catanese) ingiuriava il Dott. Spadaro dicendogli "LEI E' UN CALUNNIATORE", ben sapendolo incensurato. La Procura e la Procura Generale sono le stesse che, allorquando il Fera da imputato reo confesso dei delitti pp. e pp. dagli artt.81 e 314 co.2° c.p., fu assolto con sentenza n.388/2012 Reg. Sent. del 05.10.2012 “perché il fatto non costituisce reato”, non ritennero di appellarla, nonostante sia il Procuratore Generale che il Procuratore della Repubblica ne fossero stati invitati a farlo dal Direttore Spadaro e dal Cancelliere Dirigente (presso la Procura ragusana gestita dal Fera) Dott. Ignazio Andolina (leggasi cliccando di seguito su PECULATO D'USO CONTINUATO: LA SENTENZA SHOCK CON CUI IL GIUDICE MASTROENI ASSOLVE FERA AGOSTINO (30.10.2012), precisando che il giudice Mastroeni a distanza di 20 giorni da detta sentenza, a seguito di camera di consiglio in cui si riservava, il 25.10.2012 decretava l'archiviazione del p. p. n.6785/11 RGNR mod. 21 a carico di Fera Agostino per il reato p. e p. dall’art.323 c.p. (P.M. Dr. Fabrizio Monaco). Proposte di atto d'appello per l'aria fresca che, per quanto sopra, appaiono palesemente contraddittorie, discriminatorie ed in aperta violazione dell'art.3 del Dettato Costituzionale, rilevabili, se non già rilevate d'ufficio, al fine di sancirne in autotutela l'improcedibilità in difesa dell'onore e del prestigio dell'importantissimo Servizio Pubblico rappresentato dall'Istituzione GIUSTIZIA messinese. Certo è che la sentenza pienamente assolutoria della D.ssa Valeria Curatolo, Giudice acclaratamente puntigliosa, stimata ed apprezzata dai Messinesi, dai suoi Colleghi, dall'Ordine Forense e per per quanto ho potuto constatare nelle udienze, anche dallo scrivente, è di estrema correttezza, anche se non ha ritenuto come avrebbe potuto e come richiestole, di condannare il querelante ai danni ed alle spese. Per cui sarebbe opportuno che i Giudicanti della Corte d'Appello, applicando la Legge, condannassero il Fera ai sensi degli artt.427 e 542 del c.p.p. . A ciò aggiungasi cosa ne penserà il P.G. sui dubbi circa la legittimità della dichiarazione d’appello e contestuali motivi del 10.03.2015 a firma della sua sostituta D. ssa NAPOLI VINCENZA avverso la sentenza n.12514/2014 (in realtà n.2514/2014) riferita a Spadaro Diego con delega per la notifica ai CARABINIERI di Scaletta Zanclea luogo di residenza del su detto (persona diversa da Spadaro Biagio residente in S. Croce Camerina e domiciliato a Ragusa presso M.C. Prestipino Giarritta). Dichiarazione d’appello in cui la D.ssa Napoli fa riferimento alla proposta di impugnazione dell'avvocato del Fera, Giannone Salvatore Daniele (di cui “condivide pienamente le argomentazioni”), che risulta essere stata depositata presso detta C.d.A. tre giorni dopo, cioè il 13.03.2015. Anche il relativo decreto di citazione per il giudizio d’appello  è stato affidato per la notifica a Spadaro Diego ai CARABINIERI di Scaletta Zanclea che dopo accertamenti eseguiti l’hanno trasmesso a quelli di Ragusa che l’hanno notificato al Direttore Biagio Spadaro alla vigilia della scadenza dei termini di Legge.

    Inoltre si ritiene doveroso da parte del 1° Presidente della C.d.A. adita, una volta reso edotto dell'accaduto, sancire e sarebbe la scelta migliore, l'improcedibilità della proposta d'appello per su detti comportamenti palesemente contraddittori, discriminatori ed incostituzionali, a maggior ragione perchè potrà essere doviziosamente informato degli antefatti, da due dei componenti della sua Sezione Penale, che da giudici del Tribunale di ME. avevano decretato l'archiviazione, l'uno del p.p. n.3050/97 R.G.N.R. stralcio del n.909/97 R.G.N.R. (p.m. Zumbo Antonio e Romano Vincenzo) per art. 323 a carico di Fera Agostino e l'altra del p.p. n.242/07 R.G.N.R. (p.m. dr. Vincenzo Barbaro) per i reati p. e p. dagli artt.378 e 323 c.p. relativo agli omicidi Tumino-Spampinato, sempre a carico di Fera Agostino (leggansi i precedenti paragrafi n.ri 1,13 e 14). Intanto ringrazi il Fera, di non essere stato condannato, come in atti richiesto dagli avvocati dello Spadaro, ai danni ed alle spese ed alla provvisionale di €.50.000,00 richiestagli dall’Agosta prima di morire con memoria del 02.08.2013 in atti, anche se il suo temerario appello, offre alla Corte adita ed a chiunque ne sia facultato, l'opportunità di rimediare ai sensi di Legge, rendendo onore, com'è giusto che sia, al Giudice Valeria Curatolo, alla sua Sentenza, a tutti i Giudicanti del Tribunale e della Corte d'Appello di Messina, che infine sono quelli che pagano nei casi di accertati errori giudiziari in cui sono indotti dai Pubblici Ministeri, oltre che all'operoso Popolo Italiano che paga le tasse (di cui fa parte il Dott. Spadaro, leggasi il par. n.111) in nome del quale si amministra la Giustizia ed al cui servizio deve ritenersi tutta la P.A., in primis l'intero Ordine Giudiziario che ne viene adeguatamente retribuito. Appello che, consente altresì di fare accertare quanto fatto verbalizzare dalla Giudice Curatolo all'udienza del 28.10.2013, circa una querela del 12.08.2013 presentata dal procuratore dei Minorenni di CT. Fera al suo successore Procuratore Petralia, unitamente ad una dichiarazione manoscritta di Agosta Matilde (figlia del de cuius Sebastiano) a lui indirizzata e da questa consegnata al suo caro amico e consocio lions avv. Pannuzzo Giovanni perchè gliela facesse avere. Documenti in cui è chiara la congiura Agosta Matilde-Fera Agostino-Pannuzzo Giovanni e Di Paola Carmelo (come si sarebbe scoperto in seguito) tesa ad indurre la Giudice Curatolo a rovesciare lo scontato verdetto di piena assoluzione dello Spadaro del tutto estraneo ai fatti. Giudice che si è limitata a rilevare che non ne avrebbe tenuto conto, per la loro estraneità al tema decidendi dell'<<aria fresca>>, per cui il Fera piuttosto che appellarne la sentenza aspramente criticandola, avrebbe dovuto ringraziarLa ancora una volta per le traumatiche iniziative di Legge che non ha ritenuto di adottare in corso d'udienza nei suoi confronti (art.317 c.p.) Fatti proposti dal Fera (ampiamente trattati dallo Spadaro con memoria-denunzia in atti del 05.06.2014), secondo il medesimo disegno (smascherato dalle indagini nel p.p. n.1590/07 RGNR) da egli attuato con l'operosa collaborazione del suo caro amico, consocio lions, compagno di giochi, presidente dei probiviri della Banca Agricola Popolare di Ragusa, suo difensore di fiducia nonchè della COFARM con sede in Ragusa avv. Di Paola Carmelo alias "Ioca De Palomar" e della di lui segretaria Spata M. Giovanna, relativo alle lettere anonime al P.G. Tinebra ed al Pres. Duchi; significando che il Procuratore dell'intera provincia di Ragusa Dott. Carmelo Antonio Petralia proveniente dalla D.N.A., non è certamente Magistrato che si presta ad apporre firme d'avallo su cambiali in bianco, che qualificando chi le propone, sono offensive dell'onore, dignità e correttezza non solo di ogni rappresentante della Giustizia, delle FF.AA. e della P.A., ma di ogni persona per bene, tant'è che a due anni di distanza da suddetta autoreferenziale querela, nessuno ha mai sentito in merito il dott. Spadaro, per cui c'è da presumere che il relativo procedimento sia stato archiviato. Motivo per cui, poichè il Fera si è qualificato proponendo come sopra, un appello nato morto e sollevando cancan ad alta risonanza per l' <<aria fresca>> all'unico scopo di infastidire lo Spadaro, s'impone di verificare l'asserita esistenza di detta querela presso la Procura di Ragusa e se veritiera, analizzarne i relativi contenuti per il di più a praticarsi, in scrupolosa osservanza della "legge del taglione". Infatti allorchè il p.m. Romamo Vincenzo richiese, ottenendola, l'archiviazione del p.p. n.909/97 RGNR e dello stralcio n.3050/2007 RGNR, a carico del Fera + 2 per abuso d'ufficio, questi, sulla base del decreto d'archiviazione del 12.05.1998 a firma del G.I.P. Carmelo Cucurullo (che negò alle P.O. Cons. Provinciali Dott. Biagio Spadaro e Prof. Giuseppe Giannone la visione e l'estrazione di copie dal fascicolo), li denunziò per "calunnia" facendovi inequivocabili riferimenti, rei di averlo contro denunziato in merito ai fatti di cui al p. penale n.126/2007 RGNR (caso Mauro di cui al precedente paragrafo n.12), che da procuratore della Repubblica di RG. si era auto assegnato. Pertanto si faccia un bell'esame di coscienza l'ultra settantasettenne FERA prima di rendere la propria anima al Creatore e dedichi quanto gli resta da vivere a distrarre la parte eccedente del suo succulento vitalizio ai bisognosi (diseredati, persone che non sono in grado di pagare la bolletta della luce o di comprarsi la bombola del gas, di alimentarsi, di mandare i propri figli a scuola, superstiti di quanti si sono visti crollare tutto quanto avevano costruito in un'intera vita di lavoro e di sacrifici immensi suicidandosi, disperati di ogni risma) piuttosto che continuare a pestare acqua nel mortaio, spingere fumo con la spranga, tentare di inquinare con aria fritta l'<<aria fresca>>, continuare a rompere i "cabbasisi" al Direttore Spadaro pretendendo che gli altri credano che sia lui a romperglieli, ostinandosi a far finta di non voler capire che LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI e correndo il rischio, da pensionato qual'è, di impattare contro qualche "GIUDICE A BERLINO" adamantino e sordo a qualsivoglia pressione, che glielo farà capire una volta per sempre, unitamente a quel che resta dei suoi amici "eiusdem furfuris". Fera Agostino prenda atto della realtà e si rassegni, tanto ormai anche le pietre sanno il perchè di siffatta ossessionante inopinata inaudita ostinazione nel pretendere di far entrare l'asino per la coda, anche se con un pò di lungimiranza non dovrebbe riuscire difficile classificare, nel gioco delle parti, le vittime ed i carnefici, le une e gli altri ignari come "Argo il Cieco" di essere nemici di loro stessi. Ora che le maschere sono cadute, le azioni hanno trovato il loro giusto apprezzamento e le fantasmagorie sono svanite, tema il Fera, piuttosto che la tardiva GIUSTIZIA deli uomini, talvolta fallace ed incapace di indagare su se stessa, soprattutto quella infallibile del "CONTRAPPASSO" alla quale nessuno sfugge e con lui la parte residuale di quanti, ancora indenni, ma sub iudicio, hanno opportunamente finto di essergli amici secondo il detto popolare che "i ragusani hanno sei facce come il caciocavallo", qualificandosi e qualificandolo, (leggasi cliccando di seguito su: * Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Giovanni Tinebra ed al Presidente Michele Duchi? ; * L'EX DIRETTORE REGIONALE DEL LAVORO ADAMO VINCENZO CHIAMATO A TESTIMONIARE DA FERA AGOSTINO RENDE "FALSA TESTIMONIANZA"(17.12.2012) *la pubblicazione del Mafiologo dei colletti bianchi Scrittore Dott. Carlo Ruta dal titolo "La banca degli amici" (Rapporto sulla BAPR) edizione le pietre dell'8 maggio 2006; * "Gli insabbiati" - Sottotitolo "Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall'indifferenza" di Luciano Mirone edito nel 1999 da Castelvecchi; * "Cono d'ombra. La mafia a Ragusa" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa s.r.l. , Palermo-marzo 1997; * "Politica e Mafia negli iblei" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa, Palermo-dicembre 1997; * "I Vittoriesi la mafia e i complici" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa, Palermo-febbraio 1999; * "I Mandanti. Mafia, economia e politica nel sud-est siciliano" di Carlo Ruta, Edizioni La Zisa, Palermo-aprile 2000; *Lo scandalo Vittoria e la mala giustizia a Ragusa" di Carlo Ruta Edizioni le pietre, Palermo-novembre 2002; * " Morte a Ragusa" sott."Il delitto Tumino, Giovanni Spampinato e le macchinazioni della legge" di Carlo Ruta, Edizioni PittiGrafica, Palermo-gennaio 2005 (2° edizione). All'udienza del 20.03.2017, presenti l'Avv. Domenico Germolè per lo Spadaro anch'egli presente, il s. P.G. Napoli Vincenza e l'avvocato del Fera, Giannone Salvatore Daniele, il Presidente del Collegio Giudicante Dott. Alfredo Sicuro, preso atto dello sciopero degli avvocati rinviava all'udienza del 18.09.2017. In detta udienza, presenti, Biagio Spadaro ed il suo Avv. Domenico Germolè, l'avv. del Fera, Giannone Salvatore Daniele, il collegio giudicante presieduto dal Pres. Dott. Alfredo Sicuro, relatrice la Cons. Dott.ssa M. E. Grimaldi, la pubblica accusa cons. Trapani Adriana chiedeva di condannare lo Spadaro ad una multa di €.1.000/00. Dopo 7 ore di camera di consiglio, il Presidente dava lettura del sotto riprodotto dispositivo della sentenza:SICUro Amarezza per il Fera informato dal suo avvocato Giannone Salvatore Daniele e per la pubblica accusa. Piena soddisfazione dello Spadaro, dell'inseparabile sua compagna Preside Maria Concetta Prestipino Giarritta presente, dell' Avvocato Domenico Germolè e delle famiglie Spadaro, Sardo, Bertone, Cocuzza, Melfi. In tutta evidenza trattavasi di "appello temerario", con annessi, connessi, presupposti e soprattutto conseguenziali. g e g. CE
    SPADARO-GERMOLE'- C. PRESTIPINO GIARRITTA
  118. RAGUSA. P. penale n.3788/2013 su denunzia-querela ratificata dalla P.S. di RG. di Fera Agostino delle ore 09,55 del 12.08.2013 per art.595 c.p. a carico di Biagio Spadaro, che ne apprendeva l'esistenza per bocca del Fera all'udienza del 28.10.2013 nel p.p. presso il Tribunale di Messina n.6548/08 R.G.N.R. a carico di Agosta Sebastiano e Biagio Spadaro, di cui al n.72 (querela strumentale ad influenzare il Giudice Valeria Curatolo che non ne avrebbe tenuto in quanto estranea al tema decidendi e che avrebbe assolto lo Spadaro "per non aver commesso il fatto"). Richiesta di archiviazione del P.M. del 10.12.2014, decreto di archiviazione del Giudice di Pace Avv.Salvatore Lo Cicero del 16.02.2015;
  119. RAGUSA. P. penale n.3790/2013 su denunzia-querela ratificata dalla P.S. di RG. di Di Paola Carmelo delle ore 10,17 del 12.08.2013 per art.595 c.p. a carico di Biagio Spadaro. Richiesta di archiviazione del P.M. del 10.12.2014, decreto di archiviazione del Giudice di Pace Avv.Salvatore Lo Cicero del 16.02.2015;
  120. RAGUSA. P. penale n.2440/15 R.G. Mod. 21 su denunzia ratificata dai Carabinieri di RG. il 18.06.2015 di Biagio Spadaro per art. 368 c.p. a carico di Fera Agostino e Di Paola Carmelo + 2. Lo Spadaro appreso dal Fera dell'esistenza della querela di cui al n.118 ne chiedeva gli atti e scopriva di essere stato denunziato anche dal Di Paola (119) per i medesimi fatti, per cui li contro denunziava per calunnia e quant'altro. Richiesta di archiviazione del P.M. del 22.09.2015. Decreto di archiviazione del GIP Giovanni Giampiccolo del 05.01.2016;
  121. ROMA. Corte Suprema di Cassazione su ricorso dell'avv. Biagio Spadaro per l'assoluzione nel merito avverso la sentenza prescrittiva del giudice reggino Cotroneo Tommasina n.1081 del 20 sett.2007 (leggasi il precedente par.n.21), avverso la quale lo Spadaro si era appellato con esito negativo alla C.d.A. di R. Calabria (pres. Gullino Massimo). La VI° Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione - Presidente Cons. Dott. ANTONIO AGRO' - relatore Cons. Dott. DOMENICO CARCANO - Procuratore Generale Dott. FRANCESCO MARIA IACOVIELLO con sentenza n.40407 dell'08/09/2015, ha "annullato senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non sussiste". Leggasi cliccando di seguito su " La Cassazione abbatte la colonna portante della montagna di accuse ordite dall'ex procuratore Fera in danno del Direttore pro tempore del Carcere di RG. Cons. Prov. Dott. Biagio Spadaro 20.09.2015";
  122. RAGUSA. P. penale n.501/2015 RGNR trasferito a RC. su querela di Fera Agostino (titolare Procuratore Carmelo Antonio Petralia che ne ha delegato successivamente il suo sostituto Dott. Gaetano Scollo) relativa ai contenuti del Ricorso per Cassazione (atto scriminato ope legis) vinto dallo Spadaro (leggasi il precedente par.n.121), presentata alla Procura della Repubblica di Ragusa nel marzo 2015 (come si evince dalla richiesta di proroga del termine di durata delle indagini preliminari scaduto il 19.09.2015) allorchè il querelante, dopo due gradi di giudizio a lui favorevoli era erroneamente convinto di vincerlo. Lo Spadaro, visto l'esito del ricorso per Cassazione a lui favorevole, intervenuto dopo detta querela del Fera, si è visto costretto, suo malgrado, a controdenunziarlo in sede d'interrogatorio di garanzia per i delitti pp. e pp. dagli artt.595, 368 e 612/Bis c.p. Il Procedimento è stato trasferito il 17.03.2016 alla Procura della Repubblica di R. Calabria "per competenza territoriale". Procura capeggiata all'epoca dei fatti dal dr. Antonio Catanese (leggasi il par.21) a cui sarebbe succeduto il formidabile Procuratore Capo Antimafia Dott. Giuseppe Pignatone affiancato dall'Aggiunto non meno coraggioso ed integerrimo Dott. Michele Prestipino Giarritta, oggi diretta dal Procuratore Capo Antimafia Dott. Federico Cafiero de Raho Magistrato di indiscusso valore ed onestà, garante della Legalità;
  123. CATANZARO. P. penale n.1771/2016 RGNR mod.44 pendente per "abuso d'ufficio" (art.323 c.p.) in Messina nel 2011 nei confronti di ignoti, P.M. Dott. Paolo Petrolo, Persona Offesa Direttore Biagio Spadaro;
  124. REGGIO CALABRIA. P. penale n.2289/2016 RGNR proveniente dalla Procura di Ragusa, di cui al n.122. Titolari Procuratore della Repubblica Dott. Federico Cafiero de Raho e S. Procuratore Dott. Angelo Gaglioti. Avviso di conclusione delle indagini del 15.04.2016, notificato alle parti il 03/05/2016, per art.368 comma 1° c.p. a carico del Direttore Spadaro, con udienza preliminare fissata per il 06.10.2016 dal Giudice Adriana Trapani. Udienza rinviata per le conclusioni e la sentenza al 15.12.2016 (leggasi cliccando di seguito su 74) PER I MEDESIMI FATTI INDAGINI A CARICO DEL FERA E GIUDIZIO ABBREVIATO PER SPADARO (06.10.2016)". In tale data, presenti il P.M. A. Gaglioti, il Fera ed il suo avvocato Giannone Salvatore Daniele, lo Spadaro la sua compagna Preside M. Concetta Prestipino Giarritta (la cui contestata presenza in aula fu decisa dal Giudice) ed il suo Avvocato Sonia Bertone, veniva pronunciata la sotto riprodotta sentenza assolutoria, significando che la narrativa dello svolgimento dell'udienza potrà essere visionata cliccando di seguito su GIUSTIZIA E' FATTA: ENNESIMO FLOP DI FERA AGOSTINO (17.1.16)
  125. REGGIO CALABRIA. P. Penale n.3366/2016 RGNR a carico di Fera Agostino per i reati di "diffamazione" (art.595 c.p.), "atti persecutori - Stalking" (art. 612 bis. c.p.) e "calunnia" (art.368 c.p.) in danno della Parte Offesa Biagio Spadaro, attivato a seguito della controdenunzia dello Spadaro di cui al n.122 e trasferito il 03.06.2016 per "competenza funzionale ex art.11 c.p.p." alla Procura della Repubblica di Messina con provvedimento del 23.05.2016 del P.M. Dott. Angelo Gaglioti, controfirmato dal Procuratore Capo Dott. Federico Cafiero de Raho il 25.05.2016. Giova far presente che oltre alle accolte richieste di procedere come sopra nei confronti del Fera, il Direttore Spadaro aveva chiesto a su detto Procuratore Capo ed al suo sostituto P.M. Dott. Gaglioti con memoria del 20.05.2016, in alternativa "salvo che le SS.LL.non ritengano di chiudere il caso con richieste di archiviazioni a carico di entrambi che ritengo sarebbe la cosa più sensata, atteso che lo scrivente è stanco di continuare ad impiegare tempo e danaro per fatti mille volte valutati e definiti e da ultimo anche dalla Corte Suprema di Cassazione, nell’augurio che la furia iconoclasta del Fera possa arrestarsi, ma dipende dalle SS.LL. in indirizzo.";
  126. MESSINA. P. Penale pendente n. 4645/2016 RGNR (P.M. Dott. Francesco Massara) a carico di Fera Agostino per i delitti pp. e pp. dagli artt. art.595 c.p. (fino ad un anno di reclusione o con la multa fino a euro 2.065/00) , - 612 bis. c.p. Stalking (da sei mesi a quattro anni di reclusione), - art.368 c.p. (da due a sei anni di reclusione), - art. 319 quater c.p (da 6 a dieci anni e sei mesi di reclusione), in danno della Parte Offesa Direttore Cooordinatore di Istituti Penitenziari e Cons. Prov. pro tempore Dott. B. Spadaro, a seguito della trasmissione degli atti da parte della Procura di R. Calabria per competenza funzionale ex art.11 c.p.p. di cui al n.125. L'intera vicenda di cui ai paragrafi 122, 124, 125 e 126 è narrata con supporto di prove documentali, visibili cliccando di seguito su 72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016);
  127. CORTE d' APPELLO DI REGGIO CALABRIA. Appello n.83/17 Mod.31 del 27.04.2017 del p.m. Gaglioti Angelo viziato di annullabilità per invalidità della notificazione compromissoria dell’effettivo esercizio del diritto alla difesa ex art 24 Cost. del destinatario dell’atto; + appello n. 93/17 Mod.31 del 28.04.2017 di Fera Agostino ai soli effetti della responsabilità civile della sentenza di cui al n.124 con cui il Giudice Dott.ssa Adriana Trapani ha assolto il Direttore Spadaro ai sensi degli artt.442 e 530 c.p.p. ("perchè il fatto non costituisce reato"). Appello temerario, che ai sensi di Legge non mancherà di ritorcersi contro il denunziante Fera Agostino.
  128. Procura della Repubblica di R. Calabria. P. penale n.....a seguito della sentenza pienamente assolutoria del Direttore Spadaro di cui al n.124 emanata dal Giudice D.ssa Adriana Trapani in cui dispone la "trasmissione degli atti alla Procura in sede per quanto di eventuale interesse e competenza", come richiesto dall'Avvocato Sonia Bertone di parte dello Spadaro.

Di seguito n.56 pubblicazioni tra le più significative, relative all'operato del dr. Fera Agostino dal suo arrivo da Gela presso il Tribunale di Ragusa (nov. 1968) al suo trasferimento alla procura dei Minorenni di Catania (marzo 2009) da cui sarebbe stato collocato a riposo d'ufficio il 13.06.2013, lasciando anche la carica di presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Ragusa risultata "prima provincia d'Italia per evasione fiscale" ed ancor prima "capitale mafiosa d'Italia".

"IL Triangolo della morte" sottotitolo "CAMPRIA - TUMINO - SPAMPINATO"  di Gianni Bonina edito dalla Meridie nel 1992;

Articolo in prima pagina del quotidiano “LA SICILIA” di martedì 16 febbraio 1999 dal titolo “A sorpresa Ragusa risulta <<capitale>> mafiosa d’Italia”;

Fera Agostino ed i capi clan Dominante Carbonaro - Giustiziaesfatta.com. (24.04.2006) ;

Come il Fera beffò il Procuratore Generale della Repubblica di Catania Dott. Di Mauro (5.5.2006);

  • Il P.M. Dr. Emanuele Diquattro gentiluomo di fatto e di diritto vittima inconsapevole e capro espiatorio della diabolica corruzione di atti giudiziari attuata dagli ufficiali di polizia giudiziaria della Polizia di Stato di Messina e concepita dal procuratore Fera per soffocare lo scandalo che l'avrebbe travolto insieme ai coindagati suoi amici e consoci Lions (21.6.2006)

    .

  • "La banca degli amici" sott. " Rapporto sulla B.A.P.di RG." di Carlo Ruta, , Edizioni le pietre, Palermo-maggio 2006;
  •  
    ignazio

     

    italy.indymedia.org/news/2006/10/1166068.php by dalla Sicilia Sunday, Oct. 15, 2006 at 4:01 PM

    Il caso Spampinato, i silenzi diffusi e le nuove "interpretazioni ..di Ignazio Andolina.

  • L 'INSIPIENZA DEL PROCURATORE FERA E LA FIEREZZA DELLA PROF . Fulvia Cappellacci su http://italy.indymedia.org/news/2006/10/1158358.php

    fera agostino

    by Biagio Spadaro Sunday, Oct. 01, 2006 at 12:20 PM

    Fera Agostino indagato dalla Procura della Repubblica di Messina, per "favoreggiamento personale" ed "abuso d'ufficio" (1.03.2007)

     

    Omicidi Tumino-Spampinato: Fera Agostino indagato dalla Procura della Repubblica di Messina, per "favoreggiamento personale" ed "abuso d'ufficio"

     

  • Mentre il Sen. Giuseppe Di Lello lo definisce"insabbiatutto sia a destra, che a centro, che a sinistra, "il procuratore Fera viene nominato presidente del Lions Club di Ragusa Host 17.7.2007;
  • "Vite ribelli” “Dieci destini controcorrente”, edito dalla Sperking & Kupfer nelle librerie dal novembre 2007, di Dalla Chiesa – Damilano – Fantozzi – Ferrante – Garzia, Grandi – Mellone – Spampinato (fratello dell’assassinato Giovanni)– Telese – Zincone, edito nel settembre 2007 dalla Sperling & Kupfer;
  • 5)La genesi del caso "Fera" è negli atti prolusivi agli arresti del presidente Mauro(20.10.2005) ;
  • "Gli insabbiati”II° edizione riveduta ed ampliata del maggio 2008 edito dalla Castelvecchi dello Storico Luciano Mirone “Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza”, relativo agli omicidi Tumino-Spampinato, contenente interviste rilasciate dal Direttore del carcere di Raguda avv. Spadaro e dal Proc. Fera;
  •  "Segreto di mafia” di Carlo Ruta “Il delitto Spampinato e i coni d’ombra di COSA NOSTRA” edito da “Rapporti” nelle librerie dal 2 gennaio 2009;
  • "Il fiele e le furie” "Ragusa, il caso Spampinato” di Gianni Bonina del marzo 2009 edito da Kindustria Carraro Andre HACCA;
  • "C’erano bei cani ma molto seri” . "Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo" di Alberto Spampinato quirinalista dell’ANSA del maggio 2009 edito dal Nuovo Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo;
  • Intervista del 2.5.2004, del Giornalista Scittore di Vittoria (RG.) Giuseppe Bascietto, relativa ai rapporti del Procuratore Fera col clan Dominante Carbonaro;
  • Interrogazione parlamentare del 4.10.2005 dell’ex Ministro della Giustizia On.Prof. Oliviero, Diliberto, in cui viene chiesta la rimozione del Dott. Fera dalla Procura di Ragusa. Visibile cliccando di seguito su: MAGISTROPOLI A RAGUSA;
  • Intervista del Procuratore Fera Agostino rilasciata nel suo ufficio all'inviato speciale Guglielmo Troina, ripetutamente teletrasmessa da TG. RAI 3 il 12.10.2005 in cui il dr. Fera afferma riferendosi all'incensurato Direttore assume: "Spadaro non solo è comunista ed è iscritto al Lions, ma è colui che si sottrae alla giustizia e non si lascia giudicare." Visibile cliccando di seguito su 62) "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 inerviviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3 ;
  • Intervista del Procuratore Fera Agostino relativa alla sua divulgazione delle note riservate del Presidente e del P.G. presso la Corte di Appello di CT. e del Pres. del Tribunale di Ragusa, relative alle indagini da loro svolte in conseguenza dell'interrogazione parlamentare dell'On. Oliviero Diliberto. Note "riservate" ben visibili nel corso della trasmissione del TG RAI 3 Sicilia del 3.06.2006, conseguentemente alla conferenza stampa promossa dal Procuratore Fera, presente anche l'inviato speciale della RAI Giornalista Dott. Angelo Dinatale. Visibile cliccando di seguito su 62) "SPADARO E' COLUI CHE SI SOTTRAE ALLA GIUSTIZIA E NON SI LASCIA GIUDICARE": parole di Fera. Visibili 2 inerviviste a Fera-Spadaro teletrasmesse da TG. RAI 3 ;
  • Pubblicazione su indymedia del 20.09.2006 dal titolo:
    Il P.M. Dott. Emanuele Diquattro capro espiatorio degli inganni del procuratore Fera
    by Biagio Spadaro Wednesday, Sep. 20, 2006 at 8:36 AM
    "Il P.M. Dott. Emanuele Diquattro, capro espiatorio degli inganni del procuratore Fera" , visibile cliccando di seguito su http://italy.indymedia.org/news/2006/09/1152192.php;
  • Comunicato ANSA del 24.5.2007, relativo agli omicidi Tumino-Spampinato da cui emerge come il Fera è imputato dal Tribunale di Messina per favoreggiamento personale ed abuso d’ufficio;
  • Comunicato Agenzia Italia del 25.5.2007 relativo agli omicidi Tumino-Spampinato ed alle imputazioni, come sopra, a carico del Fera;
  • Pubblico affondo lanciato dal Sen. Gianni Battaglia all’inefficienza del procuratore Fera, in presenza del Sen. Cesare Salvi, come da articoli del 27 e del 30 giugno 2007 sul quotidiano “La Sicilia”;
  • Comunicato ANSA del 16 luglio 2007 relativo alle dichiarazioni del Magistrato Sen. Giuseppe Di Lello, che definisce il Dott. Fera “un procuratore democratico insabbiatutto, sia a destra, che a centro, che a sinistra” ed afferenti articoli de “La Gazzetta del Sud” del 17.07.2007 (1° pagina "Delitto Tumino all'Antimafia") e del 18.7.2007 "Il procuratore Fera ha deciso di presentare una querela per diffamazione nei confronti di Di Lello";
  • Articolo del “Giornale di Sicilia” del 18 luglio 2007, relativo “all’acquisizione del fascicolo penale sul procuratore Fera” presso il Tribunale di Messina, relativo agli omicidi Tumino-Spampinato, da parte della Commissione Parlamentare Antimafia ;
  • Articolo del Giornalista Scrittore Luciano Mirone pubblicato sul settimanale “diario” del 27.7.2007 dal titolo: “Spampinato, il caso non è chiuso”, relativo alle responsabilità del Fera sugli omicidi “Tumino-Spampinato e sugli sbarchi in franchigia di sigarette e droga sui litorali iblei assicurati da “un personaggio insospettabile”, visibile cliccando di seguito su:
  • 24) Per Luciano Mirone il caso Tumino Spampinato non è chiuso(5.8.2007)

    Questa pubblicazione, che è la rappresentazione impersonale di quanto ancora oggi avviene nei palazzi di Giustizia della Repubblica è rivolta soprattutto Al Presidente del Tribunale Dott. Giambattista Macrì, al Giudice Civile D.ssa Mirella Schillaci, al G.I.P. Dott. Francesco Antonio Genovese, al Procuratore Capo Dott. Guido Lo Forte ed al suo sostituto P.M. Dott. Fabrizio Monaco, al P.M. D.ssa Arena (ME.); al Presidente del Tribunale, al Procuratore Capo, al G.I.P. (PA.); Al Presidente del Tribunale, al Procuratore Capo, al G.I.P. (CL.); al Presidente del Tribunale, al Procuratore Capo Dott. Giuseppe Pignatone, all'Aggiunto Dott. Michele Prestipino Giarritta, al G.I.P. (RC.); al Presidente del Tribunale, al G.I.P. , al Procuratore Capo della Repubblica ed al P.M. delegato alle indagini del p.p. n.1172/09 R.G.N.R. Dott. Elio Romano (CZ.); ai Sigg. Presidenti delle Corti d'Appello ed ai Procuratori Generali della Repubblica di Palermo, Caltanissetta, Messina, Reggio Calabria e Catanzaro, tutti i suddetti a conoscenza dei fatti, nell'augurio che il caso possa essere attenzionato anche:

    dal Sig. Presidente della Repubblica Sen. Avv. Giorgio Napolitano nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura; dal Sig. V.Presidente del C.S.M. Sen. Prof. Nicola Mancino; dal Sig Presidente del Senato della Repubblica Sen. Avv. Renato Schifani; dal Sig. Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini; dal Sig. Ministro della Giustizia On. Avv. Angelino Alfano; dal Sig. Presidente della Corte Costituzionale , Francesco Amirante ccost@cortecostituzionale.it; dal Sig. Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione cassazione@giustizia.it; dal Sig. Procuratore Generale della Suprema Corte din Cassazione cassazione@giustizia.it; dal Sig. Presidente ed a tutti i componenti della commissione Bicamerale Antimafia; dal Sig. Presidente ed a tutti i componenti della Commissione Regionale Antimafia presso l' Assemblea Regionale Siciliana; a tutte le Forze Politiche al governo ed all'opposizione al fine di stroncare un interminabile supplizio e perchè ne facciano tesoro in tema di riforma della Giustizia, il cui varo sta suscitando un mare di polemiche, nell'augurio che non venga stravolto il diritto costituzionalmente garantito (art.21) a norma del quale "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure...." e che introduca norme più rigorose e ad effetto immediato, a carico di quei magistrati che non fanno il loro dovere.

    Alla luce della deprimente contrapposizione sul tema GIUSTIZIA, che non giova certamente nè al Governo, nè alle Opposizioni, nè alla Magistratura, lanciamo un accorato appello al Ministro Alfano ed a tutte le Forze Politiche acchè venga varato tempestivamente il "PROCESSO BREVE", a prescindere che possa giovare al Presidente Berlusconi (il "legittimo impedimento" sì, può essere considerato ad personam), perchè utile a migliaia e migliaia di onorati ed onesti cittadini, vittime di immotivati e talvolta folli accanimenti giudiziari (emblematicamente vedansi i recenti suicidi del Prof. Adolfo Parmaliana e di Santino Vanacore) ed a quanti non riuscendo ad ottenere GIUSTIZIA nei confronti di un potente o di un amico degli amici potenti, vengono espropriati della loro vita e delle proprie sostanze, diventando ostaggio di Procure, Tribunali ed Avvocati, come nel caso su rappresentato: una vera e propria "tortura cinese" che perdura da 18 anni e che sancisce di fatto << L'incapacità della Giustizia ad indagare su se stessa >>. Necessita che la parte sana della Magistratura che presumo detenga ancora la maggioranza, abbia il coraggio di espellere dall'Ordine Giudiziario le mele marce in doveroso rispetto del Popolo Italiano in nome e per conto del quale si amministra la Giustizia ed al cui servizio deve ritenersi ogni Giudice e P.M.

    Si auspica infine una separazione netta delle carriere inquirenti e giudicanti, come altrettanto netta dev'essere la separazione delle strutture adibite a Procure e Tribunali che debbono insistere agli antipodi delle sedi giudiziarie, indispensabili per il riequilibrio dei Poteri.(P.ne del 01.01.2010).

    L'APPELLO VIENE OGGI RINNOVATO AL SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NELLA SUA VESTE DI PRESIDENTE DEL C.S.M. SEN. AVV. GIORGIO NAPOLITANO E RIVOLTO AL SUCCESSORE DI NICOLA MANCINO A DETTA V. PRESIDENZA MICHELE VIETTI GIA' SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, CHE ALL'ATTO DELL'INSEDIAMENTO HA FRA L'ALTRO DICHIARATO << IL C.S.M. DOVRA' RECUPERARE PRESTIGIO E CONSENSO DOPO I RECENTI SCANDALI CHE HANNO COINVOLTO LA MAGISTRATURA>>. NELL'AUGURIO CHE EGLI POSSA ATTENZIONARE QUESTO SCANDALOSO CASO CON OCCHIO ATTENTO AI PROCEDIMENTI PENDENTI, PROMUOVENDO IN PRIMIS IL TRASFERIMENTO DELL'EX PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI RAGUSA PER 41 ANNI, NONCHE' PRESIDENTE DELLA C.T.P., OGGI Procuratore dei minorenni di Catania Fera Agostino (da dove si sposta continuamente a Ragusa per presiedere detta C.T.P.), AL DI FUORI ED IL PIU' LONTANO POSSIBILE DAL DISTRETTO DELLA CORTE D'APPELLO DI CATANIA DOVE OPERA INCESSANTEMENTE DA 43 ANNI CON LE PERDURANTI CONSEGUENZE GIA' ILLUSTRATE NELL'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL 4.10.2005 DELL'EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA OLIVIERO DILIBERTO, REITERATE IL 16.07.2007 DAL MAGISTRATO ON. DOTT. DI LELLO FINUOLI GIUSEPPE (QUERELATO DAL FERA ED ASSOLTO, COME ANCHE IL SEN. GIANNI BATTAGLIA) E DA QUANTI SOPRA INDICATI. RICHIESTA DISATTESA DAL SUO PREDECESSORE CHE DA MINISTRO DELL'INTERNO NE MISE "A DISPOSIONE" IL PREFETTO DI RAGUSA ANTONIO PRESTIPINO GIARRITTA, ALLORCHE' DOPO AVER SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE LE GIUNTE DI POZZALLO E SCICLI STAVA PER FARE ALTRETTANTO CON QUELLA DI VITTORIA. LEGGASI CLICCANDO DI SEGUITO SU 26) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007)(P.ne del 20.08.2010).

    Biagio Spadaro Sardo

    La prossima pubblicazione dal titolo "Cola Pesce"

     

    Telefax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica:  passanitello@giustiziaesfatta.com