12.11.2006

Un mondo triste

 

“Gli uomini combattono l’ingiustizia perché temono di poterne essere

vittime, non perché aborrono dal commetterla”(Platone)

“Ormai nel mio cuore è scoppiata una tempesta, osservando le cose che succedono intorno a noi. In ognuno di noi dovrebbe esistere la speranza che aiuta ad andare sempre avanti, a migliorare noi stessi e la nostra vita, a lasciare una traccia nel mondo… Ma poi, se questa speranza qualcuno te la ruba?
Come fai a fingere ed andare avanti?
Scrivo da un punto di vista di una giovane che vive come tutti gli altri in una società sempre più decadente. Sono stata educata a credere nei valori, però mi sto chiedendo dove sono andati a finire questi valori?
Si dice che la mafia sia un fenomeno politico-sociale negativo nella vita d’Italia, però io, che non sono italiana, sono consapevole che il fenomeno esiste nella maggior parte del mondo. Una delle caratteristiche della mafia è la solidarietà della popolazione per le sue autorità secondo il principio: ” non vedo, non sento, non parlo ”. Nessuno deve essere privato di esprimere le opinioni in ciò che riguarda la propria vita e le condizioni in cui si svolge, oppure di reagire se è testimone di un’ingiustizia.
A dire la verità, neanche io mi rendo conto di quello in cui dovrei credere. Che in una crisi di paura ho scritto senza sapere dove sarei arrivata? Se mi trovo in un incubo, non mi resta che svegliarmi e reagire, perché se tutti voltiamo le spalle alla nostra evidente situazione, dove arriveremo?
Non voglio aspettare che il mio avvenire sia rubato… e questo dovrebbe toccare tutti i giovani perché una buona parte del nostro futuro se la mangiano tutti gli organismi politici, che invece di investire nell’educazione, nel lavoro, nella ricerca, nella salute,  aumentano le tasse… La nostra società si è ormai organizzata per vivere con l’imbroglio: “ Nulla è più terribile di un’ignoranza attiva.” (Goethe)
Uno stipendio normale non può coprire le necessità dell’essere, manco a parlare di progetti. Il potere dello Stato è davvero forte soltanto quando alla lotta contro i delitti aggiunge quella contro le loro cause sociali.
Sento dentro di me una forza che mi spinge ad esprimere quello che provo ed a rifiutare di essere complice degli inganni della politica. Forse vi state chiedendo: <<perché?>>. Perché la politica fa parte della vita di ognuno di noi, solo che la mentalità è la prima da cambiare. Non possiamo più affidare le nostre aspettative a quelli che abusano del potere per fini illeciti. Perché m’interessa, perché tocca a me cambiare qualcosa … Vi invito a riflettere …”  
                                                                                                       Narcisa Lidia

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