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14.04.2009 Da fotogrammi del mio tempo U Cianu a Matrici Era la barca dei sogni di noi liceali. La nostra finestra sul mondo che ci accingevamo a conqui_ stare. Dal parapetto di destra, con un pò di fantasia - e noi ce ne avevamo tanta - po_ tevamo scegliere una tra le cosciute lavandaie del fiume sottostante, trasformarla in Najade e poi amarla...... amarla.... finchè una voce ti distoglieva dalla magia "Menu ma ru menza sica_ retta?" Era uno dei tanti accattoni di quella lontana terza liceo. Ai rintocchi dell'Angelus (non per niente ci chiamavano quelli dell'Ave Maria) era_ vamo tutti a passeggiare, a fare filosofia, a parlare di femmine, pronti ad andare anche all'inferno, sissignori, all'Ade, pur di incontrare una Proserpina disposta a concederci le grazie, per acquietare finalmente lo innominabile "picciriddu cianciulinu".
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