p.n.56 dell'11.08.2009

 www.giustiziaesfatta.com archivia le pubblicazioni relative al “Caso Fera-Spadaro-Mauro"con occhio attento alla "legge del contrappasso"

Nell'Inferno di Dante Bertran de Born è uno dei pochi personaggi che spiega da solo il proprio contrappasso: poiché egli seminò discordia dividendo un padre da un figlio, adesso il suo corpo è diviso in due pezzi (illustrazione di Gustave Doré)

PREMESSO CHE:

- dal 15.05.2005 ad oggi questo blog ha immesso in rete n.80 pubblicazioni, trattando fra l’altro, le vicende giudiziarie che hanno interessato l’ex Procuratore della Repubblica di Ragusa Dott. Agostino Fera, l’ex Presidente della Provincia Regionale di Ragusa Dott. Giovanni Mauro e l’ex Dirigente Titolare della Direzione del Carcere di Ragusa, Cons. Prov. Avv. Biagio Spadaro. Vicende  che hanno ripetutamente occupato le prime pagine delle maggiori testate nazionali (“Corriere della Sera” compreso); indotto  un'infinita pletora di giornalisti, scrittori e storici a pubblicare altrettanti articoli e romanzi  sul contesto istituzionale-politico-mafioso  che portò  agli omicidi “Tumino-Spampinato”; alla nascita, crescita e radicamento nel ragusano del clan mafioso “Dominante-Carbonaro”; agli arresti del presidente Mauro e complici; promosso  interrogazioni parlamentari, tra cui quella storica del 4 ottobre 2005 dell’ex  Ministro della Giustizia On. Prof. Oliviero Diliberto, in cui veniva chiesta  la rimozione del Dott. Fera dalla Procura di Ragusa, seguita dai pubblici affondi circa l'inefficienza della Procura da egli diretta lanciatigli il 27 ed il 30 giugno 2007 dal Sen. Gianni Battaglia ed il 17 luglio 2007 dal Magistrato Giuseppe Di Lello “un procuratore democratico insabbiatutto, sia a destra, che a centro, che a sinistra”; ufficializzato a Ragusa e Modica, il 17 e 18.05.2009 la nascita dell' "Associazione Giovanni Spampinato", in occasione dell'affollata presentazione di "C'erano bei cani, ma molto seri" <<Storia di mio fratello Giovanni ucciso perché scriveva troppo>>, del quirinalista dell'Ansa, consigliere nazionale della FNSI Alberto Spampinato, al fine di tenere viva la memoria del Giornalista assassinato da Roberto Campria, figlio dell'allora Presidente del Tribunale di Ragusa ed indurre la Magistratura a riaprire le indagini;

 - il caso di malagiustizia,  trattato da un centinaio di magistrati , su cui hanno preso pubbliche posizioni,  intellettuali, scrittori, storici, politici, professionisti , avvocati, magistrati, docenti universitari dal nord al sud Italia, nonchè cittadini rappresentativi di tutte le fasce sociali dell’intera provincia di Ragusa, è scaduto all’attenzione dell'Avv. Spadaro, col trasferimento   ope legis del Dott. Agostino Fera dalla Procura della Repubblica di Ragusa, dove permaneva da 41 anni (dal novembre del 1968), alla Procura dei minori di Catania, dove si è insediato il 2.03.2009. Com’è noto l’ex Presidente Mauro  era già stato silurato dai vertici di Forza Italia con la bocciatura della sua ricandidatura alle elezioni per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano di domenica 13 e lunedì 14 aprile 2008, ed ancor prima, subito dopo il passaggio del dott. Fera dal vertice della Pretura  a quello della Procura iblea (1992), l'avv. Spadaro era andato in pensione da Dirigente del D.A.P. Titolare della Direzione del Carcere di Ragusa, venendo eletto Consigliere Provinciale nelle Liste di Forza Italia (1994), che avrebbe lasciato, a seguito della sua contrapposizione col neoeletto forzista presidente Mauro, candidandosi al Senato della Repubblica con la lista Pannella Sgarbi (1996), riportando 3770 voti (record provinciale imbattuto a tutt'oggi, che impedì l'elezione diretta nelle liste di F.I. di Riccardo Minardo), per mai più ricandidarsi e potere iniziare la sua appassionata battaglia  contro tutte le mafie negli Iblei;

- la Procura Ragusana è ritornata ad essere fruibile da parte dell'Avv. Spadaro e non solo....., con l’insediamento del neoprocuratore Dott. Carmelo Antonio Petralia e la contestuale fuoruscita dalla scena pubblica ragusana anche del Dott. Agostino Fera, che il 12.05.2009 ha preso atto, fra l'altro, dell’ennesima bocciatura della sua richiesta di oscuramento di www.giustiziaesfatta.com anche da parte del Giudice Civile presso il Tribunale di Messina a cui l’aveva  chiesta in via d’urgenza;

- da Dirigente a riposo del D.A.P. l'Avv. Spadaro, pur nutrendo il dovuto rispetto per tutte le Istituzioni, comprese il "Carcere di Ragusa e la "Procura della Repubblica di Ragusa", intriso com'è del senso dello Stato che lo ha guidato e continua a guidare in ogni sua azione, è stato costretto a pubblicare fatti ed atti scabrosi estratti da fascicoli dibattimentali, divulgabili ai sensi di Legge a causa della lentezza della Giustizia, specie quando è vocata a decidere su magistrati, come nella fattispecie, ed a difesa del proprio onore ed operato istituzionale;

- il Dott. Fera sembra avere lanciato segnali di distensione nel colloquio avuto il 4.06.2009 con l' Avv. Spadaro, per i motivi già espressi nella pubblicazione n. 79 del 23.07.2009 dal titolo 56) Fera "Io non voglio soldi". Spadaro "e nemmeno io" (23.07.2009);

P.T.M.

www.giustiziaesfatta.com archivia le pubblicazioni relative al “caso di malagiustizia” eccezion fatta per la prima del 15.05.2005 , l’ultima del 23.07.2009 che ne scandiscono il principio e la fine, perché ne resti traccia e con l’aggiunta della pubblicazione " 57) Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali (7.09.2009) , contenente  l’elenco delle principali pubblicazioni divulgate sul "caso" da scrittori e mass-media e dei n. 68 ( s e s s a n t o t t o ) procedimenti penali  attraverso cui si è snodata nell’arco di 17 anni (dal 1992 al 2009) l’intrigata, artificiosa, macchinosa ed incredibile vicenda, emblematica della "convinzione diffusa che in questo paese tutti possono sbagliare e debbono pagare, tranne gli appartenenti alla casta in toga che si autoassolvono con moto circolare costante (II° pag. del "Giornale di Sicilia del 28.06.2008) ”  e  della “incapacità della Giustizia ad indagare su se stessa” ("Caso Spampinato" di Roberto Rossi e Danilo Schininà edito dal Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa nell'ottobre 2007).

L'avv. Spadaro, perdona tutti coloro che si sono adoperati  con ogni mezzo nel vano tentativo di trasferire le prove dal colpevole all’innocente e li consegna alla rigida “legge del contrappasso” , che puntuale come sempre, li ha già puniti in buona parte. Alcuni dei ragusani coinvolti nella vicenda, col senno di poi, avrebbero preferito affrontare rinvii a giudizio e processi, pur di non subirla direttamente o trasversalmente. Nel 1999 si abbattè clamorosamente sull'allora procuratore della Repubblica di Messina, Antonio Zumbo e sul suo vicario Vincenzo Romano (i primi ad occuparsi del caso "Fera-Spadaro-Mauro) costringendoli a lascire l'amata sede di servizio. Il 26.05.2009, grazie all'avvento al vertice della Procura Reggina del Dott. Giuseppe Pignatone, ha portato agli arresti domiciliari il s. procuratore antimafia in Messina, dr. Giuseppe Siciliano, contitolare col suo collega dr. Emanuele Crescenti del procediento penale principe a carico del Procuratore Fera Agostino e dei medesimi u.p.g. di P.S. utilizzati per le indagini prima a suo carico e poi dello Spadaro, definito, su loro richiesta, con archiviazione (che avrebbe fatto da stura a tutti gli altri che ne sarebbero seguiti) per gli stessi fatti mai accertati nè dalla Procura di Messina sotto la gestione Zumbo-Romano , nè da quella reggina a cui li aveva trasmessi il successore neo Procuratore Dott. Luigi Croce, nè, ancora una volta da quella di Messina (Siciliano-Crescenti) a cui erano stati ridenunziati grazie alle prove acquisite, per "contrappasso", proprio nella fase dibattimentale del procedimento penale iniziato a carico di Zumbo-Romano-Fera-Mauro+11, proseguito solo contro l'Avv. Spadaro col chiaro intento di punirlo e finito nel nulla con sentenza di non luogo a procedere. Intanto sono trascorsi 17 anni: i primi 7 espropriati all'allora Dirigente del Carcere di Ragusa, per difendersi dai procedimenti penali che il dott. Fera si autoassegnò da Procuratore della Repubblica di Ragusa, tutti finiti nel nulla ed i restanti per contrastarlo, controattaccando, in perenne e logorante attesa di una giustizia lumaca, che ha fatto andare tutto in prescrizione, spingendo sia il Dott. Fera che il dott. Spadaro a stringersi la mano.

L'avv. Spadaro ringrazia gli ex Procuratori della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce e di Catanzaro Dott. Mariano Lombardo e s. Dott. Luigi De Magistris, gli unici tra la pletora dei magistrati consapevoli dei fatti, ad avergli dato personalmente atto dell’onestà del suo operato e della veridicità di quanto denunziato . Ringrazia altresì  il Compagno Oliviero Diliberto ed il Magistrato Giuseppe Di Lello, anche loro a piena conoscenza di fatti ed atti, per  l’espresso apprezzamento  dell’ “ottimo  lavoro” svolto d’indagine, di denunzia e di difesa; la  N.D. D.ssa  Liliana Loiacono già Giudice di Pace presso il Tribunale di Messina, vedova del Dott A. Prestipino Giarritta “Prefetto coraggioso spirito libero” , per la collaborazione offertagli  nella redazione delle pubblicazioni relative all'operato di suo marito e l'amica di sempre Preside Prof.ssa Cettina Prestipino Giarritta, nipote del Prefetto; l'Avv. Gaetano Sano e le sue preziose collaboratrici e collaboratori, che l'hanno accompagnato nelle "gite di servizio" presso i Tribunali di mezz'Italia nell'auspicio di ripercorrere insieme i medesimi itinerari, da turisti, e di soffermarsi negli stessi luoghi di ristoro, teatro di infiammate disquisizioni giuridiche sul "casus belli"; tutti quanti lo hanno sostenuto con rischiose sovraesposizioni, nell’impari lotta.

Prossima ed ultima pubblicazione sul "caso" dal titolo “ Lontani da Procure e Tribunali macchine infernali ”

 

Biagio Spadaro

 

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