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P.n.59 del 21.11.2009
LE POESIE E I RACCONTI POPOLARI DI RO RO E' con vivo gradimento che www.giustiziaesfatta.com ha accolto l'invito di RO (abbreviativo di Rosaria) di pubblicare alcune delle sue poesie e racconti: le une cariche di un'interiorità e vis emotiva impareggiabili, gli altri, preziosi cimeli di memorie popolari tramandatele dai suoi genitori e dai suoi nonni, suggestivi dell' ineluttabilità del "FATO" cui nessuno sfugge nel bene e nel male.
La consanguineità dell'amore Nei tuoi occhi neri e pungenti vedo il mare in tempesta. Quando ti ho incontrato ti conoscevo già!
Amore Due amanti fanno un solo pane una sola goccia di luna. Lasciano sull'erba camminando due ombre che si uniscono, lasciano un solo sole . In un letto, due amanti felici non hanno nè fine nè morte, nascono e muoiono mille volte, vivendo, hanno l'eternità della natura.
Preghiera Notti inquiete osservano la sua quiete. Misere le parole, ombrose le tue pergole. Vattene selva oscura, bacia la mia anima pura. Scintillante è il tuo essere, bella è la tua venere, felice la ventura. Luce così pura guarda la mia essenza e salva la mia purezza.
La Felicità La felicità è un susseguirsi di attimi irragiungibili... Ma di certo sai che quando arriva la prendi al volo e riesci a coglierne l'essenza in tutto il suo essere... Ecco, arrivi tu, colmi quell'attimo che ho cercato per anni, ti sei presentato, hai rapito il mio cuore e l'hai portato in cielo rendendolo la stella più brillante... Vorrei essere un cigno volare nel tuo mare e donarti il mio sorriso riempiendoti quei giorni di profonda oscurità.
La voglia di essere per non essere nell'esserci Impassibile è la sensazione del dolore, rivolgo la mia essenza alla vita, ma la reale quotidianità distrugge il bello dell'essere in me... Ci sarà un fiore che si alimenta nel mio cuore e che mi sussurrerà la volontà dell'essere felice ?....
L'enigma dell'essere Ascoltare, udire l'urlo del silenzio che circonda i nostri esseri e poi voltare pagina per convincerci che è stato un passaggio... La realtà è un tutt'uno di ciò che vorremmo essere e non essere... il sole illumina il nostro percorso... Ma di certo noi umili esseri ci annodiamo in piccoli e continui nodi della vita... per poi svegliarci con la certezza della luna illuminando le nostre anime deboli... che si domandadano dov'è la felicità..., la bellezza...? Non riuscendo ad arrivare al tutto... accettiamo solo il nulla oscuro... Vivere o imparare a vivere....l'enigma dell'essere.
L'assenza dell'assente L'aspettare nascosto del dì assente è come turbine di colori scintillanti . Malinconico è il ticchetio del suono, scioccante la sottile linea del muovere. Veloce è il mio fastidio, non esiste la pazienza del tuo udito. Abbandono la tua parola, incostante assillo della vita. Orbita la stanchezza dell'oblio, fuori nulla del nulla. Butta via la tua scia piangente avvicina la tua alta marea vivi la gioia di essere per essere.
Dolce puella O dolce puella insorgi da un'antica torre vola per il sentiero grottesco e travolgi il nulla insidioso. Mangia la novella storia e affliggi il volto oscuro. Senti il grido innocente e uccidi il male oscuro. Urla la libellula volante e accudisce la puella pura. Sgombra l'essere dal pronto e vivi la luce eterna. E' fragile la tua essenza e ama l'amore agghiacciante. Nuda è la parola, vestita è la tua musica. Immergiti nel ventre del tuo essere apri il tuo cuore e ascolta la voce della verità. Abbraccia ed accarezza l'essere dell'anima ribelle.
Uno dei suoi racconti che ho ascoltato amorevolmente "U Cavurararu" è ambientato a Comiso e la vicenda si svolge tra il crepuscolo dell'800 e gli inizi del 900. "U cavurararu" era il capostipite di una famiglia povera di stagnini che si guadagnavano da vivere andando in giro per le campagne a saldare a stagno, pentole, grondaie, teglie e quant'altro, ma soprattutto, in tempo di vendemmia, caldaie di rame in cui veniva immessa una quantità di mosto che, ridotta ad 1/3 dall'ebollizione sarebbe confluita nelle pregnanti botti per aumentarne, attraverso la fermentazione, la gradazione di quello che sarebbe risultato l' " Ambrato di Comiso": pregevole vino tipico che a seconda delle annate si attestava sui 14-16 gradi, che veniva acquistato prevalentemente dai viticultori di Marsala, Salaparuta e Gibellina per tagliarlo con i loro "vinelli", cui conferiva delicate caratteristiche organolettiche utili alla commercializzazione. Una notte, la moglie del "cavurararu" sente una voce nel sogno <<Vai a Palermo e trova la to sorti>> (Vai a Palermo e trova la tua fortuna). Il sogno si ripete per tre notti fino a quando dietro le insistenze convice il marito ad andare a Palermo con l'asinello ed il carro. Arrivati a Palermo il marito le dice <<ora cc'ama a fari ?>> (ora cosa dobbiamo fare ?) e la moglie <<cchi ni sacciu?>> (cosa ne so?) <<'ntantu amuninni a chiesa ca m'a viriri a missa e m'a cunfissari>> (intanto andiamo in chiesa che mi debbo vedere la messa e mi debbo confessare). S'inginocchia dinazi al prete, inizia a confessarsi e gli dice << avi tri notti cà mi suonnu na vuci ca mi rici vai a Palermu e trova la to sorti>> (è da tre notti che mi sogno una voce che mi dice vai a Palermo e trova la tua fortuna). Il prete le dice <<nun s'impressionassi ro sognu, picchì i sogni sono sogni. E allura io c'avi tri notti ca mi suonno ca sutta u lietto ro cavurararu, ca nun canusciu, c'è a truvatura?>> (non s'impressioni dei sogni, perchè i sogni sono sogni. Ed allora io che da tre notti mi sogno che sotto il letto del cavurararu, che non conosco, c'è il tesoro?). La donna si alza, raggiunge il marito e gli dice <<amuninni subbitu o Comisu cà c'è a truvatura sutta u nuostru liettu>> (andiamo subito a Comiso che c'è il tesoro sotto il nostro letto). Scavano sotto il letto e fanno la loro fortuna : monete d'oro, brillanti, smeraldi, rubini e preziosi d'ogni genere contenuti in un prezioso forziere. Si dice che gli operosi discendenti del "cavurararu", che non si sono montati la testa, oggi vivono a Comiso nell'agio, circondati dai loro affetti più cari. Biagio |
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