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9.10.2007 Da "fotogrammi del mio tempo" Gino Spadaro di Passanitello Gino Spadaro di Passanitello Certo tra i suoi antenati non saranno mancati i porporati e i cavalieri di cappa e spada. La nobiltà si congiunge con sommovimenti spirituali di carattere popolaresco, siccome si conviene ad un personaggio che pretende di ritrovarsi nelle pagine del Gattopardo. Egli sembra uscito da un quadro della galleria del suo casato, cavaliere estempo_ raneo destinato a restaurare la superiorità del sangue, a punire i ribaldi che ostacolassero questo suo disegno e sopra tutto a ri_ costituire il feudo di Passa_ nitello (quello celebrato dal Verga, per intenderci). Realizzato però questo disegno gli manche_ rebbe, stavolta, la cornice dei nobili condottieri che al suo spirito guerriero segnano la via per incomparabili gesta. Eppure, anche se non ti piace ammetterlo, nella fierezza del cipiglio, nel gesto curiale, nella parola aulica, specie quando egli si accende, devi riconoscere come si scorga la forza dei geni della schiatta (Signori, Signori) che "padrona" da secoli, non si rassegna allo squallore della "DEMOCRAZIA". Costretto dall'ignavia dei tempi a lucidare la spada degli antenati rutilante di sangue saraceno, tra cavalieri, dame e manieri avrebbe contrastato la fama di Rinaldo e conquistato la penna del migliore Cervantes. Il prossimo fotogramma dal titolo:"A mamà"
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