12.7.2007

 
 

Da Fotogrammi del mio tempo:

"Peppino Fiorilla"

Peppino Fiorilla e Gino Spadaro

 

Quando a Puntasecca all'alba,

col respiro del mare, dentro stivaloni

di gomma alla coscia, si avvia

alla sua barca, egli si lascia

alle spalle la "lanterna" e la

storia del carcere di Ragusa.

Mafiosi e malandrini hanno

pianto, sulle sue ginocchia,

lacrime di pentimento alle

quali egli ha sempre since-

ramente (anche se spesso erro-

neamente!) creduto.

Che abbia creduto sempre, lo

fa gigante semplice e buono.

Anche per questo forse, sarà

tra i pochi a perdonarmi le

debolezze e a seguire

il mio feretro!

Il prossimo fotogramma dal titolo: "Marinella"

 

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