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1 maggio 2007 Da fotogrammi del mio tempo: "Gigi Finocchiaro"
Alto, biondo come principe azzurro. Lo vidi l'ultima volta sulla via Etnea, dinoccolato e distratto. Mi fermai e con me, come per magia la gente si fermò e si fece notte in un silenzio incantato. Mentalmente gli buttai addosso un domino. Sullo sfondo i vecchi, austeri palazzi, il Siculorum Gymnasium. Blasè, goliarda e strafottente come amava atteggiarsi mi apostrofò: " Mienu, Beddu chi fai a Catania? " Svanì la luce iridata dei lampioni, cadde dalle sue spalle il domino. Si fece giorno, formicolò la gente inconscia e anonima; il mio amico era lì davanti, il volto devastato ma per me bellissimo. Dietro i suoi occhi teneri un velo di immensa tristezza. Non lo vidi più. Sola la sua toga sulla bara ai piedi di un altare, rutilante di luci da processione e più in là tre corifee che lo portavano nel cuore. Il prossimo fotogramma dal titolo: "Minuzzu Cannizzaro"
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