Ragusa 22.12.2017 con aggiornamento del 30.08.2020

D'Anna Fabio, succeduto a Petralia Carmelo Antonio preceduto da Fera Agostino è il nuovo procuratore della Repubblica di Ragusa all'insegna della <<perpetuazio>>

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TINEBRA GIOVANNI *********************FERA AGOSTINO********************** PETRALIA CARMELO ANTONIO - D'ANNA FABIO

Spadaro

BIAGIO SPADARO

D’Anna Fabio, 53 anni, nominato il 5 ottobre dal Csm ha preso possesso della procura di Ragusa il 22 dicembre 2017.

Da Palmi a Messina a Caltanissetta a Ragusa: se ne deduce che D'Anna Fabio è sicuramente espressione di continuità dell'opera del suo predecessore Petralia Carmelo Antonio (noto per avere trattato l'omicidio del piccolo Loris Stival la cui madre nonostante condannata a 30 anni continua a professarsi innocente: leggasi cliccando di seguito su: Loris Stival, arrestato il medico che fece l'autopsia sul corpo del bimbo e smentì la versione di Veronica Panarello - il Messaggero del 25 febbraio 2020 - su 72) FERA AGOSTINO NELLA FOGA DI DENUNCIARE SPADARO SI AUTODENUNCIA (11.09.2016) con aggiornamento del 17.06.2019 - su Il successore di Fera Agostino alla Procura di Ragusa, Carmelo Antonio Petralia indagato per "concorso in calunnia aggravata dall'avere favorito cosa nostra" 17.06.2019) e su 93) UN'ALTRA TEGOLA IN TESTA A PETRALIA CARMELO ANTONIO SUCCESSORE DI FERA AGOSTINO E PREDECESSORE DI D'ANNA FABIO ALLA PROCURA DI RAGUSA (10.11.2020) a sua volta perpetuatore dell'opera di Fera Agostino ininterrottamente presso il Tribunale di Ragusa per 41 anni, tutti e tre amici ed estimatori del fu Tinebra Giovanni e di Barbaro Vincenzo (attuale p.g. di Messina, già processato ed assolto per rivelazione di segreto d'ufficio) e di quant'altri eiusdem furfuris facevano e continuano a far parte dello stesso "SISTEMA".

Per singolare coincidenza il D'Anna, acclaratamente amico ed estimatore di Fera Agostino gli somiglia anche fisicamente.

Seguite i soldi e troverete i mafiosi, diceva il giudice Falcone: “Sì, è quello che ho fatto a Messina, a Caltanissetta e continuerò a fare a Ragusa" dice il D'Anna e poi aggiunge "anche se recentemente questo è un filone che riguarda più la distrettuale ma riusciremo comunque a dare il nostro contributo” che presumiamo il Procuratore Zuccaro, persona integerrima, non mancherà di tenere nella debita considerazione. Peccato, un vero peccato che il neo procuratore non possa occuparsene personalmente a pieno titolo, da profondo conoscitore del fenomeno mafioso quale ha dichiarato di essere “Del fenomeno mafioso mi sono occupato in molte indagini, come sostituto a Caltanissetta, poi ho condotto parecchie indagini e molti sono stati i processi contro la ‘stidda’ nel triangolo Gela, Niscemi, Vittoria. Conosco bene questa tematica”.

"Ragusa è la migliore provincia siciliana per la qualità della vita. Girano molto soldi e gli appetiti della criminalità non mancano. Non è provincia da sottovalutare sotto il profilo criminale. Lavorerò con la collaborazione di tutti, perché con il nostro impegno questa provincia abbia l’immagine europea di una provincia ridente e dove la criminalità non esiste se non in limiti fisiologici”.

E che a Ragusa circolino molti soldi come assume il D'anna, non v'è dubbio, ne è la testimonianza l'esistenza della Direzione Generale della Bapr (presidente Schininà Arturo, presidente dei "probi viri" avv. Di Paola Carmelo, direttore Generale Continella Saverio) della quale si è occupato integrandola nell'humus, il mafiologo dei colletti bianchi Dott. Carlo Ruta nella sue pubblicazioni "Cono d'ombra. La mafia a Ragusa" edizione La Zisa s.r.l. 1997 - "I Vittoriesi la mafia e i complici" Edizioni La Zisa s.r.l. 1999 - "Morte a Ragusa" (Il delitto Tumino, Giovanni Spampinato e le macchinazioni della legge) edizione Edi.bi.si del gennaio 2005 - "Ragusa sotto inchiesta (I poteri forti e l'omertà) edizione Le Pietre del maggio 2005 - "La banca degli amici" (Rapporto sulla BAPR) edizione le pietre Palermo dell'08 maggio 2006 - "Segreto di mafia (IL DELITTO SPAMPINATO E I CONI D'OMBRA DI COSA NOSTRA)" edizione Rapporti del dicembre 2008, e con scarso successo a fronte dell'impegno profuso nelle indagini svolte sotto le direttive del procuratore Petralia Carmelo Antonio, il C.te Prov. della G.d.F. di Ragusa Col. Francesco Fallica come riferisce nella sua intervista del 15 maggio 2012 visibile cliccando di seguito su: 62) RAGUSA: LAVANDERIA DEI SOLDI SPORCHI (20.10.2014)

C'è da sperare che la provincia di Ragusa, per oltre un quarantennio strumentalmente propagandata come "l'isola felice", "l'isola nell'isola", ma nella realtà risultata già detentrice dei due primati nazionali (tra cui "capitale mafiosa d'Italia") espressi e documentati nella su detta pubblicazione, sia attenzionata per come merita dal competente Procuratore Distrettuale Antimafia Dott. Carmelo Zuccaro che non mancherà di setacciare la portata del "contributo" che il procuratore D'Anna Fabio, ha in animo di dargli, semmai oserà darglielo, attesa la sua non competenza a trattare fatti di "mafia" che in questa provincia si è artatamente fatta identificare unicamente con quella estorsiva e dei morti ammazzati, ma nella realtà funzionale all'arricchimento della cupola della " vera mafia", quella dei colletti bianchi: "il sistema perfetto", così definito nel lontano 1992 da uno stimato ed Onorevole Ufficiale dei Carabinieri incaricato dalla neo D.D.A. di CT. (pool formato dai P.M. Dott. F.P. Giordano - Dott. A. Bertone - Dott. M. Amato) di gestire la prima fase del "pentimento" del capo clan Bruno Carbonaro e fratelli, che tra l'altro di inaudita gravità gli manoscrisse come presso il Tribunale di Ragusa "c'era un pretore corrotto".

Intanto auguriano al D'Anna buon lavoro e buona fortuna per l'oneroso incarico che, siamo certi, non mancherà di svolgere con maggior zelo dei suoi predecessori, assicurando innanzitutto una presenza costante nel posto di lavoro, a maggior ragione in quanto ancora non onerato, come lo furono, profondendovi appassionato impegno cerebrale ed impiego di fresche energie lavorative Fera Agostino ed il suo successore Petralia Carmelo Antonio entrambi amici ed estimatori di Tinebra Giovanni, precisando che il Fera ed il Tinebra oltre alle rispettive onerosissime cariche, l'uno di procuratore della Repubblica degli 8/12° della mini provincia di Ragusa e l'altro di procuratore generale di CT., entrambi con elevatissime preparazioni, incondizionate disponibilità, encomiabili spiriti d'iniziativa frutto di un'attenta intesa, spiccati sensi del dovere, non comuni spiriti di sacrificio, si sobbarcarono a reggere, il primo la presidenza della Commissione Tributaria Provinciale di Ragusa, risultata essere la prima provincia d'Italia per evasione fiscale ed il secondo quella di Catania, mantenendo livelli di rendimenti elevatissimi e fornendo brillanti risoluzioni di numerose problematiche di pertinenza in spirito di fruttuosa collaborazione, ovviamente nell'unico precipuo interesse del Popolo Sovrano.

Un esclusivo apprezzamento va rivolto all'eccellentissimo, insuperabile e sommo operaro del Fera, che mantenne detta carica supplementare anche dopo la "promozione" a procuratore dei Minorenni di Catania, venendo collocato d'ufficio in quiescenza il 13.06.2013, coraggiosamente affrontando sprezzante del pericolo e con spirito indomito, stressanti spostamenti da Catania a Ragusa e viceversa, non curante dei rigori invernali e della canicola, unicamente supportato dal suo accompagnatore, non solo, ma assicurando continuità al suo prezioso operato a tutela di interessi supremi, nel consegnare la remunerata e prestigiosa carica nelle mani del suo successore amico e collega s. procuratore Ciarcià Michelino, ben noto a tutti in questa provincia e non solo, grazie alla serie di pubblicazioni dell'assassinato Giuseppe Fava "I SICILIANI" (RAGUSA: l'altra faccia della mafia ANNO II - n.23 DICEMBRE 1984).

Il titolare di questo blog ben conosce il neo procuratore D'Anna Fabio che da p.m. in Messina ha richiesto l'archiviazione del p. penale n.306/2007 RGNR a carico di Fera Agostino in merito all'interrogazione parlamentatre con cui il Segretario Nazionale del P.d.C.I. On. Prof. Oliviero Diliberto ne chiedeva la rimozione da procuratore ed in merito, altresì, ai denunziati rapporti del Fera con i capi clan Dominante-Carbonaro culminati con la testimonianza alla pubblica udienza del 13.10.2011 presso il Tribunale di Messina del Giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto di cui si trascrivono in due punti salienti: 1) l'archiviazione su richiesta del procuratore Fera del dossier del Prefetto Antonio Prestipino Giarritta a carico di appartenenti al clan su detto, successivamente arrestati della neo D.D.A. di Catania per "associazione mafiosa" (operazione SQUALO); 2) i legami del Fera con detti capi clan ed affiliati "diversi personaggi legati al clan dicevano che il procuratore della Repubblica di Ragusa, dottore Fera Agostino era al libro paga del clan Dominante-Carbonaro ...una di queste mi aveva confermato questo ....e che gli era stata consegnata una valigetta con mi sembra 30 milioni di vecchie lire, per escludere dal processo o stralciare dal processo dei provvedimenti che li riguardavano... la persona che me l'ha detto era attendibile perchè per anni è stato il collegamento tra la 'ndrangheta e cosa nostra nel territorio ibleo, quindi, diciamo era un personaggio di spicco della criminalità di quegli anni poi ucciso. Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Ragusa che poi ha archiviato il caso....Le circostanze sono strane, perchè allo stato attuale, ancora oggi, non si conoscono i motivi che hanno portato all'omicidio."

Procedimento in cui il D'Anna nella richiesta d'archiviazione del 27.03.2007 in 12 pagine che si presume sua in quanto recante la sua firma, fa una difesa appassionata dell'indagato Fera, fondandola su un singolare e personale apprezzamento dei fatti, arrivando persino a rovesciare il significato letterale di quanto scritto dallo Spadaro e che raggiunge il massimo della sua devozione per l'indagato Fera nelle sue richieste finali <<Ed è per questa ragione che, contestualmente alla richiesta di archiviazione perchè il fatto non sussiste, in caso di accoglimento della stessa, si formula anche richiesta di restituzione degli atti al al proprio Ufficio affinchè si proceda nei confronti dello SPADARO per il reato di calunnia ai danni del Dr. Fera>>. Richiesta di archiviazione sconfessata dal Direttore Spadaro con la sua super documentata opposizione composta da 302 pagine con incastonate le prove documentali onde evitarne la sottrazione e depositata presso l'Ufficio del Giudice delle indagini preliminari e presso la D.D.A. di Messina il 17.04.2007, specificando che i contenuti della richiesta di archiviazione del D'Anna, per singolare coincidenza, sarebbero risultati analoghi alle motivazioni della sentenza prescrittiva del reato di calunnia a carico dello Spadaro n.1081 del 20.09.2007 a firma del giudice presso il Tribunale di R. Calabria Cotroneo Tommasina (p. penale n.608/98 RGNR).

Fatti che erano già stati avvalorati all'udienza in videoconferenza del 16.11.2004 nel p. penale n.608/98 RGNR presso il Tribunale di R. Calabria, con conseguente denunzia del Direttore Spadaro depositata il 24.11.2004 nelle mani del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Dott. Mariano Lombardi, che ne delegò il suo sostituto P.M. Luigi De Magistris che attivò il p. penale n.4114/04 RGNR a carico di Fera Agostino + i 4 magistrati reggini che avevano trattato il su detto procedimento archiviando la posizione degli indagati Fera, Zumbo, Romano +11 e trasformando la Parte Offesa Direttore Spadaro in imputato, che da tale, a seguito si sentenza prescrittiva del reato, di appello per l'assoluzione nel merito e ricorso per cassazione sarebbe stato assolto con annullamento senza rinvio per insussistenza del fatto. (leggasi cliccando di seguito su 92) LA P.M. GABRIELLA NUZZI CONFERMA IL CONTESTO MEFITICO CHE INDUSSE IL P.M. LUIGI DE MAGISTRIS A RICHIEDERE L'ARCHIVIAZIONE DEL P. PENALE A CARICO DEI 4 MAGISTRATI REGGINI CHE SI OCCUPARONO DELLE COLLUSIONI TRA IL PROCURATORE FERA AGOSTINO ED I CAPI CLAN DOMINANTE-CARBONARO (11.07.2020), oltre che da analoga denunzia a carico di Fera Agostino + 9 depositata nelle mani del neo Procuratore della Repubblica di Messina Dott. Luigi Croce il 27.11.2004 (che ne avrebbe delegato i p.m. Siciliano Giuseppe poi condannato per altri fatti in 1° grado ad anni 4 di reclusione e Crescenti Emanuele p.p. n.9267/04 RGNR), che avendo ravvisato estremi di reato nelle condotte del suo predecessore Zumbo Antonio, dell'aggiunto Romano Vincenzo "grande insabbiatore dello scandalo SITEL" e degli u.p.g. da loro delegati alle indagini, ne aveva disposto la trasmissione degli atti per competenza territoriale alla Procura di R. Calabria diretta da Catanese Antonio, che ne delegava alle indagini la giovane p.m. Provazza Alessandra che attivava il su detto procedimento (n.608/98 RGNR) e che sarebbe stata uno dei 4 magistrati indagati nel procedimento, come sopra affidato al P.M. in CZ. Luigi De Magistris.

oltre (fra il tant'altro...) ad essersi occupato il D'Anna in perfetta sinergia col suo collega Barbaro Vincenzo di un importante ed artificioso procedimento penale (n.1590/2007 RGNR e stralcio n.2201/2008 RGNR presso il Tribunale di Messina), attivato sulla base di lettere anonime supportate da una denuncia contro ignoti in cui il Fera appuntava i sospetti quali autori sul Geom. Sebastiano Agosta (reo di avere denunziato la tangente miliardaria in lire " scandalo ELLEPI srl" p. penale n.1054/02 RGNR archiviato su richiesta del p.m. Fera Agostino) e sul Direttore Spadaro. Denuncia resa possibile da informazioni accertate false, resegli in maniera distorta dal suo avvocato, amico, compagno di giochi e consocio Lions Di Paola Carmelo (chiamato in causa dall'Agosta per detto scandalo) a cui erano state riferite dalla sua segretaria Spata Maria Giovanna, deceduta nonostante la giovane età.

Inoltre il Fera con lettera a sua firma dell'08.04.2008 contenuta in una busta da lui manoscritta ed in atti al procedimento stralcio su detto, chiedeva l'adozione di "un provvedimento di rigore" nei confronti dello Spadaro ed ancor prima, con querela per "diffamazione" del 13.12.2006 relativa agli stessi fatti (p. pen.n.6647/06 RGNR p.m. D'Anna che andava unito al su detto) aveva suggerito come fare per farlo incriminare per calunnia, venendone smascherato “Ritengo sommessamente che potrebbe configurarsi a carico dello Spadaro anche il delitto di calunnia essendo stato il comunicato inviato a tante di quelle persone che appare ovvio che tra esse possa individuarsi qualche pubblico ufficiale che avrebbe l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria i fatti delittuosi elencati “, per cui il p.m. Barbaro Vincenzo si occupò del p. penale su detto (n.1590/07 R.G.N.R.), che nei desiderata del Fera avrebbe dovuto trasformare la "diffamazione" a carico dello Spadaro in "calunnia", mentre il p.m. D'anna mantenne la titolarità del 6647/06 RGNR e all'udienza del 04.04.2013 mentre lo Spadaro rendeva spontanee dichiarazioni (autorizzate dal Giudice Maria Militello che presiedeva l'udienza) lo interrompeva repentinamente, bruscamente, ad alta voce e con tono imperioso chiedendo testualmente la trasmissione degli atti alla Procura, perchè a suo dire, munito dei poteri d'esercizio dell'azione penale e così condizionando il dispiegarsi delle dichiarazioni. Il tutto mentre un signore seduto alle sue spalle che aveva fatto ingresso con lui nell'aula che avrebbe lasciato insieme a lui, armeggiava con un apparecchio elettronico (apparentemente un apparecchio mobile multifunzionale), verosimilmente per telefonoregistrare le dichiarazioni dello Spadaro che segnalava i fatti alla Procura della Repubblica di R. Calabria con esposto del 05.04.2013, che attivava un p. penale di cui si sconosce l'esito. Il D'Anna avrebbe abbandonato il caso a seguito del suo trasferimento a Caltanissetta. All'udienza conclusiva, il suo sostituto, persona per bene che aveva ben capito l'artificio, richiese il proscioglimento dello Spadaro ai sensi dell'art.530 c.p. ed il Giudice Rosa Calabrò emanò sentenza di non luogo a procedere. Il Direttore Spadaro sarebbe stato indennizzato dalla Corte d'Appello di Messina con DECRETO DI EQUA RIPARAZIONE DEL DANNO SUBITO ai sensi della Legge LEGGE N.89/2001, MODIFICATA DAL D.L. N.83/2012, CONVERTITO IN LEGGE N.134/2012, E SUCC. MODIFICHE . Leggasi cliccando di seguito su: 80) CASO FERA-SPADARO: LA CORTE D'APPELLO DI MESSINA INGIUNGE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ALFONSO BONAFEDE DI RISARCIRE IL DIRETTORE SPADARO ASSOLTO DAL GIUDICE ROSA CALABRO'(28.06.2018).

Per quanto riguarda il p. penale n.1590/07 R.G.N.R. in carico al Barbaro, gli indagati Agosta-Spadaro, una volta risultati innocenti grazie alle perizie grafiche di parte e del R.I.S. (quest'ultima disposta su volere del Procuratore Luigi Croce a seguito di vibrate proteste), che sconfessavano quella fatta eseguire dal p.m. Barbaro da un suo fiduciario (tale architetto Giovanni M. Favaloro da Messina) chiedevano che fosse periziata anche la grafia del Fera su cui si appuntavano pesanti sospetti quale vero autore delle lettere anonime, ma ovviamente e "ritualmente" con esito negativo (leggasi cliccando di seguito su: Chi è l'autore delle lettere anonime al P.G. Tinebra Giovanni ed al Presidente Michele Duchi? (3.09.2008).

Infine giova ricordare che il Fera, non riuscendo a colpire il Direttore Spadaro, arrivò persino a denunciarne la sua seconda moglie (dalla quale quale avrebbe divorziato per risposare la prima, la madre dei suoi figli), in quanto manoscrittrice di esposti e memorie da egli sottoscritte con dichiarata assunzione di paternità, venendone ovviamente contro denunciato per "calunnia" (leggasi cliccando di seguito su: L'insipienza del procuratore Fera e la fierezza della Prof. Fulvia Cappellacci tipica delle sue radici statunitensi (29.09.2006).

Sorte che non mancherebbe di toccare a chi con vile ricorso alla "trasversalità" supportata da qualche esposto "civetta", con l'innalzamento di clamorose cortine fumogene dietro le quali c'è il nulla sempre uguale a nulla a livello esponenziale, con calunniose affermazioni frutto di indimostrati, arbitrari apprezzamenti personali ed elaborando "teoremi" la cui decodificazione confida unicamente nell'ignoranza altrui, avesse osato azzardare, anche se con esito dequalificante, di ricalcarne le orme, nell'augurio che simili nefandezze indegne di ogni p.m. che abbia un minimo di dignità ed onore non mancherebbero di essere doverosamente denunziate dai suoi stessi colleghi, oltre che essere stoppate ai sensi di Legge dai G.I.P. designati, che fortunatamente non sono quelli dei tempi passati, allorquando su richieste di archiviazioni di fascicoli penali contenenti centinaia e centinaia di pagine di atti d'indagini che si auto assegnava il procuratore Fera Agostino (salvo a sbolognarli al P.M. Emanuele Di Quattro quando si complicavano le cose) ne decretavano l'archiviazione a distanza di poche ore (uno per tutti vedasi il decreto d'archiviazione del p. penale n.207/93 RGNR presso il Tribunale di Ragusa relativo al "dossier" del Prefetto fu Antonio Prestipino Giarritta cliccando di seguito su 24) Il Prefetto Prestipino Giarritta e "L'upupa dalla cresta Rossa"(29.8.2007).

Ovviamente è solo un augurio, aspettando di conoscere quanti e quali magistrati facevano parte del verminaio contenuto nel vaso di Pandora scoperchiato dall'ex presidente dell'ANM nonchè membro del CSM Palamara Luca radiato dall'Ordine Giudiziario, potendosi sin da ora affermare che lo stesso "sistema" era posto in essere dal procuratore della Repubblica di Caltanissetta, poi direttore generale del D.A.P. , poi procuratore generale e presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Catania nonchè dell'Ufficio Regionale Grandi Appalti fu TINEBRA GIOVANNI (bollato dal CSM per <<condotta gravemente lesiva dell'immagine di magistrato») ed ovviamente da tutta la sua ben nota <<onorevole>> cordata eiusdem furfuris (leggasi cliccando di seguito su: 35) Tinebra Giovanni è morto (09.05.2017).

Intanto gli Italiani per bene, prendiamo atto con soddisfazione e con una punta di orgoglio quanti abbiamo dato un contributo forte alla GIUSTIZIA con rischiose sovraesposizioni, della positiva inversione di tendenza posta in essere con l'ondata di ordinanze di custodia cautelare di magistrati corrotti, deviati e mafiosi dal nord al sud Italia (leggasi cliccando di seguito su: ELENCO DI MAGISTRATI CORROTTI ARRESTATI DAL NORD AL SUD ITALIA (07.06.2020) e su ARRESTATO PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA (19.05.2020)

Giovani Magistrati siate indipendenti come per Legge e fate il vostro dovere, prendendo ad esempio la giovane e coraggiosa P.M. Silvia Curione, che ha fatto arrestare il suo procuratore capo che amava apostrofarla "mia cara bambina" (leggasi cliccando di seguito su: 90)ARRESTATO PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI TARANTO :<<Pressioni per perseguire ingiustamente una persona>> (19.05.2020) ;

come anche la Giudice di Pace Lucia Spinella che ha avuto il coraggio di condannare il p.g. di Messina Cassata Franco Antonio (leggasi cliccando di seguito su: Caso Parmaliana e magistratura corrotta. Il docente suicida sarebbe ancora vivo oggi che non ci sono più "intoccabili");

come anche la P.M. Gabriella Nuzzi che a capo di un pool di 7 colleghi, il 07.06.2020, intervistata da Massimo Giletti nella trasmissione "Non è l'Arena" ha dichiarato "nel 2007 indagammo Luigi De Magistris per abuso d'ufficio, calunnia, diffamazione, rivelazione di segreti d'ufficio, .....quando cominciammo a renderci conto arrivammo alle conclusioni che queste accuse erano assolutamente infondate e ci fu da parte nostra questa richiesta di archiviazione e per riscontrare alcuni aspetti secondo me inquietanti del procedimento a suo carico, dovevamo necessariamente acquisire una serie specifica di atti e quindi decidemmo di intervenire con un decreto di sequestro probatorio. Da lì successe il finimomdo, perchè venimmo a sapere che la procura generale di Catanzaro aveva eseguito il controsequestro degli atti che avevamo richiesto e quello stesso giorno arrivano sulle nostre scrivanie, notificate dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria delle informazioni di garanzie. Io ed il mio collega siamo stati trasferiti immediatamente ed inoltre negli anni ho subito una sorta di stalking giudiziario.....Palamara è una testimonianza vivente di quello che c'è nella magistratura".

Lo scrivente, è bene che si sappia, da Direttore supplente della Casa di Reclusione di Fossano (1980), denunziò il procuratore della Repubblica di Cuneo fu Campisi Sebastiano nativo di Pachino, col risultato che, accertati i fatti, fu trasferito dopo breve tempo, oltre ad essere stato lo Spadaro elogiato dal Procuratore Generale della Repubblica di Torino Dott. Severino Rossi ed ancor prima dal predecessore P.G. Dott. Mario Bongioannini in visita presso la Casa di Reclusione di Saluzzo (che dirigeva in missione continuativa contestualmente a quella di Fossano), <<dove ebbe l'onore di ricevere la visita non preannunziata del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa>> e dove si era distinto per le coraggiose e proficue iniziative assunte, così come riportate nella nota di apprezzamento del Procuratore della Repubblica pro tempore Dott. Aldo Ignesti;

Trasferito  il 22.10.81 da Fossano alla Casa Circondariale di Bergamo con <<Sezione di massima sicurezza>> in piena emergenza "brigate rosse" - "lotta continua" "prima linea" (al punto che in una riunione Interforze, presente un alto esponente della Magistratura e lo scrivente in vece del direttore titolare assente, tenutasi all'interno del Carcere, si stabilì di non operare arresti per microcriminalità al fine di utilizzare il maggior numero possibile di personale militare per l'anti terrorismo), ebbe contatti con un Giudice a cui fornì le richieste informazioni sensibili sull'operato del direttore titolare, il siciliano di Milazzo dr. Trimboli Rocco che sarebbe stato arrestato per reati gravissimi.

Comandato in missione continuativa su disposizione ministariale da Bergamo al Carcere "Don Bosco" di Pisa (centro clinico per detenuti + <<Sezione di massima sicurezza con prevalenza di detenuti di "prima linea" >>) determinò, nel 1982, gli arresti del direttore Forte Umberto, del m.llo titolare del servizio di custodia, del titolare dell'impresa mantenimento detenuti + 6.

Trasferito presso gli Stabilimenti Penali di Pianosa Isola il 14.08.1982 e preposto alla Direzione della <<Diramazione di massima sicurezza Agrippa>> con 282 detenuti differenziati, con rischi rilevantissimi per la propria incolumità e per quella dei suoi più stretti collaboratori (merita di essere citato per la sua dedizione al servizi il M.llo Colazzo) raccogliendo le dichiarazioni del camorrista Giancarlo Pandico, contribuì al felice esito dell'operazione "TEMPESTA" culminata con 846 ordinanze di custodia cautelare a carico di "cutoliani" ed appartenenti a "nuova famiglia", tra cui Enzo Tortora.

Con ciò intendendo semplicemente dire che la pretesa che ognuno faccia il proprio dovere nasce dall'averne dato l'esempio, a fronte di quanti "tubi digerenti" debbono vergognarsi di avere svolto le loro carriere organizzando partite di caccia alla selvaggina, conviviali lions e partecipando a commemorazioni di MAGISTRATI ASSASSINATI per aver mantenuto fede al giuramento di fedeltà prestato alla Repubbica, infangandone, con la loro sporca presenza, la memoria.

Signori magistrati, dal 92 ad oggi abbiamo avuto 28.702 vittime di errori giudiziari che lo Stato (cioè noi Italiani) ha indennizzato con 797 milioni di euro. Ogni anno 1.000 persone vengono arrestate ingiustamente, grazie all'uso distorto della carcerazione. E' ora di finirla, chi sbaglia deve pagare, ficcatevelo bene in testa: QUESTA E' LA DEMOCRAZIA e non osservarla, stante i tempi che corrono, significa scivolare verso la "ghigliottina"

Vedremo quanti della lista dei 136 testi citati da Palamara Luca resteranno nel vaso di Pandora e quanti ne usciranno fuori (probabilmente nessuno). Per vedere i profetici apprezzamenti dell'Emerito Presidente della Repubblica fu Francesco Cossiga sul Palamara, clicca di seguito su:

Video di intervista Cossiga Palamara

bing.com/videos

Onore a quanti Magistrati per bene (categoria in estinzione che necessita di urgente ripopolamento) applicano la Legge, avendo il coraggio di arrestare i colleghi corrotti e deviati che remano contro le Istituzioni, nei confronti dei quali andrebbe applicato il "codice militare di guerra" comminando loro il massimo della pena prevista dal codice penale per "alto tradimento" del Giuramento di fedeltà prestato allo Stato Italiano di cui è Capo e Garante il nostro amato Presidente oltre che delle Forze Armate e del C.S.M. SERGIO MATTARELLA da cui gli Italiani onesti ed operosi ci aspettiamo interventi di rigore, onde evitare che si incrementi la sfiducia nella magistratura che gran parte del Popolo vive non più come uno strumento di giustizia, ma come un nemico insidioso da evitare e da cui difendersi.

Si prendano ad esempio il coraggio la competenza e l'onestà del Procuratore Capo della Repubblica di Roma Michele Prestipino Giarritta, il cui operato e del suo predecessore qualche suo collega animato da accecante invidia avrebbe voluto sminuire (congiunto del Prefetto di Ragusa su mensionato, fu Antonio Prestipino Giarritta, con cui il Direttore Spadaro, legato da sincera e disinteressata amicizia, ebbe l'onore di collaborare partecipando e fornendo suggerimenti recepiti all'unanimità nei Comitati di Ordine e Sicurezza Pubblica culminati col successo di importanti operazioni antimafia, venendone elogiato unitamente ai C.ti Prov.li pro tempore Col. Francesco Guarrata e Col. Giorgio Vincenzo Piras, entrambi promossi Generali 45) SPADARO ELOGIATO DAL PREFETTO DI RG. Dr. A.PRESTIPINO GIARRITTA E DAL GEN. CC. DOTT. FRANCESCO GUARRATA PER L'OPERAZIONE SQUALO (17.04.2010) - 47)Il Gen. CC. Dott. Giorgio Vincenzo Piras: essenziale l'opera di Spadaro nell'operazione "SQUALO" (27.10.2010), nonchè le su dette giovani ed integerrime G.d.P. Lucia Spinella, P.M. Silvia Curione e Gabriella Nuzzi che il Direttore Spadaro, la sua compagna Preside Maria Concetta Prestipino Giarritta e la totalità degli Italiani informati sui fatti considerano delle Eroine, nell'augurio che, al verificarsi delle condizioni di Legge, possano essere emulate dalla gran parte delle colleghe d'Italia, non escluse quelle in servizio presso la procura della Repubblica di Ragusa.

"NON SMETTETE MAI DI PROTESTARE; NON SMETTETE MAI DI DISSENTIRE, DI PORVI DOMANDE, DI METTERE IN DISCUSSIONE L'AUTORITA', I LUOGHI COMUNI, I DOGMI. NON ESISTE LA VERITA' ASSOLUTA. NON SMETTETE DI PENSARE. SIATE VOCI FUORI DAL CORO. SIATE IL PESO CHE INCLINA IL PIANO. UN UOMO CHE NON DISSENTE E' UN SEME CHE NON CRESCERA' MAI" (BERTRAND RUSSEL)

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"Dove comanda la mafia, i posti nelle Istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei cretini" mafia

www.korazym.org/42623/dove-comanda-la-mafia-i-posti-nelle-istituzioni...

05/05/2020 · " Frank Coppola e Giovanni Falcone dicono a chi voglia ascoltarli una cosa di una straordinaria semplicità didascalica: che dove comanda la mafia i posti nelle istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei cretini. E che dunque una società che abbia, anche nei suoi ceti colti e professionali, delle buone riserve di cretini è assolutamente funzionale ai disegni e alle ambizioni delle organizzazioni mafiose" (da "La convergenza. Mafia e politica nella seconda Repubblica" di NANDO DALLA CHIESA)

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"NON SIATE TUBI DIGERENTI, CERVELLI ALL'AMMASSO OMOLOGATI AL SERVIZIO DELL'ALTA FINANZA GLOBALIZZATA. RICORDATEVI CHE IL SOMMO POETA DISSE <<FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI MA PER SEGUIR VIRTUTE E CONOSCENZA>>" (BIAGIO SPADARO SARDO)

Pubblicazione on line dal 2019, con aggiornamento del 30.08.2020 Biagio Spadaro Sardo

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