27.9.2007

Beppe Grillo: il trionfo dell'internautica

peppe

Tagliato fuori dai mass-media ufficiali da tempo immemorabile, il fenomeno "Peppe Grillo" esplode coagulando l'esasperazione ed il consenso della stragrande maggioranza degli Italiani che non crede più nella politica e nella giustizia, nè soprattutto nei suoi esponenti, dai minimi ai massimi, che predicano bene e razzolano male e poco importa che siano di destra, di centro o di sinistra. Nè è emblematica la copertina de "L'espresso" n.35 anno LIII del 6 novembre 2007, dal titolo "CASA NOSTRA" con in bella vista le immagini sorridenti dei leaders maximi delegati dal Popolo Sovrano ad amministrarle.

Se a ciò si aggiunge tutto quanto è emerso nel talk show politico televisivo "Ballarò", andato in onda su Rai Tre il 25.9.2007, in cui qualcuno ha paventato l'avvento di un'altra tangentopoli, si capisce come come, il caso "Grillo" non sia qualunquismo, come qualcuno ha scritto, ma espressione di un radicato malcontento popolare. E poi, i politici si farebbero sorprendere da un'altra tangentopoli? E la magistratura di oggi sarebbe in grado di ripeterla? Ho avuto il privilegio di conoscere sia Mariano Lombardi, che Luigi De Magistris, due Magistrati per bene, che hanno entrambi ragione nell'interpretazione dei loro ruoli, oggi sotto l'occhio del ciclone: lo sarebbero stati all'epoca di tangentopoli?

Ci sono procuratori della Repubblica da quarant'anni nella stessa sede, le cui inefficienze ed insabbiamenti sono stati conclamati da interrogazioni parlamentari recanti le firme di ex Ministri della Giustizia senza scheletri nell'armadio e da pubbliche dichiarazioni di Magistrati di indiscussa moralità e coraggio come il Sen. Giuseppe Di Lello, ma non risulta che siano stati destinatari delle attenzioni degli 007 del Ministro Clemente Mastella, ne di quelli del C.S.M., saturo di esposti.

La rivoluzione di quest'inizio secolo è l'internautica i cui utenti crescono nel mondo a livello esponenziale, che ha permesso agli innumerevoli Peppe Grillo di dire quello che i mass-media ufficiali non direbbero mai, di stendere al sole i panni sporchi, di fare da traino alla stampa ufficiale, di scombussolare i piani dei detentori di privilegi scandalosi che vorrebbero soffocarla, che consente al mondo di sapere cosa sta accadendo in Birmania, dove gli aneliti di un popolo che reclama giustizia e libertà vengono soffocati nel sangue.

Non c'è da preoccuparsi del successo dell'innocuo Peppe Grillo: lui stesso professa di non sapere quale sarà il suo viatico, che sarà quel che sarà ed in ogni caso la sua presenza nel nostro Parlamento, tra le cui scranne è già stata seduta "Cicciolina", non ne minerà di certo il prestigio, nè la perduta austerità. C'è, molto semplicemente, da fare una brusca sterzata da parte di chi amministra i Poteri dello Stato, per non fare soffrire il Popolo, per recuperare la perduta credibilità, per espellerne le mele marce, tante, troppe, per non minare le basi della nostra Democrazia. In ognuno di noi c'è un Peppe Grillo e Peppe Grillo è tutti noi, tutti gli Italiani schifati di come si amministra il potere.

Si pensi se a cavalcare questa tigre, anzicchè Peppe Grillo, fosse stato qualcun altro, come negli anni di piombo?

gino spadaro drigente prov. e regionale del P.d.C.I.

 

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