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58) Cola Pesce (17.11.2009)

 

68) Il Vescovo ed il Presidente della Provincia di RG. visitano le opere del maestro Alfio Nicolosi (26.4.2011).

69)Il Procuratore Aggiunto della DDA di RC. Michele Prestipino Giarritta dialoga con gli studenti dell'I.T.I.S. e del Liceo Scientifico di Ragusa (28.4.2011)

70)ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, TRUFFA E RICICLAGGIO. ARRESTATI I VERTICI DEL CO.P.A.I.(29.4.2011)

 

il blog è dededicato a Maria,  bella, fiera, aitante, onesta:
la mia fidanzata, mia moglie, la formidabile compagna degli anni ruggenti della progettualizzazione e della realizzazione, la madre dei miei figli che amò tanto e  seppe crescere ed educare impareggiabilmente, al nostro legame speciale ed esclusivo, al mio unico vero amore.
La sua perdita: un dolore struggente, un vuoto incolmabile, un richiamo sempre presente. Le sue volontà sono state eseguite.

Dopo la sua scomparsa ancor più: "...desideroso della sola compagnia di quelli i quali comandano non già di chiudere, ma di aprire gli occhi ..." Giordano Bruno

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non chiede finanziamenti pubblici, non prevede di conseguire ricavi, non rispetta una regolare periodicità e non impiega giornalisti. Pertanto non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art.1, comma III della L.n.62 del 7-03-2001. Provider "Register.com SpA" registrato a nome di Owner.

Si avvisano i lettori che le pubblicazioni sono cronologicamente ordinate e progressivamente numerate e pertanto per leggerne le più recenti basterà cliccare sugli ultimi titoli in rosso indicati sulla sinistra e sulla destra del video.

Questo dominio, il cui titolo inventato dall'autore è sintomatico del malessere della Giustizia Italiana, si prefigge:

*in primo luogo di ridurre in pristino la LEGALITA' presso la Procura della Repubblica di Ragusa, restituendo la perduta fiducia nella giustizia penale alle popolazioni iblee, indignate per il permanere ad oltranza nel Tribunale che occupa da 40 anni del Procuratore Fera Agostino, nonostante già da qualche lustro ne sia stata chiesta la rimozione da più parti e da ultimo anche dall'ex Ministro di Grazia e Giustizia On. Prof. Oliviero Diliberto, ben consapevole dei fatti, con la storica interrogazione parlamentare del 4 ottobre 2005, dai contenuti pesanti come macigni, che hanno occupato le prime pagine anche del "Corriere della Sera", seguita dalle dichiarazioni Sen. Giuseppe di Lello, Magistrato di indiscusso valore e coraggio già appartenente al pool Caponnetto-Falcone-Borsellino, dal Sen. ragusano Gianni Battaglia, dall'On. Giorgio Chessari già Sindaco di Ragusa, dall'ex Direttore del Carcere di Ragusa e Cons. Provinciale Avv. Biagio Spadaro dallo Scrittore Carlo Ruta e da una pletora di comuni cittadini, intellettuali, docenti, professionisti, imprenditori, gionalisti tra cui Alberto, fratello di Giovanni Spampinato assassinato da Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, proprio quando stava per fare il nome e svelare i moventi dell'omicidio dell'ing.Angelo Tumino a tutt'oggi per mano ignota, le cui indagini preliminari furono gestite dall'allora giovane p.m. Fera Agostino.

*di tutelare con la necessaria fermezza e coraggio civile i cosiddetti “diritti negati” delle persone più deboli contro ogni forma di abuso della Pubblica Amministrazione e/o di soggetti privati in posizione dominante, contribuendo a fare crescere la legalità e l’etica deontologica della professione forense, la cui nobiltà è troppo spesso offuscata da comportamenti non sempre improntati a lealtà professionale, ovvero dalla diffusa debolezza dei Consigli dell’Ordine, incapaci di uscire dalle logiche dominanti ed in genere più vicini agli interessi del potere che a quelli della collettività;

*di essere un osservatorio permanente sul vasto fenomeno dell’illegalità istituzionale e della giustizia negata con particolare riferimento alla Sicilia ed alla provincia di Ragusa, sovvertendo e calpestando impunemente i valori di legalità e giustizia in cui tutti crediamo e che dovrebbero essere alla base della civiltà, in uno stato di diritto qual è il nostro;

Saranno fatti i nomi di magistrati, avvocati, cancellieri, periti,amministratori pubblici, politici e imprenditori ritenuti responsabili degli abusi che ci sono stati e ci verranno denunciati: una banca dati in continua espansione per il susseguirsi di “notiae criminis”, a carico di infedeli servitori dello Stato, che sarà a disposizione di ogni lettore.

Per ovvie ragioni verranno pubblicate solo le notizie verificabili e corredate da idonea documentazione, con l’impegno di aggiornamento dei dati in base alle segnalazioni che man mano perverranno da parte dei diretti interessati , o a cancellare ogni riferimento a procedimenti in corso, in caso di assoluzione degli indagati, con sentenza passata in giudicato e non impugnata dalle parti lese nelle sedi sovra-nazionali.

Il servizio, senza alcun onere, si propone di offrire ai cittadini, in tempo reale, una costante quanto obiettiva informazione sui crimini paraistituzionali del potere, che la stampa di regime molto spesso cerca di occultare, essendo espressione delle cordate affaristico-giudiziarie che si scontrano nel paese.

Un elenco sempre più ricco di dati, con le informazioni che perverranno da parte delle vittime della falsa legalità e di quegli operatori onesti della Giustizia, che credono nel principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge e che la magistratura debba essere messa in condizione di fare il proprio dovere fino in fondo senza guardare in faccia nessuno.

Uno strumento per conoscere i perversi meccanismi di controllo del pianeta giustizia e “le oscure vie”attraverso cui i furbi ed i disonesti hanno spesso la meglio sulle persone per bene, a cui è dovuta Giustizia, e che, invece di venire tutelati dalla Legge, si ritrovano vittime di una ramificata rete di protezioni illecite che, nonostante il vento di tangentopoli, continua ad alimentare la corruzione politico-giudiziaria, soffocando la legalità ed il diritto ad una giustizia equa e rapida per tutto il popolo italiano.

La “mappa” consentirà di radiografare i comportamenti, non sempre trasparenti, di funzionari pubblici ed operatori di giustizia, che nell’esercizio delle loro funzioni dovrebbero garantire la legalità e che invece, spesso, appaiono come garanti di poteri occulti e criminali, protesi a difendere ad oltranza gli interessi di potenti e farabutti di ogni risma.

Un ordine di falsa legalità soffoca la società ed annichilisce il profondo e radicato bisogno di Giustizia a cui ogni uomo libero aspira, impedendo ad un intero popolo di progredire e vivere in pace. Nel nostro paese vige un sistema per cui è pressocchè impossibile per un comune cittadino ottenere Giustizia nei confronti di un potente o di un amico degli amici potenti.

La Giustizia è condizionata dai partiti e da pochi imprenditori di regime che a loro volta sono in grado di controllare la vita politica ed amministrativa.

Pendono oltre 9.000.000 ( tra civili e penali ) di procedimenti a livello nazionale, con una percentuale di impunità pari all’80%. Tale situazione di intasamento della Giustizia viene volutamente mantenuta ed aggravata per impedire la definizione di tutti quei processi civili , penali amministrativi che, in un modo o nell’altro, avrebbero, già da tempo, determinato la soccombenza di potenti e personaggi vicini alle lobbies trasversali che controllano il Paese.

Genealogie: dopo la pubblicazione di 3) Genealogie: archivio Spadaro di Passanitello ramo SPADARO - CARINI da cui ne discende il redattore: Avv.Biagio Spadaro -Sardo (30.08.2006),si preannunzia la pubblicazione del ramo SARDO-COCUZZA-MELFI

 

Inizia la pubblicazione del Manoscritto del 1984, del Direttore del Carcere di Ragusa Dott. Carmelo Mauro "Fotogrammi del mio tempo" : 52 flash struggenti, penetranti, di straordinaria bellezza e vis comunicativa, una promessa che Gino Spadaro si appresta a mantenere, all'inseparabile ed indimenticabile amico scomparso, personaggio unico ed irripetibile che porta nel suo cuore e col quale gli piace incrociare la spada verso il cielo, nel motto "uno per tutti, tutti per uno" (31.03.2007).

A distanza di 3 anni e dieci mesi dalla prima riproposizione su questo blog della pubblicazione su http://italy.indymedia.org/news/2005/05/791351.php dal titolo "La rimozione di Agostino Fera dalla procura è necessaria", finalmente, dopo tanti rinvii, quando ormai nessuno ci credeva, il 2 marzo 2009 ha lasciato la Procura di Ragusa con 7 p.m. in organico, per andare a dirigere in fase di prepensionamento la Procura dei Minorenni di Catania con tre p.m. in organico. Ragusa si è liberata da una più che quarantennale presenza torbida (<<insabbia tutto, sia a destra, che a centro, cha sinistra>>, parole dell'Onorevole Magistrato Giuseppe Di Lello); supercontestata come mai dalla fondazione del minitribunale di Ragusa (oltre alle tre interrogazioni parlamentari in una delle quali l'ex Ministro della Giustizia Di Liberto ne chiedeva la rimozione, in molti lo hanno accusato e denunciato); narcisistica (<<Il difetto? perchè forse ne ho...>>, il suo verbo); opprimente - non connaturata alla funzione (alla domanda dell'intervistatore a cui diceva che sarebbe potuto andare a fare il procuratore aggiunto a Firenze od il capo a Treviso e a Parma "Però all'ultimo momento ha rinunziato?", ha risposto <<per non dare adito ai miei detrattori di poter dire di avermi fatto fuori>>); inquietante <<I giornali purtroppo hanno causato poi il secondo omicidio>> (quello di Spampinato ndr); Sollecitato a ricordare su un duplice colloquio che, pochi giorni prima che venisse ucciso Spampinato, ebbe con Roberto Campria su una torbida vicenda di contrabbandieri, Fera dichiarava: << No, non ricordo assolutamente, è di pura fantasia una circostanza del genere. Io non ho incontrato più Roberto Campria dopo averlo interrogato immediatamente dopo il delitto Tumino, e poi in carcere (dopo il delitto Spampinato ndr) assieme al procuratore Puglisi>>. Invece quei due incontri, del tutto oltre le righe, avvennero, e lui stesso, a evitare che sorgessero problemi, ne fece nota al procuratore generale di Catania, ma solo il 31 ottobre 1972, quando il cronista era stato assassinato, il che ha rafforzato piuttosto che fugarli tanti dubbi e perplessità sugli omicidi Tumino-Spampinato, quest'ultimo, si ipotizza ("Corriere della Sera" e "La Sicilia"), fatto eseguire da Roberto Campria, per occultarne il primo, a tutt'oggi per mano ignota nell'ufficialità degli atti; arrogante oltre ad aver minacciato in pubblica udienza l'ex Ministro della Giustizia Di Liberto che ne chiedeva la rimozione <<vedremo come andrà a finire, perchè poi faremo i conti anche con lui>>, pubblicava di aver querelato anche l'On. Magistrato Giuseppe Di Lello. Quelli che Ninni Fera ha pubblicamente definito "detrattori" "gaglioffi", "folli da sottoporre a perizie psicologiche" e quant'altro di inaudita gravità, orgogliosi dei risultati ottenuti a 360° (quelli visibili a tutti + quelli agli addetti ai lavori), in occasione della sua fuoruscita dalla scena pubblica ragusana, gli ricordano che "chi semina vento raccoglie tempesta" e confidano nella Giustizia perchè si arrivi a scoprire chi fu il mandante dell'omicidio di Giovanni Spampinato assassinato con sei colpi di pistola da Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, in un contesto di emergente neofascismo e di "Magistrati, Direttori Penitenziari, Politici ed Amministratori corrotti" così come descritto dal "pentito" capo clan Bruno Carbonaro allorchè manifestò l'intenzione di collaborare con la neo D.D.A. di Catania (1992). Il titolare di questo blog (nell'arco degli ultimi 18 anni ha subito reagendo e consevando integra la propria incensuratezza, ben 73 procedimenti penali per difendersi dai sistematici tentativi di trasferimento delle prove dal colpevole all'innocente) , che in parte si è occupato e preoccupato della sete di giusitiza del popolo ragusano (cui ha dato e più spesso prestato voce), è lieto di annunziare che con oggi cessa ogni pubblicazione sul caso finalmente risolto, che gli consente, insieme ad un'infinita pletora di ragusani di ritornare a fruire di un pubblico servizio fin'ora negato: "La Procura della Repubblica di Ragusa". Pertanto nel collocare una pietra tombale sul "Caso Fera" e nel dare il benvenuto al neo Procuratore di Ragusa Dott. Carmelo Antonio Petralia, riprendono le pubblicazioni di "Fotogrammi del mio tempo" e delle Genealogie, ad iniziare da quella della Famiglia della madre dell'Avv. Spadaro "D.nna Maria Agata Sardo Cocuzza Melfi".

PURTROPPO IL CASO FERA-SPADARO NON E' RISOLTO: LEGGASI LA PUBBLICAZIONE AGGIORNATA N.57 E LA N.61.

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Dimora di Luca Zingaretti a Punta Secca
Dimora di Luca Zingaretti a Punta Secca
 
Garibaldi a Marsala
Garibaldi a Marsala
 
Direttori penitenziari a riposo
Direttori penitenziari a riposo
 
Planimetria tenimento Spadaro
Planimetria tenimento Spadaro

Gino Spadaro
Biagio Spadaro nell'ufficio
di direzione del carcere
di Ragusa


Nato a Monterosso Almo (RG) e domiciliato in S.Croce Camerina. Maturità classica, laurea in Giurisprudenza, iscrizione all’albo dei patrocinatori legali, direttore provinciale I.N.A.D.E.L.  (Oristano),direttore  penitenziario di Case Circondariali, Case di Reclusione, Colonie Penali Agricole e Supercarceri dal nord al sud Italia attraversando “Pianosa Isola”,docente di diritto penitenziario e procedura penale presso la scuola superiore di servizio sociale di Modica ( Università degli studi di Messina ), consigliere capogruppo della Provincia Regionale di Ragusa eletto nelle liste di F.I.nel 1994, già candidato al Senato della Repubblica con i Ragicali di Marco Pannella nel 1996 riportando 3.776 voti, v. presidente del consiglio di amministrazione di “IbleAmbiente s.r.l.”, già responsabile provinciale per la giustizia e Sindaco del Comitato Regionale di garanzia del P.d.C.I. Nel novembre del 2010 aderisce al P.D.L. Titolare di questo blog in S.Croce Camerina.

 


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Tel. Fax: 0932-820060  —  cell.338.8388966 — posta elettronica: gino_spadaro@yahoo.it