
il blog è dededicato a Maria, bella, fiera, aitante, onesta:
la
mia fidanzata, mia moglie, la formidabile compagna degli anni ruggenti
della progettualizzazione e della realizzazione, la madre dei miei
figli che amò tanto e seppe crescere ed educare
impareggiabilmente, al nostro legame speciale ed esclusivo, al mio
unico vero amore.
La sua perdita: un dolore struggente, un vuoto incolmabile, un richiamo sempre presente. Le sue volontà sono state eseguite.
Dopo la sua scomparsa ancor più: "...desideroso della sola compagnia di quelli i quali comandano non già di chiudere, ma di aprire gli occhi ..." Giordano Bruno
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Si
avvisano i lettori che le pubblicazioni sono cronologicamente ordinate
e progressivamente numerate e pertanto per leggerne le più recenti
basterà cliccare sugli ultimi titoli in rosso indicati sulla sinistra e
sulla destra del video.
Questo dominio, il cui titolo inventato dall'autore è sintomatico del malessere della Giustizia Italiana, si prefigge:
*in
primo luogo di ridurre in pristino la LEGALITA' presso la Procura della
Repubblica di Ragusa, restituendo la perduta fiducia nella giustizia
penale alle popolazioni iblee, indignate per il permanere ad oltranza
nel Tribunale che occupa da 40 anni del Procuratore Fera Agostino,
nonostante già da qualche lustro ne sia stata chiesta la rimozione da
più parti e da ultimo anche dall'ex Ministro di Grazia e Giustizia On.
Prof. Oliviero Diliberto, ben consapevole dei fatti, con la storica
interrogazione parlamentare del 4 ottobre 2005, dai contenuti pesanti
come macigni, che hanno occupato le prime pagine anche del "Corriere
della Sera", seguita dalle dichiarazioni Sen. Giuseppe di Lello,
Magistrato di indiscusso valore e coraggio già appartenente al pool
Caponnetto-Falcone-Borsellino, dal Sen. ragusano Gianni Battaglia,
dall'On. Giorgio Chessari già Sindaco di Ragusa, dall'ex Direttore del
Carcere di Ragusa e Cons. Provinciale Avv. Biagio Spadaro dallo
Scrittore Carlo Ruta e da una pletora di comuni cittadini,
intellettuali, docenti, professionisti, imprenditori, gionalisti tra
cui Alberto, fratello di Giovanni Spampinato assassinato da Roberto
Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, proprio
quando stava per fare il nome e svelare i moventi dell'omicidio
dell'ing.Angelo Tumino a tutt'oggi per mano ignota, le cui indagini
preliminari furono gestite dall'allora giovane p.m. Fera Agostino.
*di
tutelare con la necessaria fermezza e coraggio civile i cosiddetti
“diritti negati” delle persone più deboli contro ogni forma di abuso
della Pubblica Amministrazione e/o di soggetti privati in posizione
dominante, contribuendo a fare crescere la legalità e l’etica
deontologica della professione forense, la cui nobiltà è troppo spesso
offuscata da comportamenti non sempre improntati a lealtà
professionale, ovvero dalla diffusa debolezza dei Consigli dell’Ordine,
incapaci di uscire dalle logiche dominanti ed in genere più vicini agli
interessi del potere che a quelli della collettività;
*di
essere un osservatorio permanente sul vasto fenomeno dell’illegalità
istituzionale e della giustizia negata con particolare riferimento alla
Sicilia ed alla provincia di Ragusa, sovvertendo e calpestando
impunemente i valori di legalità e giustizia in cui tutti crediamo e
che dovrebbero essere alla base della civiltà, in uno stato di diritto
qual è il nostro;
Saranno
fatti i nomi di magistrati, avvocati, cancellieri,
periti,amministratori pubblici, politici e imprenditori ritenuti
responsabili degli abusi che ci sono stati e ci verranno denunciati:
una banca dati in continua espansione per il susseguirsi di “notiae
criminis”, a carico di infedeli servitori dello Stato, che sarà a
disposizione di ogni lettore.
Per
ovvie ragioni verranno pubblicate solo le notizie verificabili e
corredate da idonea documentazione, con l’impegno di aggiornamento dei
dati in base alle segnalazioni che man mano perverranno da parte dei
diretti interessati , o a cancellare ogni riferimento a procedimenti in
corso, in caso di assoluzione degli indagati, con sentenza passata in
giudicato e non impugnata dalle parti lese nelle sedi sovra-nazionali.
Il
servizio, senza alcun onere, si propone di offrire ai cittadini, in
tempo reale, una costante quanto obiettiva informazione sui crimini
paraistituzionali del potere, che la stampa di regime molto spesso
cerca di occultare, essendo espressione delle cordate
affaristico-giudiziarie che si scontrano nel paese.
Un
elenco sempre più ricco di dati, con le informazioni che perverranno da
parte delle vittime della falsa legalità e di quegli operatori onesti
della Giustizia, che credono nel principio di uguaglianza dei cittadini
di fronte alla Legge e che la magistratura debba essere messa in
condizione di fare il proprio dovere fino in fondo senza guardare in
faccia nessuno.
Uno
strumento per conoscere i perversi meccanismi di controllo del pianeta
giustizia e “le oscure vie”attraverso cui i furbi ed i disonesti hanno
spesso la meglio sulle persone per bene, a cui è dovuta Giustizia, e
che, invece di venire tutelati dalla Legge, si ritrovano vittime di una
ramificata rete di protezioni illecite che, nonostante il vento di
tangentopoli, continua ad alimentare la corruzione
politico-giudiziaria, soffocando la legalità ed il diritto ad una
giustizia equa e rapida per tutto il popolo italiano.
La
“mappa” consentirà di radiografare i comportamenti, non sempre
trasparenti, di funzionari pubblici ed operatori di giustizia, che
nell’esercizio delle loro funzioni dovrebbero garantire la legalità e
che invece, spesso, appaiono come garanti di poteri occulti e
criminali, protesi a difendere ad oltranza gli interessi di potenti e
farabutti di ogni risma.
Un
ordine di falsa legalità soffoca la società ed annichilisce il profondo
e radicato bisogno di Giustizia a cui ogni uomo libero aspira,
impedendo ad un intero popolo di progredire e vivere in pace. Nel
nostro paese vige un sistema per cui è pressocchè impossibile per un
comune cittadino ottenere Giustizia nei confronti di un potente o di un
amico degli amici potenti.
La
Giustizia è condizionata dai partiti e da pochi imprenditori di regime
che a loro volta sono in grado di controllare la vita politica ed
amministrativa.
Pendono
oltre 9.000.000 ( tra civili e penali ) di procedimenti a livello
nazionale, con una percentuale di impunità pari all’80%. Tale
situazione di intasamento della Giustizia viene volutamente mantenuta
ed aggravata per impedire la definizione di tutti quei processi civili
, penali amministrativi che, in un modo o nell’altro, avrebbero, già da
tempo, determinato la soccombenza di potenti e personaggi vicini alle
lobbies trasversali che controllano il Paese.
Genealogie: dopo la pubblicazione di 3)
Genealogie: archivio Spadaro di Passanitello ramo SPADARO - CARINI da
cui ne discende il redattore: Avv.Biagio Spadaro -Sardo (30.08.2006),si preannunzia la pubblicazione del ramo SARDO-COCUZZA-MELFI
Inizia la pubblicazione del Manoscritto del 1984, del Direttore del Carcere di Ragusa Dott. Carmelo Mauro "Fotogrammi del mio tempo"
: 52 flash struggenti, penetranti, di straordinaria bellezza e vis
comunicativa, una promessa che Gino Spadaro si appresta a mantenere,
all'inseparabile ed indimenticabile amico scomparso, personaggio unico
ed irripetibile che porta nel suo cuore e col quale gli piace
incrociare la spada verso il cielo, nel motto "uno per tutti, tutti per uno" (31.03.2007).
A distanza di 3 anni e dieci mesi dalla prima riproposizione su questo blog della pubblicazione su http://italy.indymedia.org/news/2005/05/791351.php
dal titolo "La rimozione di Agostino Fera dalla procura è necessaria",
finalmente, dopo tanti rinvii, quando ormai nessuno ci credeva, il 2
marzo 2009 ha lasciato la Procura di Ragusa con 7 p.m. in organico, per
andare a dirigere in fase di prepensionamento la Procura dei Minorenni
di Catania con tre p.m. in organico. Ragusa si è liberata da una più
che quarantennale presenza torbida (<<insabbia tutto, sia a destra, che a centro, cha sinistra>>, parole dell'Onorevole Magistrato Giuseppe Di Lello); supercontestata
come mai dalla fondazione del minitribunale di Ragusa (oltre alle tre
interrogazioni parlamentari in una delle quali l'ex Ministro della
Giustizia Di Liberto ne chiedeva la rimozione, in molti lo hanno
accusato e denunciato); narcisistica (<<Il difetto? perchè forse ne ho...>>, il suo verbo); opprimente
- non connaturata alla funzione (alla domanda dell'intervistatore a cui
diceva che sarebbe potuto andare a fare il procuratore aggiunto a
Firenze od il capo a Treviso e a Parma "Però all'ultimo momento ha
rinunziato?", ha risposto <<per non dare adito ai miei detrattori di poter dire di avermi fatto fuori>>); inquietante <<I giornali purtroppo hanno causato poi il secondo omicidio>>
(quello di Spampinato ndr); Sollecitato a ricordare su un duplice
colloquio che, pochi giorni prima che venisse ucciso Spampinato, ebbe
con Roberto Campria su una torbida vicenda di contrabbandieri, Fera
dichiarava: << No, non ricordo assolutamente, è di pura
fantasia una circostanza del genere. Io non ho incontrato più Roberto
Campria dopo averlo interrogato immediatamente dopo il delitto Tumino,
e poi in carcere (dopo il delitto Spampinato ndr) assieme al procuratore Puglisi>>.
Invece quei due incontri, del tutto oltre le righe, avvennero, e lui
stesso, a evitare che sorgessero problemi, ne fece nota al procuratore
generale di Catania, ma solo il 31 ottobre 1972, quando il cronista era
stato assassinato, il che ha rafforzato piuttosto che fugarli tanti
dubbi e perplessità sugli omicidi Tumino-Spampinato, quest'ultimo, si
ipotizza ("Corriere della Sera" e "La Sicilia"), fatto eseguire da
Roberto Campria, per occultarne il primo, a tutt'oggi per mano ignota
nell'ufficialità degli atti; arrogante oltre ad aver minacciato in pubblica udienza l'ex Ministro della Giustizia Di Liberto che ne chiedeva la rimozione <<vedremo come andrà a finire, perchè poi faremo i conti anche con lui>>, pubblicava
di aver querelato anche l'On. Magistrato Giuseppe Di Lello. Quelli che
Ninni Fera ha pubblicamente definito "detrattori" "gaglioffi", "folli
da sottoporre a perizie psicologiche" e quant'altro di inaudita
gravità, orgogliosi dei risultati ottenuti a 360° (quelli visibili a
tutti + quelli agli addetti ai lavori), in occasione della sua
fuoruscita dalla scena pubblica ragusana, gli ricordano che "chi semina
vento raccoglie tempesta" e confidano nella Giustizia perchè si arrivi
a scoprire chi fu il mandante dell'omicidio di Giovanni Spampinato
assassinato con sei colpi di pistola da Roberto Campria, figlio
dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, in un contesto di
emergente neofascismo e di "Magistrati, Direttori Penitenziari,
Politici ed Amministratori corrotti" così come descritto dal "pentito"
capo clan Bruno Carbonaro allorchè manifestò l'intenzione di
collaborare con la neo D.D.A. di Catania (1992). Il titolare di questo
blog (nell'arco degli ultimi 18 anni ha subito reagendo e consevando
integra la propria incensuratezza, ben 73 procedimenti penali per
difendersi dai sistematici tentativi di trasferimento delle prove dal
colpevole all'innocente) , che in parte si è occupato e preoccupato
della sete di giusitiza del popolo ragusano (cui ha dato e più spesso
prestato voce), è lieto di annunziare che con oggi cessa ogni
pubblicazione sul caso finalmente risolto, che
gli consente, insieme ad un'infinita pletora di ragusani di ritornare a
fruire di un pubblico servizio fin'ora negato: "La Procura della
Repubblica di Ragusa". Pertanto nel
collocare una pietra tombale sul "Caso Fera" e nel dare il benvenuto al
neo Procuratore di Ragusa Dott. Carmelo Antonio Petralia, riprendono le pubblicazioni di "Fotogrammi del mio tempo" e delle Genealogie, ad iniziare da quella della Famiglia della madre dell'Avv. Spadaro "D.nna Maria Agata Sardo Cocuzza Melfi".
PURTROPPO IL CASO FERA-SPADARO NON E' RISOLTO: LEGGASI LA PUBBLICAZIONE AGGIORNATA N.57 E LA N.61.
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